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Salvatore
Inviato il: 14/11/2010 21:06
Staff
Registrato: 25/11/2005
Da: Q4
Messaggi: 4672
Re: Scuola Don Milani (Q4)

Caro Vincenzo,

può non piacere ma la spesa militare (e persino le guerre, per quanto orribile possa sembrare) dal punto di vista economico è sempre stata un traino per l'economia, uno stimolo allo sviluppo e al progresso e una locomotiva rainante del progresso scientifico, medico e tecnologico.

Io non contrapporrei la spesa militare con quella per l'istruzione; caso mai contrapporei i tagli all'istruzione con i soldi che i nostri politicanti continuano allegraamnte a rubare.

Salvatore




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giucap
Inviato il: 14/11/2010 22:02
Registrato: 13/1/2006
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Messaggi: 827
Re: Scuola Don Milani (Q4)

Caro Salvatore, 

mi permetto di dissentire.

La politica è fatta di scelte di priorità.

A mio modesto modo di vedere, istruzione, ricerca e formazione sono prioritarie rispetto alle armi.

Che ci sia una florida economia di guerra è un fatto; che ciò possa essere per più di qualcuno eticamente riprovevole pure.

Il Costa Rica ha abolito negli anni '70 l'esercito per impiegare i soldi risparmiati in sanità ed istruzione. Oggi è un Paese noto come la Svizzera del Centro America.

Un altro mondo è possibile, se usciamo dai soliti schemi.

Che poi ci siano ladrocini politici, ma soprattutto grossa evasione fiscale, è pur sempre vero. Ma prima di compromettere il futuro di una comunità ci si dovrebbe pensare bene.

Ad esempio questo Governo, mentre ha ridotto come tutti vediamo l'istruzione pubblica, ha comunque trovato soldi per sostenere quella privata.

Sono scelte anche queste, evidentemente piacciono a qualcuno. Anche se ho il dubbio che manchi informazione sull'argomento.

Giulio



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Salvatore
Inviato il: 15/11/2010 3:27
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Registrato: 25/11/2005
Da: Q4
Messaggi: 4672
Re: Scuola Don Milani (Q4)

Caro Giulio, 

è indubbio che la politica debba fare delle scelte e decidere delle priorità. E' altresì auspicabile che la politica sappia fare delle scelte coraggiose, che sappiano andare oltre i soliti schemi, altrimenti non ci sarebbe progresso.

Detto questo, è però innegabile che alla spesa militare sia storicaamnte legato il prestigio e il "peso" dei vari paesi, nonchè gran parte del progresso medico, scientifico e tecnologico. 

Concordo sul fatto che sarebbe auspicabile un mondo senza guerre e senza eserciti e che la politica dovrebbe mirare a questo. Ma ci vuole pure un po' di sano realismo: per quanto possa dispiacere, oggi viviamo in un mondo dove la spesa militare è necessaria. Né mi convince l'esempio del Costa Rica, una sorta di San Marino caraibica che vive sotto la protezione del gigante americano.

Ti propongo uno scritto di Sergio Romano di qualche giorno fa che tratta proprio questo argomento:

http://archiviostorico.corriere.it/2010/novembre/03/SVUOTARE_GLI_ARSENALI_SENZA_RIEMPIRE_co_9_101103037.shtml"mailto:joannemartini[Indirizzo email protetto, entra per vederlo]">[Indirizzo email protetto, entra per vederlo]  

Cara Signora, Mi sembra di comprendere che lei creda nell'esistenza di un nesso fra le spese militari e il progresso, soprattutto tecnologico. Se questo è il senso della sua lettera, penso che lei abbia ragione. Quasi tutte le conquiste della tecnica degli ultimi decenni sono direttamente o indirettamente collegati con i grandi investimenti delle maggiori potenze nella sicurezza nazionale. Piaccia o no, la guerra è sempre stata uno straordinario fattore di progresso tecnologico. Penso ai telefoni cellulari, alla diagnostica medica, alla missilistica, ai satelliti, ai computer super-veloci, a Internet, alle fibre ottiche, ai reattori nucleari, alle ricerche sui nuovi materiali. Se l' umanità avesse svuotato gli arsenali e riempito i granai, come amava dichiarare Sandro Pertini, le nostre condizioni di vita non sarebbero troppo diverse da quelle di cinquant'anni fa. Vivremmo più serenamente? Soltanto se tutto il mondo avesse deciso di fare altrettanto. Non credo d'altro canto che vi siano molti pacifisti disposti a privarsi di ciò che hanno conquistato nel corso della loro vita. Credo che lei abbia ragione anche quando osserva che lo Stato in cui il bilancio militare è troppo modesto finisce per essere soggetto, in un modo o nell'altro, agli Stati più forti. Le buone tecnologie di cui l'Italia ancora dispone nel campo degli armamenti (penso in particolare a Finmeccanica) dipendono in buona parte dalle commesse internazionali. Per il resto siamo pressoché interamente tributari degli Stati Uniti, del Giappone e, per i telefoni cellulari, persino della Finlandia. Aggiungo che l'Italia spende per la difesa poco più dello 0,8% del suo bilancio. È difficile immaginare che la rinuncia a qualche aereo possa avere ricadute positive sulla politica scolastica e sanitaria del Paese. Dovremmo porci piuttosto un altro problema: se le modeste spese militari degli Stati europei, soprattutto dopo la grande crisi economica e finanziaria di questi ultimi anni, possano garantire la loro sicurezza. La Gran Bretagna dedicava alla difesa il 2% del suo bilancio, ma sta riducendo le spese del 30%. La Francia, con un impegno finanziario simile a quello degli inglesi, si prepara a tagli dolorosi. Tutti gli altri Paesi sono militarmente irrilevanti e servono agli Stati Uniti, in Afghanistan, soprattutto per presidiare le retrovie, assicurare la logistica e conferire alla guerra l'aspetto di una operazione internazionale. La soluzione, in teoria, esiste. L'Europa dovrebbe centralizzare le risorse, i piani e gli acquisti. Garantirebbe in tal modo la propria sicurezza e potrebbe fare una politica estera corrispondente alla sua importanza e alle sue ambizioni. Ma temo che i suoi membri preferiscano essere apparentemente indipendenti e sostanzialmente insignificanti. Sergio Romano




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giucap
Inviato il: 15/11/2010 9:06
Registrato: 13/1/2006
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Re: Scuola Don Milani (Q4)

Caro Salvatore,

continuo a dissentire.

Sergio Romano esprime opinioni e non è depositario di verità.

Il Costa Rica è ben più grande della Svizzera (51.100 chilometri quadrati a 41.285), altro che San Marino. E sulla protezione degli USA, ammesso che ci sia, forse sarebbe meglio farne a meno, visto quello che hanno fatto nel confinante Panama (ma lì c'era il passaggio strategico del canale, in Costa Rica solo parchi nazionali, sicché spero possano stare più tranquilli).

La ricerca non è solo sulla meccanica, dove peraltro anche gli sport tipo formula 1 (ahi ahi Ferrari), moto GP e persino il ciclismo danno il loro contributo, senza cercare metodi per distruggere chicchessia.

Sulla medicina ho più di qualche dubbio: se gli studi su nervini e armi batteriologiche me li chiami progresso, stiamo messi bene. I soliti dietrologi paventano che, ad esempio, l'AIDS provenga da laboratori militari, mentre la nostra concittadina (e mia compagna delle elementari) Barbara Ensoli non ha nulla a che vedere con i militari.

Il sano realismo vuole che ci compriamo tutti quei cacciabombardiari prodotti all'estero? Sono fiero di essere insanamente irrealista e preferire che quei soldi vengano spesi meglio (ovviamente in quello che per me è meglio).

Io non penso che tali posizioni siano di sciocco utopismo, che ci sia una sola via e che solo gli "idealisti" si balocchino con tali pensieri infantili.

Senza scomodare il Dottor Stranamore, forse anche i militaristi convinti dovrebbero farsi venire qualche dubbio sul legame spese militari-progresso.

Giulio

 



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Salvatore
Inviato il: 15/11/2010 10:02
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Da: Q4
Messaggi: 4672
Re: Scuola Don Milani (Q4)

Caro Giulio, 

Nessuno è depositario della verità; anche quelle di Sergio Romano sono solo dotte opinioni.

Ripeto: mentre il mio cuore vorrebbe un mondo senza eserciti, purtroppo debbo dirgli (al mio cuore) che oggi gli eserciti servono.

Ovviamante questa è solo la mia opinione, e non ho la pretesa di volerti convincere della sua giustezza.

Ciao

Salvatore




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giucap
Inviato il: 15/11/2010 11:25
Registrato: 13/1/2006
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Re: Scuola Don Milani (Q4)

Caro Salvatore,

non penso che stiamo scrivendo per convicerci l'un l'altro, ma semplicemente per tentare di chiarire la nostra opinione. E questo è uno degli argomenti più appassionanti, riconoscerai.

Tra un mondo senza eserciti ed una corsa al riarmo converrai che ci sono milioni di soluzioni intermedie, tenuto anche conto della crisi economica in corso.

Per cui se di aeroplanini con cui far giocare i nostri generali ne prendessimo un po' meno (se proprio ne dobbiamo prendere per tenere alto il prestigio del Paese), ecco che magari ci scapperebbe anche la carta igienica per le scuole dei nostri figli.

Che poi la storia del prestigio non mi è chiarissima: ha più prestigio chi più mostra i muscoli?

Povero Leopardi, allora, che infimo poeta sarebbe con questo metro!

Giulio

 



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Salvatore
Inviato il: 15/11/2010 11:54
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Da: Q4
Messaggi: 4672
Re: Scuola Don Milani (Q4)

Caro Giulio, 

da ex addetto ai lavori ti posso assicurare che la quantità di aeroplani che prenderemo è già abbondantemente sotto il livello minimo di qualsivoglia credibilità. Oggi (purtroppo) il prestigio internazionale si misura ancora anche dalla dimensione dei muscoli. Ridurre ulteriormente il numero degli aeroplani non avrebbe molto senso... allora meglio sarebbe rinunciare tout court alla difesa e fare affidamento sulla altrui benevolenza.

Salvatore




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peppe76
Inviato il: 15/11/2010 15:20
Registrato: 11/11/2010
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Messaggi: 27
Re: Scuola Don Milani (Q4)

stranamente la discussione iniziale (don milani) si è spostata sulla politica, sulla presunzione di sapere tutto di tutto, ingegneri nucleari, strategie di guerra, geografia (svizzera, ecuador, chi è più esteso e chi meno), ingegneri aerospaziali, tecnici di ogni tipo, ecco il problema della società....si vuole apparire, io so, tu non sai , tu sbagli....bravi, bravi 

Ma insomma, ci si stava confrontando su un determinato argomento e adesso ci si trova a parlare di aeroplani, di politica, di risorse destinate all'acquisto di non si sa che cosa.

Per favore chi vuole APPARIRE come il sig. "SO TUTTO IO", apra un'altra discussione, e lasci lo spazio a noi "ignoranti" ( che non conosciamo la materia, sia chiaro....il termine ignorante questo vuol dire....).

Pertanto vi prego, per chi non ha da dire cose costruttive, FATEVI DA PARTE, oppure tornate alla discussione iniziale....grazie

REGARDS



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renatosd
Inviato il: 15/11/2010 15:21
Registrato: 7/2/2006
Da: q5
Messaggi: 1111
Re: Scuola Don Milani (Q4)

leggo questi post, clamorosamente OffTopic, e come potete ben comprendere mi prudono un po' le manine ... ma non voglio fare la solita polemica anti-armamenti tout-court di cui potrei inondarvi con il solo esito di far rimanere tutti sulle posizioni iniziali o peggio rinfocolare interminabili querelle ... invece posto un'altra considerazione:

Uno stato come il nostro che ha venduto all'estero il controllo di tutte le reti di comunicazione interne, il giorno che scoppiasse una guerra, (che per evitare polemiche definiremo "giusta" ... anche se nella mia visione non esistono guerre giuste), ma come si penserebbe di avvertire l'areoporto militare dal comando centrale ... con i piccioni viaggiatori???

e i sistemi informatici in rete? Salvatore mi può smentire, ma io credo che senza le reti un pilota non può manco accenderlo l'apparecchio e tantomeno armare missili senza consenso per via telematica ....ma se la via telematica è già in mano agli altri bisogna solo sperare che gli altri siano gli amici ... o no? ed allora ce li dessero almeno in comodato d'uso sti diavolo d'apparecchi visto che non abbiamo il libero arbitrio su quando e come usarli.

A parte gli scherzi con il costo di quegli aereoplani si sfamerebbe mezzo mondo e cesserebbero tante cause di conflitto, il problema è che nessuno vuole questo ... sarò pure utopista ma io voglio morire pacifista e chi vuole giocare alla guerra non potrà mai farlo in mio nome.

renato

 PS mentre scrivevo è apparso il post di Peppe76 ... chiedo scusa per essermi unito al branco, smetto subito.




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La stupiditą e la disonestą dei nostri nemici non deve essere una giustificazione della nostra cecitą (Lev Trotsky)

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Salvatore
Inviato il: 15/11/2010 16:26
Staff
Registrato: 25/11/2005
Da: Q4
Messaggi: 4672
Re: Scuola Don Milani (Q4)

Caro Peppe76, qui nessuno ha la presunzione di essere il detentore della verità… si sta soltanto discutendo, e se la discussione porta a parlare di orbite iperboliche, si parla di orbite iperboliche. Questo sito internet funziona così. A volte si va decisamente fuori argomento ma ti assicuro che talvolta gli argomenti trattati si rivelano più interessanti dell’argomento di base che ha dato origine alla discussione.

Sii paziente con noi “vecchi” (del sito intendo!) siamo pieni di difetti ma ce la mettiamo tutta, non per apparire, ma per fare qualcosa di utile per questa nostra povera società alla deriva.

Caro Renato, allora concordi con me! Bisognerebbe aumentare la spesa per la difesa (e riprenderci le reti, almeno quelle militari!) non diminuirla!

Salvatore




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