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Bilancio Sociale

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- Sat 17/02/2007 or 14:32

Vorrei sapere dagli utenti che frequentano questo sito in quanti conoscono il Bilancio Sociale, collegato al tema della "responsabilità sociale", e che cosa si pensa circa l'eventualità di adottarlo per il Comune di Latina per la prossima amministrazione.

Ciao a tutti


stefano - Sun 18/02/2007 or 09:23

Sono stato oggetto di un formazione specifica nell'azienda in cui lavoro. Ho avuto la prima infarinatura, ma ancora ne capisco poco. L'unica cosa chiara è che la Resposabilità Sociale dele imprese e delle istituzioni è un tema su cui si prevede una forte spinta in futuro.

In linea di massima sono d'accordo che il comune di Latina adotti questo strumento.

Saluti 


- Sun 18/02/2007 or 09:27

Quanto previsto dal cosiddetto “bilancio sociale” (che, se non erro, dovrebbe essere lo strumento che "certifichi" l’etica , la moralità ed il legame al territorio di una qualsiasi impresa o azienda privata)  è già (..troppo spesso solo   in teoria?)    il fondamento di un’amministrazione  che rappresenta i cittadini, democratica e “legale”, civile e civica, moderna e chi più ne ha più ne metta, altrimenti che senso hanno le leggi alle quali chi amministra si deve attenere…Il fatto che se ne chieda l’applicazione, quasi come innovazione, la dice lunga sulla percezione  che hanno i cittadini dell’amministrazione…..però hai visto mai?...Repetita juvant!

 

p.s. Ma io, che di natura sono pessimista, non riesco a non pensare che  diventerebbe un'altra foglia di fico!!


- Sun 18/02/2007 or 09:37

Giusto Antonella!!!

Hai centrato in pieno il tema ed anche lo spirito sia dello strumento sia di chi, come me, ne auspicherebbe una seria adozione.

Una cosa è certa: se il Bilancio Sociale è fatto bene e con coscienza ... non c'è spazio per gli intrallazzi!!! Sarà per questo che non se ne vuole parlare sui giornali locali che pur hanno ricevuto comunicati a tal riguardo?


- Mon 19/02/2007 or 07:35

Allora per discutere di questo argomento bisogna prima spiegare di cosa si parla

Lo strumento più indicato per dare visibilità alle domande ed alla necessità di informazione e trasparenza del proprio pubblico di riferimento, è il Bilancio Sociale.

Cioè: "l'utilizzo di un modello di rendicontazione sulle quantità e sulle qualità di relazione tra l'impresa ed i gruppi di riferimento rappresentativi dell'intera collettività, mirante a delineare un quadro omogeneo, puntuale, completo e trasparente della complessa interdipendenza tra i fattori economici e quelli socio-politici connaturati e conseguenti alle scelte fatte"
.  

"Il Bilancio Sociale è uno strumento straordinario, rappresenta infatti la certificazione di un profilo etico, l'elemento che legittima il ruolo di un soggetto, non solo in termini strutturali ma soprattutto morali, agli occhi della comunità di riferimento, un momento per enfatizzare il proprio legame con il territorio, un'occasione per affermare il concetto di impresa come buon cittadino, cioè un soggetto economico che perseguendo il proprio interesse prevalente contribuisce a migliorare la qualità della vita dei membri della società in cui è inserito. La missione aziendale e la sua condivisione sono elementi importanti per ottenere il consenso della clientela, del proprio personale, dell'opinione pubblica".

http://www.bilanciosociale.it/

 

 


- Mon 19/02/2007 or 07:37
La Direttiva sul bilancio sociale

Il Ministro della Funzione Pubblica ha emanato il 16 marzo scorso la direttiva sulla rendicontazione sociale. Lo scopo di questa direttiva è di promuovere, diffondere e sviluppare nelle amministrazioni pubbliche un orientamento teso a rendere accessibile, trasparente e valutabile il loro operato da parte dei cittadini, mediante l’adozione del bilancio sociale.

Queste indicazioni sul tema del bilancio sociale rappresentano una ulteriore scelta coerente con gli sforzi compiuti in questi anni dal Dipartimento della Funzione pubblica in direzione di un’amministrazione più moderna, snella e vicina ai bisogni dei cittadini.

Scarica la direttiva sulla rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche

La direttiva contiene le Linee Guida per la realizzazione del documento.


- Mon 19/02/2007 or 11:46

Caro Roccia,

sono estremamente felice di notare che la coscienza di diversi cittadini è sensibile all'argomento. Le tue enunciazioni sono precise e puntuali e denotano una profonda e diretta conoscenza dello strumento in questione.

Dai link che hai fornito tu si può accedere, attraverso altri link, anche al sito del Gruppo (di studio) sul Bilancio Sociale (GBS) http://www.gruppobilanciosociale.org/gruppo_bilancio_sociale_gbs_welcome.php


- Mon 19/02/2007 or 23:50
Comunque questa è una evoluzione a cui tutta la PA non potrà sottrarsi ed ogni servizio sarà soggetto al gradimento degli utenti.

- Tue 20/02/2007 or 18:14

E' vero! Sono sempre di più le P.A. che stanno adottando il BS ... ma molto presto diventerà un obbligo piuttosto che una facoltà. Presto dovremo rendere conto di alcuni impegni presi (v. ad es. il protocollo siglato a Lisbona) e chi ha adottato i principi della Responsabilità Sociale sta pian pianino allineandosi con gli standard richiesti.

Circa il gradimento degli "utenti" ... grazie a Dio i principi del BS per la PA prevedono l'interpretazione della figura dell'utente come un "cliente" o meglio uno "stakeholder" (portatore di interessi). Ciò vuol significare il mutamento della posizione da "suddito" a "cittadino".

[quote] [b]roccia ha scritto:[/b] Comunque questa è una evoluzione a cui tutta la PA non potrà sottrarsi ed ogni servizio sarà soggetto al gradimento degli utenti. [/quote]


- Sat 10/03/2007 or 22:41

C'è chi, nel Consiglio Comunale, auspica il Bilancio Sociale. Andate a vedere questo link: http://www.angelotripodi.it/blog/2007/03/comunicato-stampa.html


- Sat 19/05/2007 or 19:57

Per rispondere ad alcuni commenti fatti dall'utente Stevejo sulla discussione relativa al confronto tra i candidati a Sindaco riprendo alcune sue argomentazioni per continuità:

Stevejo ha scritto:
... Il bilancio comunale on-line offre ai cittadini la possibilità, ai cittadini, di vedere quanti soldi l'amministrazione ha speso e in che modo li ha spesi.

In parole povere il Bilancio comunale on-line fa vedere il "quanto" e il "come" si è speso, il Bilancio Sociale spiega il "perchè" (ovviamente sintetizzando anche il "quanto e il come"). ...

Hai senza dubbio hai ragione per certi versi, tuttavia il Bilancio Comunale risponde ad esigenze tecnico-contabili di rendicontazione amministrativa che è destinata ad un pubblico "esperto"; al contrario il Bilancio Sociale, pur rendicontando anche con l'ausilio di cifre, ha l'obiettivo di spiegare in termini comprensibili ad un pubblico il più vasto possibile il significato delle scelte prese dall'amministrazione. Ora, non so quanti cittadini sarebbero effettivamente in grado di comprendere un Bilancio Comunale.

Stevejo ha scritto:
... Forse non si riuscirà ad arrivare al 30% in 5 anni (ma questo lo dico io), ma al 25% non penso ci saranno problemi ad arrivarci. Ma ripeto: se anche non ci arrivasse, l'importante è partire con il Bilancio Partecipato, istituirlo e iniziare.

Il Bilancio Partecipato non è un processo che può essere fatto in percentuale. Forse alcune attività prodromiche, ma non certo il BP. Il BP è il documento di sintesi finale di tutti i processi attivati per realizzare la partecipazione della cittadinanza ai processi decisionali amministrativi. Tutto ciò prevede l'attivazione di particolari meccanismi partecipativi che non ho lo spazio sufficiente su questo sito per poterli illustrare a dovere. 

Stevejo ha scritto:
... ti sei chiesto perchè tra An, Forza Italia, UDC, etc.. ci sono già state le varie spartizioni di poltrone, tanto che già sappiamo ora, prima ancora delle votazioni, chi sarà, se vincesse Zaccheo, l'assessore all'urbanistica e chi sarà il futuro candidato alle elezioni del 2011?

A sì??? Mi potresti fare qualche nome? Sono davvero curioso. Ti prego di non tralasciare di rispondere a queste domande!

Se poi vogliamo analizzare la questione seriamente: questa circostanza è storia di sempre. Non è una questione di questa o quella parte politica. Tutti si accordano per dividersi i compiti della futura amministrazione: lo fa Zaccheo, l'ha senza dubbio fatto Mansutti figuriamoci se non l'ha fatto Cirilli che ha da sistemare il fratello (magari rinnovandogli l'incarico di Assessore al Bilancio ... eh eh eh) ed il suo caro amico Paolo Spolon (il quale ha una lunga esperienza di assessorati visto che ne ha collezionati un paio durante la gestione Zaccheo), ed anche gli altri avranno fatto più o meno lo stesso.

Saluti


massimo74 - Mon 21/05/2007 or 00:25

gianni73 ha scritto: Circa il gradimento degli "utenti" ... grazie a Dio i principi del BS per la PA prevedono l'interpretazione della figura dell'utente come un "cliente" o meglio uno "stakeholder" (portatore di interessi). Ciò vuol significare il mutamento della posizione da "suddito" a "cittadino"

Personalmente non mi sentirei di avallare l’ipotesi che l'eventuale adozione del bilancio sociale sia il toccasana per vedere attuato il mutamento della posizione dell'utente da "suddito" a "cittadino".

In realtà la condizione necessaria per questo cambiamento, consiste per lo più nel mutamento della mentalità della classe politica dirigente e della comprensione del ruolo che i rappresentanti sono chiamati a svolgere, senza la quale nessuna iniziativa può sortire alcun effetto rilevante, ma semplici e sterili palliativi.

Il mutamento della mentalità, a mio avviso, potrebbe essere più semplice di quello che si pensa: basterebbe ad esempio applicare le Leggi.Il Legislatore, dal ‘90 in poi, ha sfornato con una certa continuità, Leggi e Decreti, finalizzati unicamente a trasformare l’ancestrale situazione del cittadino succube ed inerme nei confronti dell'amministrazione.Mi sento di poter affermare, che in questi anni, in barba ad ogni Normativa vigente, ho personalmente assistito a ripetuti e deprecabili “soprusi” a danno di molti cittadini, non tutti come si può ben immaginare.

Il cittadino detiene però allo stato attuale poche armi per far rispettare i propri riconosciuti diritti: ad esempio ricorrere al TAR.Questo istituto ha visto aumentare del 10% ogni anno i ricorsi verso le illegittimità dell'amministrazione uscente, ma non tutti possono ricorrervi per via dei costi elevati e dei tempi necessari.

Il procedimento amministrativo, il modo con il quale l'amministrazione si rapporta con il cittadino,  è ampiamente e chiaramente sancito dalla L 241/90 e successive integrazioni e attualmente in vigore in Italia, nel cui territorio sarebbe compresa anche la nostra città e che tiene in alta considerazione “il Cittadino”.

Il rispetto della Leggi vigenti mi pare l’unica efficace modalità per riequilibrare il logoro rapporto tra cittadino e amministrazione.Negli ultimi tempi sto costatando una crescita di senso civico cittadino che mi rende fiducioso.

Per qualche caso specifico ritengo anche necessario il ricorso in sede penale, contro codeste indebite intromissioni e prevaricazioni sia da parte dei politici che dei tecnici, attraverso la denuncia del reato di abuso di ufficio, sanzionato con la reclusione da 6 mesi a tre anni.

Massimo de Simone


- Mon 21/05/2007 or 08:05
massimo74 ha scritto:

... In realtà la condizione necessaria per questo cambiamento, consiste per lo più nel mutamento della mentalità della classe politica dirigente e della comprensione del ruolo che i rappresentanti sono chiamati a svolgere, senza la quale nessuna iniziativa può sortire alcun effetto rilevante, ma semplici e sterili palliativi. ...

Assolutamente d'accordo. Infatti, ciò che scrivi può essre sintetizzato dal concetto di "vincolo di mandato" per il quale colui che opera per contro di un terzo deve adempiere ai propri compiti secondo le indicazioni, le limitazioni e le regole da questi fissate.

Questo principio non è in contrasto, anzi, è funzionale al corretto sviluppo delle dinamiche della responsabilità sociale. Come hai correttamente indicato una via per ottenere già una discreta trasparenza nelle azioni compiute dalla P.A. è quella di ricorrere al dettato normativo della L. 241/90 che prevede appunto l'accesso agli atti dalla stessa compiuti.

Tuttavia, credo che questa Legge oggi sia superata per tanti aspetti e suprattutto per il fatto che il cittadino, per ricorrervi, deve:

  • formulare un quesito specifico (non si può infatti avere accesso a tutta la documentazione in modo incondizionato)
  • avere un interesse legittimo per avanzare il quesito (non è contemplato il fatto che chiunque abbia accesso agli atti amministrativi; solo chi è coinvolto nel processo amministrativo in questione può chiedere di visionare gli atti)

Questo meccanismo rigido e ad attivazione "privata" non può essere, da solo, il sistema per raggiungere la trasparenza degli atti compiuti dalla P.A. E' necessario, appunto, che la P.A. compia un percorso di maturazione attraverso la consapevolezza per gli amministratori di compiere atti in virtù di un mandato vincolato. Senza questa presa di coscenza non vi può essere piena trasparenza.

Saluti

P.S. Ieri ho visto che eri presente all'incontro con l'On. Giorgia Meloni.


Kla - Mon 21/05/2007 or 09:43

A proposito della trasparenza. 

Alla faccia della privacy.

Se uno vuole essere libero di andare dapperttutto c'e' chi fa l'appello ?

Ero interessato al discorso sulla trasparenza dei Bilanci verso i cittadini, quindi cosa c'entra e a chi interessa dove si sono visti Massimo e Gianni?

Forse e' voluto per fare il nome di qualche onorevole?! Ancora propaganda!

Pazienza!

Salutoni

 


- Mon 21/05/2007 or 09:51

Claudio ... ma che c'entra??? Era solo un modo per dire a Massimo, dato che non mi era stato possibile avvicinarlo, che l'avevo visto ieri; più che altro era la dimostrazione del suo interesse verso discorsi probabilmente provenienti da una parte politica che non lo rappresenta. E' un atteggiamento che ci è comune e per questo l'ho voluto sottolineare.

La propaganda??? Beh ancora non siamo in campagna elettorale per le elezioni politiche ... ANCORA!!! Ma non credo manchi molto per arrivare al rinnovo del Parlamento e di questo fallimentare Governo d'incompetenti!!!


Kla - Mon 21/05/2007 or 09:55

La tua risposta si commenta da sola.

Mi auguro si continui su questo post con il discorso sul Bilancio invece di fare propaganda, altrimenti, PAZIENZA.


- Mon 21/05/2007 or 10:10
Kla ha scritto:

... Mi auguro si continui su questo post con il discorso sul Bilancio invece di fare propaganda, altrimenti, PAZIENZA.

Ecco, appunto!!!


massimo74 - Mon 21/05/2007 or 10:16

- Per quanto riguarda il discorso nel merito della trasparenza, credo non ci siano molte discrepanze con quanto detto da Gianni.

In realtà bisogna ammettere, e mi pare che Gianni su questo punto non possa che darne atto, che l'amministrazione uscente non è stata proprio ...diciamo "attenta" al rapporto con il cittadino e alla trasparenza amministrativa.

Questo lo ritengo un dato oggettivo, tanto è vero che FI nel duro proposito di appoggiare nuovamente il sindaco uscente, ha posto come condizione, insieme ad altre, il miglioramento radicale della relazione pubblico-privato.

- Per quanto riguarda poi la mia presenza di ieri alla presentazione del consigliere Tripodi, con la presenza anche dell'on. Meloni, mi pare assodato che per poter formare delle opinioni appropriate e poi per esprimere qualche parere, bisogna saper ascoltare, e attentamente, anche l'altra campana.

In caso contrario non si conosce adeguatamente la realtà e si rischia di fare brutte figure, anche se questo pericolo resta sempre in agguato.

>>>Gianni 73 ha scritto: più che altro era la dimostrazione del suo interesse verso discorsi probabilmente provenienti da una parte politica che non lo rappresenta

 In realtà questa affermazione non è corretta.

Non so a quale parte politica di riferisci; quello che posso dire è che, non posso che essere in disaccordo con l'operato di QUESTA AMMINISTRAZIONE, a mio avviso immobile, inconcludente, chiusa in se stessa, sorda al repentino mutamento della società, con poca attenzione verso i cittadini come dicevamo prima. 

A proposito: ero presente anche alla presentazione del programma di Zaccheo di qualche giorno fa quando Gianni non era presente :)

__________________________________________________

Immanuel Kant, Critica della ragion pratica: Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e piú a lungo il pensiero vi si ferma su: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me.”


massimo74 - Mon 21/05/2007 or 10:17

Mi unisco alla proposta di Gianni73 e Kla di tornare a parlare di bilancio.

Siamo tutti concordi....


Kla - Mon 21/05/2007 or 10:28

Non sono molto pratico di leggi e burocrazie varie (anche se non sono ignorante del tutto nel campo), pertanto piu' che di nomi di politici o giudizi poco oggettivi, ci terrei a capirne sempre di piu' su cosa sarebbe piu' giusto fare affinche' il cittadino comune sia sempre piu' considerato e parte in causa nelle scelte amministrative di qualsiasi amministratore e di qualsiasi colore essa, esso sia.

Salutoni

 

PS Per Gianni "Ecco appunto!!" non lo deve dire chi e' uscito fuori tema per fare propaganda.


Stevejo - Mon 21/05/2007 or 13:11

Ciao a tutti,

 

innanzitutto, Gianni, ha fatto benissimo a spostare qui la discussione…lì si era “un po’” OT.

 
Rispondendo al volo alla tua domanda:

 

Stevejo ha scritto: ... ti sei chiesto perchè tra An, Forza Italia, UDC, etc.. ci sono già state le varie spartizioni di poltrone, tanto che già sappiamo ora, prima ancora delle votazioni, chi sarà, se vincesse Zaccheo, l'assessore all'urbanistica e chi sarà il futuro candidato alle elezioni del 2011?
 
Gianni ha scritto: A sì??? Mi potresti fare qualche nome? Sono davvero curioso. Ti prego di non tralasciare di rispondere a queste domande!

 

L’altra settimana, sulla rete “il Territorio”, in un dibattito con Romagnoli  e De Marchis è emerso, dalle domande incalzanti del presentatore, che romagnoli sarà il candidato a sindaco, per la CDL, nel  2012, mentre de Marchis lo sarà per l’ulivo. Almeno così è emerso, visto che tutti e due hanno risposto, alla domanda diretta, con un sorriso, un cenno di assenso, ma hanno cambiato subito argomento. Ma risposta è stata cmq ben chiara, come del resto lo era la domanda, tantè che poi il presentatore (grassucci) ha fatto la battuta “beh, quindi ora abbiamo i due futuri candidati a sindaco per il 2012…

Per quanto riguarda la poltrona di assessore all’urbanistica, già tempo fa avevo letto sui giornali che era stata promessa a un candidato di FI…e conoscendo già i loro nomi e i lavoro di uno di essi…facendo 2+2 avevo già intuito…poi ne ho avuta la conferma pochi giorni fa (in modo ufficioso, ovviamente): sarà Naso…e diciamo che , se così fosse veramente (il condizionale è cmq d'obbligo in questi casi...perchè non è mai detta l'ultima parola, ma così parrebbe) ci sarebbe un “leggero”, ma “leggero” conflitto di interessi tra il suo lavoro e la carica che andrebbe a ricoprire…

Cmq, volevo proporti di lasciare un’attimo da parte le elezioni (io per primo mi scuso con te, ma non era mia intenzione polemizzare sulle tue idee (sia politiche che di intenzioni di voto…ci mancherebbe altro), bensì polemizzavo con l’attuale amministrazione, che non ha fatto nulla, in 5 anni, nella direzione di una maggiore trasparenza verso i cittadini, anzi.


Volevo quindi tornare alla discussione sul bilancio, dicendo che, da democratico diretto, non potrei che essere d’accordo per il bilancio sociale (ma solo, come dicevate te e Antonella, se fatto veramente per offrire maggiore trasparenza e non come operazione di “marketing” fine a se stessa) e  per quello “on-line” (e sono d’accordo con te che magari non tutti potrebbero comprenderlo fino in fondo, ma penso anche che si troverà sempre qualcuno, indipendente, che lo sappia capire a fondo, spiegarlo agli altri ed eventualmente “denunciarne” eventuali incongruenze), in quanto tutti e due offrono maggiore trasparenza ai cittadini, seppure in modi diversi e finalizzati a obiettivi diversi.

Ma ovviamente, sono d’accordo anche per il Bilancio Partecipato, che oltre a offrire maggiore trasparenza, consente una maggiore partecipazione, in modo vincolante, dei cittadini alla vita politica.

Per cui vorrei capire, se, al di là di ogni idea politica, sei favorevole o meno al bilancio partecipato.

E vorrei chiederlo anche a tutti gli altri.

massimo74 ha scritto: ... In realtà la condizione necessaria per questo cambiamento, consiste per lo più nel mutamento della mentalità della classe politica dirigente e della comprensione del ruolo che i rappresentanti sono chiamati a svolgere, senza la quale nessuna iniziativa può sortire alcun effetto rilevante, ma semplici e sterili palliativi.
 
Gianni ha scitto: 
... Assolutamente d'accordo. Infatti, ciò che scrivi può essre sintetizzato dal concetto di "vincolo di mandato" per il quale colui che opera per contro di un terzo deve adempiere ai propri compiti secondo le indicazioni, le limitazioni e le regole da questi fissate.

 

Premettendo che condivido il pensiero di Massimo, se ho capito bene la tua risposta, Gianni, saresti favorevole al "vincolo di mandato", giusto? E se si, in linea di principi, saresti favorevole alla sua adozione anche nei confronti degli amministratori pubblici? 

Te lo chiedo perchè secondo me il "vincolo di mandato", che poi è uno degli strumenti della democrazia diretta, (inteso, nella sua massima espressione, come la possibilità per i cittadini di cambiare un amministratore anche prima del termine ordinario del mandato, nel caso in cui non ottemperi alle indicazione dei cittadini stessi) è l'unica vera possibilità per risolvere i problemi reali citati da Massimo: ogni amministratore sarebbe continuamente soggetto al giudizio dei cittadini, e non avrebbe molti modi per fare i propri interessi calpestando i diritti dei cittadini...anzi, per la verità non ne avrebbe nessuno di modo, perchè verrebbe immediatamente rimpiazzato. Ovviamente questo presuppone l'esistenza di altri strumenti che consentano ai cittadini di poter controllare e giudicare l'operato degli amministratori. E questi strumenti potrebbero essere, appunto, il bilancio sociale, quello on-line e quello partecipato; ai quali andrebbero affiancate le dirette on-line dei consigli comunali, la messa on-line delle registrazioni dei suddetti consigli, etc...

Un saluto a tutti,

stefano 


- Mon 21/05/2007 or 14:04

Caro Stefano,

sono assolutamente "pro" vincolo di mandato! Il sistema funziona egregiamente, ad esempio, nelle amministrazioni locali degli USA. In questo caso l'amministratore che dimostra incompetenza o semplicemente scarsa attenzione nella gestione della cosa pubblica se ne va a casa. Per mandarcelo la cittadinanza non attende il successivo impegno elettorale ma si mobilita affinché l'amministratore di turno si dimetta consentendo la scelta di uno maggiormente capace.

Questo strumento di, per così dire, democrazia diretta è ben lontano dal potersi applicare ma auspico che si realizzi quanto prima. Penso che un po' tutti, siano essi di destra o di sinistra, ne abbiano abbastanza dell'approssimazione con cui si gestiscono le questioni di pubblico interesse.

Certamente il Bilancio Partecipato potrebbe rappresentare l'apoteosi di questo processo democratico che condurrebbe a rendicontare attività amministrative orientate più sulle reali esigenze del territorio, e quindi dei vari stakeholders, che sulle scelte più o meno viziate da interessi personali di una cerchia ristretta di persone.

Con ciò voglio intendere che l'attuale sistema di gestione è frutto di uno schema politico ormai desueto e che va rivisto in virtù di un mutamento socio-politico che vede le persone sempre più attente su ciò che gli accade intorno.


Stevejo - Mon 21/05/2007 or 20:06

Hai ragione Gianni, per ora nessun candidato o amministratore, a nessun livello (comunale - nazionale) ha il "vincolo di mandato". La stessa costituzione, anzi, non prevede il vincolo di mandato.

Eppure, a titolo personale, ogni candidato potrebbe auto-imporsi il vincolo di mandato.

E' quello che proponiamo di fare noi DD attraverso le "liste partecipate", nelle  quali qualsiasi candidato (al comune, a sindaco, come al parlamento) potrebbe proporsi agli elettori previa sottoscrizione di questo documento:

http://www.listapartecipata.it//pdf/2PropAccCondizCandid.pdf

In poche parole, il candidato, in cambio del sostegno dei firmatari della lista civica, si impegna, attraverso la sottoscrizione di un “contratto”, a:

- Definire il suo compenso mensile.

- Esprimere il proprio voto, nelle assemblee a cui è eletto, conformemente alla volontà dei firmatari la lista civica.

- Presentare immediatamente le dimissioni se così richiesto dalla maggioranza dei firmatari la lista civica (ai quali, ovviamente, viene pre-firmata una lettera di dimissioni a titolo cautelativo.

un contartto del genere sarebbe garante degli interessi del candidato come dei sottoscrittori: il candidato non verrebbe mai mandato via se veramente porterà avanti gli impegni presi (anche se i sottoscrittori potrebbero farlo, non sarebbe nei loro interessi mandare via uno che fa i loro interessi); i sottoscrittori avranno la garanzia di madare via il candidato qualora non ottemperasse algi impegni presi.

Ovviamente questo presupporrebbe la creazione di un forum on-line dedicato al candidato, nel quale questi sottopone ai sottoscrittori le varie questioni sulle quali chiede come comportarsi. DI fatto il candidato in questione, se eletto, diverrebbe un semplice esecutore della volontà dei sottoscrittori. 

Ma più in generale, e più semplicemente, il candidato potrebbe sottoscrivere un contratto simile che sia vincolato ad un programma redatto dai sottoscrittori (o approvato da questi): il candidato, se eletto, dovrebbe portare avanti quel programma e sarebbe soggetto al giudizio dei sottoscrittori.

Può sembrare impossibile che qualcuno decida di firmare un contratto simile, eppure, anche se non è stato ancora sottoscritto da nessuno, qualcosa si sta muovendo in questo senso.

A Pavia, sarebbe (dopo un primo avviso pervenutoci in tal senso non abbiamo più saputo nulla) nata una lista civica i cui candidati, dopo aver coinvolto oltre 20.000 famiglie con una campagna elettorale porta a porta, dovrebbero presentarsi alle elezioni proprio sottoscrivendo un contratto simile.

Se saprò qualcosa in più ve lo farà sapere. 

Con ciò voglio intendere che l'attuale sistema di gestione è frutto di uno schema politico ormai desueto e che va rivisto in virtù di un mutamento socio-politico che vede le persone sempre più attente su ciò che gli accade intorno

concordo al 100% .

 

Kla ha scritto:
 
Non sono molto pratico di leggi e burocrazie varie (anche se non sono ignorante del tutto nel campo), pertanto piu' che di nomi di politici o giudizi poco oggettivi, ci terrei a capirne sempre di piu' su cosa sarebbe piu' giusto fare affinche' il cittadino comune sia sempre piu' considerato e parte in causa nelle scelte amministrative di qualsiasi amministratore e di qualsiasi colore essa, esso sia. Salutoni

Kla, a livello pratico sono diversi gli strumenti di democrazia diretta che si potrebbero introdurre per favorire una maggiore trasparenza dell'amministrazione pubblica e, soprattutto, una maggiore partecipazione vincolante dei cittadini. Oltre al Bilancio Sociale e oltre alle "Liste Partecipate" (che ho spiegato sopra) citerei:

- Bilancio Partecipato: una percentuale del bilancio comunale (circa il 30-35%) è gestita in modo vincolante dai cittadini stessi, attraverso decisioni a maggioranza prese durante riunioni di circoscrizione, alle quali partecipano, come consulenti, esponenti delle amministrazioni comunali.
Le deliberazioni di ogni circoscrizione vengono redatte in un verbale, con inclusi il n° di voti favorevoli e contrari.
Per deliberare la decisione complessiva della cittadinanza, vengono conteggiati i voti favorevoli e contrari di tutte le circoscrizioni.

[Tratto da wikipedia] Nel corso di riunioni pubbliche la popolazione di ciascuna circoscrizione è invitata a precisare i suoi bisogni e a stabilire delle priorita' in vari campi o settori (ambiente, educazione, salute...). A questo si aggiunge una partecipazione complementare organizzata su base tematica attraverso il coinvolgimento di categorie professionali o lavorative (sindacati, imprenditori, studenti..). Ciò permette di avere una visione più completa della città, attraverso il coinvolgimento dei c.d. settori produttivi della città. La municipalità o comune è presente a tutte le riunioni circoscrizionali e a quelle tematiche, attraverso un proprio rappresentante, che ha il computo di fornire le informazioni tecniche, legali, finanziarie e per fare delle proposte, attento, però, a non influenzare le decisioni dei partecipanti alle riunioni.

Alla fine ogni gruppo territoriale o tematico presenta le sue priorità all'Ufficio di pianificazione, che stila un progetto di bilancio, che tenga conto delle priorità indicate dai gruppi territoriali o tematici. Il Bilancio viene alla fine approvato dal Consiglio comunale.

- Bilancio Comunale On-line: I bilanci comunali, approvati in consiglio comunale, vengono messi su internet, consultabili e controllabili da tutti.

- Riunioni di Consiglio Comunale On-line: Le riunioni di Consiglio Comunale vengono riprese in diretta e rese visibili, sul sito comunale, a tutti.
Le registrazioni di tali riunioni vengono anch’esse poste sul sito del comune, consultabili da tutti in ogni momento.

- Forum Comunale On-line: Viene creato un “Forum” on –line sul sito del comune, in cui tutti i cittadini possono iscriversi, conoscersi e dialogare tra loro; proporre e discutere idee e iniziative; dare opinioni non vincolanti e richiedere chiarimenti agli amministratori comunali.

- Referendum Propositivo: Tramite la raccolta di un certo numero di firme autenticate, è possibile proporre alle istituzioni competenti leggi di iniziativa popolare, che devono necessariamente essere discusse nelle corrispondenti assemblee elettive (consiglio comunale, parlamento, etc.).

Nel caso tali assemblee diano un parere contrario alla legge di iniziativa popolare, la decisione deve essere rimessa all’elettorato interessato, tramite referendum popolare.

un caro saluto,

stefano 


renatosd - Tue 22/05/2007 or 08:21

E' quasi tutto molto condivisibile in linea di principio ma ...  tanto per fare le pulci ..... mi lascia molto ... ma molto perplesso la parte in cui dici: "ai quali, ovviamente, viene pre-firmata una lettera di dimissioni a titolo cautelativo" questo ovviamente a me non convince, ma non perchè non vi sia necessità di rispondere con qualche  automatismo vincolante, ma solo perchè la pretesa di una lettera di dimissioni in bianco di cui qualcuno è depositario, in questa forma, mi ricorda troppo il caporalato e la pirateria  che viene perpetrata ad esempio con le partorienti dai capufficio; questa è condizione che posta in questi termini è troppo vessatoria e lesiva della dignità della persona che ha comunque una sua parte di autonomia che va considerata e valutata. Insomma non credo che un politico debba diventare solo un messaggero di decisioni prese altrove, magari da gruppi di potere o gruppi economici che gli scrivono la lista della spesa ... potrebbero esserci effetti collaterali peggiori dei mali che si intendono curare ... e certamente con il sistema attuale ve ne sono .. cavolo se ve ne sono ....

A scanso di equivoci non amo certo le banderuole che a seconda delle convenienze passano e iperversano sullo scacchiere politico che in casi limiti svendono al mercato al migliore offerente la propria collocazione come ago della bilancia degli equilibri di un intero sistema, in totale autoreferenzialità (vedi De Gregorio), ma nell'arco di un mandato possono mutare delle condizioni politiche o possono porsi questioni che inizialmente non erano oggetto di un patto elettorale .... un impegno morale con i sottoscrittori della candidatura è assolutamente condivisibile ma io pensavo a qualcosa di un po' più articolato tipo: ad  un'eventuale sfiducia motivata si accompagna una fase in cui vi sia un contraddittorio in cui anche l'eletto possa spiegare le sue ragioni e dopo questo si esprime nuovamente il parere dei sottoscrittori a cui il politico prima partecipa con pari diritto e a cui poi dovrà rispondere con atti conseguenti presi in piena maturità ed onestà intellettuale. C'è da ragionarci ancora un po su ... non credo nelle panacee ho qualche riserva su questo punto ... parliamone ...

renato malinconico


- Tue 22/05/2007 or 09:05

In gran parte condivido l'analisi di Renato. Una lettera firmata preventivamente non può costituire il presupposto per il deposito della propria fiducia in un individuo. Questa deve essere rilasciata a prescindere dalla presenza di strumenti coercitivi.

L'impegno morale ed il dialogo diretto con la base elettorale mi sta benissimo anche in presenza di eventuali lobbi che portino avanti interessi di gruppi omogenei di persone, tutto ciò a condizione che la tutela dell'interesse di un gruppo non si traduca in un danno a carico di altri.

Riguardo la pratica delle lettere di dimissioni pre-firmate in ambito lavorativo, caro Renato, permettimi di dirti che pur non negandone l'impiego ti rammento che sia la Suprema Corte che i Giudici del lavoro in presenza di vertenze lavorative o di gestanti respingono l'ipotesi di una reale intenzione del lavoratore a dimettersi attendendo da questi una conferma in tal senso. Se questa conferma non giunge le dimissioni si tramutano in licenziamento che deve essere avvenuto secondo le regole (cosa improbabile in questi casi) al fine di evitare la pronuncia della sua illegittimità da parte del Giudice.


renatosd - Tue 22/05/2007 or 10:21

Si ok ... ma è una pratica che moralmente rifiuto ....  non ritengo sia in linea con quei principi di trasparenza e correttezza di cui quest'iniziativa, di cui questo modo nuovo di praticare la politica partecipata vuole farsi in qualche modo paladino ....

In ambito lavorativo se la Legge stessa stabilisce che non ha effetti legali immediati probabilmente è proprio perchè se ne è compreso l'aspetto sudolo e ricattatorio che è insito nel principio stesso ... purtroppo anche in politica ultimamente si pretende di utilizzarlo per scopi perfettamente in linea con il principio sottinteso ... a scanso di equivoci e per evitare facili distorsioni penso che se ne possa fare a meno.

renato


Stevejo - Tue 22/05/2007 or 22:20
ad un'eventuale sfiducia motivata si accompagna una fase in cui vi sia un contraddittorio in cui anche l'eletto possa spiegare le sue ragioni e dopo questo si esprime nuovamente il parere dei sottoscrittori a cui il politico prima partecipa con pari diritto e a cui poi dovrà rispondere con atti conseguenti presi in piena maturità ed onestà intellettuale. C'è da ragionarci ancora un po su ... non credo nelle panacee ho qualche riserva su questo punto ... parliamone ..

 

Sicuramente il far precedere la sfiducia esecutiva da un'ulteriore confronto con il candidato mi pare comunque una prassi che tutelerebbe entrabe le parti. Mi riferisco, perchè no, anche alla possibilità che si tenti di far passare il candidato, con informazioni false e tendenziose,  per colui che non ha mantenuto gli impegni presi quando, magari, non è vero o ci sono stati motivi validi.

Si, una clausola del genere potrebbe essere inserita espressamente in questo modo (o qualcosa di simile...butto lì un'idea):

 

E' solo una delle forme possibili, ovviamente, perfettibile etc.

Diciamo che così com'è ora nasce dal presupposto di dd pura, applicabile in questo caso, in cui l'amministratore è un mero esecutore della volontà dei cittadini. Ma sicuramente si può modificare, migliorare, ma soprattutto adattare alle varie esigenze. La dd, in quanto tale è espressione della volontà dei cittadini, in questo caso dei sottoscrittori. Se a questi ultimi bastasse, per apporre la propria firma alla lista partecipata, anche "solo" che il candidato firmasse un'impegno morale ma non vincolante (anche se poi non sarebbe più una lista partecipata vera e propria),beh...allora ok...

 

anzi, se ne vogliamo parlare meglio, anche per capire, in concreto, come modifichereste il testo di quel "contratto"...sempre se non rischiamo anche quì di andare in OT , visto che si parlava di bilancio...magari lo si può fare in'unaltro topic apposito, se vi va.

ditemi voi 

 un saluto a tutti,

stefano 


Stevejo - Tue 22/05/2007 or 23:16

Dunque, mi sono informato meglio:

- Quetso contratto, non avrebbe cmq valore legale, infatti, come è scritto alla fine del foglio:

<<Sono consapevole che questo impegno non è legalmente impugnabile, ma costituisce
comunque solenne impegno personale e politico verso i firmatari, rotto il quale sarò
degno di disistima e potrò da loro essere pubblicamente chiamato “bugiardo”.>>

- Ha quindi, più che altro un valore morale: anche se si consegnasse veramente la lettera di dimissioni, l'amministratore potrebbe benissimo non dimettersi: non ne sarebbe obbligato per legge (la costituzione, infatti, non prevede il vincolo di mandato. Però, sicuramente, la richiesta di dimissioni rappresenterebbe un fatto concreto, la volontà inequivocabile che la maggioranza dei sottoscrittori non si sente più rappresentata.

- Non è espresso esplicitamente nel testo, ma tale decisione (e non ci ho pensato io per primo, sinceramente, ma è prassi dd che ciò avvenga) verrebbe cmq presa a seguito di una discussione con il candidato e cmq a maggioranza.

Detto questo quindi, il candidato anche firmando questa lettera rimarrebeb tutelato.  però, sicuramente i sottoscrittori avrebbero la possibilità di dare un segnale chiaro della loro volontà. L'obbligo del candiato sarebbe puramente morale.

Pensando poi al fatto che un candidato rappresenterà i cittadini, sarebbe anche giusto che i primi ad essere tutelati siano loro e non il candidato, anche se cmq anche sottoscrivendo il contratto, x legge non potrebbe essere mandato via se lui non lo vuole.

Alla fine, infatti, va bene la dignità del candidato, ma secondo me, viene prima la dignità dell'elettore (di cui il candidato dovrebbe essere un rappresentante, del resto), che è sempre calpestata.

Se quindi un candidato non volesse firmare un contratto del genere (che tra l'altro non è legalmente valido)...beh, che non lo firmi, nel senso che nessuno lo obbliga, no? Ma almeno ai sottoscrittori è stato risparmiato di essere presi ancora x i fondelli....sapranno che di quel candidato non ci si può fidare. 

un caro saluto a tutti,

stefano 


renatosd - Wed 23/05/2007 or 08:02
Stevejo ha scritto:

Se quindi un candidato non volesse firmare un contratto del genere (che tra l'altro non è legalmente valido)...beh, che non lo firmi, nel senso che nessuno lo obbliga, no? Ma almeno ai sottoscrittori è stato risparmiato di essere presi ancora x i fondelli....sapranno che di quel candidato non ci si può fidare. 

Capisco il senso di quanto dici e comprendo l'esigernza di creare un vincolo di mandato ma volendo essere ipercritici mi sfugge il senso dell'obbligo morale di firmare un atto illegittimo, senza valore legale e moralmente deprecabile (se così non fosse non sarebbe illegittimo) pena la marchiatura di inaffidabilità ... Non credo che l'affidabilità si possa misurare con questo metro ...

a essere ancora più ipercritici questa figura di politico servo del popolo sottoscrittore mi inquieta un po'; ne è rappresentante e bisogna fare in modo che lo sia davvero, e su questo convengo al 100%, ma gli strumenti così proposti per fare ciò non mi soddisfano, ci sto ragionando e c'è qualcosa che mi sfugge ...

per dirla tutta mi risuonano in testa le parole ascoltate ad un convegno in cui, parlando della enorme distorsione del sistema politico e delle oligarchie politiche, che viaggiano su un livello complanare e distante dalle esigenze degli elettori rappresentati, si diceva in sintesi che la sinistra deve fare una seria autocritica sul pasaggio storico in cui si è pensato che per fare gli interessi del popolo si dovesse attuare la dittatura del popolo (con gli esiti disastrosi che tutti conosciamo) ... magari ... forse non c'entra nulla ma il rischio di un populismo strisciante va scacciato con forza da una proposta politica alternativa e qualificata, come con forza va piegata l'autoreferenzialità del politico che appena eletto diventa rappresentante di se stesso e di pochi altri "eletti" o meglio unti dal signore.

renato malinconico


Kla - Wed 23/05/2007 or 08:37

Concordo pienamente con quanto affermato da Stefano e che riscrivo di seguito per comodita' di lettura per tutti: 

"Alla fine, infatti, va bene la dignità del candidato, ma secondo me, viene prima la dignità dell'elettore (di cui il candidato dovrebbe essere un rappresentante, del resto), che è sempre calpestata.

Se quindi un candidato non volesse firmare un contratto del genere (che tra l'altro non è legalmente valido)...beh, che non lo firmi, nel senso che nessuno lo obbliga, no? Ma almeno ai sottoscrittori è stato risparmiato di essere presi ancora x i fondelli....sapranno che di quel candidato non ci si può fidare."

L'obiettivo e' chiaro e dignitoso, se ho capito bene, piu' semplicemente si tratta di scrivere e controfirmare un documento che rappresenta un patto fra persone civili. Non ce ne sarebbe bisogno se tutti i rappresentanti si comportassero onestamente e in modo trasparente (utpopia) ma il puzzone c'e' sempre ed e' per questo che il rapporto fra candidato da eleggere/eletto ed elettori in qualche modo deve cambiare. Mi auguro che accada al piu' presto anche se mi rendo conto che il processo potrebbe essere lungo in quanto si richiede un alto grado di maturita' intellettuale ed un salto positivo di qualita' riguardo la partecipazione sociale dei cittadini alla vita pubblica.

Salutoni


Stevejo - Wed 23/05/2007 or 11:35
Kla ha scritto:

Concordo pienamente con quanto affermato da Stefano e che riscrivo di seguito per comodita' di lettura per tutti: 

"Alla fine, infatti, va bene la dignità del candidato, ma secondo me, viene prima la dignità dell'elettore (di cui il candidato dovrebbe essere un rappresentante, del resto), che è sempre calpestata.

Se quindi un candidato non volesse firmare un contratto del genere (che tra l'altro non è legalmente valido)...beh, che non lo firmi, nel senso che nessuno lo obbliga, no? Ma almeno ai sottoscrittori è stato risparmiato di essere presi ancora x i fondelli....sapranno che di quel candidato non ci si può fidare."

L'obiettivo e' chiaro e dignitoso, se ho capito bene, piu' semplicemente si tratta di scrivere e controfirmare un documento che rappresenta un patto fra persone civili. Non ce ne sarebbe bisogno se tutti i rappresentanti si comportassero onestamente e in modo trasparente (utpopia) ma il puzzone c'e' sempre ed e' per questo che il rapporto fra candidato da eleggere/eletto ed elettori in qualche modo deve cambiare. Mi auguro che accada al piu' presto anche se mi rendo conto che il processo potrebbe essere lungo in quanto si richiede un alto grado di maturita' intellettuale ed un salto positivo di qualita' riguardo la partecipazione sociale dei cittadini alla vita pubblica.

Salutoni

Esatoo Kla, non avrei saputo esprimermi meglio di come hai fatto tu.

Il punto non è fare una dittatura del popolo. Il punto è che qualsiasi politico a qualsiasi livello nasce come rappresentante dei cittadini. Gli stessi partiti sono rappresentanti di ideologie politiche che poi si possono ritrovare a "micro livelli" tipo un gruppo di amici, ognuno con idee politiche diverse.

Ma in realtà non è proprio così:

1°)  I partiti di fatto schematizzano le idee politiche: uno sceglie di appoggiare un partito che, tra tutti, meglio degli altri rappresenta la sua idea politica. Il problema è che cmq non potrà mai rappresentare la sua idea politica al 100%, anche perchè, nella maggior parte dei casi, le persone hanno idee politiche trasversali, che non riescono ad essere ben rappresenatte da un partito.

2°) Ogni politico, assumendo che sia integerrimo, onesto e coerente al 100% con la sua idea politica e con il suo ruolo di rappresentante, non riuscirà mai a rappresentare tutte le persone che decidono di appoggiarlo o appoggiare il suo partito. Anzi, lui stesso, in quanto persona, sarà soggetto a idee politiche o ideali che, in alcune situazioni, lo portano a non essere d'accordo con la decisione del suo partito, proprio perchè neanche il suo partito riesce a rappresentare lui stesso al 100%.

3) Quasi mai un politico diventa tale per fare veramente gli interessi dei cittadini che dovrebbe rappresentare. Alla lunga rischia che prevalgano gli interessi partitici a quelli dei cittadini. Non è demagogia o voler fare di tutta un'erba un fascio: è semplice realtà di fatto.

Quel contratto, quindi, nasce proprio come impegno morale tra il candidato che decide di rappresentare i cittadini e i cittadini che decidono di appoggiarlo. In questo caso, quindi, se il rappresentante veramente vuole fare gli interessi dei cittadini, che difficoltà avrebbe a sottoscrivere un patto morale con i cittadini?

E se la sua candidatura nasce proprio in funzione di rappresentante dei cittadini (e x questo e solo per questo ottiene la fiducia) e poi, all'atto pratico finisse per non rappresentarli (ossia per non rispettare la volontà dei cittadini che dovrebbe rappresentare) xchè non dovrebbe essere chiamato bugiardo e messo alla berlina?

Se un ingegnere progetta male e l'aereo o il ponte o il palazzo cade, lui verrà marchiato come un "cattivo ingegnere" e nessuno vorrà più assumerlo...giustamente dico. E così x un medico, un meccanico, etc...

Allora perchè non può essere lo stesso per un politico, visto che l'importanza e la responsabilità del suo ruolo verso i cittadini non è certo inferiore a quella di un ingegnere o un medico o un meccanico?

Anzi, in virtù del suo ruolo di rappresentante , a maggior ragione dovrebbe tenere fede (senza nessun contratto) all'impegno preso con i cittaini.

Quando noi votiamo, diamo la delega del nostro voto a un rappresentante: il mio diritto di voto lo delego a lui, gli do la facoltà di decidere anche per me. Forse si è perso il senso, l'importanza di questo "atto", ma di fatto è terribilmente importante che l'amministratore a cui abbiamo dato fiducia adempia correttamente al suo ruolo di rappresentarci. E ho ben diritto a incavolarmi e a chiamarlo bugiardo se lui disattende a questo ruolo, se lui abusa del "potere" conferitogli dagli elettori per perseguire altri fini che non siano quelli per cui ha ottenuto quel "potere"...se non siano i fini degli elettori stessi.

Un saluto a tutti,

stefano 


Stevejo - Wed 23/05/2007 or 11:57

Perdonatemi, ma vorrei tornare un'attimo al bilancio partecipato, per spiegarne meglio la funzione e l'importanza.

Nel bilancio partecipato, il 30-35% delle spese previste dal bilancio comunale viene deciso come spenderlo dai cittadini: Se ogni anno sono previsti  100 euro a disposizione per tutte le spese che il comune deve affrontare in quell'anno, il 30-35% di 100 euro verrà deciso come spenderli dai cittadini.

 In particolare, quindi, i cittadini di ogni corcoscrizione andranno a decidere, per esempio, quando e dove asfaltare strade, rifare marciapiedi, l'illuminazione stradle, la segnaletica; programmeranno la manutenzione del verde pubblico, delle scuole, delle piazze, decideranno dove fare rotonde, parcheggi, semafori,  abbattimento delle barriere architettoniche x i disabili, etc...

E lo decideranno in modo vincolante, anche con il parere contrario del rispettivo assessore. 

Diciamo quindi che si occuperanno dell'amministrazione dei soldi che in genere sono destinati alle spese ordinarie, quelle che dovrebbero essere fatte sempre e continuativamente, e che invece, come si può vedere in questo periodo (in cui peraltro i lavori, fatti di corsa, sono fatti malissimo, tantè che in centro a molti marciapiedi fatti la settimana scorsa stanno già saltando le mattonelle), vengono sempre fatte per la stragrande maggioranza a ridosso delle elezioni (che poi mi chiedo: se stanno facendo tutti questi lavori solo ora, significa che fin'ora non è stato fatto nulla o troppo poco)

Sembra quasi che asfaltare una strada o rifare i marciapiedi sia qualcosa di eccezzionale (qualcosa di cui ringraziare l'amministrazione), mentre dovrebbe essere ordianaria amministrazione, tant'è che quando un comune viene commissariato, il "commissario prefettizzio" (l'incaricato del prefetto di gestire la città fino a nuove elezioni) può occuparsi soltanto di ordinaria amministrazione, ossia di asfaltare, rifare i marciapiedi, i semafori, etc...

E tale sarà con il bilancio partecipato: ordinaria amministarzione decisa dai cittadini, e quindi secondo i loro veri interessi, bisogni e priorità.

Ma non solo, perchè si daranno indicazioni sui bisogni dei cittadini, affinchè il servizio pubblico, x esempio, sia il più soddisfacente alle esigenze della collettività, o affinchè vengano messi i servizi necessari (e mancanti) in un quartiere (ufficio postale, scuole, etc..). Ma sarà anche l'occasione per dare pareri, idee e per discutere sulle grandi opere che dovrebbero interessare tutta la città: Prg (che tra l'altro x legge, per essere approvato, richiede il parere favorevole di tutti i citatdini), tangenziali, piano della mobilità cittadina, riqualificazione lungomare, etc...

Sono tutte cose che dovrebbero essere normalmente decise con il parere dei cittadini, eppure non è mai così. Le riunioni circoscizionali, di cui saranno informati e invitati tutti i cittadini (e non poche centinaia di persone come avviene, in genere, ora), permetteranno di ascoltare il loro parere anche su queste cose. 

 

La misura del 30-35% è quella massima raggiungibile, in quanto l'amministrazione comunale deve ottemperare anche ad altri impegni economici, (spese dei dipendenti comunali, spese straordinarie, impegni economici verso enti o amministrazioni provinciali, regionali, nazionali) 

 

un caro saluto,

stefano 

 



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