Pubblicita' Logo Il portale dei Quartieri Nascosa e Nuova Latina
Logo
Ciao!
Stai consultando il vecchio portale dei quartieri, dove sono archiviati i contenuti storici. Non potrai modificare rispondere o inviare nuove notizie qui, per farlo devi andare sull'attuale sito all'indirizzo
https://www.q4q5.it
Sei in: Commenti alle notizie >> Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo PiaveRegistrati per inviare messaggi

Feed RSS
« 1 (2) 3 4 »
Autore Discussione
davide
Inviato il: 26/5/2010 19:51
Registrato: 18/10/2007
Da:
Messaggi: 1670
Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave

Ieri l'assemblea dei lavoratori con i segretari nazionali

Chiusura «Nexans»: sciopero generale il primo giugno

Sindacale Operai e sindacati sono pronti a protestare presso il quartier generale di Parigi

Alessia Freda Sciopero generale di otto ore fissato per martedì primo giugno, in occasione del nuovo tavolo di confronto tra società e sindacati previsto al Ministero dello Sviluppo economico. È quanto hanno deciso ieri mattina i 180 operai della Nexans di Latina in accordo con i segretari nazionali di Ugl, Femca-Cisl e Filcem-Cgil e le rispettive segreterie locali alle quali si aggiunge pure la Confail. In ballo c'è il futuro occupazionale di 300 persone, tra dipendenti e indotto. Lunedì la multinazionale francese ha ufficializzato la decisione di voler chiudere lo stabilimento di Borgo Piave per trasferire la produzione dei cavi a Battipaglia, che gli operai pontini hanno definito «il capannone di Latina» considerate le sue dimensioni ridotte. La tensione cresce e i lavoratori sono pronti a manifestare davanti a Palazzo Chigi. «Lo stabilimento di Latina, nel 2008, era riuscito a chiudere il bilancio quasi in attivo contrariamente agli anni precedenti - affermano gli operai - Poi nel 2009 è arrivata la crisi mondiale che ha vanificato i progressi fatti. Il mercato nazionale e internazionale sta puntando sulle fonti di energia alternative e rinnovabili come l'eolico e il fotovoltaico. Quasi tutti i sistemi di sfruttamento delle fonti alternative necessitano di cavi di media tensione. Ora, visto che i cavi di media tensione sono sempre più richiesti sul mercato e Latina è specializzata nella loro costruzione, perché i vertici aziendali hanno deciso di chiudere Latina?». E inoltre: «L'azienda sostiene di aver investito su Latina 7 milioni di euro per la specializzazione del 2006: ma di cosa stanno parlando?». Il segretario nazionale dell'Ugl, Luigi Ulgiati sostenuto dai segretari locali Armando Valiani e Claudio Durigon: «Le multinazionali ormai ci hanno abituati a queste comunicazioni che gelano le speranze dei lavoratori. Vogliamo parlare con i responsabili di Parigi. Sono venuti qui nel 2006 per l'accordo sulla specializzazione del sito e ora devono tornare a Latina. Continua il presidio e la lotta dei lavoratori». Il segretario nazionale della Femca-Cisl Angelo Colombini affiancato dal segretario provinciale Roberto Cecere: «Questa è una vertenza lunga e difficile. I tempi sono stretti. Se i dirigenti francesi non vengono qui, allora andremo noi a Parigi». Il segretario nazionale della Filcem-Cgil Stefania Pomante, affiancata dai segretari locali Dario Darcangelis e Salvatore D'Incertopadre: «Il futuro di Battipaglia, senza Latina, non potrà essere lunghissimo. Finché la trattativa non è chiusa, non possiamo parlare di cassa integrazione o alternative. L'accordo del 2006 prevedeva il mantenimento ed il consolidamento dei siti industriali ed è quello che dobbiamo portare avanti anche adesso. No alla guerra tra poveri tra Latina e Battipaglia. La casa madre deve proporre un'alternativa alla chiusura dello stabilimento di Borgo Piave». Intanto continuano il presidio e le produzioni (una commessa dalla Romania, ndr) che però non usciranno dallo stabilimento di Borgo Piave. Il segretario dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha anche annunciato ai lavoratori che presenterà una interrogazione parlamentare sul caso.

26/05/2010



[Entra]
davide
Inviato il: 27/5/2010 22:17
Registrato: 18/10/2007
Da:
Messaggi: 1670
Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave

Lettera aperta di Pennacchi a Fazzone sulla Nexans

di ANTONIO PENNACCHI

Egregio senatore Fazzone,

oramai lo sanno tutti che a Latina non si muove foglia che Lei non voglia: lo so io, lo sa Lei e lo sa tutta Italia, a cui la stampa nazionale lo ha giustamente fatto sapere. Lei qui decreta quando e come vuole, decide la vita e la morte d’una giunta e d’un consiglio comunale, Lei li fa e poi li disfa, come si suole dire. “Andate dal notaio e dimettetevi!”. E quelli obbediscono all’istante. Non solo i suoi, ma pure quelli dell’opposizione, che mentre il capo loro, Bersani, a livello nazionale cercava la sponda con Fini e coi finiani, loro qua la sponda la facevano con Lei che è di Berlusconi e che i finiani li stava squartando (roba che davvero dal barbiere la gente si chiedeva in quei giorni: “Ma quanto gli avrà dato ai Pd, Fazzone?”). Ora – dopo averli tutti dimessi – ora i giornali dicono che Lei sarebbe giustamente indaffarato a ricercare per noi il nuovo sindaco di Latina. E’ difatti Lei che deciderà il nome del nostro primo cittadino. Senza la Sua benedizione, non lo potrebbe fare nemmeno Barak Obama. E allora tutti lì in processione da Lei a dirle: “Fammelo fare a me, che sarò il meglio servitore tuo”.

Ora però lei capisce – senatore Fazzone – che per il pur umile cittadino di una communitas di 120mila abitanti fondata dal nulla e dalle acque dai propri diretti genitori, è un po’ umiliante doversi sentire sotto il protettorato di qualcuno che abita in un altro paese e ben più piccolo. Non è bello – mi creda – doversi sobbarcare sulle spalle il peso d’un sindaco finto, che non sarà mai il sindaco vero che risponde alla comunità che lo ha eletto ma una specie di viceré o governatore, che per ogni piccola questione dovrà venire a chiedere il beneplacito a Lei in quel di Fondi. Abbia pazienza, senatore Fazzone, ma questa cosa nel XXI secolo è oscena sia per noi che per Lei.

E allora a questo punto io avrei un’idea e una proposta: ma perché non si candida direttamente Lei a sindaco di Latina? Viene qua, prende i voti – magari ci si trasferisce pure, prende casa, magari solo dal lunedì al venerdì – però affronta le questioni e le decide in pieno imperium e soprattutto in piena competenza. Io sarò sempre oppositore suo, ma le prometto che sarò oppositore onesto e costruttivo. Pure a me conviene che Lei divenga sindaco effettivo e non m’imponga invece un imbecille per procura, un re travicello. Almeno verrò da Lei e le dirò: “Voglio più eucalypti sulle fasce frangivento, rivoglio la ciclabilità da e per Latina da ogni Borgo, voglio un nuovo Prg”, e Lei mi dirà “Questo sì e questo no”. Ma almeno saprò che quando ha detto sì o no, quella è la parola del sindaco di Latina e non d’un pupazzo di legno, che dovrà venirLa a cercare ogni volta, per poter decidere. Sempre poi come la trova quel giorno, e non sia mai che cambi pure idea quando quello è ripartito. Ma che si può fare questa storia – senato’ – che mentre quello magari già sta al Frasso, Lei lo richiama al telefonino: “No, ciò ripensato”? Si candidi Lei e finiamo la questione. Venga a fare di persona il sindaco a Latina e non ne parliamo più.

Intanto però, senatore Fazzone, c’è un’urgenza che preme e che tutti quegli altri – è un ceto politico, il nostro, in cui purtroppo, come sa, non abbonda il Q.i. – non sembrano avere affrontato nel modo giusto, ed è la questione della Nexans.

Lei dirà che è solo l’ultima delle decine e decine di fabbriche, con migliaia e migliaia di lavoratori, che negli anni questo ceto politico ha visto chiudere senza saperne difendere nessuna. Tutte le hanno lasciate morire. Battendosi il petto, facendo la faccia triste davanti ai lavoratori e sciacquandosi la bocca con gli “ammortizzatori sociali”. Ma senza riuscire a inventarsi un’idea sola per sapersene davvero difendere qualcuna. E così stanno facendo per la Nexans, l’ex Fulgorcavi di Latina-Borgo Piave, una delle prime fabbriche dell’Agro Pontino.

Senatore Fazzone, la Nexans si può salvare. Non sta scritto da nessuna parte che deve morire per forza. Si può salvare solo se Lei lo vuole. Basta che Lei vada – se il livello dei suoi rapporti non sono solo millantazioni – basta che lei vada da Berlusconi e gli chieda di chiamare Sarkozy. E’ vero o non è vero – come dicono tutti i giornali – che il governo italiano, avendo appena deciso il ritorno al nucleare, ha deciso di farlo in partenariato con la Francia, firmando tanto d’accordi Berlusconi-Sarkozy? E in questo nucleare francese – in cui noi entriamo mettendo i soldi – non ci stanno tutti gli champions nazionali del capitalismo francese, a partire dall’Alcatel che è la stessa casa-madre della multinazionale Nexans che fa i cavi in tutto il mondo, compresi Battipaglia e Latina-Borgo Piave? Sono gli stessi. Sono sempre loro. E allora Berlusconi chiamasse Sarkozy e gli dicesse: “Ma che partenariato è? Io faccio insieme a te il nucleare, e intanto tu mi chiudi la Nexans a Borgo Piave? Le centrali nucleari servono per fare la corrente, ma i cavi servono per trasportarla. Valla a chiudere in tutto il mondo allora, valla a chiudere dove ti pare, ma Latina-Borgo Piave non si tocca”.

Questo gli deve dire, senatore Fazzone, perché se lei è un guappo vero e non un guappo di cartone – buono solo a muoversi coi pupazzi nostri e con Striscia la notizia – lei ci deve salvare la Nexans. E’ un’operazione che si può fare, non è un’operazione impossibile (Lei pensi solo se fra tre anni ci tocca riciucciarci una nuova centrale nucleare, mentre intanto adesso gli lasciamo chiudere tranquillamente la fabbrica di cavi elettrici lì vicino, stesso padrone, stessi soldi misti, nostri e francesi: noi le spese – i disoccupati e le fabbriche chiuse – e loro i guadagni. Lei pensi che figura da baluba, da selvaggi che freghi con le collanine di vetro). Ed è un’operazione che solo Lei – verificata oramai la nullità di tutti gli altri zimbelli in campo – solo Lei può fare. La faccia, senatore Fazzone: salvi la Nexans e poi venga a fare il sindaco di Latina. Meglio il Diavolo in persona – in fin dei conti – che un suo sottoposto meschinetto e pasticcione. Ma intanto salvi la Nexans, se è davvero Quello che dicono.

Se invece è solo di cartone e la Nexans muore, il Dio degli Eucalypti la strafulmini ogni volta che si impiccia di Latina: “Che t’impicci a fa’, se pure tu non conti un #CENSURA#?”.

 



[Entra]
Ricki
Inviato il: 28/5/2010 7:00
Registrato: 14/4/2010
Da:
Messaggi: 123
Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave

In un mio modesto contributo del 14 u.s., nel settore "Argomenti vari", avevo scritto quanto segue:

"Devo dire che pur abituato a tante bassezze e schifezze "scodellate" a me ed ai miei ex concittadini di Roma dai politici di Roma e provincia, ho capito, leggendo negli ultimi tempi qualche quotidiano di Latina, specie Latina Oggi, che il peggio non è mai morto... Dopo la caduta della giunta Zaccheo sto assistendo ad un festival di porcate, agguati, congiure, lecchinaggi da consumarsi la lingua in tre giorni, nuove correnti, scomuniche, e chi più ne ha più ne metta...su tutti, la medaglia del peggiore credo la meriti, e con distacco, CLAUDIO FAZZONE!   Credo di aver capito, già dai tempi del mancato scioglimento (da lui "vietato" del Consiglio comunale di Fondi, fortemente sospettato di infiltrazioni mafiose, che è un personaggio deleterio al massimo grado... forse abile, sicuramente spregiudicato e dotato di misteriosi poteri di convincimento, dato che, da quel che leggo, riesce sempre, prima o dopo, in un modo o nell'altro, a fare quel che vuole e soprattutto a "convincere" gli altri a fare quel che vuole lui... le vicende delle squallide e tristi manovre di corrente di questi giorni ne sono la prova... credo che in un paese civile questo individuo meriterebbe di essere "attenzionato" da parte del Ministero dell'Interno... e messo in condizione di non nuocere... Ho imparato a riconoscere i tipi che counque avranno sempre partita vinta... e credo che il futuro sindaco di Latina sarà un personaggio (il peggiore possibile, ovvio) imposto da FAZZONE..."

Leggendo ora la lettera aperta di Antonio Pennacchi a Claudio FAZZONE che Davide ci segnala (grazie) devo concludere che le mie impressioni non erano evidentemente sbagliate...

Allo stesso modo, mi vengono rafforzate le mie impressioni, fortemente negative, oltre che sui partiti di c.d., anche sul  P.D., che mi pare proceda qui a Latina come a livello nazionale, alternando reazioni tremebonde a complicità col "nemico" più o meno manifeste...; dei partiti a sinistra del P.D. non parlo perchè sono scomparsi dai media e non solo, quindi non posso nemmeno giudicarli...

La proposta di Pennacchi (che non conosco), mi pare abbia paradossalmente una sua logica, sia pure perversa...., della serie:  meglio vedere e lottare col nemico (in questo caso senza virgolette) guardandolo in faccia che essere presi per i fondelli da un venduto testa di legno qualsiasi, mentre gli "amici" ti pugnalano alle spalle...

Riccardo

 



[Entra]
Ricki
Inviato il: 28/5/2010 7:06
Registrato: 14/4/2010
Da:
Messaggi: 123
Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave

Quanto alla proposta di sfruttare il credito di Fazzone per far telefonare Berlusconi a Sarkozy e barattare il si per il nucleare col salvataggio per la Nexans... ovviamente non sono d'accordo!   Vogliamo, per evitare un male, beccarcene uno peggiore? Tanto non c'è bisogno......lui  (Berlusconi) dice di avere un tale carisma, fascino e amicizia che il suo amichetto Sarkozy lo accontenterà "a gratis"....senza contropartite........o no?

Riccardo



[Entra]
davide
Inviato il: 6/6/2010 18:23
Registrato: 18/10/2007
Da:
Messaggi: 1670
Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave

Totalmente d'accordo con Pennacchi. Purtropo a Latina i politici sono una massa di quacquaraquà senza palle...

http://www.latina24ore.it/altre-notizie/6833-pennacchi-i-beccamorti-la-nexans-e-il-nucleare.html"0" class="contentpaneopen">

Domenica 06 Giugno 2010 19:06
http://www.latina24ore.it/altre-notizie/6833-pennacchi-i-beccamorti-la-nexans-e-il-nucleare.html"justify">Ma non è tutto. Questo intero ceto politico-sindacal-imprenditoriale che ci è capitato in sorte, come si sta movendo sulla crisi Nexans? Si sta movendo come tutte le altre volte – in tutti questi anni – in cui una ad una si sono sgranate le decine e decine di altre fabbriche che pure avevamo. Si sono sempre mossi da becchini d’antan che – registrato il decesso – si limitavano a seppellire i morti, consolare in qualche modo i feriti e spartirsi le spoglie dei defunti. E così pure per la Nexans adesso già si sente il coro di chi pensa a dividere o scorporare lo stabilimento – “In questo capannone ci possiamo fare questo, in questo ci faremo quest’altro” – o a chiedere a Nexans un obolo in più per la liquidazione o per ricollocare i lavoratori (“A te ci penso io, a quell’altro ci pensa il sindacato suo”) o addirittura a fare di tutto il sito una centrale di compostaggio, un bel deposito per la monnezza. Tu pensa che geni. Per loro la Nexans è già chiusa e stanno solo pensando a come mettere un po’ di vaselina ai lavoratori.

Ce ne fosse uno che giochi all’offensiva e che dica: “No, la Nexans non si chiude perché il suo pane può ancora guadagnarselo benissimo facendo cavi. Anzi, deve reinvestire e mettere macchine nuove e fare nuove assunzioni, perché se a Latina tu devi rifare la nuova centrale nucleare, è giusto che a Latina tu faccia pure i cavi elettrici per trasportare la corrente. Perché li devi andare fare in Germania o a Battipaglia?” (per inciso, il management di Nexans Italia – quello che ha deciso di chiudere Latina e trasferire ogni cosa a Battipaglia – è tutto casualmente d’area campana. Poi dice perché quelli di Latina gli hanno menato. La centrale però la faranno da noi, mica a Battipaglia).

Il dramma vero è che anche sulla centrale nucleare il nostro ceto politico-sindacal-imprenditoriale latinese sembra sapersi comportare solo come un ceto di beccamorti. Il nucleare difatti può piacere o non piacere, ma oramai pure i bambini sanno che se vuoi restare un paese sviluppato, tu puoi pure riempire tutte le montagne d’Italia con l’eolico e tutti i campi agricoli con il solare, ma più del 6 o 7 per cento del fabbisogno energetico nazionale non potrai mai soddisfare. La pietra filosofale, come si sa, non esiste, e tolto l’idroelettrico ed il geotermico (che più di tanto non possono più crescere) l’85 per cento del tuo fabbisogno energetico – che è peraltro destinato ad aumentare – dovrai sempre andarlo a prendere da qualche altra parte: carbone, petrolio, gas o nucleare. Scegli tu. Ed è per questo che ogni volta che sento una povera bestia o un ciarlatano parlare di green economy o di energia pulita, io non posso non pensare che sia pagato dalla lobby dei petrolieri o quanto meno che sia un interista. Quello cià i giocatori da paga’, e solo Moratti e gli amici suoi ci possono guadagnare da un nuovo stop al nucleare. Noi no. Noi cittadini la corrente la pagheremmo di meno.

Comunque e in ogni caso – piaccia o non piaccia il nucleare – l’Italia ha ufficialmente deciso il ritorno a questa tecnologia. Berlsuconi ha già firmato con Sarkozy. Torneremo al nucleare insieme ai francesi. Dandogli ovviamente dei soldi. E nel nucleare francese – in cui noi adesso andiamo a mettere i soldi – c’è Alcatel, che è guarda caso padrona di Nexans. A Latina però non c’è un solo beccamorto – parlo dei politici ac similia – che si dichiari favorevole o quano meno disponibile al nucleare. Tutti contrari. E tutti giurano e spergiurano che non consentiranno mai al governo o a chicchessia di rifare una nuova centrale nucleare a Latina-Borgo Sabotino: “Manco ai cani!”. E giù gli applausi della gente.

Eppure sanno bene tutti quanti che se parte davvero il piano nucleare – come partirà poiché deciso, a meno che Moratti non s’inventi una nuclearopoli – la prima centrale te la becchi proprio tu qui a Latina, perché se già cinquant’anni fa l’Eni di Mattei (che era una cosa seria) ti individuò come il sito più adatto e più sicuro di tutta Italia, non si capisce perché adesso la dovrebbero andare a fare da un’altra parte, considerato che qui ci sono già pronti pure tutti gli elettrodotti. No, rivanno a fare da un’altra parte anche le linee dell’alta tensione per far piacere a te? Ma tu sei scemo.

I nostri beccamorti ovviamente lo sanno benissimo – mica ci vuole per forza uno scrittore, lo capisce pure un ragazzino, appunto – ma che gliene frega a loro? Loro adesso hanno solo paura di quel che gli può dire la gente. E allora raccontano le #CENSURA#cce e dicono che non la faranno mai fare. Poi – quando invece si farà – diranno come sempre che gliel’hanno imposta: “E’ colpa del governo centrale, io ero contrario, non la volevo, ma che ci posso fare?”. E noi ce la beccheremo comunque e in ogni caso ai prezzi e alle condizioni che avranno deciso altrove – “Tu eri contrario!” – compresa la chiusura della Nexans. Ecco perché “beccamorti”: perché aspettano solo, per muoversi, di vedere il cadavere ben steso e freddo sulla tavola di marmo.

Ma muoviti prima, benedett’Iddio! Parla chiaro alla gente, non dire le bugie, di’ la verità anche se sgradevole; ma poi vai a contrattare in anticipo, parti in contropiede, vai al contrattacco: “Vuoi fare la centrale? Va bene, siamo disponibili, eccoci qua: però tu ci devi fare anche il porto, l’aeroporto, ci devi rimettere altre industrie in zona e devi dare la corrente aggratis a tutti i cittadini di Latina. E soprattutto intanto non devi più chiudere la Nexans: va’ a chiudere a Battipaglia, va’ a chiudere dove ti pare, ma qua mi devi mettere altre macchine ed altre linee di produzione, mi devi fare pure nuove assunzioni, devi tornare ai mille dipendenti di quand’era ancora Fulgorcavi”. Questo è un politico che si rispetti, sennò sei beccamorto e basta. Andate a fare i picchetti sotto palazzo Grazioli coi lavoratori della Nexans, legatevi con le catene, fatevi menare dalla celere, ma non venite via da là – Fazzone e Moscardelli in testa – se prima Berlusconi non ha chiamato Sarkozy: “A Sarkozy, ma a che gioco giochiamo? Lo vuoi fare o no sto nucleare insieme a me? E allora di’ ad Alcatel che non stia più a rompere i coglioni alla Nexans di Latina”. Sennò andate a lavora’ al cimitero, ma non vi presentate più alle elezioni.





[Entra] Ricki
Inviato il: 7/6/2010 9:09
Registrato: 14/4/2010
Da:
Messaggi: 123
Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave

x Davide

ho letto il tuo lungo ed energico  scritto con molto interesse....posso dire che condivido molte delle cose che hai scritto....ed apprezzo nella circostanza la passione civile che dimostri..... devo solo eccepire alcune affermazioni, quali ad es. questa:  "ogni volta che sento una povera bestia o un ciarlatano parlare di green economy o di energia pulita, io non posso non pensare che sia pagato dalla lobby dei petrolieri";  già in altre occasioni ho notato che hai la tendenza ad usare termini dispregiativi per chi non la pensa come te...te l'ho fatto notare con forza ed ho preferito per un po' non rispondere più ai tuoi interventi... E' solo un problema di troppa foga, che ti fa emettere certi vocaboli e pensieri, che magari a te non sembrano offensivi ma solo gergali?  Mi piacerebbe capirlo...perchè è un peccato...così danneggi la tua immagine mentre spesso scrivi cose interessanti, anche se non mi trovano sempre d'accordo, ma questo non importa...anzi, mi arricchisce e stimola di più parlare con chi non la pensa esattamente come me!   Tu sostieni che chi "abbraccia" e difende il nucleare è pagato dai petrolieri?  Beh...io lo faccio da un po' ma il mio C/C non è migliorato...anzi...sai che ti dico?  Visto che negli ultimi tempi le mie risorse si sono pericolosamente assottigliate, se c'è un PETROLIERE che vuole pagarmi                          il mio IBAN è il seguente:   IT 90 N 03002 05211 000011068207 EUR  (Petrolieri! scatenatevi con le offerte!...)

Mi sembra strano che "anche riempendo i monti di pale eoliche ed invadendo tutti i campi di pannelli solari si produrrebbe al massimo il 7% del fabbisogno di energia".

Concludo ripetendoti che per tutte le altre importanti argomentazioni che hai esposto sono TOTALMENTE d'accordo!

saluti

Riccardo



[Entra] Anonimo
Inviato il: 7/6/2010 9:46
Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave
Io più leggo le cose che scrive Davide e più mi convinco che l'ipotesi che avevo fatto sulla sua identità, e che gli avevo anche scritto in posta privata, sia azzeccata!!! Anche perchè certe improvvise e pesanti contraddizioni di comportamenti e di espressione sono sovrapponibili...

[Entra] michfabi
Inviato il: 7/6/2010 10:12
Registrato: 17/1/2006
Da: c.r.c.s. lestrella - largo J. Peri, 64
Messaggi: 235
Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave
per Antonella e Riccardo: credo che sia un equivoco. Il link proposto dal famoso DAVIDE - http://www.latina24ore.it/altre-notizie/6833-pennacchi-i-beccamorti-la-nexans-e-il-nucleare.html [Entra] Ricki
Inviato il: 7/6/2010 10:34
Registrato: 14/4/2010
Da:
Messaggi: 123
Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave

Grazie per la precisazione.....

Riccardo



[Entra] Ricki
Inviato il: 7/6/2010 10:53
Registrato: 14/4/2010
Da:
Messaggi: 123
Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave

..nel mio penultimo intervento avevo scritto:    "Tu sostieni che chi "abbraccia" e difende il nucleare è pagato dai petrolieri?"  Beh, è stato un errore materiale, volevo scrivere:  "Tu sostieni che chi "abbraccia" e difende le energie alternative è pagato dai petrolieri?"

Anche perchè io sono un sostenitore, da sempre delle energie alternative!

Tanto per la precisione

scusate

Riccardo



[Entra] « 1 (2) 3 4 »
Registrati per inviare messaggi
 

< Ritorna alla home page del portale

Stampa Versione Stampabile (Stampa)

Contatore :: Valid XHTML 1.0 Transitional :: Valid CSS 1.2