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  <title>Insegnare Oggi - Forum del Portale q4q5.it</title> 
  <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86</link> 
  <description>Discussione Insegnare Oggi dal forum del Portale dei Quartieri Nascosa e Nuova Latina</description> 
  <language>it</language>
  <item>
    <title>Insegnare Oggi (Alex)</title>
	<description>Ciao a tutti, in seguito al suggerimento di Baol a mia moglie (Raffa  ), eccomi ad aprire il forum per lei. 

L'argomento, come deducibile dall'oggetto, è l'insegnamento oggi (in Italia aggiungo io), riporto nel forum l'ultimo articolo che ha innescato questo forum ma se volete leggere anche i commenti ed il primo articolo potete vederli a questi link:

/modules/news/article.php?storyid=297

/modules/news/article.php?storyid=306

Insegnare........è una missione

L'articolo che ho scritto l'8 Marzo sull'arte di insegnare ha ricevuto una sola risposta, quella di un papà che chiaramente ha vissuto ciò che ho descritto nell'articolo stesso. Non credo sia stato l'unico, nè che sarà l'unico padre a subire problemi scolastici. quello che mi colpisce è che non mi abbia risposto neppure un'insegnante....ed è per questo che voglio approfondire di più la questione. Partendo dal presupposto che l'insegnamento dovrebbe essere insieme una passione ed una missione, voglio intraprendere con voi il viaggio nelle mille paure dei ragazzi che seguo (studenti privati, ovviamente), nelle mille parole di sconforto che mi riferiscono quotidianamente. Per fare questo aggiungerò continuamente i loro commenti ed i loro discorsi per fare ancora più presa su chi li "concia così". Forse non è ben chiaro, ma sono molto arrabbiata, come insegnante privata e come mamma. I miei bambini sono ancora piccoli, ma quando saranno in età scolare, se qualcosa non cambia, dovrò affrontare anche io tanta cattiveria ed ignoranza. Magari in Inglese non avranno mai problemi, ma questa cancrena che descrivo interessa anche le altre materie.
Dunque veniamo al punto:
Fancesco, 16 anni, Liceo Classico: "La professoressa ha detto che tanto i compiti me li fai tu quando vengo a ripetizione e che quindi per lei è come se non li avessi fatti"
MORALE: il ragazzo pur avendo intrapreso l'impegno delle ripetizioni pomeridiane non può raggiungere dei risultati perchè per l'insegnante la lezione privata è sinonimo di compiti fatti dall'insegnante a casa. Pertanto, pur avendoli fatti lui, si becca un due perchè per lei/lui non valgono!!!!!!

Alessandro, 18 anni, Ragioneria: "La prof mi ha interrogato, ho risposto bene a tutto e lei mi ha detto"ehhhh che è successo? ti sei messo a studiare???", le ho chiesto se mi ero meritato un sei, la suffcienza, lei mi ha risposto che per avere la sufficienza ci vuole ben altro e mi ha messo 5"
MORALE: il ragazzo aveva studiato l'argomento, durante l'interrogazione ha risposto correttamente, ha fatto bene gli esercizi, l'insegnante con una battuta sarcastica gli dice addirittura che è sopresa che abbia studiato....ma poi non lo premia, non lo incentiva, lo smonta, lo deride, lo spegne. Grazie professoressa, grazie per aver reso vano il lavoro di mesi. Lo sa cosa abbiamo ottenuto? Che Alessandro ha detto: "tanto studio o non studio per lei sono sempre insufficiente!"

Questi sono solo alcuni esempi, ho reso l'idea? Capite perchè sono arrabbiata?

I ragazzi vanno premiati, vanno aiutati, vanno incentivati, vanno guidati!!! è questo il vostro compito di INSEGNANTI, non è mettere segni rossi e vantarsene!!!!!
Ci sentiamo prestissimo, tanto ne succedono tutti i giorni.

Saluti Raffaella</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=767</link>
    <pubDate>Sun, 12 Mar 2006 20:28:23 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=767</guid>
	<author>Alex</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Cara Baol,riporto qui di seguito il bellissimo commento che hai fatto ai miei articoli e ti rispondo come segue.
Hai colto nel segno! l'insegnante deve appassionare lo studente alla propria materia. Lo stipendio alla fine del mese è senza dubbio una importante motivazione per svegliarsi la mattina ed andare a lavorare, ma non deve essere l'unica. Quando dico che insegnare è una missione voglio sottolineare che il professore, di qualsiasi materia, deve avere un obiettivo, che non è quello di finire il programma presentato all'inizio dell'anno, ma è quello di far arrivare tutti i suoi studenti ad ottenere una cultura relativa alla sua materia. Smontando gli studenti e portando avanti solo i più meritevoli non solo non si fa il proprio mestiere, ma non si contribuisce neppure alla diffusione della cultura che è l'obiettivo finale di un insegnante. Molti insegnanti vivono il proprio mestiere come se questo si limitasse al "mettere voti" e non di trasmettere le proprie conoscenze. Certo che esistono insegnanti capaci che non fanno parte di questa massa di cui parlo dal mio primo articolo.......ma sono davvero pochi!!! E nella mia materia, devo dire che non sono arrivata ancora ad utilizzare tutte le dita di una mano per contarli. Mi è capitato solo una volta che un'insegnante di Inglese abbia chiesto di parlare con me per il bene della studentessa e l'ho apprezzato molto. Sai come è finita? Abbiamo collaborato, abbiamo studiato insieme un approccio per la ragazza ed abbiamo vinto, la ragazza si è ripresa e non solo, ha cominciato ad amare la materia. 
Ma se l'insegnante, come spesso accade, avesse fatto ostruzionismo?
Ciao Raffaella

Baol ha scritto:
Re: Insegnare........è una missione
E’ Interessante questa conversazione, magari potrebbe divenire un forum invece di restare nelle notizie del giorno, perché si apre a moltissimi scambi di opinione. Anche se, come dici, ti aspetteresti l’intervento di un insegnante, penso che chissà, forse attraverso un forum potrebbe ad un certo punto essere più motivato ad intervenire, non sarebbe male un dibattito tra studenti insegnanti genitori, e pure ex studenti. Uno scambio civile e costruttivo di opinioni.
Però il parere di una insegnante io l’ho letto attraverso le pagine di un libro di Paola Mastrocola, insegnante di lettere in un liceo di Torino, che in maniera molto chiara, attraverso un registro semplice, colloquiale, racconta la scuola al suo cane. Il libro è un saggio che si intitola proprio “La scuola raccontata al mio cane”, è un espediente simpatico per addentrarsi nel microcosmo scuola, un microcosmo inserito nel macrocosmo sociale, e in quello complesso delle scelte politiche in tema di istruzione, nell’arduo tentativo di stare al passo con i mutamenti sociali verso una modernizzazione che forse, a guardarla bene, presenta molti contro e pochi pro. 
Tanto per citare questa insegnante, che personalmente stimo, ad un certo punto si esprime con le testuali parole: “Niente e nessuno ci tutela dall’insegnante che non sa fare il suo mestiere. Siamo tutti inermi e alla mercè di quel che ci capita per sorte … si dovrebbe istituire un criterio meritocratico anche per gli insegnanti…” e si riferisce ad un criterio che non prenda in considerazione solo le ore di lavoro svolte o il programma (in senso quantitativo) svolto, ma e soprattutto un criterio qualitativo, la capacità di appassionare ad una materia, di trasmettere la propria passione ai ragazzi, perché ci si dovrà pur preoccupare della delusione di quei ragazzi che dalla scuola si aspettano tantissimo; insomma la scuola dovrebbe occuparsi del “benessere culturale”... e poi si chiede “… ma esiste un benessere culturale? E’ mai stato preso in considerazione da qualcuno, è riconosciuto in qualche centro di benessere psico-fisico, in questo mondo pieno di fitness?”
E’ una bella domanda questa. 
Si possono non condividere tutti i punti di vista di questa insegnante-scrittrice, ma un fatto emerge con luminosa chiarezza, la sua passione per l’insegnamento, la sua capacità di vedere, al di là della routine di un qualunque mestiere, quel valore aggiunto, l’enorme responsabilità della quale l’insegnate è investito… 
Non è l’aver conseguito un titolo di studio che fa di un insegnante un bravo insegnante, tante altre sono le doti necessarie, è un po’ come dire che basta imparare a suonare uno strumento musicale per poter essere un bravo compositore. Sappiamo bene che non è così. 
Buona giornata
Baol</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=769</link>
    <pubDate>Sun, 12 Mar 2006 21:07:43 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=769</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Baol)</title>
	<description>Vi ringrazio per l'attenzione, adesso però sarebbe importante che dei giovani, degli studenti, partecipassero, ci raccontassero le loro esperienze personali, ci spiegassero qual è la scuola che vorrebbero, cosa si aspettano dalla scuola attuale e cosa apprezzano della stessa... se poi degli insegnanti leggessero ed esprimessero il loro punto di vista sarebbe un notevole passo avanti. 
Credo che insegnare richieda anche una profonda umiltà, la capacità di sapersi anche mettere in discussione perché l'obiettivo da raggiungere è più importante di qualsiasi altra cosa. 
Quando ero studente mi è mancato moltissimo questo dialogo, in molti casi mi è proprio mancata l'occasione, spero sia questa una buona opportunità per tutti.
Ciao
Baol</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=772</link>
    <pubDate>Mon, 13 Mar 2006 08:26:49 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=772</guid>
	<author>Baol</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Vorrei rispondere a Salvatore. Hai descritto le modalità utilizzate dai professori in America rispetto a quelle dei nostri professori e devo dire che rendono benissimo l'idea! I nostri professori usano sempre le stesse parole, sono ripetitivi "potrebbe fare di più,.....se solo si impegnasse.......è uno svogliato".......sono commenti utilizzati un po' per tutti, niente differenzia i nostri studenti a meno che non vadano PROPRIO BENE. Si tratta di giudizi standardizzati come quelli espressi nelle schede delle vecchie elementari.......in pratica se hai due figli che non vanno proprio bene puoi andare al ricevimento di uno solo dei due tanto all'altro ti userebbero le stesse parole!!!!Scherzi a parte, un genitore che sta seguendo il proprio figlio aiutandolo con grande sforzo sia economico che organizzativo a recuperare una o più materie non vuole sentirsi dire quello che riporta Salvatore, nè che tanto il giudizio è già espresso e non è sufficiente l'impegno attuato. Dopotutto, spesso, è proprio a causa della mancanza di competenza dei titolari di cattedra che i ragazzi non assimilano bene la materia, non la amano e non ottengono risultati. E' invece ampiamente dimostrato che laddove esiste un canale comunicativo adeguato e positivo, i risultati si vedono.  
Saluti Raffaella </description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=779</link>
    <pubDate>Mon, 13 Mar 2006 19:46:29 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=779</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Salvatore)</title>
	<description>
Raffa ha scritto:
...in pratica se hai due figli che non vanno proprio bene puoi andare al ricevimento di uno solo dei due tanto all'altro ti userebbero le stesse parole... 

Raffa,
sai che non mi ero mai reso conto di quanto sono fortunato?
Con 4 figli il risparmio di tempo è enorme!
Ciao
Salvatore </description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=780</link>
    <pubDate>Mon, 13 Mar 2006 19:54:27 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=780</guid>
	<author>Salvatore</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Salvatore)</title>
	<description>Cara Raffaella,
l’ultima volta ti ho lasciato con una battuta lapidaria; adesso vorrei riprendere seriamente il discorso 
sull’educazione (intesa nel senso di “education” e non solo di buone maniere come l’intendiamo generalmente noi).

La scuola, oltre che a fornire agli studenti una certa mole di nozioni e ad equipaggiarli con gli strumenti per capire e per far di conto, dovrebbe curare la formazione della persona nel suo insieme.
Avrai notato che io ragiono spesso per confronti: dato che non possiedo la “verità”, allora mi accontento di paragonare la nostra realtà con le altre realtà, oppure il presente col passato, o quello che è con quello che dovrebbe essere. 
Vorrei iniziare confrontando un aspetto particolare della scuola italiana profondamente diverso da quella americana: il comportamento degli alunni.

Quando ci si avvicina ad una scuola Italiana le urla degli alunni si sentono dalla strada. Le maestre cercano di sovrastare le urla degli alunni e, quando non ce la fanno più, si arrabbiano e urlano a loro volta. In questo modo ottengono qualche minuto di tregua ma poi il ciclo ricomincia. Durante la ricreazione, quando manca l’insegnante o durante gli spostamenti i decibel salgono alle stelle. 
Qualche rara volta, quando ho avuto accesso alla classe dei miei figli (e qui c’è un’altra penosa differenza che magari tratterò la prossima volta) ho assistito a scene raccapriccianti di ragazzini indisciplinati che scappano da tutte le parti e di maestre affannate nel tentativo di mantenere un certo ordine. 

Quando si entra in una scuola americana ci si accorge che regna il silenzio. Ma non è un silenzio imposto, ostico o carico di tensione. È un silenzio naturale, partecipato, condiviso. 
Durante la giornata gli studenti cambiano aula varie volte, fanno ricreazione, fanno sport e vanno a mensa. Gli spostamenti avvengono con sensato ordine, parlottando o scherzando a bassa voce, mentre l’insegnante li sorveglia discretamente e a volte partecipa agli scherzi.  
Lì la figura della maestra arrabbiata, o che urla, o che si affanna per tentare di mantenere l’ordine è  semplicemente inconcepibile.

Per molto tempo una domanda ha alloggiato furtiva nel mio inconscio, ma non osava affiorare in superficie Poi finalmente è emersa con forza: “perché i bambini italiani a scuola si comportano come tanti piccoli teppisti, mentre i loro coetanei americani si comportano in modo esemplare?” 
All’inizio avevo tentato di darmi delle spiegazioni grossolane e banali tipo, sarà nel loro DNA,  oppure sarà per come sono educati a casa, sarà un fato culturale…
Poi pensandoci ho elaborato una spiegazione più complessa, corroborata da una esperienza che io e mia moglie abbiamo fatto fare ai nostri figli.
Dopo due anni dal nostro ritorno in Italia abbiamo deciso di iscrivere i nostri figli a una sessione di “summer school” presso una scuola elementare di Houston. Per i due ragazzi grandi sarebbe stato un “ritorno”, mentre per il piccolino sarebbe stata la prima esperienza in una scuola americana.
Ogni giorno i ragazzi avrebbero partecipato a 3 ore di lezioni su argomenti che avevamo scelto in fase di iscrizione. Potevamo scegliere tra due sessioni, una dalle 8:00 alle 11:00 e una dalle 11:00 alle 14:00. Noi, per non fare alzatacce, scegliemmo quest’ultima.
Subito dopo la chiusura delle scuole italiane mia moglie e i miei figli volarono a Houston, mentre io per ragioni di lavoro li potei raggiungere solo dopo una settimana.
Trovai i miei figli in uno stato di eccitazione come ormai non li vedevo da parecchio tempo. Non vedevano l’ora di andare a scuola e di mostrarmi le loro classi e di parlarmi delle loro attività.
Così il giorno dopo li accompagnai circa mezzora prima dell’orario previsto. Appena entrati notai subito il silenzio, eppure c’era la sessione mattutina in pieno svolgimento. I miei figli mi guidarono eccitati nel tour della scuola: la biblioteca, la mensa, la palestra etc.
Poi alle 11:00 le porte delle aule si aprirono e i ragazzi del primo turno, accompagnati dai rispettivi insegnanti, si riversarono ordinatamente sul prato antistante dove venivano riconsegnati ai genitori in attesa.
Allora i miei due figli grandi, in classe insieme, mi portarono nella loro aula e mi mostrarono i loro lavori. Altri ragazzi stavano ordinatamente prendendo posto quando giunse l’insegnante che mi accolse calorosamente, si complimentò per l’intelligenza e il comportamento dei miei figli e mi invitò a rimanere se l’avessi voluto (come da noi!).
Ringraziando declinai l’invito poiché dovevo accompagnare il terzo figlio.
A questo punto ero a completa disposizione del piccolino, il quale mi prese per mano e mi trascinò eccitato verso la sua aula dicendo, anzi sussurrando: “Di qua papà, adesso ti faccio vedere le mia aula!”
Il fatto che mio figlio piccolo (che non aveva mai avuto alcuna esperienza scolastica americana) dopo una settimana sentisse il bisogno di parlare sottovoce, invece di urlare come aveva fatto a Latina Scalo fina a pochi giorni prima, mi colpì profondamente.
Cosa era scattato in lui? Perché a Latina Scalo urlava quanto e più degli altri e qui parlava sottovoce?
Mi sono dato due risposte.
La prima, quella immediata è il conformismo. Mio figlio si era semplicemente adeguato al comportamento degli altri bimbi per essere meglio accettato e sentirsi parte del gruppo.
La seconda risponde ad una domanda un po’ diversa: perché il gruppo qui (USA) si comporta diversamente del gruppo in Italia? 
Il bambino americano si comporta “civilmente” per un insieme di fattori, non ultimo l’educazione che riceve a casa, ma soprattutto perché ogni alunno  è trattato come una persona a se stante, punito o premiato in base al suo comportamento.
Dall’esperienza  che ho avuto con i miei figli ho potuto notare che ogni ragazzo i ogni momento della giornata ha un suo “status” ben preciso. Le metodologie che ho visto usare sono diverse, ma hanno tutte lo stesso funzionamento. Per chiarezza ne espongo una:
Terza elementare della classe di Mrs Orcutt, J. Tower Elementary.  All’ingresso dell’aula c’è un tabellone con i nomi di ogni studente. Il primo giorno di scuola, ad ogni studente viene affidato un patrimonio di 5 stelline (che verranno piazzate vicino al suo nome) e gli vengono spiegate le regole, cioè come può perdere e come può riacquistare le stelline (un po’ come la patente a punti).
Se il bambino ha un comportamento scorretto, la prima volta viene richiamato dalla maestra, se non si adegua, perde una stellina.
Adesso il suo “status” è già precario, perché ha perso una stellina, e tutti possono vederlo sul tabellone. Se il suo comportamento scorretto dovesse perdurare, perderebbe un’altra stellina e così via. Ad ogni stellina persa corrisponde qualcosa di spiacevole, tipo saltare la ricreazione, nota a casa, visita in presidenza, venire accompagnato da un genitore etc.
Io vedevo i miei figli lottare contro se stessi per conservare le stelline, e per riguadagnarle quando le perdevano. 
A nessuno di loro piaceva lo “status” di “poche stelline”. Con questo metodo gli insegnanti senza alcuno sforzo, senza urlare, senza arrabbiarsi, controllano perfettamente il comportamento degli alunni. 
Mi ricordo ancora quando tornavano a casa con un sorriso da orecchio ad orecchio e dicevano “ho riguadagnato tutte le mie stelline”, oppure quando mi mostravano il premio ricevuto dalla maestra, un  nastro o un diplomino che diceva “I was caught doing something good” (sono stato sorpreso a fare qualcosa di buono).

Salvatore

</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=797</link>
    <pubDate>Thu, 16 Mar 2006 12:15:40 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=797</guid>
	<author>Salvatore</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (giucap)</title>
	<description>Caro Salvatore, 
Condivido sostanzialmente la tua affermazione "La scuola, oltre che a fornire agli studenti una certa mole di nozioni e ad equipaggiarli con gli strumenti per capire e per far di conto, dovrebbe curare la formazione della persona nel suo insieme.", anche se parlerei di educazione (da "ex-ducere") e quindi forse di realizzazione (come persone) più che di formazione, dizione a mio avviso più adatta al mondo del lavoro.
Circa la tua esperienza diretta, una domanda mi sorge spontanea: la scuola di Houston era pubblica o privata?
Perché se, come immagino, si tratta di una struttura privata, una certa omogeneità di comportamenti può anche derivare dalle comuni radici sociali degli studenti; inoltre una eventuale espulsione di coloro che tengono comportamenti "devianti" può da un lato essere un deterrente più efficace e dall'altro mantenere un più elevato standard della scuola, almeno sotto il profilo disciplinare.
A scanso di equivoci mi schiero: personalmente sono per la scuola pubblica, per la mescolanza, per riprodurre nella scuola uno spaccato del territorio, anche a costo di avere più "casino", affinché nessuno venga escluso e nessuno rimanga indietro. Non scuole di serie A e scuole di serie B, ma scuole di tutti (tutte di serie A!) con eguale diritto di cittadinanza.
Ciò non vuol dire che la nostra scuola non abbia bisogno di interventi per essere migliorata. Anzi, direi che forse questa è la vera emergenza nazionale!
L'argomento mi appassiona molto, da anni sono socio di un'associazione di genitori, sono stato in prima linea nella "battaglia" per trasformare la Scuola Media "Don Milani" in Istituto Comprensivo, quando si dava per scontato un suo accorpamento con la Media di B.go Sabotino (una storia lunga che evito di riportare per non annoiare).
Come associazione organizzammo tra l'altro un corso di formazione per genitori animatori, finanziato dalla UE, nell'ambito del progetto "Genitori partners nella scuola".
Nonostante lo scarso successo, non del corso ma della successiva animazione (il problema di partecipazione che questo portale ha appena iniziato a conoscere con la tavola rotonda), ritengo ancora che la chiave passi proprio da lì, maggiore collaborazione tra scuola e famiglie nell'educazione dei nostri ragazzi.
Mi sembra di essermi dilungato oltre la comune sopportazione; in un'altra occasione risponderò a Raffaella, della quale condivido più di un argomento,  spezzando una lancia (da genitore) a favore dei docenti.
Un saluto
Giulio
</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=798</link>
    <pubDate>Thu, 16 Mar 2006 14:10:33 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=798</guid>
	<author>giucap</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Salvatore)</title>
	<description>Caro Giulio,
quella di Houston era una scuola pubblica. Comunque la nostra esperienza di Houston  è stata atipica, in quanto si trattava di “summer school”, quindi un po’ come un campo estivo dei boy scout. Nonostante non ci fossero grossi obiettivi didattici e nonostante l’ambiente fosse rilassato e senza le solite pressioni del “programma”, mi ha colpito che gli insegnanti-animatori riuscissero ad avere allievi entusiasti e disciplinati al contempo.
La vera esperienza con il sistema scolastico americano l’ho avuta  a Wichita Falls, nel Texas settentrionale, dove i miei due figli grandi hanno frequentato due scuole pubbliche, la Benjamin Fraklin e la John Tower, appartenenti a due diversi ISD (independent school district).

L’argomento che tu sfiori, genitori partners, è un argomento che meriterebbe grande attenzione e anche in questo campo ci sono differenze abissali tra l’Italia e gli USA. Abituato ad accedere alla scuola in qualsiasi momento, a poter assistere alle lezioni, a poter aiutare gli insegnanti, a poter mangiare in “cafeteria”, quando sono arrivato in Italia e ho trovato il cancello chiuso fino al  suono della campanella, il bidello che non fa entrare,  le aule precluse ai genitori, mi è sembrato di precipitare in una realtà di medievale barbarie.
Per il momento devo andare, altri paragoni alla prossima puntata.
Salvatore   
</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=799</link>
    <pubDate>Thu, 16 Mar 2006 14:47:59 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=799</guid>
	<author>Salvatore</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Car Salvatore, scusa il ritardo della mia risposta....non è stata la battuta lapidaria a fermarmi...anzi, mi è piaciuta molto, anche perchè riprendevi quello che avevo detto io stessa. Per quanto riguarda quello che hai scritto rispetto ai metodi profondamente divergenti degli insegnanti americani rispetto a quelli italiani ti posso dire che hai perfettamente ragione. Quando ero in America (ho fatto due stage in America quando frequentavo la scuola interpreti) ho visto anche io come funzionvano le cose lì e devo dire che parlare di abisso non basta. Purtroppo credo che proporre novità del genere nelle scuole italiane non sortirebbe alcun effetto e sai perchè? Perchè le scuole italiane sono VECCHIE. Inoltre gli insegnanti non sono soliti mettersi in discussione, figurati se cambierebbero i loro metodi. L'unica volta che gli è stato detto che se volevano l'aumento dovevano dare prova di essere aggiornati ed al passo con i tempi, hanno fatto scioperi su scioperi per evitare di sottoporsi alle valutazioni che avrebbero portato allo scoperto molti soggetti non idonei. Magari potessimo fare qualcosa, ma non è facile e sai perchè? Perchè noi genitori qui in Italia non possiamo controllare niente. Pertanto i racconti che ci vengono riportati dai nostri ragazzi sono sempre del tipo: "la tua parola contro la mia". Noi non possiamo entrare nelle classi e visitare la scuola o assistere ad una lezione.....assistere ad una lezione??????Ma che scherzi? Anche perchè spesso non c'è nessuna lezione: "Studiate da pagina...a pagina...." questa è una delle lezioni più comuni.....quindi ci sarebbe poco da vedere, no? Cambiare qualcosa? Forse, magari, aspettiamo, vediamo. Forse riusciremo ad avere la risposta di un insegnante che ci spiegherà qualcosa che noi non arriviamo a capire, perchè io come mamma e come insegnante privata, proprio non ci arrivo!!!!!
GRazie per mandare avanti questo forum. Saluti
Raffaella </description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=808</link>
    <pubDate>Thu, 16 Mar 2006 21:27:54 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=808</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Freddy)</title>
	<description>Cari amici di questa discussione, ho letto con molto interesse tutte le vostre argomentazioni sul tema in oggetto.
Devo dire che sono d'accordo su molte affermazioni da voi riportate. Ciò nonostante vorrei aggiungere qualche breve commento personale che spero non deluderà le aspettative di nessuno.
Anch'io, sono papà di due pargoli di 10 e 4 anni.
Certamente la mia esperienza da genitore è minore di chi ha figli più grandi, ma per quanto visto fino ad oggi, credo di poter condividere in gran parte le posizioni assunte sugli insegnanti e sulla scuola italiana in generale. Devo aggiungere però che la questione legata all'educazione scolastica deve essere inquadrata all'interno di uno scenario allargato all'intera nostra società.
Mi spiego meglio:
Salvatore ha ragione quando dice che gli studenti negli States sono più silenziosi e che in linea di massima il clima scolastico è, almeno apparentemente, più sereno.
Allo stesso tempo devo dire che tale situazione non sembra essere legata unicamente alla scuola ma al contrario si può osservare in molti altri ambienti.
Faccio un esempio:
l'estate scorsa ho avuto la fortuna di portare mio figlio al Walt Disney World di Orlando, in Florida. Bene, non credo che ci sia altro posto al mondo contemporaneamente frequentato da così tante persone di nazionalità diversa.
Sapete come, in ogni momento, potete immediatamente individuare un Italiano tra le migliaia di persone presenti ?  Ebbene si...avete indovinato !  se qualcuno (grandi e piccoli) parla ad alta voce oppure, addirittura, urla, il 90 % delle volte siete di fronte ad un nostro connazionale.
Siamo fatti così, c'è poco da fare. Magari qualcuno è anche contento di esserlo ed assimila questo comportamento a questioni legate alla goliardia ed alla allegria delle popolazioni latine.
Peccato che, ad esempio, altri popoli latini come Brasiliani e Spagnoli, non si comportino così !
Con queste affermazioni, comunque, non voglio affermare che tutti noi Italiani siamo maleducati o non sappiamo rispettare regole e comportamenti civili. Purtroppo però tali caratteristiche tra noi rappresentano una maggioranza.
Credo, quindi, ci troviamo di fronte al solito indovinello:
"è nato prima l'uovo o la gallina?"
E' la scuola all'origine di tutto o è solo la conseguenza delle nostre abitudini familiari ?
Boh !
In questo senso, colpevolizzare indiscriminatamente i nostri insegnanti non credo possa essere accettato.
Inoltre, in un clima di generale sfiducia e maleducazione, anche da parte di molti genitori (non nascondiamocelo), il fatto di far trovare le porte sbarrate all'ingresso indiscriminato degli stessi, non lo condivido ma non mi meraviglia. 
Per indole non amo mai categorizzare, per il semplice fatto che non credo sia possibile immaginare che tutti gli imbecilli decidano allo stesso momento di fare i professori, o magari i carabinieri, gli avvocati, i politici etc etc.
Piuttosto posso immaginare che in una condizione di generale mediocrità, circa la generale attenzione al senso civico della popolazione italiana,  (come spesso ricordato da Salvatore) di tanto in tanto emerga l'esasperazione di qualche nostro errato comportamento. Conseguentemente, in quei settori dove c'è maggiore interesse perchè, come in questo caso, riguarda i nostri figli, l'attenzione generale ovviamente sale.
Tuttavia, ritengo che il popolo degli insegnanti (come tutti gli altri) sia estremamente vario e tra questi vi siano anche tanti assolutamente degni di tale ruolo.
Allo stesso tempo, sono assolutamente d’accordo che la scuola rappresenti un elemento fondamentale della crescita culturale e civile della nostra società. Per questo motivo ritengo che le osservazioni riportate da tutti voi, assimilabili a vere e proprie denuncie, non solo debbano essere apertamente pubblicizzate ma assolutamente condivise e riportate all’attenzione del maggior numero di persone possibili.
Chissà, magari a furia di parlarne …………..?!
Ciao a tutti, freddy
</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=809</link>
    <pubDate>Thu, 16 Mar 2006 21:49:13 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=809</guid>
	<author>Freddy</author>
  </item>
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    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Ciao a tutti anche da me. Vorrei riprendere la discussione sul tema di questo forum riportando l'attenzione di tutti voi su quello che era il mio cruccio iniziale. Mi spiego meglio. Quando ho deciso di "denunciare" le problematiche legate all'incapacità di molti, numerosissimi docenti, non volevo parlare della loro incapacità a gestire l'esuberanza degli alunni....fermo restando che questo argomento sottolineato da Salvatore ha un'importanza notevole. Quello che mi premeva era portare alla luce le problematiche psicologiche sullo studente causate dall'icompetenza di molti docenti sia a livello didattico che pedagogico. Dalle ultime lettere vedo che invece la questione si è spostata solo sul discorso "educazione" e "comportamento", che sono solo un aspetto del problema delle nostre scuole. Vi  avevo anticipato che avrei riportato esempi di dubbi, preoccupazioni, delusioni, e quant'altro raccontatomi dai miei studenti privati....una sorta di finestra sulla scuola a noi "nascosta". Voglio sottoporvi le questioni che vivo io quotidianamente perchè mi vengono riportate dai protagonisti stessi, gli studenti che con grande sforzo si adoperano per migliorare o recuperare e che invece vengono "smontati" con i modi più disparati, spesso con grande cattiveria. Il mio intento era quello di far emergere questa cattiveria, gratuita e, per quanto molti di voi non siano daccordo, grandemente generalizzata tra gli insegnanti. Ovviamente i racconti e le impressioni che riportiamo tutti sul forum possono arricchire la questione, ma non limitiamoci a denunciare solo la "caciara" ingestibile degli italiani. 
Un saluto
Raffaella </description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=810</link>
    <pubDate>Fri, 17 Mar 2006 07:08:55 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=810</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Salvatore)</title>
	<description>Caro Freddy,
io non mi illudo che domani la nostra scuola possa diventare come quella americana. Anzi, in generale sono convinto che ogni popolo deve fare i suoi percorsi per conquistare la civiltà, la democrazia e la libertà (stiamo vedendo ad esempio cosa succede quando si cerca di imporre la democrazia ad un popolo che non è pronto, ma questo è un altro discorso).  Ci sono cose che non le puoi calare dall’alto, ma si devono raggiungere attraverso un percorso, magari sofferto  ma condiviso.
Se mi ostino a fare paragoni nel campo scolastico, istituzionale, civico etc.,  è nella speranza di fare scoccare qualche scintilla, di fare riflettere, di smuovere qualche coscienza. Detto questo è ovvio che dobbiamo fare il nostro percorso e trovare la nostra via. Non mi illudo certo che domani diventeremo ordinati come tanti piccoli tedeschi. 

Per quanto riguarda la scuola, qualche giorno fa avevo scritto: “… ci sono pure tanti insegnanti che con sacrificio, passione e dedizione fanno dell’insegnamento la loro missione. Purtroppo anche costoro sono prigionieri di un sistema appiattito verso il basso i cui unici valori sono il posto sicuro, fare meno possibile e il 27. E per sistema, non intendo solo la scuola ma, ahimè, l’intero Paese. (…)
Noi tutti siamo al contempo vittime e carnefici. Vittime di questo sistema malato che ci sta conducendo al declino inesorabile. Carnefici perché col nostro comportamento alimentiamo il declino.”
/modules/news/article.php?storyid=306

Cara Raffaella,
so che siamo andati un po' fuori tema, ma devi accettare un certo scarrocciamento, salvo poi tentare di ricondurre la discussione sui binari iniziali.

Un caro saluto
Salvatore
</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=813</link>
    <pubDate>Fri, 17 Mar 2006 08:15:21 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=813</guid>
	<author>Salvatore</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (giucap)</title>
	<description>Care tutte e cari tutti,
ben venga il richiamo all'ordine di Raffaella, anche se è evidente che un argomento così appassionante possa portare ad "allargarsi" un po'.
E' mia opinione che una buona fetta di problemi, anche nella scuola, derivi dalla tendenza (comprensibilissima) di ciascuno di noi a semplificare argomenti complessi, cadendo spesso nel luogo comune, magari mutuato da esperienze dirette ma, in quanto tali, naturalmente limitate.
Italiani più casinari degli spagnoli? Se parto dalla mia esperienza a Dublino l'estate scorsa direi esattamente il contrario, e sicuramente sbaglierei.
Classe docente (non singoli) che si accanisce contro gli alunni (e magari contro le famiglie che cercano di porvi rimedio)? Per quale motivo? Cui prodest?
Decine di migliaia di persone che scaldano la cattedra il attesa del 27? Ma non sarà eccessivo?
Penso che ciascuno di noi abbia una buona scorta di esempi contrari.
Come genitori sappiamo di aver intrapreso, in quanto tali, il "mestiere" più difficile al mondo; gli insegnanti però non sono da meno, dovendo gestire dinamiche di gruppo assai complesse, in poco tempo e con la scarsa considerazione che ormai li circonda.
A mio avviso due sono gli atteggiamenti prevalenti nel rapporto genitore-docente: conflitto e delega per ambiti.
Nel primo caso il genitore si sente giudicato dal docente (un'insufficienza a mio figlio è un giudizio sulla mia genitorialità) e magari reagisce di conseguenza, accusando il docente di incapacità (vale anche al contrario, col docente che si sente giudicato quando il genitore manda a ripetizione il figlio senza aver prima concordato l'intervento); il figlio "sente" questo conflitto, che se da un lato lo può gratificare (i miei genitori mi difendono e mi vogliono bene), dall'altro può portarlo ad accentuare un naturale vittimismo, con perdita di autonomia e fuga dalla responsabilità.
Nel secondo caso si sigla una "tregua armata": caro docente, a scuola fai quello che vuoi ma non venire a mettere becco su quello che faccio a casa mia. Potremo avere un ragazzo "schizofrenico" costretto a vivere due vite incomunicanti: studente e figlio.
Per tentare una mediazione è nato il partenariato, metodo diffusissimo in nord Europa ma che richiede impegno da parte di tutti e soprattutto mancanza di pregiudizi.
Funziona? Non saprei generalizzare, ma a mio avviso è una strada che vale la pena percorrere, sempre. 
La via del dialogo e del riconoscimento e rispetto dei rispettivi ruoli, avendo ben chiaro e sempre presente l'obiettivo primario, la crescita consapevole dei nostri figli, al meglio dei loro interessi e delle loro possibilità.
Certo ci si scontra con parecchi ostacoli: la scuola trende a lasciar fuori i genitori, preferisce un discorso per ambiti per non mettersi in discussione, ma anche alcuni genitori delegano volentieri, meglio andare a fare shopping che perdere tempo ad un ricevimento o partecipare ad un'assemblea. Il più "fesso" entra in consiglio di classe, non sempre per nobili motivi, ma rimane poi scollegato dal resto dei genitori che non hanno tempo da "perdere".
Il gruppo-classe è un problema che non ci riguarda, a ciascuno interessa solo (quando va bene) il "rendimento" del proprio figlio.
Sono stato nel Consiglio del neonato Istituto Comprensivo, ho tentato di coinvolgere ed informare quanto meno i genitori membri dei consigli di classe, per creare una catena partecipativa, senza alcun risultato. In genere si ha qualcosa di meglio da fare che occuparsi della scuola (che poi è occuparsi dell'educazione!).
E allora vogliamo buttare tutta la croce sui docenti?
Ciascuno dovrebbe tentare quanto può per migliorare, a cominciare da sé stessi, cercando sempre di capire anche le ragioni degli altri.
Rileggendo mi sono accorto di esserci cascato in pieno: ho semplificato, generalizzato e sono caduto in un bel numero di luoghi comuni (ovviamente partendo dalla mia limitatissima esperienza).
Me ne scuso ma ora non riesco a "bonificare" il testo.
Un caro saluto
Giulio</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=815</link>
    <pubDate>Fri, 17 Mar 2006 09:23:43 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=815</guid>
	<author>giucap</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Salvatore)</title>
	<description>Caro Giulio, 
non penso affatto che hai semplificato o generalizzato.
Penso invece che hai fatto uno “spaccato” molto realistico della situazione scolastica. Ed è vero che buona parte delle responsabilità risiedono in noi genitori; ai ricevimenti (e qui ci sarebbe da aprire un forum sul modo di gestire i ricevimenti) ho visto spesso mamme inviperite che neanche tentavano di ascoltare quello che l’insegnante cercava di dire ma che invece difendevano a spada tratta il figlioletto e scaricavano tutte le responsabilità sull’insegnante.  
Ecco perché occorrerebbe ricostruire quel rapporto di fiducia indispensabile, quei canali di comunicazione imprescindibili tra scuola e famiglia.   
Il partenariato di cui parli, in America esiste da sempre e si chiama PTA (parents teachers association), ed è una risorsa insostituibile per il buon funzionamento della scuola. 
Qui da noi il rapporto tra i cittadini e le Istituzioni è pessimo. Il primo passo lo dovrebbe fare la scuola, aprendosi al mondo esterno. Ripeto, a mio avviso la porta chiusa, le aule precluse ai genitori, la mensa irraggiungibile, sono tutte cose  non degne di un paese che aspira ad annoverarsi tra quelli civili.
Salvatore
</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=817</link>
    <pubDate>Fri, 17 Mar 2006 10:08:46 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=817</guid>
	<author>Salvatore</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Baol)</title>
	<description>Cari tutti e tutte,
spero di non annoiarvi se torno di nuovo al libro di Paola Mastrocola, visto che manca in questo forum testimonianza diretta di un insegnante, e poi anche perché mi ha portato a riflettere e a pormi diversi interrogativi, cito tra virgolette alcuni brani tanto per cercare di chiarire. Intanto mi chiedo: Ma è proprio così? 
“Veniamo da una società che non riconosce alcun patrimonio da trasmettere?”. 

“Studio viene dal verbo latino studeo, che vuol dire applicarsi con zelo, passione e costanza ad una certa cosa… tre parole, se ci pensiamo, del tutto assenti dalla nostra società… “ e ancora  “… la scuola è per definizione il luogo dello studio. Ma la scuola di oggi non può amare veramente lo studio, almeno com’era inteso fino a ieri,  quel misto di concentrazione, solitudine e memoria. 
La scuola di oggi che ha deciso di adeguarsi alla società e al mondo del lavoro, ha infatti un problema non da poco a continuare ad affermare il valore dello studio… l’idea di studio è radicalmente inattuale. Non c’è. Non esiste nell’immaginario sociale. L’immagine di chi studia, o legge o pensa, di chi è fermo e statico, è molto contraria ai nostri tempi “dinamici e flessibili”… Va benissimo, ogni tempo ha le sue immagini, ogni società ha i suoi modelli vincenti. Ma la scuola cosa deve fare? In che modo deve ancora esistere? Forse il tanto conclamato disagio degli insegnanti oggi è proprio questo nostro sottile percepirci sbagliati, fuori tempo, fuori ruolo. O con un ruolo nuovo che tarda a definirsi. … La scuola oggi fa a gara con la società. Punta a un numero il più possibile grande di informazioni, tutte necessariamente superficiali…”
“E’ ai nostri giovani che stiamo facendo del male. Li stiamo tragicamente ingannando. Tessiamo loro giorno dopo giorno, riforma dopo riforma, una rete pericolosa: questa scuola facile, moderna, innovativa, computerizzata… non punitiva, non premiante, non meritocratica, non difficile, non esigente.. basta osservare quel che accade nelle università, in ogni facoltà, anche in quelle scientifiche, viene lanciato il seguente messaggio: i giovani non sanno più scrivere. Alcune facoltà attivano dal primo anno dei veri e propri corsi di scrittura… ma non è istituendo un corso di scrittura che potremo aiutarli…” perché? “… il saper scrivere è il prodotto finale di un complesso processo di maturazione, molto generale dell’individuo… voglio dire che l’allievo che arriva da noi in prima liceo sa scrivere o non sa scrivere a seconda di: quanti libri ha letto, quanta tivù ha guardato, quanto ha giocato con i coetanei, quanto ha parlato con adulti…quanto ha giocato alla play station, quante ore al giorno ha utilizzato il telefonino… ” un elenco infinito che abbrevio per esigenze di spazio… “io insegnante di lettere eredito il modello cognitivo che gli è stato impresso dalla famiglia e dalla società in cui è vissuto; posso sistemargli ortografia e sintassi… ma il disastro o il capolavoro è stato già compiuto, e non da me.”
E poi racconta un aneddoto che mi è piaciuto molto, di quando tenne una conferenza sulla lettura in un grande ITC e solo per il fatto di aver raccontato la trama di un racconto “Il barone rampante” di Italo Calvino, si ritrovò di fronte una platea di ragazzi attenti, e alla fine le chiesero di che libro si trattasse… se lo appuntarono sui diari per acquistarlo e leggerlo.
La passione è contagiosa, e può condurre allo zelo, alla costanza, ma a volte è il sistema scuola che rende la vita difficile ad allievi e insegnanti, forse è vero che l’intelligenza nella scuola a volte viene proprio mortificata. Nel senso di offesa e inaridita, resa infruttuosa. 
E allora: Attraverso lo strumento scuola quale patrimonio si vuole trasmettere? 
Buona vita a tutti
Baol
</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=819</link>
    <pubDate>Fri, 17 Mar 2006 13:50:35 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=819</guid>
	<author>Baol</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (giucap)</title>
	<description>Cara Baol,
concordo solo in parte con le affermazioni della Mastrocola.
Premetto che non ho letto il libro che tu citi (avevo letto il romanzo "Una barca nel bosco").
In particolare, condivido la diagnosi di superficialità, aggiungerei imperante e dilagante, non solo nella scuola.
La tesi però secondo la quale un ragazzo che arriva alle superiori o sa già scrivere o non imparerà (estremizzo) mi pare vagamente auto-assolutoria.
Mi è già capitato, nella mia "carriera" di genitore, di imbattermi in argomenti simili: alla materna il bambino è vivace, arriva alle elementari non scolarizzato, alle medie gli diagnosticano difficoltà nel "leggere, scrivere e fare di conto" per cui alle superiori è ormai irrecuperabile.
Il problema è sempre "a monte", l'incapacità di coloro che sono venuti prima causa il fallimento di qualunque meritevole sforzo (putroppo ...., ormai ...., e comunque se gli altri vanno bene il mio sistema funziona).
Sembra che alcuni insegnanti si appassionino solo all'insegnamento di coloro che ne hanno meno bisogno.
Salto altre considerazioni per non appesantire il messaggio e provo a dire la mia sulla domanda finale.
A mio avviso la scuola, più che limitarsi a "trasmettere" saperi (cosa comunque necessaria), dovrebbe concorrere all'educazione, alla crescita dei ragazzi. Insegnare ad analizzare e comprendere (decodificare) i fenomenti, sempre più complessi, che ci circondano, a formarsi un'opinione personale ed a saperla esprimere correttamente.
Fernando Savater, il filosofo spagnolo famoso per "Etica per un figlio", ha affermato che l'uomo è l'unico essere vivente che non acquisisce la sua principale caratteristica (l'"umanità") con la nascita, bensì mediante un processo di sviluppo: l'educazione appunto (per chi fosse interessato all'argomento, suggerisco "A mia madre mia prima maestra. Il valore di educare").
Questa visione non sembra godere di grande popolarità al momento: all'educazione si preferisce la formazione, per preparare i futuri fattori di produzione-consumatori: vade retro coscienza critica!
Scrivendo qualche anno fa un libretto informativo per genitori, ho avuto modo di imbattermi nel "Progetto qualità ISO 9000 per la scuola" elaborato dai tecnici dell'ENEA: tra l'altro si definivano gli studenti come "semilavorati preziosi"!
Penso che tutti vogliamo una scuola di qualità; asecondo me però, ma non come se fosse un'azienda bensì mantenendo la sua caratteristica fondamentale di agenzia educativa. I genitori non sono utenti-clienti, bensì componenti a pieno diritto della comunità scolastica.
Risulta quindi evidente che la risposta alla domanda dipenderà dalla visone del ruolo della scuola che ciascuno ha.
Anche ammesso che riesca a farsi strada la visione che a me sembra più corretta, sarà ben difficile calarla nella realtà e comunque si misurerà in generazioni il tempo necessario a metterla in pratica ed a cominciare ad apprezzarne i risultati.
Riusciremo ad avere sufficiente caparbietà per perseguire questo sogno (ovviamente per chiunque lo condivida)?
Forse però l'unico modo di perdere veramente la partita è non giocarla; qualunque passo si riuscirà a fare verso l'obiettivo sarà comunque un successo.
Un caro saluto
Giulio</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=820</link>
    <pubDate>Fri, 17 Mar 2006 15:59:11 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=820</guid>
	<author>giucap</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (renatosd)</title>
	<description>.</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=827</link>
    <pubDate>Sat, 18 Mar 2006 09:21:12 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=827</guid>
	<author>renatosd</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (renatosd)</title>
	<description>Leggendo questa discussione, premesso che da tempo sono poco addentro le questioni scolastiche se non indirettamente (mia moglie è insegnante di sostegno), vorrei fare due considerazioni:
1) qualcosa si sta muovendo: l'esperienza che ho vissuto indirettamente del sostegno mi fa dire che è in atto un processo di preparazione del personale scolastico diverso ovvero più consono e responsabile. Forse un aggiornamento professionale in tal senso andrebbe fatto seriamente per tutto il personale docente.
2) ora che ho capito qual'è l'identità di giucap mi viene in mente la storia straordinaria di un professore di Filosofia: Tommaso Capirci. 
Io sono l'unico di quattro fratelli che non ha avuto la fortuna di averlo incrociato nel percorso scolastico ma ne ho vissuto con entusiasmo e di riflesso la storia umana e professionale. Questa persona eccezionale ha instaurato un rapporto con i suoi ragazzi che ha davvero lasciato un segno e può essere d’esempio per molti. Tommaso Capirci amava i suoi ragazzi e i ragazzi lo adoravano; la sua sensibilità  aveva davvero qualcosa di straordinario, forse ciò era dovuto anche alla sua cecità, fatto sta che lui riusciva a leggere meglio degli altri nell’animo dei suoi ragazzi e faceva breccia. Tutti erano coinvolti e sinceramente appassionati, ben oltre gli obblighi scolastici e senza stupidi pietismi. A casa Capirci vi era un movimento culturale di ragazzi che si riunivano per letture e discussioni e tutto ciò non aveva nulla a che fare con ruffianerie per accattivarsi il prof. Anche dopo la fine del ciclo scolastico i ragazzi continuavano a frequentare casa Capirci continuavano a cercare il loro maestro a riunirsi a leggere e comunicare. Che esempio straordinario per tutti, quanto ho invidiato i miei fratelli per aver avuto questa fortuna mentre io mi dibattevo tra lugubri e meschini figuri.
Vorrei innanzitutto invitare tutti a leggere la biografia di Tommaso Capirci, straordinaria testimonianza di una vita “diversa”,  che lui fortunatamente ci ha lasciato prima di andarsene. Allora dico: perchè invece di intitolare strade a cozze e vongole non dedichiamo qualche angolo della nostra città e recuperiamo la memoria di questo personaggio che è di esempio non solo per chi opera nel mondo della scuola ma per tutti quelli che transitano su questa vita.
Renato Malinconico
</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=828</link>
    <pubDate>Sat, 18 Mar 2006 09:23:45 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=828</guid>
	<author>renatosd</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Baol)</title>
	<description>Caro Giulio,
ti ringrazio per la risposta. 
Sono d’accordo sul fatto che la scuola non debba esclusivamente trasmettere saperi; ed infatti la domanda finale, così come quella iniziale, parla di “patrimonio” da trasmettere. Credo che il patrimonio sia ben altro che la trasmissione sistematica e a volte arida di saperi, credo che sia proprio la capacità di elaborare un proprio pensiero, la capacità critica, l’educazione, intesa anche  e soprattutto come sensibilità. Quindi la nostra Umanità tutta insieme. Per cui penso che la tua risposta non faccia che confermare la necessità che la scuola tramandi un patrimonio, quale insieme di tanti valori.
Allo stesso modo quando la Mastrocola parla di incapacità di scrivere, io credo si riferisca a qualcosa di più profondo, che rientra in una sfera più complessa della grammatica e della sintassi, che ovviamente un insegnante può sempre riuscire a sistemare, insegnandone le regole… si può sempre giungere ad una scrittura “senz’anima”, ad una somma di saperi che applicati in maniera metodica producano anche un bell’effetto, anche se poi sono i contenuti che fanno la differenza… insomma saper scrivere fa parte della maturazione personale di un individuo, il che significa capacità di pensare e di esternare, di andare anche “scomodamente a fondo” per poi essere in grado di elaborare un “proprio” pensiero. Formarsi delle opinioni. Sentirne il bisogno e avere il coraggio e il desiderio di esprimerle. Così l’intendo io.  E un bravo insegnante deve saper incoraggiare un pensiero personale, che abbia una sua logica ed esprima l’intelligenza dello studente, il suo senso critico, anziché bocciarlo perché non “in linea” . Troppo facile e mortificante ripetere la “pappardella”, una scuola deve saper sviluppare la capacità di pensare. Ma il nostro “livello di pensiero” è altresì determinato da una serie di elementi esterni alla scuola, ovvero quell’elenco, forse banale, di piccole cose che nel ripetersi quotidiano assumono un determinato valore, nel bene o nel male… quante ore si guarda la tivù, per esempio, quanto si dialoga con gli adulti, in famiglia, quanto si legge, o ancora quanto si gioca alla play-station e quanto invece si socializza con i coetanei… insomma se un insegnante può correggere la grammatica per il resto fa certamente maggiore fatica, può tentare di appassionare, e se è un bravo insegnante e ci mette l’anima può anche riuscirvi, ma a volte è proprio la scuola che con la sua superficialità toglie molte di queste possibilità… è ovvio poi che la famiglia debba fornire dei punti di riferimento. Anzi è il primo punto di riferimento. Quindi è giusto quanto affermi, i genitori sono componenti a pieno diritto della comunità scolastica, devono essere in sinergia con la stessa. E poiché, come giustamente hai evidenziato, citando Savater, l’uomo non acquisisce la sua umanità per nascita ma attraverso l’educazione, ritengo che il patrimonio che si debba tramandare è proprio questa Umanità, con la U maiuscola, un insieme di sensibilità intelligenza capacità di pensare, integrità. 
Ci sono degli insegnamenti che esulano totalmente dalla banale trasmissione di saperi (che in alcuni insegnanti è invece una specie di routine, come quella di un operaio alla catena di montaggio, con tutta la noia e la stanchezza interiore del caso) e sono proprio questi insegnamenti che, vincolati poi ai saperi trasmessi, ci forniscono l’esatta chiave di lettura, un aiuto nella vita, un valido sostegno. Tutto ciò concorre alla formazione della personalità di un individuo, alla sua Umanità.  Però è anche vero che se certi valori non sono considerati e percepiti quali patrimonio da tramandare diventa sempre più difficile il compito di un bravo insegnante. Forse impossibile.  Così come al contrario per chi riconosce tali valori, l’incontro con un pessimo insegnante e con un sistema scuola invalidante diventa una fin troppo amara delusione.
A questo punto sarebbe bene chiedersi se il male è solo nella scuola, o se il male è nella società cui la scuola fa riferimento. E se insegnare oggi, come titola questo forum, non sia davvero più difficile che insegnare ieri.
Un caro saluto a tutti
Baol
</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=829</link>
    <pubDate>Sat, 18 Mar 2006 09:31:28 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=829</guid>
	<author>Baol</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Bravo Giulio, hai colto nel segno! Voglio dire, quando vi ho presentato l'argomento "insegnare oggi" mi riferivo propio a quello che hai detto nella tua ultima lettera. Il percorso dall'asilo alle superiori crea degli"irrecuperabili" la maggior parte delle volte e quei pochi "validi" sono quelli per cui vale la pena fare lezione.......Per avvalorare questa dichiarazione, vi riporto quanto mi ha risposto un'insegnante di Inglese del Liceo Classico quando le sono andata a parlare di un suo studente che seguivo io privatamente. Ebbene, quando le ho chiesto di metterci a tavolino per capire le problematiche del ragazzo, per arrivare insieme ad una veloce soluzione, per aiutarlo...insomma per fare bene il nostro lavoro, sapete cosa mi sono sentita rispondere?
"Guardi che io ho altri 20 studenti in classe....chi mi segue bene, chi no per me resta indietro ed è lui che deve rimettersi a pari". WOW!!!! Immaginate la mia espressione davanti a questa.....insegnante? Pensate che si possa inculcare ad un'insegnante che il suo COMPITO è proprio quello di portare "a pari" gli studenti, di trasmettere conoscenze e di fare in modo che chi non arriva immediatamente a capire possa avere un appoggio su cui contare? Direi proprio di no...infatti me ne sono andata senza arrivare a nulla ma con questa ulteriore terrificante dichiarazione: "Per me il ragazzo è insufficiente e per quanti sforzi faccia non basteranno questi ultimi 4 mesi di scuola per raggiungere la promozione". Bene, le ho risposto che avrei fatto del mio meglio per riportare su i voti del ragazzo, in pratica che avrei fatto il lavoro al posto suo e l'ho dovuta pregare di non dare al ragazzo la sensazione di averlo già dato per spacciato, altrimenti il mio lavoro sarebbe stato vano. Capite? Le ho dovuto chiedere il "favore" di non demoralizzarmi Francesco, di non deprimerlo al punto da fargli abbandonare completamente la materia. Ora vi chiedo, dopo tutte le dichiarazioni che avete fatto: "Questa insegnante ha contribuito all'educazione, alla crescita del ragazzo", per usare le frasi di Giulio? Questo è uno dei mille esempi che vi posso riportare e tutti di insegnanti diversi....direi quindi che stiamo parlando di un gran numero di docenti!!!! Non si tratta di un fenomeno ridotto, i casi che mi si sono presentati riguardano praticamente tutte le scuole di Latina e diverse sezioni all'interno di esse. Certo che esistono insegnanti validi, ma come possiamo rimanere zitti di fronte a questa massa di assassini della cultura?
Un saluto
Raffaella </description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=831</link>
    <pubDate>Sat, 18 Mar 2006 23:40:55 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=831</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Salvatore)</title>
	<description>Cara Raffaella, 
ti racconto la mia prima esperienza di genitore alle prese con la scuola Italiana.
Nell’estate del 1998 siamo arrivati a Latina Scalo con due bambini già scolarizzati e con un terzo da iscrivere per la prima volta alla materna.
Ci siamo presentati a scuola con le pagelle tradotte dal Consolato (quasi tutte A, ossia il voto massimo), pieni di speranza e di fiducia ma, purtroppo, è subito iniziata una trafila assolutamente umiliante e devastante. Intanto siamo stati trattati come degli appestati, perché stavamo sconvolgendo il quieto vivere e il tranquillo andazzo degli impiegati della segreteria e di qualche insegnante. Il (la?) preside non si è mai degnato(a?) di riceverci, di parlarci, di chiederci se avevamo qualche problema, se poteva fare qualcosa per noi…
Due (o tre, non ricordo bene) insegnanti hanno sottoposto i bambini ad un umiliante interrogatorio durante il quale, ovviamente, è emerso soltanto che non parlavano bene l’italiano. Allora invece di attrezzarsi con un corso di sostegno, con un’insegnante di italiano dedicata, invece di consigliarci un percorso di recupero (magari con un’insegnante privato) o di cercare altre soluzioni analoghe, hanno trovato la brillante risoluzione di far perdere un anno ai ragazzi. 
Sconcertato, ho chiesto se far perdere un anno ai miei figli avrebbe migliorato in qualche modo il loro italiano, così, contrariati e di malanimo, hanno messo i ragazzi nelle classi che gli competevano.
Bene, per tutto l’anno scolastico hanno trattato i miei figli non come persone, ma come problemi. Anzi “il problema”. Ogni volta che parlavamo con gli insegnanti si capiva che erano tremendamente infastiditi dalla nostra presenza. Le frasi tipiche erano: “Io ho il programma da svolgere e non posso perdere tempo con suo figlio.” “ Suo figlio non riesce a seguire perché gli mancano le basi linguistiche.” oppure, la peggiore “Non faccia l’errore di continuare a parlare inglese con suo figlio! Glielo deve fare dimenticare completamente!”
I miei figli in America la mattina si alzavano con entusiasmo per andare a scuola, e tornavano il pomeriggio contenti di quello che avevano fatto e appreso. Inutile dire che nel 1998 l’entusiasmo ha lasciato posto all’apatia.
Salvatore
</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=832</link>
    <pubDate>Sun, 19 Mar 2006 07:29:01 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=832</guid>
	<author>Salvatore</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Caro Salvatore, 
quello che descrivi tu è vero e proprio razzismo. La frase che hai menzionato "ho un programma da svolgere, devo finire il programma" è di uso comune a tutti gli insegnanti. Sembra che finire "il programma" sia di vitale importanza......come venga svolto, o se venga capito e metabolizzato dagli studenti è secondario. Il tutto si potrebbe definire squallido. Mi domando, infatti, quale sia la differenza tra i tuoi figli, che avevano difficoltà nel seguire perchè mai studiata la grammatica italiana ed i nostri studenti ITALIANI che non riescono a seguire perchè carenti delle nozioni basilari delle varie materie dovute alla corsa per FINIRE IL PROGRAMMA!!!! Ricordo che quando frequentavo il Liceo Scientifico, arrivammo alla fine del 5° senza aver studiato i logaritmi.......la corsa prima dell'esame di maturità per farci avere una parvenza di preparazione.....il conseguente sfacelo durante l'esame di tutta una classe: nessuno di noi sapeva sviluppare il problema.....ma LEI poteva dire "IO IL PROGRAMMA L'HO SVOLTO TUTTO". Il PROGRAMMA......questo traguardo......questo target (per usare un termine a te più familiare).....credi che questi docenti capiscano che non si può fare un'espressione matematica se non si è capita l'addizione o la moltiplicazione? Credi che questi docenti capiscano che non si può fare la letteratura Inglese se non si sa sviluppare una frase in questa lingua o quando non si conoscono i nomi in Inglese neppure degli oggetti intorno a noi? Ma IL PROGRAMMA si deve svolgere!!!!!!!! In pratica l'insegnante viene valutata capace e competente se finisce questo benedetto (o maledetto) programma.......insomma, Salvatore, come ti capisco!!!!!!! Magari i nostri sfoghi stanno irritando qualcuno e prima o poi avremo entrambi un chiarimento, capiremo perchè dobbiamo rassegnarci e dormiremo sonni tranquilli......
Un caro saluto
Salvatore</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=833</link>
    <pubDate>Sun, 19 Mar 2006 09:37:28 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=833</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (giucap)</title>
	<description>Care tutte e cari tutti,
riprendo l'argomento portando anch'io la mia brava esperienza personale.
All'inizio del corso per il partenariato citato in altro messaggio, il tutor - Dott. Russo, psicologo e formatore EPA (European Parents Association) - ha chiesto a ciascuno dei partecipanti cosa pensava della scuola, stimolando a riportare le proprie esperienze.
Apriti cielo! Una lista interminabile di lamentele ben supportate da casi specifici, quasi una gara a chi aveva sperimentato il caso peggiore. Tenete presente che molti dei partecipanti erano insegnanti!
Alla fine del lungo sfogo ci ha poi invitato a fare mente locale sui casi positivi, sulle esperienze "buone"; calata la nebbia del risentimento, ciascuno (magari anche a fatica) è riuscito a mettere insieme qualcosa.
Alla fine delle esposizioni ci ha detto "bene, partiamo da qui, da quanto di buono pure la scuola riesce ancora (io aggiungerei nonostante tutto) a dare".
Così è iniziata la nostra esperienza formativa di genitori nella scuola.
Se rimaniamo alla fase di protesta, di contrapposizione, otteniamo poco, soprattutto se ci presentiamo singolarmente.
L'idea dell'associazionismo (e forse anche quella del portale) nasce proprio da qui: mettere in circolo esperienze, idee, bisogni e strumenti di realizzazione, fare pressione, far sentire che c'è una componente che vuole (direi legittimamente pretende) di partecipare, ma che non lascerà passare in silenzio le magagne.
Certo i casi esposti da Salvatore (in primis) e Raffaella sono ai limiti della denuncia, ma sapere che si può contare sulla vigilanza e sul supporto di una comunità può essere di grande aiuto, specialmente nei molti casi in cui non si sa che pesci prendere.
Sono attività faticose, richiedono tempo e assorbono risorse, ma possono essere gratificanti se affrontate in gruppo. L'alternativa è l'apatia o il donchisciottismo.
Il vero problema a mio avviso è la partecipazione, il disinteresse pressoché generalizzato dei genitori.
All'inizio pensavo si trattasse di un equivoco: non partecipo perché la scuola mi chiude la porta in faccia; dalla mia esperienza alla Don Milani posso solo dedurre che non è così: la scuola non promuove la partecipazione, ma si adatta alla domanda se stimolata opportunamente.
Mi sembra un caso particolare di un'attitudine più generale: viviamo delegando qualsiasi cosa, dall'amministrazione del condominio in avanti, purtroppo sempre più spesso anche l'educazione dei nostri figli.
A me è sempre piaciuta la frase (un po' retorica) di Gaber: "libertà è partecipazione"; sarà che siamo sempre meno liberi?
Un caro saluto
Giulio
P.S. ringrazio Renato per il bel ricordo di mio padre.</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=838</link>
    <pubDate>Mon, 20 Mar 2006 09:26:00 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=838</guid>
	<author>giucap</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Caro Giulio,
sicuramente hai ragione quando dici che lamentarsi non è sufficiente, ma che adoperarsi è la cosa migliore. Tuttavia ritengo che siamo ancora in una fase iniziale in cui tutti noi dobbiamo sfogarci, far percepire agli altri le nostre delusioni e presentare le nostre difficoltà. Ben vengano le coalizioni per risolvere questo gravissimo problema che dibattiamo dall'8 Marzo, ma raccogliere le testimonianze è già un punto di partenza. Sicuramente sarebbe utile che qualcuno proponesse d tanto in tanto delle soluzioni, anche se per esempio Salvatore, nei suoi paragoni con le strutture americane, l'ha fatto più volte. Ora credo che il problema sia capire la dimensione del problema stesso. Di cosa ci stiamo lamentando? Abbiamo quasi tutti gli stessi problemi o rischiamo di deviare l'attenzione su tanti piccoli insiemi? Direi che dovremmo creare una sorta di scaletta. Forse dovremmo spostare mano a mano l'attenzione su una o due questioni alla volta, in modo da capire se vale la pena lottare per la risoluzione delle stesse. Che ne dici? IO VORREI COMINCIARE DALL'ASPETTO PSICOLOGICO . Pertanto vorrei chiedere a tutti di riportarci delle testimonianze attuali di episodi scolastici accaduti ai nostri figli che li hanno scossi dentro, (ho detto dei nostri figli perche sono quelli più vicini alla scuola, meglio non incentrare la discussione sulle nostre passate esperienze scolastiche (anche se spesso le abbiamo raccontate per sottolineare che oggi tutto è rimasto invariato). Vorrei sentire se tra di noi c'è qualcuno che può riportare frasi, episodi, come quelli che vi ho descritto io relativamente ai miei studenti. 
Spero di non avervi dato la sensazione di voler guidare la cosa, ma se vogliamo muoverci insieme, delle direttive le dobbiamo seguire.
Un saluto
Raffaella  </description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=842</link>
    <pubDate>Mon, 20 Mar 2006 13:53:46 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=842</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Vorrei ringraziare con il cuore l'insegnante di Inglese di Alessandro (Ragioneria)......ve lo ricordate? Si!!! Quello che pur avendo visibilmente migliorato l'esposizione orale e scritta non arrivava alla sufficienza perchè "ci vuole ben altro per raggiungere il 6!!!" Ebbene cara professoressa come le avevo già detto l'altra volta la ringrazio....si....la ringrazio per aver collaborato alla definitiva rottura dello studente con la sua materia; la ringrazio per averlo demotivato una volta di più.....perchè nell'ultimo compito in classe, anche se MATEMATICAMENTE meritava il 6 lei non glielo ha messo per "spronarlo a studiare di più"!!!!!!!! Non dovrei farlo io, ma mi preme riferirle che Alessandro aveva studiato e molto a fondo.....infatti il voto matematico (non quello psicologico che gli ha messo lei) lo dimostrava. Era un'occasione per premiarlo, per elogiare uno sforzo che lo ha fatto passare in 5 mesi dal 3 al 6....ma lei no, non lo ha premiato. Anzi. Lo ha abbattuto. La ringrazio nuovamente per avergli causato una nuova depressione interiore e per avergli fatto rinnovare il seguente pensiero: "Tanto studio o non studio ormai per lei sono insufficiente ed i preconcetti nei miei confronti prevarranno sempre sulla ragione". BRAVA, se per lei questo è il compito di una insegnante, beh, allora lo ha svolto benissimo!
Inoltre vorrei ringraziarla per aver mostrato indifferenza per le domande che Alessandro le ha posto in merito agli errori fatti sul compito.....lo ha vissuto quasi come un affronto...."come si permette questo impertinente di chiedermi il perchè dei suoi errori? Dove vorrà arrivare? Vuole deridermi in qualche modo?". La tranquillizzo io, cara professoressa. No, non voleva deriderla o attaccarla, ma solo sapere dove aveva sbagliato, perchè aveva sbagliato in cosa aveva sbagliato. Strano vero? Uno studente che chiede spiegazioni......che impertinente......che maleducato........eh si, quale affronto!!!!! Credo di condividere l'idea di un gran numero di docenti quando le dico che la ringraziano tutti per aver contribuito a ridicolizzare l'immagine degli insegnanti ancora una volta. 
Saluti Raffaella</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=864</link>
    <pubDate>Wed, 22 Mar 2006 13:33:47 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=864</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (giucap)</title>
	<description>Cara Raffaella (e carissimo Alessandro),
avete tutta la mia solidarietà e simpatia (per quel che può valere).
Posso permettermi di cambiare la prospettiva, di provare a guardare la cosa da un altro punto di vista?
Lo studio, in questo caso l'apprendimento di una lingua che ci apre le porte del mondo, è finalizzato semplicemente al voto, ad evitare di beccarsi un "debito"?
Non insisto con le domande retoriche e vi dico la mia: quello che facciamo a scuola, ed in seguito quello che facciamo nella vita, è rivolto prima di tutto a noi; siamo noi i principali giudici delle nostre azioni. Capiterà sempre che qualcuno non ci capisca o non ci apprezzi. Verrebbe da dire "peggio per lui (o lei), non sa cosa si perde!"
Alessandro, continua col tuo studio e con l'impegno, incontrerai sicuramnente chi saprà apprezzarlo, ma sopprattutto ti apprezzerai.
E' un po' come scalare una montagna in solitaria: non ci sono testimoni, nessuno che ti dica "bravo", ma quando arrivi in cima sai di avercela fatta e questo è l'importante.
Prendi questa esperienza come allenamento, il mondo è bello perché è vario, hai voglia quanti personaggi si incontrano come la "simpaticissima" Prof.
Un caro saluto
Giulio</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=867</link>
    <pubDate>Wed, 22 Mar 2006 16:20:19 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=867</guid>
	<author>giucap</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Caro Giulio, hai perfettamente ragione quando dici che si dovrebbe studiare per la propria cultura personale e per arricchire noi stessi.....questo è proprio quello che dico ai miei studenti soprattutto quando ricevono voti che non si aspettavano....o quando mi chiedono" a cosa mi serve studiare Shakespeare?". Tuttavia devo dirti che nella fase in cui si trovano, questa consolazione non basta. Voglio dire che quando si va a scuola si passano i pomeriggi a studiare per superare interrogazioni o compiti in classe e questo non possiamo sottovalutarlo. Pertanto non è colpa dello studente se studia per prendere un voto. Leggere un libro a tempo perso, imparare una poesia che piace particolarmente, leggere il quotidiano....questa è cultura personale senza l'oppressione della votazione....e gli insegnanti di oggi sono ben lontani dall'insegnare questo ai ragazzi!!!!
Saluti Raffaella </description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=882</link>
    <pubDate>Thu, 23 Mar 2006 08:53:27 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=882</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Baol)</title>
	<description>Sono d'accordo con Giulio.
Si deve studiare prima di tutto per noi stessi, il voto è legato al momento contingente, se pur necessario, e non è detto che corrisponda alla reale preparazione, così come nella vita capita di venir giudicati da persone che non riteniamo capaci o peggio degne di esprimere un giudizio.
L'errore è quello di identificare l'insegnamento con l'insegnante, e di costruire un rapporto amore-odio con determinate materie proprio a causa dell'insegnante con cui le identifichiamo. Questo è invalidante. Ci ruba qualcosa. E si comprende quasi sempre solo con il "senno di poi".
Buona giornata
Francesca</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=903</link>
    <pubDate>Fri, 24 Mar 2006 06:31:35 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=903</guid>
	<author>Baol</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Cara Francesca, sarebbe bello se potessimo dichiarare bella una materia proprio perchè identificata con un insegnante capace, preparato e che ci fa appassionare alla stessa. Purtroppo questo non è sempre possibile e siccome non nasciamo "IMPARATI", ma sono quelli con più esperienza a doverci trasmettere la conoscenza, direi che l'identificazione della materia con la persona che la insegna è assolutamente normale. Quante volte infatti si va male in una materia perchè non piace l'insegnante e poi si finisce con l'appassionarsi alla stessa materia perchè si cambia professore? Vorrei ribadire, inoltre, che nella fase scolastica è difficile pensare di studiare per se stessi, senza pensare al voto....certo tra 20 anni anche i ragazzi di oggi avranno il senno di poi.....ma ora dobbiamo guidarli noi....o meglio gli insegnanti!!!!
Ciao Raffaella</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=914</link>
    <pubDate>Fri, 24 Mar 2006 16:19:02 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=914</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (giucap)</title>
	<description>Care Francesca e Raffaella,
direi che le vostre opinioni, per quanto espresse in modo diverso, siano molto simili e personalmente grosso modo mi ci ritrovo.
Il mio messaggio indirizzato ad Alessandro (per interposta ... insegnante) voleva essere consolatorio e di incoraggiamento.
D'altro canto, cosa si può fare effettivamente con interlocutori del tipo descritto?
Mi piace l'approccio di Francesca, positivo e di prospettiva, ma capisco bene anche l'amarezza ed il realismo di Raffaella, la quale ha già avuto modo di esprimere il suo desiderio di sfogo, almeno per il momento.
Passato lo sfogo, però, dovremmo chiederci cosa si può fare.
In casi come quello descritto, putroppo direi "niente", salvo consolare, incoraggiare e solidarizzare, per superare l'esperienza nel modo meno traumatico possibile.
Personalmente mi sono trovato in una situazione simile: lavorando fuori e non riuscendo quindi a partecipare ai colloqui durante la settimana ho deciso di scrivere una lettera al docente. Non è andata affatto bene, è stata fraintesa, ho dovuto riscrivere in modo da riaggiustare un minimo le cose, per evitare ulteriori travagli a mio figlio; fortunatamente ci sono riuscito, ma non sono stato fiero di me: ho scritto cose che non pensavo ma che, avendo capito il tipo che avevo di fronte, sapevo avrebbero sortito l'effetto sperato.
A mio avviso bisognerebbe provare a capire le circostanze (diverse di volta in volta) e tentare quanto possibile avendo sempre a mente l'interesse primario, che è quello della crescita dei nostri figli (o dei nostri allievi).
Non è per niente facile, ma credo sia il  massimo che si possa tentare.
Ripeto che un aiuto ritengo possa venire dal parlarne con altri genitori, dall'associarsi (anche non formalmente, ma come comunione di intenti) per affronatre al meglio la situazione.
Un caro saluto
Giulio</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=915</link>
    <pubDate>Fri, 24 Mar 2006 16:44:25 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=915</guid>
	<author>giucap</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Ciao Giulio,
nell'episodio che hai descritto tu, relativamente alla difficoltà che hai avuto nel parlare con una insegnante, direi che hai dimostrato nella pratica quello che io ho raccontato nei miei "sfoghi". E' vero che nelle mie risposte ho quasi sempre sfogato le mie amarezze (anche se ti assicuro che di bocconi amari ce ne sarebbero ancora a iosa), ma il mio intento era quello di riportare un certo numero di esempi tale da scatenare la risposta di "addetti ai lavori" e da colpire l'attenzione di quanti che pur vivendo le stesse situazioni, non reagiscono perchè ignari del fatto che altri vivono le stesse problematiche. Per quanto riguarda questo secondo aspetto direi che di reazioni ne abbiamo viste parecchie: genitori amareggiati per le divergenze tra insegnanti italiani e scuola straniera; genitori che hanno difficoltà ad entrare nell'organizzazione scolastica e vivere più da vicino la realtà dei propri figli ecc....
Quanto alla risposta di "addetti ai lavori" ti sarai reso conto che non ne abbiamo avute, a parte le mie testimonianze di insegnante privata. Ora, parli di soluzioni.......ben vengano....magari. Visto il riscontro che ha avuto il Forum direi che si possa parlare di problematiche più che diffuse e forse esistono i presupposti per agire in gruppo....ma come? Partire dal basso? Puntare ai vertici? Qualcosa dovrebbe cambiare sia a livello organizzativo che personale. 
Per quanto mi riguarda ho provato degli approcci diretti, sono andata a parlare con una di queste insegnanti distruttive.....la risposta che ho avuto quando le ho parlato di uno studente in difficoltà è stata la seguente: "Io ne ho altri 20 in classe e non posso dare retta a queli che vanno male"....hai bisogno di commenti?
Intanto l'importante è che i genitori che hanno letto i nostri messaggi sappiano di non essere gli unici ad avere problemi simili a quelli descritti, sappiano di non essere gli unici ad aver messo al mondo dei soggetti "irrecuperabili e spacciati", sappiano di non essere gli unici a non saper interagire con la scuola. Tutto questo è già un passo avanti. E' un compito duro quello di idenificare soluzioni, si parla infatti di una cancrena ormai attestata......ma lasciamo la porta aperta e vediamo cosa succede.
Ciao Raffaella</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=921</link>
    <pubDate>Sat, 25 Mar 2006 06:58:43 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=921</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Baol)</title>
	<description>Cara Raffaella,
il problema è proprio questo:
quando ci accorgiamo della "rapina" che abbiamo subito è necessariamente tardi, si è passati già al "poi"... 
Credo di avere posto come premessa la necessità che un insegnante sappia appassionare, trasmettere amore, proprio perché so, per aver provato personalmente, come sia inevitabile identificare materia e insegnante, nonostante sia errato. Ma il poi arriva poi, quindi reputo fondamentale l'avere alle spalle una famiglia che sia di supporto, in tutti i sensi, moralmente ed anche materialmente, che possa per esempio mandare il figlio a ripetizioni, o che abbia la possibilità di seguirlo personalmente, di trasmettergli alcuni valori...
Io penso invece a coloro che non hanno questa fortuna, e che non possono sopperire alle carenze dell'insegnante, che hanno diritto ad una formazione come gli altri, e che pagheranno il prezzo più alto. Che pagano sempre il prezzo più alto. 
Motivo in più per lottare affinché questa scuola funzioni. Ed è la scuola pubblica che deve funzionare bene.
Con stima,
Francesca

  
</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=924</link>
    <pubDate>Sat, 25 Mar 2006 09:01:19 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=924</guid>
	<author>Baol</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Ciao Francesca,
hai centrato il punto. E' la scuola che deve lavorare bene. Infatti pur occupandomi di quei "pochi eletti che possono permettersi un corso di Inglese privato", mi sto battendo per migliorare la scuola in generale. Non sto promuovendo dei corsi privati a fronte del mancato funzionamento della scuola....pensavo che fosse chiaro! 
Il mio consiglio è: Cerchiamo di rimanere in tema e di lottare per la stessa cosa! 
Non è ancora TROPPO TARDI come dici tu, almeno proviamoci.
Ciao Raffaella</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=925</link>
    <pubDate>Sat, 25 Mar 2006 09:43:57 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=925</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Freddy)</title>
	<description>Ma non è che abbiamo qualche iscritto al nostro sito di che abita a Sassari ?
Scherzo, ovviamente, ma guardate cosa riporta un ANSA di oggi !:
Freddy

(ANSA)-ROMA, 30 MAR

Se insegnanti non validi lecito rivolgersi a provveditore 
- I genitori insoddisfatti dei metodi usati dagli insegnanti dei loro figli hanno il diritto di presentare un esposto al Provveditore agli Studi. Lo ha sancito la Corte di Cassazione confermando l'assoluzione di 18 genitori sardi denunciati da Chiarina L., insegnante all'istituto tecnico frequentato a Chiesi (Sassari) dai loro figli. I genitori possono quindi chiedere al provveditorato un controllo sulla professionalita' dei docenti. E i 'prof' contestati non devono replicare all'iniziativa.</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1031</link>
    <pubDate>Thu, 30 Mar 2006 17:32:26 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1031</guid>
	<author>Freddy</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Ciao Freddy,
è molto interessante questa notizia. Tuttavia credo che si possa attuare una denuncia del genere solo in casi eclatanti come questo, dove cioè un gran numero di studenti va male in una materia per colpa di un insegnante. Certo, sembra già un grande passo avanti. Che fare però quando ad andare male è una piccola percentuale? Mi risponderai: "vuol dire che si tratta di ragazzi che studiano poco". Non è sempre così. Certo non si può escludere il fatto che ci siano studenti svogliati o poco dediti allo studio (non difendo i ragazzi al punto da dire che hanno sempre ragione), ma ci sono anche numerosissimi casi di studenti che, vuoi per l'età difficile o per le numerose ragioni che già abbiamo elencato nel forum, non riescono in una o più materie e non hanno l'aiuto del relativo professore. Che fare in questi casi? 
L'altro giorno uno studente mi ha detto che sul pagellino l'insegnante aveva scritto "si consiglia aprofondimento pomeridiano per recuperare l'insufficienza". In pratica è come se avesse detto: "siccome qui in classe io non riesco a tirare su questo ragazzo, portatelo da qualcuno che lo faccia al posto mio". Ora le domande sono due: 
1) Perchè in classe il prof. non riesce a spiegare la materia al ragazzo? Perchè deve andare avanti col programma e non può fermarsi a perdere tempo con uno o più alunni che vanno male?
2) dove sono finiti i corsi pomeridiani di approfondimento e potenziamento che avevano intrapreso l'anno scorso nelle scuole? 
Certo, è pur vero che se il corso viene tenuto dallo stesso insegnante che non "arriva" al ragazzo la mattina, figuriamoci il pomeriggio se può funzionare!!
Una cosa è vera: almeno l'insegnante che ha scritto questo pagellino è stata sincera, non riusciva ad insegnare a questo ragazzo e quindi ha delegato. Bene da una parte, ma, per riprendere quello che diceva Baol, se poi lo studente in questione non può permettersi questo benedetto corso pomeridiano? Questa volta non voglio chiudere con una domanda, ma con un piccolo spunto per discutere fra di noi: si potrebbe cercare di migliorare questi corsi pomeridiani di potenziamento a scuola facendo in modo che vengano fatti da persone competenti ed esterne alla scuola, magari giovani laureati che hanno voglia di inserirsi nel mondo lavorativo e che quindi hanno maggior entusiasmo di certi prof. di ruolo. In questo modo avremmo diversi aspetti positivi: da un lato il fatto che a recuperare il ragazzo non è lo stesso insegnante che nutre dei pregiudizi nei suoi confronti o che la mattina deve applicare il famoso "voto" sul suo rendimento; dall'altra le "ripetizioni" avverrebbero a stretto contatto con gli insegnanti di ruolo che avrebbero modo di lavorare con l'insegnante di recupero consentendo a quest'ultimo di conoscere meglio il programma da approfondire ed in ultimo si aiuterebbe il mondo del lavoro ormai stantio.  
Come applicare tutto questo dovrebbero dircelo gli addetti ai lavori......ma continuano a non rispondere.......
Ciao
Raffaella  </description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1078</link>
    <pubDate>Sat, 01 Apr 2006 05:22:52 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1078</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Salvatore)</title>
	<description>Dato che in questo forum continua a mancare il punto di vista degli insegnanti, ho pensato di “importare” la lettera di una insegnante di italiano e storia pubblicata oggi, 12 maggio 2006, su “la Repubblica”.

«Scrivo da un’aula scolastica, sono le 20 e si sono appena conclusi i colloqui di fine anno con i genitori. Sono sfilati davanti alla mia cattedra decine di genitori più o meno della mia età. Sorvolo sulle madri che arrivano masticando la gomma americana mentre io mi incaponisco a farla sputare ai loro figli; ma che fare quando ti capita una mamma che di fronte ai miei rilievi sull’aver visto la figlia passeggiare zaino in spalla per le strade in orario scolastico , mi assale dicendomi che lei era informata della cosa e che comunque non deve giustificare con me i suoi sistemi educativi.
Concordo: in fondo io insegno solo italiano e storia a sua figlia.
Concordo: chi sono io povera impiegatuccia dello Stato subissata dagli obiettivi educativi (Pof) per pretendere di aspirare a una sinergia tra la scuola e la famiglia?
Concordo: mi limiterò a spiegare l’endecasillabo dantesco, invidiando la simpatia e il rispetto con cui mia madre accoglieva la postina.
Carla Crosato cpende »

Consentitemi di aggiungere una  mia considerazione personale: quando io ero studente, i genitori, i miei per primi,  solidarizzavano sempre con gli insegnanti per principio e per rispetto dei ruoli. Adesso invece vedo i genitori che solidarizzano sempre più spesso coi loro pargoli ed insieme perpetrano delle vere e proprie “aggressioni” ai danni degli insegnanti.
Altri tempi… altri genitori… e altri insegnanti!
Salvatore</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1807</link>
    <pubDate>Fri, 12 May 2006 10:21:27 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1807</guid>
	<author>Salvatore</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (giucap)</title>
	<description>L'amarzza della prof. in questione è più che comprensibile, anche se ...
Ovviamente ognuno si riferisce a casi specifici ed esperienze singole: così però si generalizza perdendo la pluralità di soggetti interlocutori.
La prof è amareggiata, da quel caso singolo sembra  far scaturire una conseguenza eccessiva: una madre vuole la stretta osservanza di ruoli distinti? Bene, applicherò questo principio per tutti.
Mi spiace ma non condivido, come non condivido lo stesso tipo di reazioni da parte dei genitori.
Ogni tanto, e per la verità sempre più spesso, mi vengono pensieri simili a quelli espressi nella chiosa di Salvatore: sarà che sto invecchiando e rimpiango i bei tempi andati? 
Effettivamente però mi sembra che ci sia un peggioramento generale nei rapporti tra le componenti scolastiche, e questo a scapito dei ragazzi.
Mi ripeterò, ma forse prendere le mosse da quanto di positivo comunque ancora esiste nella nostra scuola potrebbe essere l'inizio per la ricerca di soluzioni: come mai non si generalizzano le esperienze positive, ma solo quelle negative?
Accidenti, chiudo con una domanda.  
Mi perdonate? (e due ...)
Un caro saluto.
Giulio
P.S.
come mai questo argomento è nei quartieri e non nei generali? (e tre ...)  </description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1808</link>
    <pubDate>Fri, 12 May 2006 10:46:23 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1808</guid>
	<author>giucap</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi ()</title>
	<description>Premetto che non sono un insegnante ma per ragioni di lavoro ho molto a che fare con le scuole e gli insegnanti,ho due figli una alle elementari ed un altro alle medie nell'istituto comprensivo del nostro quartiere. 
Insegnare non è mai stato ne è facile e certo le diverse riforme non hanno giovato anzi, interessanti alcuni laboratori ma ad esempio molti progetti (in generela parlo è) svolti non fanno altro che portar via tempo alla didattica vera, io credo che qualcosa di interessante sulla matematica, italiano, storia, ecc ecc vada fatto in un istituto dove gli insegnanti non vogliono effettuare attività pomeridiane hanno un progetto sul "Bridge" ????????
anche il dimensionamento degli istituti e delle classi che ha avuto il solo scopo di "risparmiare" porta a classi di 25 bambini o alunni, ingovernabili per chiunque, da tempo ho notato il fatto che i prof. seguono e portano avanti chi va bene lasciando quasi al loro destino i cosiddetti "asini" certo una funzione importante la riveste la famiglia che è fondamentale, non si può delegare alla scuola compiti e funzioni che non sono le loro, ma certo a me come genitore farebbe piacere ricevere e dare collaborazione, e non andare ai ricevimenti e non poter esprimere opinioni anche negative sull'operato (ma sempre con educazione e senza preguizizi precostituiti) perchè poi è inutile negare le conseguenze le sopportano gli alunni.
Per spezzare una lancia in favore degli insegnanti però devo dire che con l'autonomia i pochi soldi a disposizione (vi assicuro sono pochissimi) e gli stipendi tra i più bassi d'europa molte volte fanno miracoli e la maggior parte sono persone stimabilissime che amano il loro lavoro ma devono destreggiarsi tra colleghi, dirigenti, genitori e gli stessi alunni.
</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1826</link>
    <pubDate>Sat, 13 May 2006 14:07:35 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1826</guid>
	<author></author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Alex)</title>
	<description>Cari Tutti, credo si debbano differenziare due argomenti: La Didattica è l'Autorità degli insegnanti.

Sul primo punto mi sembra siamo tutti d'accordo nel dire che ci vorrebbe una maggiore collaborazione genitori-insegnanti, sia mediante commenti negativi che commenti positivi, stabilendo un clima di fiducia e rispetto reciproco che non farebbe che bene a tutti gli studenti (ed anche a genitori ed insegnanti ...) ... ma visto che molti usano le domande, in una situazione del genere, quale genitore accetterebbe di buon grado una critica sul proprio operato con il figlio, anche se il professore fosse il massimo esperto in pedagogia? Una comunicazione del genere richiede notevole apertura mentale e buona capacità di autocritica .... personalmente non sono confidente nella massa e mi scusino quelli che odiano le generalizzazioni.

Per l'Autorità devo di nuovo generalizzare perchè la gran massa di adulti critica apertamente la scuola italiana davanti ai propri figli causando, sin dall'inizio, un pregiudizio nella testa dei ragazzi che, all'estremo, individua la scuola come una perdita di tempo utile solo "pe piatte 'n pezzo de carta". Inevitabilmente, questo atteggiamento si riversa sui professori, verso i quali escono commenti tipo "quello è un cretino", "a questo ci pensa papà" ... innescando, magari involontariamente, mancanza di rispetto nell'autorità dell'insegnante che non è ascoltato da uno ... figuriamoci da 25!

Concludo dicendo che ci sono delle colpe molto grosse un po da tutti gli attori del problema, ma da qualche parte bisogna iniziare .... io come genitore comincio ad insegnare a mio figlio a rispettare la sua insegnante, ad obbedirle e a seguire con attenzione quello che dice (anche se fosse la peggiore), io mi riservo il diritto di parlarle separatamente da mio figlio se c'è qualcosa che non mi quadra ... in questo modo almeno due dei tre, genitori e alunni, hanno indirizzato il problema ... la scuola, grande com'è, ci metterà tempo a correggersi, noi possiamo corregerci da subito ... ma pensate al vantaggio?

Un vicino di casa.</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1851</link>
    <pubDate>Sun, 14 May 2006 20:05:24 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1851</guid>
	<author>Alex</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Direi che oltre agli attori nominati fino a questo momento si possano aggiungere anche i genitori che hanno figli educati e rispettosi che subiscono l'autorità del professore che sa di avere "il coltello dalla parte del manico".....non se ne è affatto parlato, ma esistono anche queste persone.....sono proprio le persone per le quali ho deciso di dare inizio a questo forum. Non esistono solo le classi di genitori da voi descritte. A questi genitori che hanno sempre detto ai figli di non rispondere male al professore, di non mettersi a tu per tu, ma che devono fare i conti con l'assoluta dittatura di queste figure "educative".... cosa dobbiamo dire?....perchè è senza dubbio vero che esistono professori in gamba, ma è pur vero che oggi sembra che si possano contare sulle dita di una mano.....gli altri......o non sono umani o non sono qualificati.....non credo che dire ai nostri figli che il prof ha sempre ragione sia una soluzione. Io ai miei figli insegno che, se nei limiti della correttezza, ritengono di aver ragione e di aver subito un torto, devono lottare per il rispetto.
Saluti Raffaella</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1884</link>
    <pubDate>Mon, 15 May 2006 21:35:02 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1884</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi ()</title>
	<description>Prima ho detto che spezzavo una lancia a loro favore (degli insegnanti) ma solo una lancia perchè sono persone ed essendo persone hanno simpatie antipatie. Quando ero ragazzo pur andando bene a scuola ogni volta che i miei andavano ai ricevimenti usciva la frase fatidica "Potrebbe fare di più" passati trent'anni e diventati professori gli stessi che erano nei banchi con me vado e sento nuovamente "Potrebbe fare di più". Il problema maggiore oggi è l'appiattimento se vai male a scuola sei un problema, ma anche se vai troppo bene sei un problema metti in difficoltà gli insegnati che non sanno che farti fare, se non alzi mai la mano sei timido, hai problemi di relazione ecc ecc se la alzi sempre che cosa vuoi dimostrare, ecc ecc non va mai bene, favoriscono ed aiutano la delazione credendo a tutto quello che chi si presta comunica, anzi per andare bene devi essere anonimo, piatto senza personalità andare ne bene ne male. Permettete è meglio avere personalità senza mai trascendere nelle offese e nella maleducazione.

</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1887</link>
    <pubDate>Tue, 16 May 2006 07:44:26 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1887</guid>
	<author></author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Rox, hai riassunto benissimo il panorama generale della situazione. E' proprio così, non si incentiva chi va incentivato, non si premia chi va premiato e non si sa mai come comportarsi, se adeguarsi a come ti vogliono o se mantenere la tua integrità. Ti racconto un piccolo fatto per darti un'idea più chiara. Una mia studentessa, Sara, sta per certificarsi con me a livello B2 Inglese(vedi il testo sulle certificazioni che ho pubblicato)e pertanto è una ragazza che ha padronanza della materia, anche perchè, se così non fosse, non mi esporrei a certificarla per fare una brutta figura con l'ente certificatore per cui lavoro. Beh, per la prof di scuola (LIceo Classico) è sotto la sufficienza!!! Due sono le cose: o la prof ha un accanimento nei suoi riguardi e la fa "cadere" per pura cattiveria, oppure io sono una masochista che vuole screditare la propria professionalità portando una ragazza insufficiente a fare un esame di livello elevato....spero di aver reso l'idea.
Saluti Raffaella</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1890</link>
    <pubDate>Tue, 16 May 2006 09:44:02 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1890</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Salvatore)</title>
	<description>Cara Raffaella,
come sai mio figlio grande è madrelingua  american english. Bene, lo scorso anno la prof. di inglese ha minacciato seriamente di bocciarlo perché “il suo inglese è decisamente insufficiente, molto peggiore di quello dei suoi compagni… e poi il suo non è inglese, ma uno strano dialetto!”
Alla fine ha strappato un 6.
Salvatore</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1904</link>
    <pubDate>Tue, 16 May 2006 21:00:39 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1904</guid>
	<author>Salvatore</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi ()</title>
	<description>Mbè gli esempi magari lasciamoli ce ne possono essere centinaia a favore e contrari si è persone e come tali si deve essere rispettati ed anche gli allievi sono persone che devono rispettare ed essere rispettati, l'assenza di regole o la loro presenza senza che siano applicate o peggio applicate a volte si a volte no portano una tale confusione che molti ragazzi sono disorientati.

</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1905</link>
    <pubDate>Tue, 16 May 2006 21:18:05 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1905</guid>
	<author></author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Beh, caro Salvatore, che dire?....credevo di aver visto di tutto....la tua è la peggiore testimonianza di quello che accade nella scuola e che anche io come te cerco di denunciare....però, mi piacerebbe tanto testare l'Inglese (ovviamente British English...) di questa insegnante....così, solo per curiosità.....magari a voce me lo dici il nome di questa prof?......forse già la conosco per cose affini.......
Comunque per risprendere il discorso delle testimonianze, ricordate Alessandro, Ragioneria? La prof gli ha detto la settimana scorsa (badate bene che la scuola non è finita)"Tanto il debito non te lo leva nessuno, non hai fatto niente tutto l'anno!"....non ha fatto che???? E' un anno sano che studia Inglese con me 2 volte alla settimana!!! Inoltre, chiamato Alessandro alla lavagna (dopo queste incoraggiantissime parole) lo interroga su due frasi che nessuno in classe sapeva fare e quando lui dimostra di saperle svolgere che gli dice? "Non crederai mica di avere un bel voto solo per un paio di frasette fatte bene?".....vorrei solo dire a questa professoressa che dire ad un ragazzo, ad un mese dalla fine della scuola, che vuole bocciarlo, non fa atro che spegnere l'interesse di questo per la materia suscitando commenti come:"Ormai che la studio a fare questa materia tanto mi ha già detto che mi da il debito....."....il ragazzo va guidato a dare di più, non a mollare!!!! Raffaella
PS: E' mai possibile che nessun insegnante fino ad ora si sia sentito colpito nel vivo e non abbia avuto il desiderio di dire la sua?</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1909</link>
    <pubDate>Wed, 17 May 2006 12:52:34 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1909</guid>
	<author>Raffa</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (renatosd)</title>
	<description>cara raffaella 
vedrai che prima o poi gli dira' che dovra' cambiare insegnante per le ripetizioni e gli dara' un nome ... il nome di qualcuno che fa lo stesso giochetto ... tutto sulla pelle dei ragazzi e sulle spalle dei genitori ... quando entrano in quel circolo non hanno piu' ritegno ... pensa che parlavo qualche giorno fa della mia esperienza personale simile con una persona che pensavo deplorasse il fatto e invece mi ha detto ... "va be ma lo fanno tanti insegnanti non bisogna criminalizzarli ...." e invece io penso che debbano essere sbattuti in galera immediatamente perche' commettono violenza sui minori ... una violenza psicologica che puo' essere devastante ... e tutto questo per quattro soldi ... magari non saranno neanche pochi ... ma queste persone sono e restano dei morti di fame.
provate a stuzzicare quest'insegnante sul tema ripetizioni e vedrai se alla fine non si sbilancia facendo qualche nome ... a quel punto li denunciate tutti e due.
renato

PS quella tua e del tuo allievo è per me una storia già vissuta ... sembra l'esatta fotocopia e non passa giorno che non ripenso allo sbaglio che ho fatto a scappare altrove e a non denunciarla ... chissà quanti altri ha truffato ... a quanti ragazzi ancora ha succhiato l'anima quella strega malefica.</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1911</link>
    <pubDate>Wed, 17 May 2006 13:53:15 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1911</guid>
	<author>renatosd</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (giucap)</title>
	<description>Non so perché, ma dalle recenti discussioni mi è venuto in mente questo scritto di Stefano Benni. Purtroppo non sono importabili i disegni (dello stesso autore) che illustrano ciascuna lettera della filastrocca.
Un caro saluto
Giulio


  Nella mia lunga carriera di bambino, di scrittore, di visitatore di scuole, di insegnante, molto raramente ho incontrato bambini che non avessero voglia di leggere, scrivere, inventare.
Per far passare la voglia di leggere a un bambino ci vuole un adulto (genitore, maestro, creatura televisiva, amico di famiglia) il quale abbia voglia di far passare la voglia di leggere ai bambini. Spero di non diventare mai uno di questi adulti.
Nel mio mondo di scrittore i bambini-lettori sono molto importanti.
So di averne. E ciò mi rallegra.
A loro è dedicata questa piccola istigazione alla lettura.

a
asino
Asino chi non legge.
 
b
balena
Una domanda strana:
ci stanno più balene dentro un libro
o più libri dentro una balena?

c
Carlo il tarlo
Il tarlo Carlo era roso da un tarlo:
scrittori si nasce o si diventa?
e a forza di domandarlo
morì senza diventarlo.
 
d
drago
Il drago mangia i libri
e ci fa il fuoco.
Poi si lamenta
che durano poco.

e
elefante
L’elefante dice
“Non leggo e me ne vanto”.
Ma non ti dice
che sia annoia tanto.

f
fuori tema
Se fuori dal tema
c’è quel che ti piace
non c’è problema:
tu parti subito
per Fuori Tema.
 
g
giù
Giù nel mare
del pesce intelligente
usano come esca
le pagine di Dante.

h
Holmes
Bracco Holmes
sa che si annidano
misteri e enigmi
in tutti i libri
ma senza leggerli
come fai a scoprirli?

i
il libro
Il libro è sporco e sgualcito?
Buon segno, vuol dire che l’hai letto.
Quel libro è il tuo preferito.
 
l
lupo
Il lupo ogni notte
ulula a più non posso
la sua versione di Cappuccetto Rosso.

m
mosca
La mosca si posò
sul televisore
e trovò subito
un grosso editore.

n
nostromostro
Il mostro, dopo la lettura,
diventa nostro
e non fa più paura.
 
o
orsacchiotto
Dice la legge del saggio orsacchiotto:
meglio un bel libro al cesso
che un libro di #OOPS# in salotto.

p
pellicano
Il pellicano intellettuale
porta alla prole
ogni due pesci un giornale.

q
il quaqquapicozincolozario
Il quaqquapicozincolozario
ha scritto un libro straordinario
in quaqquapicozincolozariano.
Qual è il titolo strano
del libro straordinario
del quaqquapicozincolozario?
 
r
rospo
Il rospo letterato
dice che si scrive troppo
e per sostenerlo ha scritto
libri centoventotto.

s
serpente
Il serpente si legge la coda
e dice: “Ma che fantasia!
Come vorrei che fosse la mia”.

t
tartaruga
La tartaruga rilegge tre volte:
una per sé,
due per capir cos’è
e la terza per raccontarla a te.
 
u
il guuuufo
Il gufo dice “U”
e la classe ripete.
Che noiosa è la scuola
con una lettera sola!

v
video
Audio, navigo, video
è un mondo da esplorare,
ma senza dimenticare
sentire, viaggiare, guardare.

z
zanzara
Chi dentro a un libro
schiaccia una zanzara
non fa cultura
ma schiva una puntura.
 
 



 
</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1915</link>
    <pubDate>Wed, 17 May 2006 15:58:16 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=1915</guid>
	<author>giucap</author>
  </item>
  <item>
    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>Un aggiornamento per avere una panoramica ancora più precisa di quello che succede a scuola? Ebbene, ricordate Alessandro, Ragioneria? L'avevamo lasciato dopo l'interrogazione di inglse andata bene, ma giudicata così: "Non crederai mica che per una volta che vai bene ti meriti un 6?"......ecco....nel frattempo Alessandro (la cui media è arrivata a 5)ha fatto due compiti in classe....sapete perchè due? Perchè al primo ha preso 7 (un 7 tutto suo, tant'è che la prof se lo è messo accanto alla cattedra perchè non copiasse e fosse più..."a suo agio"...)e siccome sembra che quel compito fosse andato bene un po' a tutta la classe....che fa la prof? Arriva la settimana dopo e fa fare alla classe un altro compito "A SORPRESA"....penso che ricordiate tutti questo appellativo...."a sorpresa"....ebbene, Alessandro, messo nelle stesse condizioni del primo compito (che avrebbe dovuto essere l'ultimo dell'anno) prende 6.....come è finita? E' finita che quando Alessandro ha chiesto alla prof se con questi due compiti andati bene, avesse risollevato la sua situazione nella materia, la prof gli ha risposto: "mi ispiace, ma il debito te lo do lo stesso perchè...ti sei svegliato solo alla fine dell'anno......". Il mio commento è questo: svegliarsi alla fine dell'anno non significa non aver lavorato durante tutto l'anno, infatti i voti del ragazzo sono andati crescendo fino ad arrivare anche oltre la sufficienza. Questo fatto DEVE essere valutato come un risultato di tanto lavoro da parte dello studente dall'inizio dell'anno ad oggi e non come una fregatura che lo studente vuole dare alla professoressa. Alessandro sta studiando questa materia dall'inizio dell'anno (ed io ne sono testimone) ed i risultati....i frutti.....si stanno finalmente vedendo...ma per la professoressa è troppo tardi.....che dire? Cara Professoressa, se proviamo a tirare le somme, noi capiamo questo: si deve andare bene tutto l'anno per essere considerati bravi e se si hanno difficoltà in una materia e si sono prese delle insufficienze, non serve approfondire la materia, farsi aiutare da qualcuno (con grande sforzo sia pratico che economico), provare a recuperare......tanto si viene subito catalogati come "capre" ed il debito è assicurato fin dal primo quadrimestre.....ma non erano due i quadrimestri di valutazione?  
PS: Ale, continua così, hai lavorato sodo, evidentemente sei nelle mani di una prof che non sa ben discernere la realtà.
Saluti 
Raffaella</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=2204</link>
    <pubDate>Sat, 03 Jun 2006 12:47:13 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=2204</guid>
	<author>Raffa</author>
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    <title>Re: Insegnare Oggi (Baol)</title>
	<description>Questo aggiornamento non aggiunge e non toglie niente alla figura dell'insegnante in questione che, fin dagli episodi precedenti, è riuscita a non smentirsi mai, restando pericolosamente uguale a se stessa. 
In questo caso la coerenza rappresenta davvero un difetto!
Saluti
Francesca
</description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=2210</link>
    <pubDate>Sun, 04 Jun 2006 07:12:27 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=2210</guid>
	<author>Baol</author>
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    <title>Re: Insegnare Oggi (Raffa)</title>
	<description>E devi sapere, cara Baol, che di esempi come questo ne ho a iosa! Continuo a domandarmi come mai gli episodi che ho riportato, denunciato e criticato fino ad ora non abbiano mai colpito la suscettibilità di nessun insegnante.....vogliamo credere che questo forum non sia mai stato letto da nessun docente? Se è così sono un po' sollevata, perchè se invece qualche docente dovesse aver letto quanto abbiamo denunciato, senza sentire la necessità di difendere la propria categoria o almeno il proprio impegno personale, sarebbe davvero triste e preoccupante!Spero almeno che le nostre discussioni siano servite a farci una ragione del fatto che "le cose vanno così" per la gran parte dei nostri figli, non sempre perchè sono loro le capre!
Un saluto
Raffaella  </description>
    <link>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=2222</link>
    <pubDate>Sun, 04 Jun 2006 20:33:43 +0000</pubDate>
	<guid>http://www.q4q5.it/modules/newbb/viewtopic.php?forum=3&amp;topic_id=86&amp;post_id=2222</guid>
	<author>Raffa</author>
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