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  <title>Scorie nucleari - Forum del Portale q4q5.it</title> 
  <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216</link> 
  <description>Discussione Scorie nucleari dal forum del Portale dei Quartieri Nascosa e Nuova Latina</description> 
  <language>it</language>
  <item>
    <title>Scorie nucleari ()</title>
	<description>Viste le notizie che girano sulla centrale nucleare di Latina per il suo utilizzo come deposito di scorie nucleari io credo che visto che siamo vicinissimo dobbiamo preoccuparci.

</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2704</link>
    <pubDate>Sun, 25 Jun 2006 22:18:10 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2704</guid>
	<author></author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Scorie nucleari (stefano)</title>
	<description>Secondo me qualche preoccupazione dovremmo pure averla sulle scorie. Ma solo secondo il principio di precauzione.
Mi spiego. 
La Sogin, che gestisce gli (ex) impianti nucleari Italiani è una società pubblica (per fortuna) che fa conti con i bilanci senza grosse preoccupazioni. Quimdi se occorre una spesa in più ai fini della sicurezza, basta bussare al Governo, ed ecco quà; si apre il portafoglio degli Italiani.

Molto più preoccupanti, secondo me, a Latina e provincia sono le industrie chimiche. Specie quelle farmaceutiche. Che come è noto sono private, e i conti sulle spese per la sicurezza si fanno con il portafoglio dei soli azionisti, i quali, per statuto, mirano solo ai profitti.
Proprio queste negli ultimi venti anni hanno subito degli incrementi di numero e di dimensioni. Gli addetti sono  enormemente aumentati. E proprio l'occupazione potrebbe essere usata dalle stesse aziende come ritorsione contro l'accuratezza dei vari enti contollori.

E per quanto riguarda la distanza, alcune sono proprio a ridosso delle città delle frazioni.
Ad esempio: 
- La Jassen è praticamente in città.
- La Angelini e la Wheith si trovano dentro Aprilia.
- La Recordati a Campoverde.
- La Pfizer a San Michele

Forse su questo andrebbe aperto un forum!
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    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2706</link>
    <pubDate>Mon, 26 Jun 2006 10:25:21 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2706</guid>
	<author>stefano</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Scorie nucleari ()</title>
	<description>Allora il discorso delle industrie chimiche può essere si relativo ad un forum ed estenderei la problematica a Biosint e Bristol ma essendo un portale prettamente dedicato a Q4-Q5 e visto che le ex centrali nucleari se mi affaccio dal terso piano dove abito le vedo abbastanza nitidamente io direi che per quanto riguarda i quartieri sia direi un problema piuttosto presente anche se non se parla molto. Negli anni passati (mi fa sentire vecchio sta cosa) quando ancora le centrale era funzionante diverse inchieste sono state fatte sia sugli incidenti che si sono avuti di cui il popolo non ha avuto notizia, sia delle deformazioni genetiche degli animali che delle piante che sorgevano e sorgono attorno alle centrali, non so se ancora vengono ritirati pagati e distrutti i raccolti dei contadini che operavano nel perimetro. Adesso le centrali sono chiuse (la seconda è il progetto Cirene mai concluso). Ma il problema dello stoccaggio delle barre fissili che torneranno dall'inghilterra c'è esiste ed è reale con quali garanzie? Nessuna nessuno può darle in tema di nucleare, considerate il sito della centrale sul Garigliano dismessa prestissimo e con il nucleo impiombato e cementato, pare che sia ancora attivo, si fecero degli studi su animali a due teste e sei zampe, sulla elevatissima incidenza di leucemie e forme tumorali nella zona, quanto alla differenza tra privato e Stato imprenditore non fatevi illusioni.


E ci andrei piano a  dire che il problema delle industrie chimiche che "devono" essere stracontrollate da Asl, Guardie Provinciali, Settori Ambiente di Provincia e Comune sia un problema preponderante di un deposito nucleare che una volta autorizzato non da alcuna garanzia a prescindere dal fatto c'è nelle centrali c'è già del materiale fissile stoccato.

vi pregherei vivamente di leggere l'articopo di questo link
http://digilander.libero.it/alanti/primo.htm

un pò di storia della nostra centrale
http://www.sudpontinosocialforum.org/spsf/archives/SMANTELLAMENTO%20CENTRALE%20LATINA.pdf

alcuni dei guasti e guai delle centrali nucleari della provincia di Latina
1964 Garigliano (Italia). Guasto al sistema di spegnimento di 
emergenza del reattore. Si è andati vicino alla catastrofe. 


1969 Garigliano (Italia). Sette arresti alla centrale per guasti. 

Febbraio 1969 Latina (Italia). Arresto alla centrale di Latina per 
mancanza di alimentazione alla strumentazione (a marzo si avrà ancora 
un grosso guasto alla stessa centrale). 


</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2707</link>
    <pubDate>Mon, 26 Jun 2006 10:58:56 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2707</guid>
	<author></author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Scorie nucleari (Vincenzo)</title>
	<description>L'anno scorso ho partecipato ad una conferenza tra la Sogin e il Comune di Latina.
Per quanto riguarda la pericolosità del sito di Latina possiamo stare assolutamente tranquilli, mentre per quanto riguarda lo smantellamento ci vuole (se non ricordo male) oltre il 2020!
Se può interessare ho del materiale informativo aggiuntivo abbastanza interessante.
Quali ad esempio:
L'energia nucleare in Italia
Il referendum del 1987
La gestione del pregresso
Il deposito unico Nazionale.
Saluti
Vincenzo



</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2710</link>
    <pubDate>Mon, 26 Jun 2006 18:05:05 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2710</guid>
	<author>Vincenzo</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Scorie nucleari ()</title>
	<description>Si sto proprio tranquillo conoscendo SOGIN e Comune di Latina magari leggere questo può aiutare
http://www.i4it.it/LatinaOggi2/openPdf.php?pdf=pag05latina&amp;day=25_6_2006

ed un pò di informazione in materia anche
http://www.zonanucleare.com/questione_scorie_italia/situazione_italia_rifiuti_radioattivi.htm

http://www.zonanucleare.com/dossier_italia/terrorismo_sismi_bomba_sporca_ordigno_radiologico.htm

http://www.zonanucleare.com/questione_scorie_italia/mappa_attuali_depositi/A_rapporto_installazioni_attuali.htm

</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2712</link>
    <pubDate>Mon, 26 Jun 2006 19:30:58 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2712</guid>
	<author></author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Scorie nucleari (Vincenzo)</title>
	<description>Non stiamo scoprendo l'acqua calda!
Trattasi di notizie note a tutti.
Ripeto dobbiamo stare tranquilli e non creare allarmismi ingiustificati.
Dobbiamo occuparcene ma non preoccuparci.
Purtroppo prevedo tempi molto lunghi anche a causa della mancata localizzazione del deposito unico nazionale dopo le note vicende di Scanzano Jonico.
Vincenzo

</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2714</link>
    <pubDate>Mon, 26 Jun 2006 20:06:05 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2714</guid>
	<author>Vincenzo</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Scorie nucleari ()</title>
	<description>Mai creato allarmismi ne cercati, che si scopra l'acqua calda? Si con il nucleare si fa anche acqua calda, ma essere soprattutto informati ritengo che sia necessario.

</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2718</link>
    <pubDate>Mon, 26 Jun 2006 21:57:00 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2718</guid>
	<author></author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Scorie nucleari (Antares76)</title>
	<description>Come giornalista, non posso che essere d'accordo sul fatto che bisogna essere informati.
Come giornalista scientifico, poi, sono ancora più d'accordo che bisogna essere informati e vigili su queste questioni "spinose".

"Spinose" perchè evocano paure.
A volte sono paure non del tutto giustificate: personalmente ritengo ampiamente sufficiente il grado di sicurezza con cui nel 2006 si riesce a gestire le scorie nucleari (anche se ammetto che sarei ancora più tranquillo se ci pensasse l'Enea...)
Però sono sempre e comunque paure, delle quali occorre tenere conto con la massima attenzione e la massima umiltà, come abbiamo fatto (credo) con la questione delle antenne.

Anche in questo caso, il problema è sempre lo stesso: se i cittadini sono informati e soprattutto PARTECIPANO ALLE SCELTE, allora sono più tranquilli.
Personalmente, non trovo motivo per cui questo non debba avvenire: il processo partecipativo non costa nulla e ha riscontri molto positivi nell'opinione pubblica; però evidentemente (e a Latina non succede solo in questo caso, ma anche in moltissimi altri) ci sono degli altri ragionamenti, a me non noti, che fanno agire in altro modo.

Concludo dicendo che di certo tutto questo dovrebbe anche dare da pensare a chi ritiene che oggi la fissione nucleare si possa di nuovo proporre come fonte di energia "sostenibile"...
L'acqua calda si fa anche con il calore del Sole, che non costa nulla e non lascia scorie di alcun genere!

Cordialmente,
Paolo Ferretti</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2728</link>
    <pubDate>Tue, 27 Jun 2006 14:48:49 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2728</guid>
	<author>Antares76</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Scorie nucleari ()</title>
	<description>Sempre per informazione metto questa pagina tratta da Latina Oggi relativa alla materia trattata 

http://www.i4it.it/LatinaOggi2/openPdf.php?pdf=pag04latina&amp;day=28_6_2006

</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2744</link>
    <pubDate>Wed, 28 Jun 2006 22:06:45 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2744</guid>
	<author></author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Scorie nucleari (Antares76)</title>
	<description>Questa storia comincia a ricordarmi il giro d'Italia: "un uomo solo al comando"...

Battute a parte, facciamo ordine negli eventi...

Si è deciso che il lido va riqualificato, con la costruzione di un porto a Foce Verde; si è stabilito quale dovrà essere l'area di pertinenza di questo futuro porto e si è bandito un concorso internazionale di idee, che è stato espletato e oggi c'è un progetto vincitore (o un paio di pari merito, non ricordo bene)...

Solo che l'area assegnata al futuro porto si va a sovrapporre in parte a un'area vincolata: vincolata perchè di pertinenza della ex centrale nucleare, quindi a oggi di competenza esclusiva della Sogin e non alienabile in alcun modo, vuoi per questioni squisitamente formali, vuoi (a mio parere soprattutto) per questioni di sicurezza o comunque precauzionali...

In sostanza: se si vuole andare avanti con il progetto del porto (così come ormai si sarebbe in teoria obbligati, visto che c'è stato un concorso internazionale con dei vincitori) occorre che quei terreni possano tornare nella disponibilità del Comune, per poterci costruire le strutture accessorie previste...

Da quello che mi sembra di capire, tempo fa (un paio d'anni, sembra) la Sogin disse al Comune: "nell'area della centrale, sui terreni di nostra competenza, ci serve di attrezzare un deposito per lo stoccaggio del materiale; abbiamo bisogno di un vostro nulla osta"...
Per informazione, i depositi di stoccaggio di materiale radioattivo in Italia sono una cosa normale, non sono dei mostri che mordono e uccidono, ne abbiamo svariate decine: quelli principali sono i 9 di cui si trovano i dettagli sul sito della Sogin (www.sogin.it : sono le 4 ex centrali, altri due siti in Piemonte, un sito in Basilicata e un doppio sito a Nord di Roma al Centro Ricerche dell'Enea), ma anche un sacco di ospedali, e credo anche il nostro, hanno materiale radioattivo per determinate procedure che viene conservato in loco...

Tornando a quello che mi sembra di capire da quello che scrivono i miei colleghi sui giornali locali, parrebbe che ci sia una trattativa in corso che dovrebbe essere qualcosa di simile a uno "scambio" tra il nulla osta per il deposito che serve alla Sogin e la disponibilità dei terreni che servono al Comune per il porto di Foce Verde...
Il tutto, sempre a quello che mi sembra di capire, con un ben scarso coinvolgimento non solo della cittadinanza ma addirittura del Consiglio Comunale, tanto che è stato scomodato il Prefetto a fare da garante che le cose venissero discusse da tutte le parti interessate e alla luce del sole (pare, sempre da quello che leggo, che Zaccheo e Jean ne parlassero "da solo a solo")...

Personalmente credo che più che a un "caso preoccupante per la sicurezza nucleare" ci troviamo davanti a un "caso preoccupante per la (mancata) partecipazione alle scelte amministrative"...
Sempre parlando personalmente, non troverei nulla di male nel dare alla Sogin il nulla osta a stoccare in sicurezza il materiale; quello che troverei, sempre personalmente, preoccupante sarebbe invece la costruzione di strutture portuali in un terreno che, allo stato attuale delle cose, potrà ufficialmente essere dichiarato "sicuro" solo alla fine del "decommissioning" cioè fra alcune decine di anni, mentre noi chiediamo (e a gran voce, pare) che venga dichiarato "sicuro" adesso, per costruirci sopra...

Cordialmente,
Paolo Ferretti</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2745</link>
    <pubDate>Thu, 29 Jun 2006 09:30:38 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2745</guid>
	<author>Antares76</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Scorie nucleari (davide)</title>
	<description>Zaccheo vorrebbe i terreni gratis per farci costruire i costruttori privati, in cambio del nulla-osta..
Non gli importa nulla del porto, che non è previsto neanche dal piano regionale dei porti...
La Sogin dice che quei terreni se il Comune li vuole comunque vanno pagati..
Finirà così: la Sogin costruirà il suo deposito senza nulla-osta del Comune, ma d'imperio tramite i poteri speciali del commissatio Jean. 
E al comune e ai suoi amici niente terreni per farci palazzi!     
Ma mi siete mai chiesti perchè alla premiazione del Concorso Internazionale per la Marina Zaccheo varie volte ha rimarcato il fatto che la costruzione del porto è "essenziale"?
Guardate cosa ha scoperto Legambiente facendo un giro in catasto:

http://parvapolis.panservice.it/index.php3?idnotizia=26169

Latina. Porto di Foce Verde, un bluff. La denuncia di Legambiente: «Le incredibili alchimie di un progetto urbanistico venuto dal nulla»

Qualche mese fa, ragionando sul fatto che il Comune di Latina aveva chiesto alla Sogin l’acquisizione delle aree di sua proprietà, situate tra il pontile e la vecchia centrale nucleare e constatando al contempo che erano (e sono tuttora) in corso le procedure per la realizzazione del deposito “provvisorio” delle scorie derivanti dallo smantellamento; domandandoci se era plausibile che le future imbarcazioni ricoverate in darsena, prima di uscire in mare, dessero prima un’occhiata se potevano incorrere nella trattoria di qualche proiettile sparato dal Poligono di tiro; ci ponevamo una domanda (vista l’evidente inconsistenza economica attuale di quei terreni) e ci davamo una risposta autoriflessiva. “In condizioni normali di mercato, chi è quell’imprenditore (pazzo) interessato ad acquisire quei terreni?”. “A meno che”- era la risposta – “qualcuno non si inventi di realizzarci un porto!”». Così Legambiente. «Questa è la cronaca riassuntiva di quell’invenzione. Abituati da sempre alla constatazione del fatto che quando una amministrazione propone un progetto completamente avulso dall’evoluzione economica del suo territorio (basti citare il progetto di Setiapolis sui Lepini, il progetto della Città di Dio sugli Ausoni, il Parco del Cinquantenario a Latina o il recente mega centro commerciale a ridosso della Pontina nel Comune di Cisterna – tanto per non fare distinzioni di colore politico dei proponenti), quasi sempre si tratta del solito tentativo di creare un pretesto (eventualmente avallabile dalla Regione Lazio) per variare la destinazione d’uso di terreni agricoli (sempre e puntualmente già acquisiti dalle società richiedenti la variazione), perché una volta cambiata la destinazione d’uso, il comune ci può fare quello che vuole; quindi siamo andati subito a confrontare il grazioso progetto preliminare dell’Ing. Alberto Noli sul Porto di Foce Verde con le risultanze catastali, rispetto alla proprietà dei terreni interessati. Sovrapponendo le due cartografie, ci si è accorti immediatamente che proprio là dove l’Ing. Noli prevede la realizzazione della penetrazione del mare nell’entroterra per la realizzazione delle darsene, dei moli e del cosiddetto “Marina Village” (in soldoni decine di migliaia di metri cubi di cemento), c’è già pianificata una mega lottizzazione edilizia con tanto di frazionamento particellare, che in qualche caso arriva a delimitare aree di 2 (due) metri quadrati. Le particelle risultano intestate in gran parte ai componenti di una nota famiglia che fino a poco tempo fa possedeva un caseificio nel territorio di Sermoneta (che evidentemente ha ritenuto più vantaggioso abbandonare l’attività agroalimentare per effettuare investimenti immobiliari in forte odore di speculazione), mentre le restanti particelle che dovranno rappresentare le strade di accesso e comunicazione interna alla lottizzazione, nonché quelle destinate a servizi (verde pubblico, aree di sosta, ecc.) appartengono al Comune di Latina, lo stesso che sta pianificando il Porto di Foce Verde sugli stessi terreni. L’atto notarile che a reso possibile la trascrizione al Registro Catastale di quel frazionamento (che a tutt’oggi risulta classificato come particelle di terreni agricoli con tanto di indicazione dei relativi redditi agrari e dominicali), è stato stipulato in data 2 Luglio 2003, tra il funzionario Dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Latina, appositamente incaricato all’uopo dal Sindaco, in rappresentanza dell’ente comunale e dai membri della suddetta famiglia. L’atto recita il titolo: “ Convenzione per l’attuazione dei criteri perequativi afferenti l’attuazione delle previsioni urbanistiche dei comprensori costieri della Marina di Latina, ai sensi dell’art. 28 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Particolareggiato di Esecuzione (P.P.E. ndr), approvato dal Consiglio Comunale con delibera del 22 Ottobre 1980 N. 202”. Al di là della formulazione complessa del titolo dell’atto, si tratta di una prassi che (dalle nostre parti) è “vecchia come il cucco”: un privato acquista dei terreni agricoli dove, come in questo caso, c’è una qualche previsione edificatoria in base ad un datato P.P.E. (adottato 25 anni fa a seguito del PRG di Piccinato), contestualmente acquista un altro appezzamento agricolo nella stessa zona e chiede al Comune la cosiddetta “compensazione” della volumetria edificatoria acquisita; invece di realizzare quella volumetria “blanda e diffusa” – parole di Cervellati (cioè 0,25 metri cubi per ogni m.q.) sui quei terreni, si chiede di concentrarla in una unica zona (ma guai a chiamarla lottizzazione), regalando contestualmente al Comune quelle aree che poi serviranno per i servizi, esentando quindi l’ente da improbabili espropri che eventualmente dovrebbero rendersi necessari per realizzare quegli stessi servizi (la cosiddetta “compensazione” delle aree tanto in voga al Comune di Latina). Nell’atto si parla “tranquillamente” di condomini (quattro), di realizzazioni abitative (trenta) per un totale di 27.747,5 metri cubi (acquisiti “di diritto” dal proprietario), nonché di marciapiedi, di parcheggi, di aree destinate al verde pubblico (aree cedute “gratuitamente” al Comune dal proprietario dei terreni), che complessivamente interessano un’area di circa 12 ettari e che, ripetiamo, guarda caso, rappresenta proprio il “cuore” territoriale del progetto dell’Ing. Noli. A questo punto, essendo evidente la totale contraddizione tra le due pianificazioni in fase di adozione dal Comune di Latina, non restava che verificare l’ordine cronologico degli atti per stabilire dove fosse avvenuta la “conversione sulla via di Damasco” per la realizzazione del Porto di Foce Verde. La concessione per la realizzazione della lottizzazione (pardon dell’intervento edilizio) è stata approvata dalla Commissione Edilizia del Comune in data 7 Febbraio 2003; l’atto notarile citato è stato stipulato il 2 Luglio dello stesso anno; l’incarico all’Ing. Noli è stato conferito dalla Giunta nell’Ottobre di quello stesso anno; la presentazione del progetto preliminare del Poro di Foce Verde è avvenuta nel Giugno 2004, anche e soprattutto a seguito della nostra denuncia pubblica su quello strano incarico, senza che vi sia stato alcun atto di indirizzo del Consiglio Comunale. Nel frattempo la Sogin pubblica un bando (gennaio 2004) per la realizzazione di una centrale a ciclo combinato e avanza la richiesta (marzo 2004) per la realizzazione del deposito “provvisorio” delle scorie provenienti dalla dismissione della centrale nucleare. Contestualmente il Sindaco Zaccheo (fine gennaio 2004) incarica due esperti per valutare gli effetti del decommissioning: la relazione, consegnata appena tre mesi dopo, giace indisturbata in qualche cassetto dell’amministrazione comunale. Ora si sta procedendo alla redazione del progetto definitivo del Porto di Foce Verde che, guarda sempre il caso, prevede una gigantesca variazione di destinazione d’uso di tutte quelle aree e così ognuno avrà i “suoi” metri cubi attualmente non previsti: i privati della lottizzazione già “acquisita”, le società che nel frattempo hanno comprato tutti i terreni interessati dal progetto e soprattutto la Sogin che avrà le cubature per realizzare la centrale a ciclo combinato e il deposito delle scorie e in cambio, magnanimamente, cederà “gratuitamente” al Comune alcune aree che ipoteticamente dovrebbero essere occupate dal progetto, ma che in realtà, a ben vedere, altro non sono che aree dove realizzare ulteriori cubature. Non potendo più sperare in un avvallo “accondiscendente” da parte della Regione Lazio per l’approvazione della variante (a causa della sconfitta del centro destra alle ultime elezioni), adesso si tenta la strada, attraverso l’apposito emendamento inserito nella legge finanziaria in fase di approvazione, di far dichiarare dal Ministero delle Infrastrutture questo tipo di progetti come “priorità di interesse nazione” e pertanto autorizzabili dallo stesso Ministero, scavalcando a piè pari tutte le autorizzazioni degli enti locali, iniziando dalla Regione. Vista la sequenza di questi atti, il progetto del Porto di Foce Verde altro non è quindi che uno specchio per le allodole per portare a casa la variazione di destinazione d’uso di tutti quei terreni compresi tra Borgo Sabotino, la centrale nucleare, Foce Verde e il Poligono di tiro; la prova definitiva è stata da noi acquisita in queste ultime ore. Il Comune di Latina stà completando l’iter autorizzativi di una piccola variante al P.P.E. di Borgo Sabotino. La variante è stata richiesta da una nota impresa edile del luogo che sta realizzando una serie di villette a schiera sulla strada per Foce Verde (anche qui guai a chiamarla lottizzazione); la richiesta è stata accolta dal Consiglio Comunale lo scorso mese di maggio. Era successo che nella concessione edilizia rilasciata nel 2001 (in tutto e per tutto uguale a quella su illustrata) non si erano accorti che un complesso di 4 villette a schiera andava ad interessare e ad occludere una canaletta di scolo delle acque meteoriche che (come per tutta la Bonifica) è attualmente di proprietà del Demanio. A seguito della richiesta di acquisto da parte della società costruttrice, gli Uffici Demaniali della Regione Lazio hanno risposto picche in quanto “la canaletta in oggetto svolge tutt’oggi le sue indispensabili funzioni di smaltimento delle acque piovane in eccesso”. In tutto si tratta di 191 m.q che restano quindi “intoccabili” dal cemento e per ovviare a ciò il Comune ha concesso una variante “ad hoc” di oltre 1.600 m.q. (anche se non tutti edificabili) alla società richiedente. Risulta pertanto definitivamente evidente che se il Demanio e la Regione non hanno concesso l’occupazione di un piccolo (ritenuto) insignificante pezzo di canaletta, a maggior ragione non concederà mai l’autorizzazione per far scomparire un intero tratto di costa (geologicamente ad alto rischio di erosione), nonché gli interi tratti finali (quelli che immettono nel Canale delle Acque Alte) del fosso di Mastropietro e del canale della Colmata che verrebbero letteralmente spazzati via dal progetto dell’Ing. Noli. Tutto questo al Comune di Latina lo sa già e per questo, ora, si tenta la strada di quel curioso comma nella legge finanziaria, perché tutte le altre strade sono sbarrate, mentre gli “interessi” coinvolti premono sempre di più (il 9 Aprile si vota). Chiarito quindi che l’intero progetto del Porto di Foce Verde è un gigantesco bluff, resta da capire cosa passa nella testa di questi amministratori che non esitano a mettere insieme scorie nucleari, nuove centrali, cannonate del Poligono, insediamenti residenziali per la peggior specie di turismo, fantasiose realizzazioni cantieristiche e concorsi di idee che dovrebbero interessare tutta la marina tranne che quella disgraziata area. A volte ci sentiamo nelle condizioni di chi (per deformazione) individua “magagne” dovunque, anche dove non esistono, ma questa volta abbiamo la sensazione di trovarci di fronte a una vicende tra le più “sporche” che ci sia capitato di affrontare. Pertanto, al fine di fugare questo dubbio, sorge spontanea la domanda:“On. Sindaco Vincenzo Zaccheo, che cosa ha da dire, pubblicamente, al riguardo?” Perché, mai come questa volta: chi tace, acconsente». 

Mauro Cascio

DAVIDE</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=16&amp;topic_id=216&amp;post_id=2747</link>
    <pubDate>Thu, 29 Jun 2006 11:09:34 +0000</pubDate>
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	<author>davide</author>
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