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| Autore | Discussione | |||
| davide | Inviato il: 26/5/2010 19:51 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave Ieri l'assemblea dei lavoratori con i segretari nazionaliChiusura «Nexans»: sciopero generale il primo giugno Sindacale Operai e sindacati sono pronti a protestare presso il quartier generale di Parigi Alessia Freda Sciopero generale di otto ore fissato per martedì primo giugno, in occasione del nuovo tavolo di confronto tra società e sindacati previsto al Ministero dello Sviluppo economico. È quanto hanno deciso ieri mattina i 180 operai della Nexans di Latina in accordo con i segretari nazionali di Ugl, Femca-Cisl e Filcem-Cgil e le rispettive segreterie locali alle quali si aggiunge pure la Confail. In ballo c'è il futuro occupazionale di 300 persone, tra dipendenti e indotto. Lunedì la multinazionale francese ha ufficializzato la decisione di voler chiudere lo stabilimento di Borgo Piave per trasferire la produzione dei cavi a Battipaglia, che gli operai pontini hanno definito «il capannone di Latina» considerate le sue dimensioni ridotte. La tensione cresce e i lavoratori sono pronti a manifestare davanti a Palazzo Chigi. «Lo stabilimento di Latina, nel 2008, era riuscito a chiudere il bilancio quasi in attivo contrariamente agli anni precedenti - affermano gli operai - Poi nel 2009 è arrivata la crisi mondiale che ha vanificato i progressi fatti. Il mercato nazionale e internazionale sta puntando sulle fonti di energia alternative e rinnovabili come l'eolico e il fotovoltaico. Quasi tutti i sistemi di sfruttamento delle fonti alternative necessitano di cavi di media tensione. Ora, visto che i cavi di media tensione sono sempre più richiesti sul mercato e Latina è specializzata nella loro costruzione, perché i vertici aziendali hanno deciso di chiudere Latina?». E inoltre: «L'azienda sostiene di aver investito su Latina 7 milioni di euro per la specializzazione del 2006: ma di cosa stanno parlando?». Il segretario nazionale dell'Ugl, Luigi Ulgiati sostenuto dai segretari locali Armando Valiani e Claudio Durigon: «Le multinazionali ormai ci hanno abituati a queste comunicazioni che gelano le speranze dei lavoratori. Vogliamo parlare con i responsabili di Parigi. Sono venuti qui nel 2006 per l'accordo sulla specializzazione del sito e ora devono tornare a Latina. Continua il presidio e la lotta dei lavoratori». Il segretario nazionale della Femca-Cisl Angelo Colombini affiancato dal segretario provinciale Roberto Cecere: «Questa è una vertenza lunga e difficile. I tempi sono stretti. Se i dirigenti francesi non vengono qui, allora andremo noi a Parigi». Il segretario nazionale della Filcem-Cgil Stefania Pomante, affiancata dai segretari locali Dario Darcangelis e Salvatore D'Incertopadre: «Il futuro di Battipaglia, senza Latina, non potrà essere lunghissimo. Finché la trattativa non è chiusa, non possiamo parlare di cassa integrazione o alternative. L'accordo del 2006 prevedeva il mantenimento ed il consolidamento dei siti industriali ed è quello che dobbiamo portare avanti anche adesso. No alla guerra tra poveri tra Latina e Battipaglia. La casa madre deve proporre un'alternativa alla chiusura dello stabilimento di Borgo Piave». Intanto continuano il presidio e le produzioni (una commessa dalla Romania, ndr) che però non usciranno dallo stabilimento di Borgo Piave. Il segretario dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha anche annunciato ai lavoratori che presenterà una interrogazione parlamentare sul caso. 26/05/2010 |
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| davide | Inviato il: 27/5/2010 22:17 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave Lettera aperta di Pennacchi a Fazzone sulla Nexans di ANTONIO PENNACCHI Egregio senatore Fazzone, oramai lo sanno tutti che a Latina non si muove foglia che Lei non voglia: lo so io, lo sa Lei e lo sa tutta Italia, a cui la stampa nazionale lo ha giustamente fatto sapere. Lei qui decreta quando e come vuole, decide la vita e la morte d’una giunta e d’un consiglio comunale, Lei li fa e poi li disfa, come si suole dire. “Andate dal notaio e dimettetevi!”. E quelli obbediscono all’istante. Non solo i suoi, ma pure quelli dell’opposizione, che mentre il capo loro, Bersani, a livello nazionale cercava la sponda con Fini e coi finiani, loro qua la sponda la facevano con Lei che è di Berlusconi e che i finiani li stava squartando (roba che davvero dal barbiere la gente si chiedeva in quei giorni: “Ma quanto gli avrà dato ai Pd, Fazzone?”). Ora – dopo averli tutti dimessi – ora i giornali dicono che Lei sarebbe giustamente indaffarato a ricercare per noi il nuovo sindaco di Latina. E’ difatti Lei che deciderà il nome del nostro primo cittadino. Senza la Sua benedizione, non lo potrebbe fare nemmeno Barak Obama. E allora tutti lì in processione da Lei a dirle: “Fammelo fare a me, che sarò il meglio servitore tuo”. Ora però lei capisce – senatore Fazzone – che per il pur umile cittadino di una communitas di 120mila abitanti fondata dal nulla e dalle acque dai propri diretti genitori, è un po’ umiliante doversi sentire sotto il protettorato di qualcuno che abita in un altro paese e ben più piccolo. Non è bello – mi creda – doversi sobbarcare sulle spalle il peso d’un sindaco finto, che non sarà mai il sindaco vero che risponde alla comunità che lo ha eletto ma una specie di viceré o governatore, che per ogni piccola questione dovrà venire a chiedere il beneplacito a Lei in quel di Fondi. Abbia pazienza, senatore Fazzone, ma questa cosa nel XXI secolo è oscena sia per noi che per Lei. E allora a questo punto io avrei un’idea e una proposta: ma perché non si candida direttamente Lei a sindaco di Latina? Viene qua, prende i voti – magari ci si trasferisce pure, prende casa, magari solo dal lunedì al venerdì – però affronta le questioni e le decide in pieno imperium e soprattutto in piena competenza. Io sarò sempre oppositore suo, ma le prometto che sarò oppositore onesto e costruttivo. Pure a me conviene che Lei divenga sindaco effettivo e non m’imponga invece un imbecille per procura, un re travicello. Almeno verrò da Lei e le dirò: “Voglio più eucalypti sulle fasce frangivento, rivoglio la ciclabilità da e per Latina da ogni Borgo, voglio un nuovo Prg”, e Lei mi dirà “Questo sì e questo no”. Ma almeno saprò che quando ha detto sì o no, quella è la parola del sindaco di Latina e non d’un pupazzo di legno, che dovrà venirLa a cercare ogni volta, per poter decidere. Sempre poi come la trova quel giorno, e non sia mai che cambi pure idea quando quello è ripartito. Ma che si può fare questa storia – senato’ – che mentre quello magari già sta al Frasso, Lei lo richiama al telefonino: “No, ciò ripensato”? Si candidi Lei e finiamo la questione. Venga a fare di persona il sindaco a Latina e non ne parliamo più. Intanto però, senatore Fazzone, c’è un’urgenza che preme e che tutti quegli altri – è un ceto politico, il nostro, in cui purtroppo, come sa, non abbonda il Q.i. – non sembrano avere affrontato nel modo giusto, ed è la questione della Nexans. Lei dirà che è solo l’ultima delle decine e decine di fabbriche, con migliaia e migliaia di lavoratori, che negli anni questo ceto politico ha visto chiudere senza saperne difendere nessuna. Tutte le hanno lasciate morire. Battendosi il petto, facendo la faccia triste davanti ai lavoratori e sciacquandosi la bocca con gli “ammortizzatori sociali”. Ma senza riuscire a inventarsi un’idea sola per sapersene davvero difendere qualcuna. E così stanno facendo per la Nexans, l’ex Fulgorcavi di Latina-Borgo Piave, una delle prime fabbriche dell’Agro Pontino. Senatore Fazzone, la Nexans si può salvare. Non sta scritto da nessuna parte che deve morire per forza. Si può salvare solo se Lei lo vuole. Basta che Lei vada – se il livello dei suoi rapporti non sono solo millantazioni – basta che lei vada da Berlusconi e gli chieda di chiamare Sarkozy. E’ vero o non è vero – come dicono tutti i giornali – che il governo italiano, avendo appena deciso il ritorno al nucleare, ha deciso di farlo in partenariato con la Francia, firmando tanto d’accordi Berlusconi-Sarkozy? E in questo nucleare francese – in cui noi entriamo mettendo i soldi – non ci stanno tutti gli champions nazionali del capitalismo francese, a partire dall’Alcatel che è la stessa casa-madre della multinazionale Nexans che fa i cavi in tutto il mondo, compresi Battipaglia e Latina-Borgo Piave? Sono gli stessi. Sono sempre loro. E allora Berlusconi chiamasse Sarkozy e gli dicesse: “Ma che partenariato è? Io faccio insieme a te il nucleare, e intanto tu mi chiudi la Nexans a Borgo Piave? Le centrali nucleari servono per fare la corrente, ma i cavi servono per trasportarla. Valla a chiudere in tutto il mondo allora, valla a chiudere dove ti pare, ma Latina-Borgo Piave non si tocca”. Questo gli deve dire, senatore Fazzone, perché se lei è un guappo vero e non un guappo di cartone – buono solo a muoversi coi pupazzi nostri e con Striscia la notizia – lei ci deve salvare la Nexans. E’ un’operazione che si può fare, non è un’operazione impossibile (Lei pensi solo se fra tre anni ci tocca riciucciarci una nuova centrale nucleare, mentre intanto adesso gli lasciamo chiudere tranquillamente la fabbrica di cavi elettrici lì vicino, stesso padrone, stessi soldi misti, nostri e francesi: noi le spese – i disoccupati e le fabbriche chiuse – e loro i guadagni. Lei pensi che figura da baluba, da selvaggi che freghi con le collanine di vetro). Ed è un’operazione che solo Lei – verificata oramai la nullità di tutti gli altri zimbelli in campo – solo Lei può fare. La faccia, senatore Fazzone: salvi la Nexans e poi venga a fare il sindaco di Latina. Meglio il Diavolo in persona – in fin dei conti – che un suo sottoposto meschinetto e pasticcione. Ma intanto salvi la Nexans, se è davvero Quello che dicono. Se invece è solo di cartone e la Nexans muore, il Dio degli Eucalypti la strafulmini ogni volta che si impiccia di Latina: “Che t’impicci a fa’, se pure tu non conti un #CENSURA#?”.
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| Ricki | Inviato il: 28/5/2010 7:00 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave In un mio modesto contributo del 14 u.s., nel settore "Argomenti vari", avevo scritto quanto segue: "Devo dire che pur abituato a tante bassezze e schifezze "scodellate" a me ed ai miei ex concittadini di Roma dai politici di Roma e provincia, ho capito, leggendo negli ultimi tempi qualche quotidiano di Latina, specie Latina Oggi, che il peggio non è mai morto... Dopo la caduta della giunta Zaccheo sto assistendo ad un festival di porcate, agguati, congiure, lecchinaggi da consumarsi la lingua in tre giorni, nuove correnti, scomuniche, e chi più ne ha più ne metta...su tutti, la medaglia del peggiore credo la meriti, e con distacco, CLAUDIO FAZZONE! Credo di aver capito, già dai tempi del mancato scioglimento (da lui "vietato" del Consiglio comunale di Fondi, fortemente sospettato di infiltrazioni mafiose, che è un personaggio deleterio al massimo grado... forse abile, sicuramente spregiudicato e dotato di misteriosi poteri di convincimento, dato che, da quel che leggo, riesce sempre, prima o dopo, in un modo o nell'altro, a fare quel che vuole e soprattutto a "convincere" gli altri a fare quel che vuole lui... le vicende delle squallide e tristi manovre di corrente di questi giorni ne sono la prova... credo che in un paese civile questo individuo meriterebbe di essere "attenzionato" da parte del Ministero dell'Interno... e messo in condizione di non nuocere... Ho imparato a riconoscere i tipi che counque avranno sempre partita vinta... e credo che il futuro sindaco di Latina sarà un personaggio (il peggiore possibile, ovvio) imposto da FAZZONE..." Leggendo ora la lettera aperta di Antonio Pennacchi a Claudio FAZZONE che Davide ci segnala (grazie) devo concludere che le mie impressioni non erano evidentemente sbagliate... Allo stesso modo, mi vengono rafforzate le mie impressioni, fortemente negative, oltre che sui partiti di c.d., anche sul P.D., che mi pare proceda qui a Latina come a livello nazionale, alternando reazioni tremebonde a complicità col "nemico" più o meno manifeste...; dei partiti a sinistra del P.D. non parlo perchè sono scomparsi dai media e non solo, quindi non posso nemmeno giudicarli... La proposta di Pennacchi (che non conosco), mi pare abbia paradossalmente una sua logica, sia pure perversa...., della serie: meglio vedere e lottare col nemico (in questo caso senza virgolette) guardandolo in faccia che essere presi per i fondelli da un venduto testa di legno qualsiasi, mentre gli "amici" ti pugnalano alle spalle... Riccardo
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| Ricki | Inviato il: 28/5/2010 7:06 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave Quanto alla proposta di sfruttare il credito di Fazzone per far telefonare Berlusconi a Sarkozy e barattare il si per il nucleare col salvataggio per la Nexans... ovviamente non sono d'accordo! Vogliamo, per evitare un male, beccarcene uno peggiore? Tanto non c'è bisogno......lui (Berlusconi) dice di avere un tale carisma, fascino e amicizia che il suo amichetto Sarkozy lo accontenterà "a gratis"....senza contropartite........o no? Riccardo |
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| davide | Inviato il: 6/6/2010 18:23 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave
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x Davide
ho letto il tuo lungo ed energico scritto con molto interesse....posso dire che condivido molte delle cose che hai scritto....ed apprezzo nella circostanza la passione civile che dimostri..... devo solo eccepire alcune affermazioni, quali ad es. questa: "ogni volta che sento una povera bestia o un ciarlatano parlare di green economy o di energia pulita, io non posso non pensare che sia pagato dalla lobby dei petrolieri"; già in altre occasioni ho notato che hai la tendenza ad usare termini dispregiativi per chi non la pensa come te...te l'ho fatto notare con forza ed ho preferito per un po' non rispondere più ai tuoi interventi... E' solo un problema di troppa foga, che ti fa emettere certi vocaboli e pensieri, che magari a te non sembrano offensivi ma solo gergali? Mi piacerebbe capirlo...perchè è un peccato...così danneggi la tua immagine mentre spesso scrivi cose interessanti, anche se non mi trovano sempre d'accordo, ma questo non importa...anzi, mi arricchisce e stimola di più parlare con chi non la pensa esattamente come me! Tu sostieni che chi "abbraccia" e difende il nucleare è pagato dai petrolieri? Beh...io lo faccio da un po' ma il mio C/C non è migliorato...anzi...sai che ti dico? Visto che negli ultimi tempi le mie risorse si sono pericolosamente assottigliate, se c'è un PETROLIERE che vuole pagarmi il mio IBAN è il seguente: IT 90 N 03002 05211 000011068207 EUR (Petrolieri! scatenatevi con le offerte!...)
Mi sembra strano che "anche riempendo i monti di pale eoliche ed invadendo tutti i campi di pannelli solari si produrrebbe al massimo il 7% del fabbisogno di energia".
Concludo ripetendoti che per tutte le altre importanti argomentazioni che hai esposto sono TOTALMENTE d'accordo!
saluti
Riccardo


Grazie per la precisazione.....
Riccardo

..nel mio penultimo intervento avevo scritto: "Tu sostieni che chi "abbraccia" e difende il nucleare è pagato dai petrolieri?" Beh, è stato un errore materiale, volevo scrivere: "Tu sostieni che chi "abbraccia" e difende le energie alternative è pagato dai petrolieri?"
Anche perchè io sono un sostenitore, da sempre delle energie alternative!
Tanto per la precisione
scusate
Riccardo
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