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Autore Discussione
renatosd
Inviato il: 7/7/2008 15:15
Registrato: 7/2/2006
Da: q5
Messaggi: 1111
Re: Storia del nostro territorio

Si è lei ... infatti se prolunghi la strada che viene dalle poste ovvero viale IV novembre abbiamo l'attuale via Cavalieri di Vittorio Veneto (che dopo l'incrocio dietro l'albergo diventa via Murri). Si vede anche l'edificio demolito tra via IV novembre e Via E. Filiberto dove ora c'è la banca nazionale.

Alle spalle si vede anch che non c'era l'attuale via C. Battisti (convergente sul garage ruspi) ma una strada quasi parallela (o al limite convergente verso il centro) che tagliava in diagonale l'attuale questura ed era orientata sul lato del piccolo edificio a p.zza Celli e il fronte degli edifici dell'ex ospedale (come si vede sull'atlante).

renato




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La stupidità e la disonestà dei nostri nemici non deve essere una giustificazione della nostra cecità (Lev Trotsky)

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Vincenzo
Inviato il: 7/7/2008 17:57
Staff
Registrato: 26/12/2005
Da:
Messaggi: 3870
Re: Storia del nostro territorio


Questo è l'edificio dell'Istituto antimalarico in una foto del +/- 1930

Allegato: File0004.jpg
 

Dopo la demolizione dell'istituto è stato costruito il "nuovo" Ospedale, demolito negli anni '70

Vincenzo

PS: X ANTONELLA

Tuttavia non sono convinto che l'attuale edificio adibito a sportello del cittadino in passato non sia stato adibito a camera mortuaria dell'Ospedale. 




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Qualunque viaggio noi intraprendiamo, noi inseguiamo la felicità. Ma la felicità è qui.
Orazio Flacco

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Anonimo
Inviato il: 7/7/2008 18:05
Re: Storia del nostro territorio
Vincenzo ha scritto:

 ..Tuttavia non sono convinto che l'attuale edificio adibito a sportello del cittadino in passato non sia stato adibito a camera mortuaria dell'Ospedale. 

No Vincenzo..in quell'edificio era stato sistemato il reparto di malattie infettive, esterno al corpo dell'ospedale, la camera mortuaria aveva solo il piano terra.....



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Vincenzo
Inviato il: 7/7/2008 18:09
Staff
Registrato: 26/12/2005
Da:
Messaggi: 3870
Re: Storia del nostro territorio

Questa invece è la "famosa" chiesetta dell'Istituto antimalarico: Allegato: File0005.jpg

(visibile nelle precedente foto File0004 a destra)

Vincenzo 

 

 

 

 




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Orazio Flacco

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Vincenzo
Inviato il: 7/7/2008 18:16
Staff
Registrato: 26/12/2005
Da:
Messaggi: 3870
Re: Storia del nostro territorio

Propongo a FREDDY di raccogliere tutte le argomentazioni contenute nella presente discussione e far stampare un libro intitolato:

LA STORIA DEL NOSTRO TERRITORIO SECONDO GLI UTENTI DEL SITO www.q4q5.it

con un commento del Direttore nelle pagine iniziali. 

Vincenzo

 




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Orazio Flacco

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Anonimo
Inviato il: 7/7/2008 18:24
Re: Storia del nostro territorio

Mi sta venendo un pensiero: non può essere che la chiesetta, quando è stato costruito l'ospedale ne sia diventata l'obitorio,  e sia diventata palestra quando nell'edificio ospedale è stato allogiato il Liceo scientifico?  Insomma, non è che si tratta dello stessa  costruzione, che prima della demolizione, nel tempo è stata adibita ad usi diversi?

p.s. Come non detto...la palestra era a sinistra dell'edificio, nei pressi della Casa dei Cursori...



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davide
Inviato il: 7/7/2008 23:20
Registrato: 18/10/2007
Da:
Messaggi: 1670
Re: Storia del nostro territorio

Devo dire che non ci stò capendo più una mazza. Presumo che la chiesetta fu demolita in quanto si trovava sul tracciato della nuova via dei cavalieri, poi Via Murri.

Cmq dalle immagini mi pare di capire che era una chiesa semplice ma bella. Certo che la furia demolitrice non ha risparmiato proprio nulla. Và bene che Via Cesare Battisti prevedeva delle demolizioni, ma credo che negli anni 70 qualcuno si è fatto prendere un pò troppo la mano.

Fortuna che almeno sono sopravvissuti la casa dei cursori ed il garage Ruspi.

Ecco le immagini tratte dal sito della Casa dell'architettura su come si è evoluta la situazione negli anni.

Ecco il testo della Casa dell'Architettura

 Ricade nel centro storico e può essere considerata un’area di bordo rispetto all’anello di circonvallazione che perimetra il nucleo di fondazione. Compare oggi completamente inedificata, fatta eccezione per una piccola costruzione del 1932 , la casa dei cursori. E’ costituita da un lotto pressoché triangolare la cui forma e consistenza volumetrica hanno risentito fortemente delle modificazioni che nel tempo hanno consegnato un vuoto all’interno della città storica ancora in attesa di soluzione.

            La planimetria riporta la viabilità disegnata dal piano regolatore del ’32 che “venne studiato nelle linee fondamentali dall'ing. Caio Savoia, direttore dei lavori dell’Opera Combattenti in Agro pontino e poi perfezionato in ogni particolare dall'arch. Oriolo Frezzotti, incaricato della progettazione dei fabbricati” (dalla relazione al progetto  esecutivo del Centro comunale di Littoria, Roma 1 dicembre 1932)
            L’area compresa tra il grande anello di circonvallazione (allora viale Mussolini), viale Emanuele Filiberto, corso Vittorio Emanuele (oggi corso della Repubblica) e via Cesare Battisti accoglie l’edificio dell'Opera Nazionale Maternità e Infanzia oltre alla “struttura ospedaliera” composta dalla chiesetta, dal padiglione centrale e dal fabbricato adibito a garage e lavanderia. Nel disegno è indicato anche il “progetto di ampliamento” dell'ospedale consistente in un padiglione in eraclit ad ossatura metallica e copertura di eternit. Risulta evidente come l’intervento cerca di rispondere adeguatamente al debellamento della malaria, nella convinzione che insieme agli altri edifici costruiti dall'Opera dovesse essere il riferimento non tanto al “presente agglomerato urbano ed al suo prevedibile non lontano accrescimento, quanto alla campagna bonificata circostante che in Littoria doveva trovare il suo centro di vita civile e di Littoria era la fondamentale ragione di essere” (dalla relazione al progetto esecutivo del Centro Comunale di Littoria, Roma 1 Dicembre 1932)
 
L’area è interessata, nel 1938, da un progetto di scuola elementare a firma dell’ing. Aurelio Ambroso, allora capo dell'Ufficio Tecnico del comune di Littoria. L’edificio, sebbene mai realizzato, costituisce la prima modificazione di un certo rilievo nell'area immediatamente adiacente quella dell'ospedale. Le motivazioni che hanno guidato la sua redazione, consistevano principalmente nel dotare il centro urbano di un edificio scolastico in grado di soddisfare l'aumento della popolazione scolastica ed anche la scelta della sua ubicazione - nelle vicinanze di una delle zone più dense di abitanti, quella delle “case popolari” - risentiva di questo motivo. L’impianto planimetrico tiene  conto delle modificazioni viarie previste dal piano di ampliamento del ‘35 nonostante  nel ’38 l'assetto viario sia ancora quello del 1932.
            L’edificio consiste in una corte aperta su uno dei quattro lati, alto due piani più il rialzato.
 
 
Il progetto per l’ampliamento dell’ospedale, anche questo redatto dall’ing. Aurelio Ambroso, risale invece al 1941. Non fu mai realizzato sebbene esistano disegni esecutivi, relativi agli impianti di riscaldamento, che dovevano far parte integrante del 2° lotto dei lavori da realizzarsi a cura della ditta Umberto Fiory di Roma.
            Le vicende che portarono alla decisione da parte dell’amministrazione comunale di Littoria di ampliare e sistemare l’ospedale esistente sono successive ad un progetto del ’38, sempre a firma dell’ing. Ambroso,  che prevedeva la costruzione di un nuovo ospedale su un’area situata “oltre i limiti del piano regolatore e di ampliamento della città di Littoria, nella zona ad esso destinato dal piano regolatore stesso” (relazione del progetto di massima per l’ospedale civile, febbraio 1938, ing. Aurelio Ambroso)
            Si trattava di realizzare un intervento di dimensioni considerevoli visto che era stato dimensionato per un numero di 446 posti letto, ma non venne mai dato corso alla progettazione. Il regime non riconosce la necessità di una nuova struttura ospedaliera.
            A che serve l’ospedale se non giungono più denunce di malaria primitiva? Debellata questa la gente non deve più morire o patire malattie da ospedalizzare: sarebbe stato come riconoscere il fallimento della bonifica.
            Ma una città che era passata - dal 1° novembre 1931 al 21 aprile del 1936 - da 2.031 a 19.654 abitanti aveva necessità di un ospedale con maggiore disponibilità di strutture e posti letto.
            Basti pensare che il reparto di medicina ed isolamento era ancora ospitato nella costruzione  in “eraclit con ossatura metallica e copertura di eternit” con “carattere di estrema provvisorietà”.
            L’ing. Ambroso imposta il progetto secondo una tipologia  a blocco anziché a padiglione, fatto salvo per il reparto contagiosi comuni che vengono ospitati in un padiglione isolato.
            Del progetto generale vengono individuati diversi lotti di lavori, ma anche di questi non se ne fa nulla e la struttura rimane immutata tant’è che nel 1948 viene redatta una perizia dei lavori occorrenti per la riparazione dei danni di guerra proprio per quel padiglione con copertura in eternit.
 
Fino al 1961 l’area rimane pressoché immutata nel suo assetto viario e l'edificazione - a fronte di altre aree del centro dove la densità edilizia è maggiore - si limita ad occupare l'angolo tra la circonvallazione e corso della Repubblica, e l'area immediatamente adiacente al ricovero antiaereo che compare in un rilevamento aerofotografico già nel 1943.
            Negli anni sessanta una parte del padiglione dell’ospedale che ospitava i reparti di medicina ed isolamento viene demolita. Stessa sorte tocca alla “chiesetta” per far posto all‘hotel Europa e ad un nuovo tracciato viario (via Farini).
            Negli anni ’70 vengono demoliti la parte restante del padiglione in eraclit e il garage e lavanderia, mentre restano in piedi il padiglione centrale e la cosiddetta “casa dei cursori”. Via Cesare Battisti viene realizzata secondo le previsioni del piano del ’35 “soltanto” trent’anni dopo. Da allora il disegno di questa parte di città corrisponde alla situazione odierna.
 
Nel 1984 James Stirling, Michael Wilford & Associates progettano, in quest’area, la nuova biblioteca civica.
           
            Nella progettazione i due lotti - quello su cui insisteva l’ospedale e quello occupato dall’ex garage Ruspi - vengono unificati dando così luogo ad un’area triangolare, all’interno della quale è prevista la demolizione dei vecchi edifici rimasti, ad eccezione della “casa dei cursori”  e del “garage Ruspi” che vengono inseriti nel programma progettuale, già negli studi preliminari. Si ipotizza infatti che queste “preesistenze” possano diventare l'uno museo della città (garage Ruspi) e l’altro galleria espositiva e supporto per servizi turistici. L’area restante è pressoché libera per cui la biblioteca risulta all'interno di un giardino che costituisce una piazza “verde” tra via Cesare Battisti e via E. Filiberto e che, nelle intenzioni del progettista, dovrebbe diventare un punto focale dell’organizzazione urbana. Nei primi studi viene privilegiato l’asse centrale lungo cui si dispongono il garage  Ruspi, la “casa dei cursori” e una torre, scartando così fin dalle ipotesi iniziali la possibilità di definire, con l’edificio, i limiti dell’isolato.
            La soluzione finale adotta la tipologia del “palazzo”, per arrivare in definitiva ad una loggia più la biblioteca. Vengono disegnati gli esecutivi, esposti, insieme ad un plastico nei locali della biblioteca comunale A. Manuzio. Anche questo progetto non sarà mai realizzato e nel 1987 viene demolito il padiglione centrale dell’ospedale e l’area sistemata a parcheggio


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davide
Inviato il: 7/7/2008 23:31
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Messaggi: 1670
Re: Storia del nostro territorio

X Renato

Ho notato che tra il 1971 e il 1987 è stato demolito un edificio di forma quadrata che si trovava all'interno dell'isolato dove attualmente insiste l'area verde che si trova di fronte la chiesa di Santa Maria Goretti.

Cos'era quell'edificio? Il rifugio antiareo? Quell'edificio fu costruito tra il 38 e il 41.

ARKAN



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davide
Inviato il: 8/7/2008 0:10
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Messaggi: 1670
Re: Storia del nostro territorio

Cercando un pò di notizie sulla biblioteca Stirling sono finito su:

http://www.skyscrapercity.com/showthread.php

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davide
Inviato il: 8/7/2008 2:28
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Messaggi: 1670
Re: Storia del nostro territorio
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