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Autore Discussione
Kla
Inviato il: 7/4/2009 13:18
Utente
Registrato: 24/11/2005
Da: Latina
Messaggi: 1672
Re: Terza Repubblica

La Repubblica - 10 minuti fa (Teleborsa) - Roma, 7 apr - Il ponte sullo stretto di Messina sarà portato avanti nei tempi stabiliti perchè resta un'opera fondamentale. Lo ha detto il Premier Silvio Berlusconi, intervenendo a L'Aquila per fare il punto della situazione del terremoto ...

 

Mio commento: L'inopportunità comportamentale e i fuori logo di questo individuo megalomane sono uno scandalo per tutti.



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Baol
Inviato il: 8/4/2009 16:18
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Da: Q4
Messaggi: 1069
Re: Terza Repubblica
mah... se è per questo l'ho sentito in diretta dichiarare che "noi siamo stati molto più veloci di altri Stati nei soccorsi... ecc. ecc." insomma, se uno è preoccupato di stabilire record anche in questo frangente... piuttosto mi interrogherei sul come mai battiamo i record di edifici crollati nei terremoti, molti dei quali edifici pubblici, e su come vengano invece costruite le opere negli altri Paesi... oggi parlavano del giapponesi e delle loro tecniche di costruzione antisismiche all'avanguardia... ma senza scomodare questi popoli lontani ed enigmatici, a quanto pare basterebbe usare il cemento armato al posto del calcestruzzo, invece di intascare bei denari per opere di cartapesta spacciate per antisismiche. 

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Kla
Inviato il: 8/4/2009 19:12
Utente
Registrato: 24/11/2005
Da: Latina
Messaggi: 1672
Re: Terza Repubblica

Che dire di RAI UNO spazzatura che SI VANTA DEGLI ASCOLTI ottenuti parlando di TERREMOTO.

UNA VERA SCHIFEZZA!

Questo si che è un uso criminoso della rete pubblica.

Questa è la televisione che non perde neanche un' attimo per dimostrarsi SPAZZATURA.

VERGOGNATEVI giornalisti proni ai vostri padroni, un vero giornalista in occasioni tristi come questo si sarebbe dovuto rifiutare di leggere questi dati e un direttore di testata per continuare a dimostrarsi credibile almeno come uomo dovrebbe dimettersi subito.

Ecco il video della VERGOGNOSA esposizione: 

http://www.youtube.com/watch?v=oGj-SEncANU



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Anonimo
Inviato il: 14/4/2009 7:36
Re: Terza Repubblica

Magari gli intenti erano diversi ma il risultato mi pare discutibile

http://www.youtube.com/watch?v=huJxVqwxIt4

 



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Salvatore
Inviato il: 14/4/2009 21:48
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Da: Q4
Messaggi: 4672
Re: Terza Repubblica

Pubblico di seguito la risposta che ho ricevuto da Francesca Oliva della redazione del TG1 alla mia mail di protesta:

Caro signore, premetto che le scrivo a titolo personale. Scrivo a lei, a qualcun altro e non a tantissimi che hanno espresso il proprio dissenso in maniera volgare e aggressiva, peraltro intasando una casella di posta che stiamo utilizzando per le iniziative di solidarietà e di servizio.
In un modo formalmente poco efficace - lo penso anche io - l'intento era quello di sottolineare l'attenzione degli italiani, un popolo che si è riunito davanti alla tv, in tutte le ore del giorno e della notte, per seguire la tragedia dell'Abruzzo. Sulla quale, le assicuro, tutti noi qui al Tg1 - da chi da giorni è sul campo a tutti noi rimasti in redazione - stiamo cercando con ogni mezzo di fornire informazioni e assistenza.
Capisco il suo sdegno, ma cerchi di capire che fare errori, soprattutto in momenti di grande pressione come quelli che stiamo vivendo sia umanamente che professionalmente, può succedere. A tutti. Anche al TG.
 
Francesca Oliva
  
Mi sembra una risposta equilibrata e onesta.
Salvatore


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Kla
Inviato il: 15/4/2009 0:03
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Registrato: 24/11/2005
Da: Latina
Messaggi: 1672
Re: Terza Repubblica
Salvatore ha scritto:

Pubblico di seguito la risposta che ho ricevuto da Francesca Oliva della redazione del TG1 alla mia mail di protesta:

Caro signore, premetto che le scrivo a titolo personale. Scrivo a lei, a qualcun altro e non a tantissimi che hanno espresso il proprio dissenso in maniera volgare e aggressiva, peraltro intasando una casella di posta che stiamo utilizzando per le iniziative di solidarietà e di servizio.
In un modo formalmente poco efficace - lo penso anche io - l'intento era quello di sottolineare l'attenzione degli italiani, un popolo che si è riunito davanti alla tv, in tutte le ore del giorno e della notte, per seguire la tragedia dell'Abruzzo. Sulla quale, le assicuro, tutti noi qui al Tg1 - da chi da giorni è sul campo a tutti noi rimasti in redazione - stiamo cercando con ogni mezzo di fornire informazioni e assistenza.
Capisco il suo sdegno, ma cerchi di capire che fare errori, soprattutto in momenti di grande pressione come quelli che stiamo vivendo sia umanamente che professionalmente, può succedere. A tutti. Anche al TG.
 
Francesca Oliva
  
Mi sembra una risposta equilibrata e onesta.
Salvatore


 

A me sembra piuttosto una risposta adeguata di chi ha imparato a non chiedere scusa a nessuno ed anzi a rispondere in modo arrogante manifestandosi alterata del fatto che gli hanno intasato la casella di posta come se fosse davvero l'unico strumento che  permette loro di compiere iniziative di servizio e solidarietà. Ma mi faccia il piacere!

La redattrice tergiversa e non entra nel merito di ciò che gli si contesta ovvero di aver collaborato a mettere in risalto come sono stati bravi ad inseguire gli ascolti facendo di un servizio pubblico un vero e proprio sciaccallaggio mediatico.

Non è umanamente professionale comportarsi in questo modo sulle disgrazie altrui giustificandole dal fatto di essere sotto pressione. Sotto pressione da chi? Dal padrone che gli chiede sempre e ad ogni costo di aumentare gli ascolti? 

Claudio Ennas

 



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Kla
Inviato il: 22/4/2009 7:54
Utente
Registrato: 24/11/2005
Da: Latina
Messaggi: 1672
Re: Terza Repubblica

CHI E' VERAMENTE BRUNETTA?

un due tre ...TANA:  http://www.youtube.com/watch?v=FIc6U3uzI7s



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giucap
Inviato il: 22/4/2009 10:46
Registrato: 13/1/2006
Da:
Messaggi: 827
Re: Terza Repubblica

Con l'approssimarsi del 25 aprile rispuntano puntuali le polemiche e le strumentalizzazioni, per non parlare dei reiterati tentativi di revisionismo storico.

Oggi un articolo di Giorgio Bocca su La Repubblica fornisce, oltre che un excursus storico, una preziosa testimonianza diretta.

Lo riporto per mantenere viva la memoria, aldilà delle mode del momento.

Giulio

La Resistenza non ha colore

di GIORGIO BOCCA

SILVIO Berlusconi, accogliendo l'invito del segretario pd Franceschini, parteciperà per la prima volta al 25 aprile. È una decisione che va giudicata positivamente perché in essa oltre che a un diritto si riconosce il dovere del presidente del Consiglio di celebrare assieme a tutti gli italiani la festa della Liberazione e i valori della Resistenza, dell'antifascismo e della Costituzione. Ma quando aggiunge che lo farà perché di questa festa non se ne appropri soltanto la sinistra il premier rivela di essere ancora lontano da una autentica maturità democratica e storica. Più fallace di lui si dimostra il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

La Russa, uno dei neofascisti sdoganati da Berlusconi, dichiara che "i partigiani rossi meritano rispetto ma non possono essere celebrati come portatori di libertà", cioè fra i fondatori della democrazia italiana. È difficile capire su cosa si basi l'affermazione di La Russa dato che il Partito comunista italiano che organizzò e diresse i partigiani rossi, meglio noti come garibaldini, fece parte e parte decisiva dell'Assemblea costituente da cui è nata la Repubblica democratica.

Che i comunisti italiani abbiano scelto la democrazia invece che la dittatura potrà sembrare ai loro avversari una scelta opportunistica, obbligata dai rapporti di forza in Europa e nel mondo ma si prenda atto anche da chi avrebbe preferito un esito diverso che essa ci fu e fu per i comunisti italiani vincolante. Gli storici non hanno ancora fornito la prova di chi fu la responsabilità di questa scelta: se fu decisa da Stalin o dalla Internazionale comunista di cui l'italiano Palmiro Togliatti era un autorevole dirigente, ma l'accettazione da parte comunista della divisione del mondo in due sfere di influenza fu un dato di fatto accettato sin dagli anni della guerra di Spagna, riconfermato nell'incontro fra i vincitori della guerra contro la Germania nazista e rispettato anche dopo l'invasione sovietica dell'Ungheria.

Fosse interprete del pensiero politico di Stalin o convinto della necessità di convivere con le grandi democrazie occidentali Togliatti, arrivato in Spagna durante la guerra civile, dettò i tredici punti di una costituzione che sarebbe entrata in vigore a guerra finita di chiara impostazione democratica: autonomie regionali, rispetto della proprietà e della iniziativa privata e dei diritti civili, libertà di coscienza e di fede religiosa, assistenza alla piccola proprietà, riforma agraria per la creazione di una democrazia rurale, rispetto delle proprietà straniere non compromesse con il nazismo, ingresso della Spagna nella Società delle nazioni. Naturalmente già allora gli avversari dei comunisti dissero che era una scelta tattica in attesa della rivoluzione, ma una scelta vincolante come si dimostrò in Grecia quando i partigiani rossi di Markos e il loro tentativo di impadronirsi del potere furono abbandonati alla più dura sconfitta. Che la scelta democratica fosse valida nella Repubblica fu chiaro quando tutte le fiammate rivoluzionarie della base comunista, dall'occupazione della prefettura di Milano a quella del monte Amiata dopo l'attentato a Togliatti, furono spente dalla polizia diretta da Scelba senza reazione del partito.

Possiamo dire che le affermazioni di La Russa sull'inaffidabilità democratica dei partigiani rossi sono un processo alle intenzioni smentito dal rispetto alla Costituzione dei comunisti italiani, che al contrario dei neofascisti alla Borghese o delle trame nere, non hanno mai progettato colpi di Stato e si sono schierati con decisione contro il terrorismo delle Br. Ma c'è un'altra ragione, anche essa storica, per dissentire dalla dichiarazione di La Russa ed è quella di considerare il movimento partigiano garibaldino come un tutt'uno con il partito comunista e il partito comunista come la stessa cosa di una dittatura stalinista. Procedere per generalizzazioni arbitrarie è un cattivo modo di fare la storia e anche la politica.

Chi ha conosciuto il movimento partigiano nella sua improvvisazione e varietà estrema sa bene che diventare un partigiano rosso non era sempre una scelta politica, ideologica, che si andava nelle brigate Garibaldi per molte ragioni non politiche, perché erano fra le prime formatesi o le più vicine, le prime che si incontravano fuggendo dalle città occupate dai nazifascisti magari per raggiungere dei conoscenti, degli amici. Si pensi solo al comando garibaldino piemontese, che si forma in valle Po con gli ufficiali di cavalleria della scuola di Pinerolo che seguono Napoleone Colajanni, nome partigiano Barbato, perché loro amico non perché comunista, o gli altri che in Val Sesia vanno con Cino Moscatelli perché è uno della valle come loro non perché è comunista.

Così come noi delle bande di Giustizia e Libertà nel Cuneese che non avevamo mai sentito parlare del partito di azione e del suo riformismo liberal-socialista, ma che eravamo compagni di alpinismo di Duccio Galimberti o Detto Dalmastro. Nella guerra partigiana prima veniva la sopravvivenza, la ricerca delle armi e del cibo, poi sul finire arrivò anche la politica, ma le ragioni di lealtà e di amicizia restarono dominanti per cui egregio ministro La Russa mi creda ma per uno che è stato partigiano le differenze di cui parla non ci sono state. Per venti mesi, per tutti, la ragione di combattere era la libertà.


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massimo74
Inviato il: 22/4/2009 11:03
Registrato: 21/1/2007
Da: Latina
Messaggi: 509
Re: Terza Repubblica

Non mi trovo molto d’accordo sulla tesi sulla quale si muove l'"inchiesta" dell' Espresso secondo la quale se qualcuno crede che alcune cose vadano migliorate e si batte per questo, scaturisce la conseguenza che obbligatoriamente non debba comportarsi in quel dato modo, almeno fino a quando quel cambiamento non è ancora avvenuto, e se la normativa glielo permette naturalmente.

Non ci tengo proprio ad apparire come il difensore di Brunetta, tuttavia l'inchiesta mi pare in proposito un po’ approssimata e generica.

Mi spiego meglio con qualche esempio:

 

- Se Brunetta crede – a mio avviso giustamente- che le consulenze siano numericamente troppo elevate e la spesa a carico delle amministrazioni esageratamente ingente, da questo non mi pare possa discendere che egli personalmente non abbia dovuto accettare consulenze da una pubblica amministrazione.

 

- Se poi non vince il concorso per Roma Tre e solo dopo anni riesce a entrare a Teramo non vedo quale sia il problema. Semmai vuol dire che almeno a Roma non è entrato per le grazie di qualcuno, a Teramo chissà (ma in questo caso l’espresso non ci dice nulla di più). Inoltre non vedo come chi non vince tutti i concorsi non possa ritenersi meritevole anche di un nobel. La storia è piena di geni che non erano il massimo neanche a scuola. Personalmente non vedo un Brunetta vincitore di premio Nobel, ma se lui ha questa alta reputazione di se stesso….

 

- Ammettiamo che la Legge vigente preveda – forse giustamente o forse no- che dei rappresentanti statali possano viaggiare con le compagnie di linea e che un eventuale viaggio in low cost abbia come risultato un rimborso della differenza. Ma se fosse così sarebbe la Legge a dover essere modificata (e io nel caso specifico non ne sono molto convinto) e molto meno la colpa di Brunetta che viaggia con la rain-air e prende il rimborso.

 

- Se poi Brunetta ha comprato un rudere e lo ha trasforma in villa non vedo quale sia il problema se non si dimostra che quello compiuto è un atto che va contro la Legge. L’Espresso però non dice nulla  e siccome credo che abbia fatto le dovute verifiche sono portato a pensare che l’azione sia stata regolare. Che poi il Sindaco di quel paese sia stato chiamato a collaborare da Brunetta non riesco a vederla come dimostrazione lampante di uno scandalo. Forse qui si può azzardare ad immaginare un qualche legame tra i due casi, ma insomma…forse l’Espresso, se di Espresso si tratta, ha perso un po’ di smalto rispetto alle inchieste di una volta.

 

Massimo de Simone

 

 





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Kla
Inviato il: 22/4/2009 11:54
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Registrato: 24/11/2005
Da: Latina
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Re: Terza Repubblica

Massimo, diciamo che l'Espresso, con il taglio di chi vuole vendere più giornali, ha messo insieme una serie di coincidenze ed alcuni comportamenti che sono legali ed anche secondo me semmai occorrerebbe modificare qualche normativa e/o legge per evitare che chi potendo scegliere conoscendo le leggi scelga di fare ciò che più può fargli comodo nell'ambito di leggi approssimate.

Comunque sia sembra che nel trovare scorciatoie per se stesso e per i suoi amici di Ravello Brunetta si sia dimostrato maestro, cosi come si è rivelato maestro nel trovare scorciatoie che gli facessero fare carriera non per merito ma per conoscenze, alla faccia della tanto da lui decantata meritocrazia che gli altri (non lui) devono dimostrare per far carriera.

Per quanto riguarda l'assenteismo al Parlamento Europeo di Brunetta pari al 47%, ovvero il minimo indispensabile per avere lo stipendio completo è un dato di fatto non una coincidenza e di questo dovrebbe vergognarsi come un fannullone visto che gli piace tanto parlare di fannulloni che per lui sono sempre gli altri, lui dal suo pulpito ha potuto fare ciò che vuole.

Claudio Ennas



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