Stai consultando il vecchio portale dei quartieri, dove sono archiviati i contenuti storici. Non potrai modificare rispondere o inviare nuove notizie qui, per farlo devi andare sull'attuale sito all'indirizzo
https://www.q4q5.it
| Sei in: Commenti alle notizie >> L'auto ad idrogeno che fine ha fatto? | Registrati per inviare messaggi |
| (1) 2 » | |
|---|---|
| Autore | Discussione |
| Freddy | Inviato il: 22/9/2006 13:10 |
Direttore ![]() ![]() Registrato: 25/7/2005 Da: Latina Messaggi: 2542 |
L'auto ad idrogeno che fine ha fatto? Commenti alla notizia: L'auto ad idrogeno che fine ha fatto?
|
| [Entra] | |
| Vincenzo | Inviato il: 18/3/2008 11:56 |
Staff ![]() ![]() Registrato: 26/12/2005 Da: Messaggi: 3870 |
Re: L'auto ad idrogeno che fine ha fatto? Leggo oggi sui giornali che da domani sarebbe prevista la riduzione di 2 centesimi del prezzo della benzina. Richiamandosi anche alla puntata di Report di domenica (il prezzo del petrolio non potrà fare altro che salire ulteriormente, considerando che le scorte diminuiscono e la domanda aumenta), è evidente che è una assurdità. In primo luogo, 2 centesimi di diminuzione è una goccia nel mare degli aumenti, che cambierà comunque poco; in secondo luogo, il messaggio che dobbiamo dare è che i combustibili fossili devono essere usati di meno, non di più (cosa che, di fatto, si incoraggia, nel momento in cui si rendono economicamente più appetibili); in terzo luogo, se abbiamo dei soldi da investire (il mancato introito fiscale), sarebbe meglio spenderli sulle energie rinnovabili e sul trasporto sostenibile. Vincenzo
|
| [Entra] | |
| Stevejo | Inviato il: 18/3/2008 19:42 |
![]() Registrato: 26/3/2007 Da: Latina Messaggi: 542 |
Re: L'auto ad idrogeno che fine ha fatto? Roccia, in realtà da un po' si ri-inizia a parlare di macchina ad aria compressa. L'ha ripresa la casa automobilistica TATA, che pare la farà uscire in india a metà 2008, per poi commercializzarla anche in altri paesi. In realtà sarà un auto ibrida, ossia a aria (fino a 50Km/h) e benzina-diesel (sopra 50km/h). Avrà un costo di 12.700 dollari. Al di la dei problemi tecnici (l'aria troppo fredda nei condotti rischia di bloccare il sistema) c'è anche un problema di sicurezza: è una macchina molto leggera (perchè il motore a aria compressa non permette potenze elevate), in fibra di vetro...pertanto bisognerà vedere se supererà i severi test sulla sicurezza dei paesi occidentali. Metto qualche link in proposito: |
| [Entra] | |
| Vincenzo | Inviato il: 19/3/2008 10:48 |
Staff ![]() ![]() Registrato: 26/12/2005 Da: Messaggi: 3870 |
Re: L'auto ad idrogeno che fine ha fatto? Stevejo ha scritto: Roccia ?????
|
| [Entra] | |
| Stevejo | Inviato il: 19/3/2008 11:23 |
![]() Registrato: 26/3/2007 Da: Latina Messaggi: 542 |
Re: L'auto ad idrogeno che fine ha fatto? Vincenzo ha scritto: Hai ragione Vincenzo...però quando ho scritto il messaggio mi visualizzava un messaggio di Roccia dopo il tuo, che ora non c'è più...boh...la cosa strana è che lo visualizzava dopo il tuo ma anche dopo il tasto "rispondi commenta"...come se non facesse parte della discusisone...boh un salutone, stefano |
| [Entra] | |
| ClAuDiO_ | Inviato il: 19/3/2008 16:28 |
![]() Registrato: 22/12/2005 Da: Messaggi: 186 |
Re: L'auto ad idrogeno che fine ha fatto? Stefano, concordo con te sul caso idrogeno. Al di là del poco rendimento, l'idrogeno è solo apparentemente non inquinante. Di fatti come hai fatto notare tu, l'idrogeno non si trova allo stato puro in natura ma bisogna produrlo. E per una delle tre leggi fondamentali della fisica "nulla si crea e nulla si distrugge", produrre idrogeno significa avviare un processo produttivo che intrinsecamente inquina. Per produrre idrogeno puoi usare corrente elettrica. E la corrente elettrica come la produci? La produci con centrali che inquinano. Ed ecco qui che siccome l'energia che eroga un'auto ad idrogeno è la stessa energia che usa la centrale elettrica per trasformare l'acqua in odrogeno, l'inquinamento è solo spostato dall'auto alla zona di produzione. La quantità totale di inquinamento prodotto no cambia. L'unica soluzione che vedrei realizzabile sarebbe secondo il mio parere riprendere la produzione di energia elettrica tramite centrali nucleari. Il nucleare purtroppo è visto come nocivo, ma io ritengo che non sia più nocivo di una centrale a combustibili. Una centrale nucleare oltre ad avere minori costi di produzione ha anche la capacità di concentrare l'inquinamento nelle scorie che possono essere rese inerti o stipate. Per una centrale a combustibile questo non è possibile perchè i fumi perforza di cose, pur passando su mille filtri poi escono. E allora secondo me bisogna trovare una soluzione alle scorie radiattive, e trovare il modo per conservare l'energia elettrica in un'automobile per farla funzionare almeno 300 km. Poi se qualcuno vuole parlare di centrali eoliche o idrauliche deve trovare anche il posto dove metterle. |
| [Entra] | |
| giucap | Inviato il: 19/3/2008 17:45 |
![]() Registrato: 13/1/2006 Da: Messaggi: 827 |
Re: L'auto ad idrogeno che fine ha fatto? L'UE ha finanziato una fase sperimentale di impianti di produzione e distribuzione idrogeno. Mi risulta che ne siano già stati realizzati due, uno in Germania che funziona già da un po' ed uno a Mantova. L'energia per produrre idrogeno è prodotta da pannelli fotovoltaici. Certamente per ogni passaggio c'è una perdita di resa, ma il problema dell'auto elettrica (quella solo elettrica, non l'ibrida) riguarda l'autonomia di marcia. La combustione dell'idrogeno è assolutamente pulita, in quanto scarica solo vapor acqueo. Il discorso del nucleare era già stato affrontato su questo sito, sia in termini di presunti costi minori che di logistica, sia di scarsità del combustibile (analogamente a quello fossile, in quanto non rinnovabile). Aggiungo solo un'osservazione: se ci sono problemi a trovare posto per le centrali eoliche o idrauliche, possiamo solo immaginare la gioia di trovarsi una centrale termonucleare fuori casa! Giulio |
| [Entra] | |
| Kla | Inviato il: 20/3/2008 10:13 |
Utente ![]() ![]() Registrato: 24/11/2005 Da: Latina Messaggi: 1672 |
Re: L'auto ad idrogeno che fine ha fatto? Per quanto riguarda l'energia nucleare : Da una recente analisi condotta dal World Energy Council, che ha mostrato che i tempi per completare la costruzione di reattori nucleari è aumentato da 66 mesi nella metà degli anni Settanta, a 116 mesi (quasi dieci anni) per quelli costruiti fra il 1995 e il 2000. Questi ritardi enormi evidenziano il fatto che l'energia nucleare contribuirà troppo poco e troppo tardi alla sfida per affrontare il cambiamento climatico. Un recente rapporto diffuso dallo statunitense Council on Foreign Relations rende noto che gli Usa ora possiedono 103 reattori nucleari in funzione e che anche prolungando di vent'anni il loro ciclo di vita, tutti i reattori esistenti probabilmente dovranno essere smantellati entro metà del secolo. Per sostituire i reattori esistenti negli Usa, dovrebbe essere costruito un nuovo impianto ogni quattro o cinque mesi nei prossimi quarant'anni. Per quanto riguarda l'auto a idrogeno: Il ciclo globale di generazione, immagazzinamento, distribuzione dell'idrogeno è improduttivo (disefficiente) rispetto ai benefici di utilizzo. Si potrebbero nel frattempo utilizzare auto ibride elettriche e studiare altri tipi di motori/carburanti che dovrebbero anche essere il meno inquinanti possibile (occorrerebbero investimenti per la ricerca). Le auto Ibride al momento costano troppo care, i governi dovrebbero incentivarne l'uso con investimenti mirati.
|
| [Entra] | |
| Stevejo | Inviato il: 20/3/2008 15:34 |
![]() Registrato: 26/3/2007 Da: Latina Messaggi: 542 |
Re: L'auto ad idrogeno che fine ha fatto? ClAuDiO_ ha scritto: Claudio, purtroppo il nucleare secondo me non è la strada giusta sotto molti punti di vista, e non tanto per la sicurezza degli impianti stessi quanto piuttosto: 1°) Per il problema delle scorie dal punto di vista della sicurezza. Le scorie sono dislocate momentaneamente nei siti delle centrali stesse. I rischi sono pertanto connessi a fughe radioattive dai contenitori stessi delle scorie, sia collocate nei depositi che durante il trasporto. A tale proposito, nel 2003 Carlo Rubbia lanciò un’allarme sul deposito di Salluggia: dopo le alluvioni, di quel periodo, della Dora Baltea, la zona non era + sicura. Se il fiume avesse allagato la centrale e il serbatoio non avesse retto, 240 metri cubi di scorie altamente radioattive si sarebbero riversate in forma liquida, contaminando il po’, la pianura padana e l’adriatico. 2°) Il problema delle scorie dal punto di vista economico. Ora come ora le scorie delle centrali vengono messe “sotto il tappeto”, ossia in depositi temporanei interni alle centrali stesse.
Ma non solo, perchè questo costo comprenderà le scorie prodotte oggi, ma anche tutte quelle prodotte fin’ora in 50 anni e i cui costi non sono mai stati pagati. Insomma, si dovranno iniziare a pagare tutti insieme…e non sarà piacevole per chi acquista o produce energia dal nucleare. 3°) Il problema della sicurezza delle centrali nucleari. E' vero che quelle di ultima generazione sono sufficientemente sicure...ma non abbastanza. Gli incidenti nelle centrali sono sempre possibili, come dimostra la fuga radioattiva avvenuta a “Three miles island” in america o quella avvenuta in Giappone. 4°) Il problema della perdita del Know How nucleare del nostro paese. Oggi in Italia siamo rimasti troppo indietro riguardo il nucleare. in 20 anni abbiamo perso il “Know how” fondamentale, e per riacquisirlo ci vorranno molti molti anni. 5°) Infine non dimentichiamoci che una centrale nucleare ha bisogno di una "no fly zone" di 5 Km quadrati": insomma, non è che una centrale nucleare la si può costruire ovunque, ma servono ampi spazi destinati esclusivamente a questo. La soluzione alla sempre crescente fame energetica del nostro paese andrebbe a mio avviso risolta in altri modi. Ad esempio iniziando a fare affidamento al “solare Termodinamico”, migliorato da Carlo Rubbia, che sfrutta la tecnologia degli specchi solari parabolici per riscaldare un apposito fluido che circola all’interno di tubi e che, portato a temperature di oltre 400°, va ad alimentare le turbine x generare energia. Questa tecnologia sta per essere applicata in Spagna con 3 nuovi impianti, ma anche in Italia, con il Progetto Archimede, prima sospeso e poi ripreso: http://www.ilsolea360gradi.it/2007/marzo_pag14-24.pdf http://www.enea.it/com/solar/lab/dimostrativo.html"nofollow" href="http://www.enel.it/eventi/priolo/progettoArchimede.asp?m=2">http://www.enel.it/eventi/priolo/progettoArchimede.asp?m=2
Ma anche un’altra tecnologia si sta affacciando in Italia: si tratta del KITEGEN, ossia un impianto eolico che sfrutta i venti di alta quota (oltre 600 mt) per produrre energia. La tecnologia è in fase di prototipazione avanzata, ossia è stato già realizzato un prototipo in scala perfettamente funzionante. |
| [Entra] | |
| maxi | Inviato il: 23/3/2008 14:38 |
![]() Registrato: 24/2/2008 Da: Messaggi: 32 |
Re: L'auto ad idrogeno che fine ha fatto? L'Honda ha commercializzato da novembre 2007 un'auto a fuel cell che è il passo piu prossimo alla realizzazione di un'auto ad idrogeno ha i numeri da far invida a una moderna turbodiesel http://world.honda.com/HDTV/FCX/FCX-concept-testdrive/ |
| [Entra] | |
| (1) 2 » | |
| Registrati per inviare messaggi | |
< Ritorna alla home page del portale








