Il Portale dei quartieri di Latina Nascosa e Nuova Latina

Il nuovo scempio delle case popolari

By: davide

davide - Tue 21/03/2006 or 19:37
Hanno approvato il nuovo piano delle case popolari per 8000 persone.. Ebbene si profilano nuovi casermoni tipo gli stecconi nelle zone più periferiche delle città, col cemento che andrà a ingoiare nuovi ettari di terreno... Ma non bastano tutte le nuove case che hanno fatte negli ultimi 5 anni? Molte sono invendute, non c'è richiesta e questi vogliono continuare a cementificare il territorio inghiottendo altri terreni agricoli? DAVIDE

Antares76 - Wed 22/03/2006 or 08:42
Caro Davide, quanto hai ragione... Ma non intendo entrare nel merito del piano, bensi' far notare come e' stato sbandierato: stamattina il centro e' pieno di manifesti in cui i partiti del centrodestra titolano "Finalmente, dopo 35 anni..." Sinceramente non ho parole... Se proprio ci deve essere un "Finalmente"...che sia almeno quello giusto!!! Sarebbe molto piu' onesto dire: "Finalmente, dopo 13 anni che governiamo questa citta' (9 con Finestra e 4 con Zaccheo), ci siamo messi d'accordo sulle case popolari"... Avanti di questo passo, quanto dovremo aspettare per il resto, cioe' per la mobilita' sostenibile, per lo sviluppo turistico, per una seria tutela ambientale, eccetera? Denigrare i 35 anni passati, dimenticando di essere in sella da 13, e' secondo me un'offesa all'intelligenza dei cittadini...ma forse nelle stanze dei bottoni i cittadini non sono il primo pensiero... Cordialmente, Paolo Ferretti

Vincenzo - Wed 22/03/2006 or 09:06
Caro Paolo, mi dispiace ma devo constatare che ancora una volta i discorsi scivolano nella politica (come è successo in precedenza con altri casi e con altri utenti). La questione sollevata dal "vulcanico" amico Davide era rivolta in merito al piano, alla localizzazione, alla cementificazione e non certo allo sbandieramento a cui ti riferisci. Saluto entrambi Vincenzo

renatosd - Wed 22/03/2006 or 09:26
Nuove case popolari??? ERA ORA ... non facciamo confusione tra edilizia privata e edilizia pubblica!!!! c'è un disperato bisogno di edilizia pubblica in questa città per risolvere problemi sociali GRAVI e per svolgere una sana e indispensabile azione di calmierazione dei prezzi . Il problema è dove, come e quando. Io spero al centro, non ghettizzata e SUBITO!! PER FAVORE NON FACCIAMO DEMAGOGIA DEL CAVOLO SU PROBLEMI DEL GENERE SE NO PARLIAMO DELL'ARIA FRITTA!!! renato malinconico

Antares76 - Wed 22/03/2006 or 09:54
Sbandieramento che di quel piano e' parte integrante: serve a poter dire "quello che abbiamo programmato e' quanto di meglio vi potevamo dare, perche' va a coprire 35 anni di mancanze" E' null'altro che il "poco di zucchero" per mandar giu' la pillola: ci danno tanti nuovi casermoni e tanto nuovo cemento, ma lo fanno solo e soltanto per noi, perche' negli ultimi 35 anni nessuno ci aveva mai dato nulla... Ma poteva essere altrimenti? In fondo erano anni (non tutti e 35, solo gli ultimi...) in cui il presidente dell'Istituto Autonomo per le Case Popolari (poi divenuto ATER) era un imprenditore edile che costruiva edifici residenziali privati in tutta la citta'... Non avendo visto il piano non posso (non ancora, almeno) entrare nel merito tecnico, pero' non e' difficile ipotizzare che si prosegua per esempio sull'annoso andazzo di tombinare fossi e canali, con buona pace dell'assetto idrogeologico del nostro territorio... O che si continuino a creare "isole-dormitorio" dove i servizi e i luoghi di aggregazione siano soltanto dei miraggi, con buona pace della coesione sociale e del senso di appartenenza a una citta'-comunita'... Ma allo stato attuale queste sono solo "illazioni", puo' anche darsi che negli ultimi 13 di questi 35 anni si sia riusciti a partorire un piano che programmi un serio sviluppo compatibile dell'urbanistica popolare. Se cosi' fosse, una comunicazione efficace (e lo dico da tecnico...) non potrebbe che giovarne. Ho pero' riscontrato che si e' puntato su altro, non sui contenuti bensi' sulla necessita' impellente... Dato che la "comunicazione delle cose" e' parte essenziale della "realta' delle cose" (se non si comunica, nessuno conosce) e che analizzando le scelte comunicative si puo' intuire molto sui fatti, mi era sembrato che potesse essere pertinente. Resta comunque il mio interrogativo, molto piu' "civico" che "politico": "finalmente" e' arrivato il piano per l'edilizia popolare (ottimo o orribile che sia...), quanto ci vorra' per tutto il resto? Se poi questi spunti li vogliamo convogliare in un altro thread, si puo' fare...ma rimango convinto che siano parte integrante del discorso "piano case popolari", cosi' come le dinamiche degli appalti pubblici sono parte integrante del discorso "bitumatura di una strada"... Cordialmente, Paolo Ferretti

Vincenzo - Wed 22/03/2006 or 10:18
Concordo pienamente con Renato sulla necessità di edilizia pubblica nella ns. città. Certamente ERA ORA.... in quanto l'edilizia privata ha fatto schizzare i prezzi in aumento monopolizzando il mercato a fronte di una crescente richiesta dell'utenza. Vincenzo

Antares76 - Wed 22/03/2006 or 10:57
Credo sia una cosa su cui chiunque (basta un minimo di sale in zucca) non puo' che concordare, l'esperienza di via Londra ci insegna che il "bisogno" c'e', e come... Come ho gia' accennato, recentemente e' stato cambiato il vertice dell'ATER (ex IACP) che per alcuni anni e' stato guidato da un imprenditore edile i cui edifici privati sono sparsi in tutta la citta' (un mio amico a suo tempo lo ha raccontato a un tedesco, che lo ha guardato come un alieno scuotendo la testa...) Speriamo che ora il volano dell'edilizia popolare possa ripartire, magari con delle soluzioni urbanistiche piu' sostenibili di quelle realizzate negli ultimi tempi nel settore privato... Ripartire, di questo ha bisogno questa citta': magari "finalmente" qualcuno se ne sta rendendo conto, e fra "tardi" e "mai" il male minore (seppur sempre di male si tratta, comunque...) e' sicuramente il primo! Cordialmente, Paolo Ferretti

davide - Wed 22/03/2006 or 18:53
Caro Renato, io contesto il cemento, sia privato che pubblico! Infatti non servono a niente nuove case che restano invendute come residenza, i costruttori le costruiscono solo come bene rifugio delle famiglie, che ancora continuano a investire nei mattoni, cercando di farle fruttare affittandole, cosa non facile visto che gli alti valori immobiliari hanno trascinato con sè gli affitti, in un circolo vizioso... Ma quando tra qualche anno le quotazioni crolleranno vedrai che belle mazzate avranno in testa... Cmq sia lo sai meglio di me che a Latina ci sono case in pieno centro vuote ecc. ecc. Non c'è questo fabbisogno abitativo, queste case servono solo per dare un pò di lavoro nella costruzione e basta, non certo uno sviluppo durevole per Latina... Il fatto poi che per calmierare i prezzi occorra cementificare il territorio come dicono a Teleetere GRASSUCCI e compagnia cantante non mi convince per nulla.. Visti i prezzi, e la difficoltà dei giovani e altre famiglie ad acquistare case, dovrebbero far calare la domanda e conseguentemente i prezzi.. Ma visto che ciò non succede è perchè i risparmi delle famiglie che vengono investiti nelle case "rifugio" compensano di gran lunga la minore richiesta di case "da residenza"... Per cui il fatto di andare a fare nuove case popolari non inciderà minimamente sul mercato immobiliare, alimentato dalla gran massa di denaro delle famiglie.. Bisogna portare invece le famiglie a investire in borsa e in altri strumenti finanziari per togliere l'alimentazione al mercato immobiliare... Vedrete che se verrà fatto la bolla si sgonfierà, i prezzi torneranno ragionevoli e anche i giovani, con un mutuo, ma con sacrifici potranno permettersi case che oggi non possono permettersi.. Ma tutto stà nel levare denaro dalla bolla immobiliare, e indirizzarlo verso attività e investimenti che possano sostenere il rilancio industriale e commerciale dell'intero sistema Italia.. DAVIDE

davide - Wed 22/03/2006 or 19:02
Esatto caro Antares, continueranno a distruggere fossi e canali e a fare casermoni senza piazze, verde ecc... Ancora quartieri stile anni 70, quando invece bisogna ricucire, fare piazze, verde e riqualificare anche con vigorose azioni demolitorie, i quartieri sorti a macchia d'olio negli anni 60-70.. Vedrai saranno delle nuove Q4-Q5, quartieri dormitori senza un cavolo... Dopo che i politici di maggioranza e opposizione si sono fatti i fatti loro mediante gli imprenditori privati, ora si fanno sempre i cavoli loro affidando appalti miliardari alle ditte amiche.. Ma svegliatevi, mi stanno prendendo per il sedere, questa città non ha bisogno di altro cemento, ma riqualificare gli spazi degradati, squallidi e brutti dei decenni passati, anche mediante vigorose azioni di demolione. Questa città semmai ha bisogno di meno cemento, non di nuovo cemento a danno di aree agricole intatte! DAVIDE

davide - Wed 22/03/2006 or 21:53
Da Il Messaggero: di MONICA FORLIVESI Chi ha terreni disponibili da questo momento può offrirli al Comune per costruire alloggi pubblici. E’ stato approvato infatti ieri in consiglio comunale il bando per il reperimento delle aree da destinare all’Erp, l’edilizia residenziale pubblica, illustrato dall’assessore Massimo Rosolini. A fine gennaio la commissione Urbanistica aveva infatti approvato il bando, poi una decina di giorni fa l’approdo in Consiglio e il rinvio, la delibera infatti era diversa rispetto a quella che aveva ottenuto il parere favorevole della commissione. Tutto rimandato a ieri, quando era l’unico punto all’ordine del giorno e dopo un paio di ore di discussione è stato approvato con il voto favorevole di maggioranza e opposizione. Sospiro di sollievo per chi non è in grado di sostenere i prezzi alti che propone il mercato della casa: da acquistare e da affittare. Il bando prevede che si reperiscano 41 ettari di terreno, il 70 per centro in città e il 30 per cento nei borghi. L’intervento prevede la realizzazione di abitazioni per 8.270 persone. Tutte le aree verranno “pagate” dal Comune ai privati attraverso il criterio della perequazione, quindi verranno date volumetrie in cambio dei terreni senza nessun esborso in denaro da parte dell’ente pubblico. Le volumetrie dovranno essere realizzate nella stessa area e si tratterà di edilizia residenziale pubblica convenzionata o di servizi generali. Unica eccezione, su proposta della minoranza di centrosinistra, i borghi, dove ci sarà la possibilità per gli offerenti di realizzare edilizia privata libera nella misura del 20% rispetto alla volumetria complessiva ceduta, ma non potrà essere realizzata nei borghi, ma in città, in aree individuate dall’amministrazione comunale. Per quanto riguarda l’edilizia residenziale convenzionata la percentuale è del 27% e del 20% per i servizi generali. «Il piano - sostengono i capigruppo di maggioranza - colma un vuoto che risale addirittura al 1969 e fa seguito a uno studio sul fabbisogno abitativo voluto dal Comune. L’amministrazione realizza una programmazione organica, interpreta i bisogni reali della comunità, calmiera i prezzi del mercato immobiliare, tutela le fasce più deboli consente l’accesso alla casa ad una vasta area sociale e ricuce il tessuto urbano, puntando a realizzare quartieri realmente vivibili». Le aree che i privati possono proporre devono essere al di fuori delle zone urbanizzate, quindi in zona agricola, e limitrofe alle aree urbanizzate, e dovranno essere minimo due massimo sei ettari in città, e da uno a tre ettari nei borghi. Le aree saranno scelte da un’apposita commissione in base ai criteri prestabiliti, che sono: la grandezza dell’area (da due a tre ettari 20 punti, da quattro a sei 30 punti in città e fino a un ettaro 20 punti, oltre un ettaro 30 nei borghi). L’altro criterio riguarda la distanza dalle aree urbanizzate, se sono contigue 40 punti, se sono prossime a seconda della distanza da un punto a 35. In Consiglio comunale c’è stato uno scambio accesissimo tra sindaco e consigliere dei Ds Giorgio De Marchis che sostiene che il bando sia uno strumento utile, ma non il migliore possibile. «Si sarebbero potute individuare delle macro-aree - sostiene - espropriarle e costruire. In questo modo invece non si pianifica, si procede in base a quanto offre il privato». Poi ha aggiunto: «Così si regalano volumetrie a pochi costruttori». Zaccheo lo ha invitato a presentare una denuncia in Procura ed evitare le illazioni.

davide - Wed 22/03/2006 or 21:56
Con questa falsa storia che il Comune non ha i soldi (quando invece non è vero!!) si porta avanti la perequazione.. In pratica invece di espropriare a quattro soldi i terreni agricoli, hanno deciso di dare ai proprietari delle cubature in altre zone... In questo modo si regalano cubature (cioè soldi) a privati, che possono venderle ai costruttori privati, ed inoltre si ha un doppio danno ambientale, al carico urbanistico pubblico si aggiungerà quello privato. Cemento pubblico + cemento privato, che porcata hanno fatto al comune di Latina! L'unica attenuante di questo sporco piano, è il fatto che una parte delle volumetrie dei borghi saranno realizzate in città, almeno quello! Già a borgo Podgora e Carso, oltre a Montello hanno fatto dei palazzoni, che stanno snaturando la vocazione agricola di quei borghi, se passava anche questa, ci ritrovavamo con dei borghi trasformati in periferie, fatte di casermoni popolari... Ma la domanda è sempre quella? A che cosa serve, e soprattutto a chi giova tutto questo cemento che stanno realizzando a Latina?? DAVIDE DAVIDE

Antares76 - Fri 24/03/2006 or 09:20
Mi sembra ci sia un po' di confusione... Il cemento pubblico e il cemento privato (lo ricordava Renato) sono due cose sostanzialmente diversi e quindi ci sono due "a chi giova" (molto) diversi. Il cemento privato giova a chi lo costruisce, e su questo c'e' poco da dire; in realta' giova anche alle casse del Comune (oneri di concessione) e, almeno in Italia, alle volte giova anche alle tasche di qualche tecnico e di qualche amministratore, ma questi sono discorsi che, quelle rare volte che ci si riesce, si fanno in Procura... Il cemento pubblico invece giova, dopo aver giovato ai costruttori e all'amministrazione, soprattutto alla popolazione: a tutte quelle persone che non sono in grado di sostenere l'acquisto o l'affitto di un immobile privato e che hanno quindi diritto a una casa popolare. Di case popolari ce n'e' sempre piu' bisogno dato che, nonostante ci sia chi sbandiera il contrario, la situazione economica delle famiglie italiane va continuamente peggiorando: avete mai riflettuto per esempio sul fatto che se nell'ultima settimana del mese c'e' meno traffico (cosa che nella nostra citta' io trovo ultimamente sempre piu' evidente, oggi ho trovato fior di parcheggio laddove la scorsa settimana alla stessa ora non ce n'era neanche a pagarlo oro...) forse e' anche perche' ci sono persone che non hanno piu' soldi per far benzina e si devono arrangiare diversamente? Il "caso" di via Londra (che non so se Davide lo ricorda, ma fu un grosso trauma...) ci ha, se mai ce ne fosse stato bisogno, "sbattuto in faccia" una realta' che va affrontata. Probabilmente quello scelto dal Comune non e' il migliore dei modi possibili, ma dire indiscriminatamente che il cemento non ci piace non va bene; affermare che non ne abbiamo bisogno, poi, significa non conoscere le realta' e i bisogni del territorio e della sua popolazione. Di case popolari (a differenza, forse, di quelle private) ce n'e' una grande necessita'; magari adesso che alla guida dell'Ente preposto a programmarle non c'e' piu' un imprenditore edile la situazione potra' migliorare. Certo, sempre nella speranza che nascano quartieri popolari "a dimensione umana" come tanti esempi sul territorio nazionale. Se poi riterremo che le decisioni prese non siano andate nella direzione di una risposta davvero "sostenibile" alle esigenze della popolazione, avremo modo di dirlo nelle dovute forme, soprattutto nella primavera del 2007. Cordialmente, Paolo Ferretti

renatosd - Fri 24/03/2006 or 10:54
Ringrazio Paolo (antares) perchè mi ha tolto tante parole di bocca e mi ha risparmiato la fatica di scriverle. E' da qualche giorno che penso al modo di rispondere a Davide su questo e su altri forum di questo sito e confesso che ad un certo punto ho pensato anche di non farlo per niente, ma invece credo che sia necessario rispettare le opinioni o rispondere ... civilmente ... se si dissente, come io dissento profondamente dal pensiero di questi. Il perchè sta tutto in una chiusura mentale e sulla scarsa informazione ed elaborazione di temi delicati ed importanti sottintesa dagli argomenti e dai metodi usati da davide per esporli che evidentemente povero di conoscenza trova nell’ingiuria e nella banale semplificazione l’unico metodo d’affermazione di semplicistiche e devastanti teorie strampalate. Esiste una bibliografia sterminata di teorie urbanistiche, di teorie ambientaliste, di politiche della casa ecc ecc che non possono essere ignorate del tutto. Si può propendere per una tesi piuttosto che per un’altra ed è del tutto legittimo ma non ascoltare le tesi contrarie, ignorare del tutto l’argomento di cui si tratta provoca un profondo sentimento di fastidio. Fare confusione tra edilizia privata ed edilizia pubblica è puerile; affermare l’aspirazione ad una “città non città” dove le case e gli abitanti scompaiono per far posto a bucoliche vallate di prati e pecorelle sta fuori da ogni grazia di dio. Teorie di comunità pastorali sul modello dell’agriturismo, ancorchè già formulate centinaia di anni fa e subito fallite, non possono avanzare in una comunità che conta più di 100.000 abitanti .... la città è un organismo complesso fatto di rapporti delicati tra le varie aspirazioni ed esigenze. Ma da che mondo è mondo la città vede al centro l’uomo e la sua abitazione altrimenti non c’è, non esiste ... è uno sfondo cinematografico tipo “Truman show” dove le comparse arrivano la mattina e vanno via dopo l’ultimo ciack. Il traffico si forma straripante per un movimento anomalo di andirivieni ... su distanze incompatibili con la pedonalità, con le biciclette, con il trasportoo urbano che non ce la fa a raccogliere l'utenza, e con qualsiasi altro mezzo di locomozione che non sia l'automobile privata. Le vecchie teorie ambientaliste radicali ed ottuse, seppure con frange di resistenza, hanno da tempo lasciato il posto ad una analisi lucida dei processi di trasformazione del territorio sul principio della sostenibilità e non più della semplice e riduttiva compatibilità. Il tema si fa complesso e non voglio addentrarmi troppo su teorie che sono disponibili su testi ed interventi più qualificati del mio, ma è chiaro che le analisi di devono tenere conto di tutti i fattori che intervengono nei processi di trasformazione del territorio. Ribadisco che è sempre più evidente che la dispersione della popolazione sul territorio per far avanzare tesi bucoliche, poco realistiche, costituisce il rischio maggiore per la tutela dell’ambiente. Una città fatta solo di servizi e una periferia fatta di piccoli nuclei o peggio piccole casette spalmate su centinaia di kilometri quadrati, con persone che devono spostarsi in continuazione su lunghe distanze, portano chilometri di cavidotti, condutture, tombinamenti che devastano il territorio in modo indelebile, portano alle aberrazioni di una civiltà individualista ed ad una miriade di conseguenze nefaste che mi sono anche stufato di ripetere. Pensare che una serie di villette periferiche magari decorate con archetti e piante rampicanti siano preferibili ad un palazzo di 8 piani, magari di edilizia popolare pubblica (in affitto), è una falsa convinzione proto-ambientalista che è la negazione stessa del principio di sostenibilità ambientale e civile. Negare l’esigenza di piste ciclabili come percorsi di raccordo tra le varie parti del territorio per la stupida riproposizione di piste chiuse e recintate per far fare il “giro di peppe” a pochi amatori significa rilanciare il trasporto automobilistico urbano. A davide dico basta!!! Basta con teorie strampalate se vuoi discutere di cose serie, prima di parlare studia ... studia ... studia....!!!! Se no anch’io domattina potrei svegliarmi ed andare all’istituto di astrofisica e mandare tutti a quel paese perchè si rifiutano di credere alla mia teoria secondo cui l’universo è un enorme panettone motta di cui noi siamo l’uva passa .... sebbene questa tesi è sempre più credibile di alcune stupidaggini che affermi con arroganza insopportabile. Il problema vero è che di Davide ne abbiamo tanti anche al potere ... gente che non sa di che cosa sta parlando e che purtroppo prende decisioni ottuse e miopi che ci piombano addosso pesanti come macigni. Renato Malinconico

davide - Fri 24/03/2006 or 17:41
Renato sei proprio un cementone, d'altronde sei architetto se uno come te non spingerebbe a cementificare il territorio, di cosa camperebbe? Visto che ti piacciono i palazzi di 8 piani, ti consiglio di trasferti a Roma, nei vari quartieri periferici sai quanti ce ne sono, a 15 piani altro che 8.... Ma non farmi storie sul fatto che a Latina bisogna fare palazzi di 8 piani con le strade strette che rimangono sempre le stesse di 70 anni fà, perchè ciò è intollerabile! Magari preferisci i palazzoni di 1 km stile sovietico, o stile Corviale, un alveare ricettacolo di criminalità.. Ma trasferisciti là allora, in quella archiettetura ispirata al socialismo sovietico, perchè tu quello sei, Comunista!!! DAVIDE

renatosd - Sat 25/03/2006 or 15:37
Grazie, Grazie, Grazie, Grazie, Grazie, Grazie, mi aspettavo insulti da te, ed in fondo ero anche un po' pentito dei toni troppo severi che ho usato ed invece mi sorprendi con un complimento che mi riempe il cuore di Felicità. Se parli di essere comunista come Terracini che ha contribuito a scivere e ha sottoscritto quella costituzione (di cui oggi si vorrebbe fare carta staccia) per cui io e te adesso possiamo parlare liberamente, se ti riferisci al comunismo che è stato il motore e la speranza di milioni di persone e che ha dato vita a movimenti culturali come la Bauhaus, e tra cui si annoverano persone come Mondrian, Majakovskij, Gropius e tanti tanti altri che hanno contribuito alla crescita culturale mondiale, se ti riferisci ai comunisti che hanno combattuto le guerre partigiane e liberato l'italia dalla tirannia fascista e nazista, se ti riferisci a grandi comunisti dell'era democratica di questa nazione come Enrico Berlinguer (che ha condannato stalin e la tirannia del socialismo reale quando tu forse non eri ancora nato)... allora ti dico ancora GRAZIE mi onoro tanto di essere stato COMUNISTA e di essere oggi un fervente fautore di una moderna socialdemocrazia europea. Per il resto continua pure a dire le tue cavolate .... sono buone per il circolo degli amatori del martello e della sega. Penso che tu faccia parte dei secondi. Resta il fatto che ti offro ancora tutta la mia disponibilità a dialogare con te in modi civili e costruttivi e ti invito a venire all'istituto per parlare e discutere con le carte alla mano ... e per conto mio non risponderò più nei termini di cui sopra perchè nonostante tutto ti rispetto, non condivido nulla delle tue idee, faccio sincera fatica ma proverò con tutte le mie forze a rispettarti e farò di tutto perchè oggi e sempre tu possa esprimere il tuo pensiero. Alla fine di questa mia ti chiedo scusa per i sarcasmi ma ti invito anche ad ascoltare gli altri, oltre che a parlare ... se no resterai da solo . Renato

Antares76 - Sat 25/03/2006 or 16:05
Leggo Davide (che peraltro "fa a pugni" con i congiuntivi...) e mi chiedo alcune cose, lasciando da parte le riflessioni su come si fa a non capire che ci sono case e case (e cioe' quelle che fanno arricchire i costruttori, ma anche quelle che sono l'unico luogo dove una famiglia bisognosa, e in questi ultimi tempi in Italia e a Latina non ne mancano, puo' vivere protetta dall'addiaccio): - dove sono le strade sempre uguali? A parte il fatto che le strade dei quartieri Q4 e Q5 settanta anni fa non esistevano, cosi' come non esisteva (ma nemmeno 25 anni fa, senza andare troppo lontano...) il sistema di viali del centro direzionale che serve per arrivarci...una volta esisteva via dell'Agora, dal ristorante di Fioretto (dove adesso c'e' la rotonda con il "Fiore di luce"...) ci si inoltrava fuori citta' in mezzo ai filari di pini, ora la strada non c'e' piu' e la citta' si estende molto oltre... - dove sono le strade strette? Invito Davide a fare un giro per Velletri o Genzano, o magari a Nemi, oppure (senza andare cosi' lontano) anche nel centro storico di Cisterna o a Priverno...poi ne riparliamo... - perche' mai le strade dovrebbero cambiare? D'accordo...a Roma si e' abbattuto un quartiere per aprire via dei Fori Imperiali, e un altro per aprire via della Conciliazione...a Genova hanno fatto lo stesso nella zona di piazza Dante...pero' sono cose che si facevano settanta anni fa, appunto...e poi non mi pare che a Latina ci siano problemi di viabilita' tali da indurre a buttare giu' delle case per poter allargare le strade...tanto piu' che poi le case bisognerebbe ricostruirle da un'altra parte (non mi pare che i portici di corso della Repubblica, per quanto lunghi, potrebbero bastare per accogliere gli "sfollati") e questo sicuramente a Davide non piacerebbe...se non gli piace che si costruisca una casa pubblica a chi non si puo' permettere di comprarne una privata, figuriamoci se puo' accettare che la si ricostruisca a quelli a cui la "espropriamo" per allargare un viale... Devo dire che mi risulta sempre piu' difficile seguire questa discussione, che trovo alquanto scollata dalla realta' delle cose e dal "buon senso"... Cordialmente, Paolo Ferretti

renatosd - Sat 25/03/2006 or 16:11
è vero!!! stiamo perdendo il buon senso anche per questo ho integrato e parzialmente corretto la mia precedente invitando davide ad un sincero confronto più diretto e più civile. renato


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