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| Autore | Discussione |
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| Freddy | Inviato il: 8/6/2011 21:45 |
Direttore ![]() ![]() Registrato: 25/7/2005 Da: Latina Messaggi: 2542 |
All'ombra dei nostri rifiuti Commenti alla notizia: All'ombra dei nostri rifiuti
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| Salvatore | Inviato il: 9/6/2011 17:32 |
Staff ![]() ![]() Registrato: 25/11/2005 Da: Q4 Messaggi: 4672 |
Re: All'ombra dei nostri rifiuti Caro Bruno, la questione che tu poni è di importanza fondamentale; l'occidente vive ancora inebriato dal mito della crescita. Anche adesso, in piena crisi, sentiamo ripetere che "l'economia deve crescere per uscire dalla crisi", che "bisogna produrre più automobili", che "bisogna vendere più merce", che "bisogna riconquistare la fiducia dei consumatori", etc. etc. A parte il fatto che ho sempre aborrito il termine "consumatore" che trovo offensivo e degradante (io mi offendo seriamante quando qualcuno mi chiama "consumatore", poichè mi sento paragonato ad un vitello legato all'ingrasso il cui unico scopo è consumare - cioè distruggere.), trovo miope e suicida questa strategia di continuare ad invogliare la popolazione ad un maggiore consumo di risorse. E' mai possibile che c'è ancora chi non si rende conto che la crescita infinita non è sostenibile? Che il mondo è al limite del collasso? Che le risorse sono tremendamente scarse e in via di esaurimento? Che l'inquinamento ci sta uccidendo? Invitare ad un maggior consumo per risollevare l'economia equivale ad invitare un drogato ad aumentare la dose per stare meglio. Fallita malamente la via del comunismo e col capitalismo in rotta di autodistruzione, possibile che non ci si rende conto che tocca trovare una terza via, quella della sobrietà, appunto, quella di una economia che sappia reggersi non sulla crestita infinita, ma sulla stabilità e/o persino sulla decrescita? Salvatore
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