Il Portale dei quartieri di Latina Nascosa e Nuova Latina

Centrale a ciclo combinato nell'area della nucleare,al via l'elettrodotto con la Sardegna!

By: davide

davide - Wed 26/07/2006 or 15:12
Mentre in questi giorni tutti parlano di Sogin, a molti stà sfuggendo che a breve partiranno i lavori per realizzare un elettrodotto sottomarino tra Foceverde e la Sardegna.. Ma chi lo ha autorizzato e chi ne è il soggetto che lo ha voluto? L'ENEL, il GRTN e la TERNA, o chi altro? A quale scopo? Secondo me è l'operazione propedeutica alla realizzazione della centrale turbogas nell'area della ex nucleare... E pensare che Zaccheo proponeva di interrare l'elettrodotto attuale tra la ex centrale e la dorsale pontina, quale compensazione per la servitù della centrale. Ora visto che la Sogin non ha voluto trattare, oltre al vecchio elettrodotto ne avremmo anche uno nuovo, in quanto è previsto anche un tratto terrestre di 30 km, che andrà con tutta probabilità ad allacciarsi alla dorsale che scorre lungo i Lepini... http://parvapolis.panservice.it/index.php Latina. Sogin, domani il dietrofront di Zaccheo? Edoardo Castellucci (PdCI): «Davvero troppa la voglia di tacere e di confondere...» «In merito alla questione concernente lo smantellamento (decommissioning) della Centrale di Latina come Comunisti Italiani riteniamo che c’è bisogno di fare chiarezza in quanto esiste una evidente volontà di nascondere le “cose”». Scrive Edoardo Castellucci: «Fare chiarezza sulla reale situazione della centrale di Borgo Sabotino significa dire le cose come stanno e le cose non stanno come dicono il Sindaco di Latina e la SoGIN. Le prospettive di riutilizzo del sito della centrale sono ZERO in quanto la possibilità che si realizzi il sito nazionale dei rifiuti radioattivi è estremamente remota. Sito nazionale che riguarderà solo i rifiuti di II categoria. La centrale di Latina funzionava con un reattore di tecnologia inglese a gas grafite (GCR-Magnox) alimentato con combustibile a uranio naturale metallico. Il combustibile irraggiato è stato inviato in Inghilterra per il trattamento di vetrificazione, concluso il quale rientrerà a Latina dove sarà depositato, visto che il sito nazionale non è ancora stato realizzato e al momento non è dato sapere quando questo avverrà. La grafite invece è ancora nella centrale. Pertanto, a differenza di quanto ci si vuole far credere, attualmente non c’è e non ci può essere alcun piano per lo smantellamento della centrale di Borgo Sabotino, il problema, non sono i fanghi o i rifiuti di II categoria, è la grafite che è all’interno della centrale e risulta attivata ed ha quindi una forte presenza di radiocarbonio. Non esiste al momento nessun piano per la grafite, anzi da voci, che vorremmo fossero confermate o smentite, il sito della centrale di Latina, essendo quello di maggior consistenza di rifiuti di III categoria (il 56% della quota nazionale), è destinato ad alloggiare anche quelli provenienti dal decommissioning delle altre centrali. Le perplessità nel merito della questione centrale e suo eventuale riutilizzo sono tante e a tutte bisogna dare una risposta, a questo si aggiunge un altro problema che secondo noi interagisce con la destinazione futura dell’area e del suo utilizzo. Ci riferiamo alla progettazione, fornitura e realizzazione dell’impianto di trasmissione di energia elettrica fra la Sardegna e la Penisola Italiana ( SAPEI ), più precisamente fra le stazioni elettriche delle centrali di Fiume Santo (Sassari) e Latina, il cui contratto è stato aggiudicato alla società Prysmian Cables & Systems (ex Pirelli Cavi). L’impianto avrà una Capacità di potenza trasmessa in corrente continua di 1.000 MW, con una Tensione di 500 kV, una Lunghezza del cavo sottomarino pari a 800 km e quella del cavo terrestre pari a 30 km con una Profondità massima di 1.600 m, questi parametri lo rendono il più grande collegamento mai realizzato al mondo. Un’altra servitù di cui il territorio di Latina si doterà e che inciderà sullo sviluppo futuro della città e della Marina, anche di questo non si è saputo nulla tranne che a cose già avvenute. Al punto in cui siamo arrivati, con tutte le incertezze che il caso centrale sta procurando ai cittadini, a fronte anche del collegamento di energia elettrica Fiume Santo – Latina, come Comunisti Italiani riteniamo sia fondamentale che i cittadini e le istituzioni siano investite del problema. Ci attiveremo, a livello Regionale e Nazionale, perché sia fatta chiarezza sull’attuazione di programmi e procedure che non possono essere sola esclusiva di amministratori inadeguati e senza scrupoli, ma soprattutto ci attiveremo affinché vengano espletati tutti i mezzi possibili per chiedere l’attuazione della procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e verificare la fattibilità del piano di smantellamento della centrale e del progetto di collegamento di energia elettrica attraverso l’applicazione della Direttiva Europea 2001/42/CE sulla VAS (Valutazione Ambientale Strategica)». [url=http://www.ilmessaggero.it/viewsearch.php «E’ il più grande collegamento mai realizzato» Un collegamento sottomarino da 1.000 Mw trasmetterà l’energia elettrica tra Latina e la Sardegna. L’Italia è uno dei maggiori importatori di energia elettrica al mondo e l’interconnessione è in grado di fornire energia sufficiente per un milione di abitazioni. Si tratta del più grande collegamento mai realizzato al mondo: oltre 400 chilometri. La società, la Power Systems di Abb, che si è aggiudicata l’appalto sottolinea che verrà utilizzata una tecnologia innovativa in grado di creare «un collegamento vitale per garantire che le reti della Sardegna e della penisola italiana vengano fornite in modo affidabile della necessaria energia elettrica». Verranno realizzate due stazioni di conversione, una a Latina e una a Fiume Santo, in Sardegna, «entrambe site in sottostazioni a 400 kV esistenti». I cavi di potenza saranno posati sul fondale, davanti a Foceverde, a profondità che raggiungeranno i 1.600 metri. Il primo polo - precisa la società - sarà completato nel 2008. Ma d'altronde che volete? Già nel settembre 2003, dopo il famoso black-out, Zaccheo si disse favorevole a realizzare una centrale turbogas a Sabotino :-o :-o [url=http://www.cameradicommerciolatina.it/Archivio-g/Archivio-21/Settembre/un-impianto-enrg.docbis.doc_cvt.html Un impianto energetico nell’ex “nucleare” R. T., Il Tempo 30 settembre 2003 LATINA - Una centrale elettrica a ciclo combinato sorgerà nell'area della ex centrale nucleare di Borgo Sabotino. Lo ha annunciato il sin­daco di Latina, Vincenzo Zaccheo, affermando che è già stato avviato l'iter per la trasformazine del sito. Ad occuparsi dell'operazio­ne sarebbe la Sogin, la so­cietà che ha in carico la dismissione delle centrali nucleari italiane e quindi anche quella di Latina. L'area interessata, come da appositi studi effettuati, presenterebbe tutte le ca­ratteristiche per procedere alla costruzione di un im­pianto per la produzione di energia elettrica, con di­verse infrastrutture già rea­lizzate. Già negli anni scorsi era­no state diverse le propo­ste avanzate per la ricon­versione del sito latinense, tra cui quella resa pubbl­cia dal prof. Carlo Rubbia per la realizzazione di un impianto che avrebbe sfruttato l'energia solare per produrre elettricità. Ora, però, i tempi sem­brano maturi anche dal punto di vista burocratico. Già dallo scorso anno, in­fatti, il Governo aveva varato un apposito decreto, poi non trasformato in leg­ge, per consentire di appor­tare le varie modifiche da più parti suggerite, in cui si dava via libera alla realiz­zazione di centrali per la produzione di energia elet­trica in tutto il territorio nazionale. Le difficoltà nel garanti­re all'intero Paese la conti­nua erogazione dell'ener­gia necessaria, sfociate nel black out di sabato notte, sta accelerando le procedu­re per giungere alla libera­lizzazione della costruzio­ne di nuove centrali. I dettagli del progetto ri­guardante il sito di Latina ancora non sono stati resi noti. Queso passo, vale a dire la costruzione della centrale a Latina, viene da molti ritenuto anche come un risarcimento per Lati­na, costretta per anni a sopportare la servitù di una centrale nucleare sen­za però ricevere adeguati compensi e vantaggi. Questa potrebbe essere la volta buona, considera­to che al territorio che ospi­ta centrali spettano agevo­lazioni in termini di tariffe e di investimenti in infra­strutture. DAVIDE

stefano - Wed 26/07/2006 or 22:25
L'elettrodotto in questione è in programma da diversi anni, ed era presente sul sito del GRTN fino a poco tempo fa. Serve a completare la rete elettrica di alta tensione italiana. Attualmente il collegamento con la Sardegna è costituito solo da un'altro elettrodotto in corrente continua che parte da Piombino attraversa il Tirreno, la Corsica, lo stretto di Bonifacio e arriva nell'isola. Quasi tutti i 30 Km di cavo terrestre saranno in Sardegna. L'elettrodotto non ha nulla a che vedere con la ipotetica centrale Turbogas. La confusione è scaturita dalla presenza a Borgo Sabotino anche di una sottostazione di trasformazione di TERNA che è il punto da cui partirà il cavo. Ma TERNA e SOGIN sono due cose diverse. Come impatto ambientale credo che sia praticamente nullo visto che si tratta di cavo interrato. Per quello che riguarda l'inquinamento elettromagnetico la stessa cosa, perchè la corrente continua, che trasiterà nell'ettrodotto, non ne produce per sua natura. La cosa invece che mi fa pensare è invece la storia della centrale turbogas. La SOGIN ha mandato dal governo di dismettere e gestire gli ex siti nucleari. Quindi non può costruire nessuna cenrale. Neanche di tipo Nucleare. Allora chi è che vuole costruire la centrale? Viste poi le dimensioni limitate, perchè costruirla lontano dalle zone industriali? Si potrebbe fare vicino le fabbriche, a Mazzocchio o a Latina Scalo, o a Pomezia. O forse qualcuno ha pensato di sfuttare "un'autostrada elettrica", presente al Sabotino che porta ai "mercati" della capitale. La stessa "autostrada" che passa per Campodicarne di Aprilia. Lasciando a noi la servitù e l'inquinamento e ad altri l'energia. Stefano

davide - Thu 27/07/2006 or 00:02
Infatti la Sogin non costruisce centrali, ma al massimo essendo di proprietà dell'ENEL sarebbe quest'ultima a costruirla su terreni Sogin. Al limite la Sogin farà dei bandi di gara per individuare il partner privato, come pare abbia fatto anche in passato: [url=http://www.cameradicommerciolatina.it/Archivio-g/Archivio-21/Ottobre/la-nuclea.doc_cvt.html La nucleare non risorge Lidano Grassucci, Latina Oggi 9 ottobre 2003 NEI SOGNI dei bambini i mostri fanno paura, tanta paura che la notte loro non riescono a dormire. A Borgo Sabotino l'ex cen­trale nucleare è tanto "terri­bile" quanto negli anni '60 è stata il simbolo stesso del progresso. A dire il vero lì i mostri sono due: quello del­la centrale degli anni '60, realizzata su tecnologie in­glesi, e l'impianto Cirene so­gno di una tecnologia tutta italiana in materia di ener­gia nucleare. La prima cen­trale fu spenta perché te­cnologicamente superata, la seconda uccisa dalla scelta italiana di uscire dal nucle­are. E a Latina nacque il "progresso inutile". Vicino alle Bermuda c'è un tratto di mare, un triangolo, dove scompaiono aerei, navi e uo­mini. Sarà questione di for­tuna o sventura, ma dalle parti della marina di Latina ci sono: pozzi termali da cui non esce acqua; centrali nu­cleari da cui non esce cor­rente; un porto canale senza barche. Misteri degni di Stargate. Negli ani '60 c'era l'idea di una Italia industriali che stava diventando grande e puntava ai primati, primo fra tutti quello di produrre energia atomica. Allora era pulita, costava poco e i francesi (quelli che oggi ci rivendono la corrente prodotta da 36 centrali ato­miche) stavano dietro, come i loro corridori al Tour quando c'era Bartali. Ora fa paura la centrale, ma in tempo di black out c'è chi pensa di riutilizzarla come sede di un impianto turbogas. Su questa linea si sta muovendo anche la So­gin, la società diretta ema­nazione del ministero delle attività produttive, ha atti­vato una gara per realizzare a Latina, ma anche a Ca­orso e al Garigliano i nuovi impianti elettrici. Per Lati­na e per Caorso era previsto un impianto da 800 mega­watt, 400 per il Garigliano. Le ragioni di questa ini­ziativa? Si «mettevano a reddito» le aree occupate dalle centrali, si potevano utilizzare gli impianti di trasmissione di energia già attivi, si potevano realizza­re impianti in tempi rapi­dissimi (i terreni avevano già le destinazioni d'uso elettriche), si dava un con­tributo significativo al biso­gno di produrre energia elettrica del paese. E sono arrivate alla Sogin 10 richieste di realizzazioni di impianti elettrici, il ban­do è del 2 luglio scorso. In­vece? Dopo l'analisi delle of­ferte nessuna è stata rite­nuta congrua. Quindi tutto è rimandato. Hanno pesato sulla scelta e sulla mancata presentazione di progetti il timore di una forte opposi­zione agli insediamenti dell'opinione pubblica dei vari siti interessati. Ma a sorpresa subito dopo il black out il sindaco di Lati­na Vincenzo Zaccheo si è espresso a favore di un fu­turo elettrico per Borgo Sa­botino, mettendo in campo i possibili vantaggi per 1 co­munità locale di un nuovo impianto elettrico. Ragionamento che parte dalla ne­cessità di trasformare l'one­re della centrale dismessa in opportunità. Comunque, per ora, è tutto rimandato. Su Latina ci sono altre due ipotesi di centrali elettriche per l'area di Mazzocchio a Pontinia e un'altra per l'a­rea di Aprilia. Naturalmen­te rimaranno idee, salvo poi scoprirle indispensabili al prossimo black out. DAVIDE P.s. Dove è scritto che l'elettrodotto sarà in corrente continua?

stefano - Thu 03/08/2006 or 20:59
La Sogin non è proprietà dell'Enel. E' stata scorporata dal gruppo nelle fasi di privatizzazione del servizio elettrico. Attualmente credo che sia del Ministero delle attività produttive, come afferma anche Lidano Grassucci proprio nell'articolo da te citato. Per quello che riguarda l'elettrodotto, sarà inevitabilmente a corrente continua per motivi tecnici, che ne rendono più semplice ed economica la gestione piuttosto che a corrente alternata. Riguardo all'articolo di Grassucci ci sono alcune verità, delle riflessioni politiche, ma anche delle "licenze giornalistiche". E poi probabilmente è anche stato superato dagli eventi. Stefano


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