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| Autore | Discussione |
| Freddy | Inviato il: 16/5/2010 19:43 |
Direttore ![]() ![]() Registrato: 25/7/2005 Da: Latina Messaggi: 2542 |
Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave Commenti alla notizia: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave
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| davide | Inviato il: 17/5/2010 23:35 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave Il fatto è che in Italia la rete di trasmissione ad altissima tensione (380 KV) non è più dell'ENEL, ma da qualche anno è della TERNA, società quotata in borsa e di cui l'ENEL controlla un misero 5%. DAVIDE |
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| davide | Inviato il: 17/5/2010 23:37 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave Ma perchè Antonio Pennacchi non fà un suo articolo su questa azienda, visto che ci ha lavorato quando ancora si chiamava Fulgorcavi?
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| Ricki | Inviato il: 18/5/2010 6:23 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave Ecco un classico esempio del perchè non si dovrebbero MAI "liberalizzare"/privatizzare settori di questa importanza, che sono strategici nell'economia di un Paese! Lo stesso dicasi per le Ferrovie, per l'acqua, etc... Ma è tollerabile che in settore così delicato si ceda tutto ad una società privata, la cui attività diventa così non più "frenabile"? In questo caso poi rischiano di pagare anche soprattutto i lavoratori e le loro famiglie: è inaccettabile! Riccardo |
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| davide | Inviato il: 18/5/2010 10:37 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave x Ricky L'Italia ha seguito l'esempio inglese, cioè separazione proprietaria tra chi produce energia elettrica e chi la trasmette. Mantenere la trasmissione sotto il controllo dell'ENEL avrebbe potuto determinare abusi da parte dell'ex monopolista a danno degli altri produttori di energia elettrica. DAVIDE |
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| davide | Inviato il: 18/5/2010 11:13 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave Non si capisce come mai visto che lo stabilimento è la sede centrale e commerciale della Nexans in Italia non si siano concentrate e consolidate le produzioni, ma anzi si sono trasderiti i cavi a bassa tensione a Battipaglia. Latina oggi mette sul piatto della bilancia un altra faccenda... quella del campanilismo territoriale, visto che i manager sono campani. Questo è un' altro problema degli stabilimenti di Latina. Molte multinazionali hanno manager e dirigenti romani o napoletani. E' ora di dire basta a questo stato di cose... E' ora che i lavoratori chiedano la rimozione di costoro e che vengano poste a capo delle aziende persone nate e cresciute nella nostra provincia, e che hanno avuto una crescita professionale interna all'azienda stessa. Sarà un caso che molte aziende che hanno delocalizzato o venduto erano gestite da napoletani? http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/18_05_2010/pag11latina.pdf DAVIDE |
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| davide | Inviato il: 18/5/2010 14:14 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave NEXANS, i lavoratori: «E mo' che famo?»Teresa Faticoni I primi a prendere la parola sono i rappresentanti sindacali unitari Nexans. Alessandra Crociara e Cristian Della Portella della Ugl, Salvatore Chiera della Cgil e Michele Astore della Confail guardano in faccia i loro colleghi e chiedono unità. Dicono no a mobilità o cassa integrazione, ma come sottolinea la Crociara, «anche con un salario ridotto noi vogliamo lavorare». Poi è il momento di Armando Valiani, segretario Ugl chimici (con lui il segretario generale Ugl Claudio Durigon), che parla con il cuore: «Questo stabilimento ha aiutato l’economia pontina, qui hanno lavorato i nostri padri. Noi non vogliamo parlare di ammortizzatori sociali, ma di Nexans aperta. Vogliamo che ci spieghino il piano industriale». Che al momento non c’è anche se il fatto che le produzioni siano state spostate nel sito di Battipaglia dal management, tutto campano, e che da mesi non arrivano materie prime fa presupporre futuri non produttivi. Di più: le macchine lavorano a regime ridotto. Dario D’Arcangelis, segretario della Filctem Cgil (con lui anche Walter Cassoni), si rivolge ai politici. «Dalla vertenza Nexans bisogna creare la vertenza Latina. Faccio appello alle istituzioni a tutti i livelli: le famiglie vanno tutelate e protette con un serio progetto di sviluppo del territorio». Anche Pietro Galassi, segretario Confail, parla ai politici presenti: «Non si salvaguardate, non c’entra il colore, la politica è assente». Roberto Cecere, segretario Femca Cisl, chiede ai politici di non dividere il fronte dei lavoratori. «Siamo solo al primo minuto di gioco, la partita sarà lunga». Cecere propone di spostare il tavolo del 24 da Confindustria al Ministero dello sviluppo economico. Alla fine si decide per un comitato di sostegno alla negoziazione che affianchi le rsu. «Non lasciamo mai sola questa azienda». Il presidio, dunque, continua in vista della lunga marcia su Roma. |
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| maui | Inviato il: 18/5/2010 18:33 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave COMUNICATO STAMPA “Latina Sostenibile” Associazione di promozione Sociale Uno sviluppo sostenibile per salvare la Nexans Si potrebbero utilizzare i cavi e i sistemi di cablaggio prodotti dalla Nexans per poter gestire il flusso energetico delle fonti rinnovabili Uscire dalla crisi con una giusta strategia per disegnare il futuro del nostro territorio e lanciarlo verso un nuovo sviluppo. È proprio questo il momento per un deciso e coraggioso cambio di paradigma, che comporti scelte radicali in favore dell’innovazione. È questo il caso della Nexans, azienda multinazionale nel campo delle trasmissioni via cavo intenzionata a chiudere lo stabilimento di Latina. La soluzione si potrebbe ricercare creando delle opportunità e condizioni favorevoli sul mercato locale. “La Nexans produce cavi e sistemi di cablaggio di vario genere, - afferma Maurizio Patarini, Presidente di Latina Sostenibile - per reti di distribuzione d'energia. Oggi per lo sviluppo delle fonti rinnovabili si rende necessario una riconversione del nostro sistema di distribuzione elettrico, creando delle smart grid locali connesse tra di loro con software intelligenti in grado di gestire il flusso energetico a secondo della disponibilità della fonte. Questa tecnologia – continua Maurizio Patarini - è disponibile nel know how della Nexans e di poche altre aziende del settore. Per tanto si può immaginare di creare queste condizioni a livello locale, riprendendo il tema lanciato da LatinaSostenibile nel trasformare il nostro territorio in un laboratorio della Sostenibilità”. La Pubblica Amministrazione, su questo tema, ha una responsabilità senza pari. Non può farlo da sola, ma insieme a tutti gli attori sociali ed associazione di categoria, imprese, università e cittadinanza. Latina Sostenibile vuole andare oltre la sola riflessione tematica, proponendo azioni concrete sul territorio, già a partire dal caso Nexans, in modo da creare quelle condizioni durature che siano d’incentivo al mercato ed alle aziende che vi operano con merito e competenze, piuttosto che erogare incentivi a pioggia che risolverebbero il problema solo temporaneamente. Latina Sostenibile già nei giorni scorsi ha inviato lettera aperta (allegato 1) a tutti gli attori sociali dove si poneva la necessità di mettere a sistema la sostenibilità come soluzione alla crisi economica del territorio pontino. Maurizio Patarini Presidente Latina Sostenibile Allegato: Allegato_1.doc |
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| davide | Inviato il: 26/5/2010 19:48 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave L'ARCINORMALE - La Fulgorcavi e il grattacieloLidano Grassucci Sono piccoli gli operai della Fulgorcavi per quanto è grande il grattacielo di Bianconi, 150 metri il secondo, meno di due quegli omini che stanno sotto. 148 metri di differenza tra l’ardire di un uomo, quel Roberto Bianconi che ha osato fare questo edificio e il dramma di uomini che non hanno diritto a sperare nel loro futuro. Le cose, i simboli, contano. La Latina della Fulgorcavi aveva l’audacia di Bianconi moltiplicato per 70 mila (più o meno erano questi gli abitanti della città), la Latina della Fulgorcavi si pensava piena di giganti da 150 metri quanto la Latina di oggi si pensa piena di piccole disperazioni. Gli operai della Fulgorcavi erano una elite operaia, avevano accanto quelli delle Fonderie Genovesi e allora le fabbriche non chiudevano ma aprivano. Quando finiva il turno c’era l’ingorgo di macchine, oggi c’è l’ingorgo per andare al centro commerciale. Da produttori ci hanno trasformato in consumatori, pure tristi. Gli operai della Nexans vanno da Bianconi gli chiedono di salire sull’unico gigante che resta del sogno dei giganti (parafraso Antonio Pennacchi, spero non me ne voglia). Si sente il vento forte a 150 metri da terra, lo stesso che si sentiva da basso quando le case erano poche. Borgo Piave era un polo industriale, sembrava Lambrate che dava il nome agli scooter che osavano sfidare le Vespa della Piaggio. Ora le fanno in India le Lambrette, le Vespa in Vietnam e i fili? Boh, i cavi li faranno in Cina. Cosa resta a noi? Una idea di cosa potevamo fare e non abbiamo fatto, resta l’idea di un futuro del fare che ci è negato, contano i rating e non cosa fai, contano i numeri virtuali sui bilanci e non la quantità dei pezzi prodotti. Mi spiegarono, tempo, fa durante una riunione in Camera di Commercio a Latina che la “ricchezza futura sarà immateriale”, quelli del Mof, mi pare ci fosse Enzo Addessi, guardarono lo scienziato di turno perplessi: “e cosa ci mangiamo, l’immateriale?”. Forse qualcuno dirà agli operai della Nexans che domani e nei giorni a venire mangeranno “immateriale”, forse dovremmo ripensare questi luoghi comuni e tornare a lavorare: a Borgo Piave si faceva grano, poi ghisa e fili di rame, ora è deserto sotto al grattacielo. Il grattacielo guarda Borgo Piave come le statue dell’isola di Pasqua guardano il mare… I giganti son diventati piccoli uomini senza speranza, uomini soli. |
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| davide | Inviato il: 26/5/2010 19:49 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave martedì 25 maggio 2010ALzata di scudi per la nexans Teresa Faticoni 0 commenti Il day after l’annuncio ufficiale della chiusura della Nexans è tutto un fiorire di dichiarazioni, di manifestazioni di solidarietà. Ieri mattina si è tenuta l’assemblea sindacale nel sito di Borgo Piave durante la quale le parti sociali hanno spiegato ai lavoratori gli esiti dell’incontro di lunedì pomeriggio al ministero del lavoro il quale ha sostanzialmente chiesto alla Nexans di ragionare a bocce ferme. Ma i lavoratori hanno deciso di mantenere il presidio davanti alla fabbrica per evitare che vengano portate via le produzioni che comunque vanno avanti fino a fine mese. Intanto il segretario nazionale della Femca Cisl, Colombini, che ieri era a Latina, ha coinvolto per il primo giugno, quando si terrà un nuovo incontro a Roma, tutti i lavoratori del gruppo in uno sciopero di otto ore. Quelli di Battipaglia, preoccupati anche essi per il proprio futuro, hanno già aderito. « Ho la sensazione che Nexans si stia giocando questa partita su due tavoli separati», dichiara Dario D’Arcangeli segretario Filctem Cgil in riferimento alla dichiarazione dell’ad Italia della multinazionale, Giuseppe Borrelli rispetto alla volontà, riconfermata anche ieri, di voler collaborare per ridurre al minimo l’impatto sociale. Può voler dire che il management ha un percorso già scritto, ma che rivelerà solo il primo giugno. Magari una riconversione del sito. «Noi abbiamo un know how importante e vogliamo continuare a produrre cavi», dice Armando Valiani, della Ugl chimici. E se fosse un ricorso agli ammortizzatori sociali? «Non si può fare la trattativa con la pistola puntata alla testa», tuona Roberto Cecere della Femca Cisl. Intanto i ragazzi di Casapound hanno indetto una manifestazione virtuale di protesta su facebook: chi vuole può mettere nel proprio avatar un logo “la Nexans di Latina non si tocca”. «Mi metto a disposizione affinché anche la Regione incontri i sindacati», dice il consigliere regionale Giovanni Di Giorgi dopo che la Polverini sembra che si stia lavando le mani di questa vertenza. «Siamo nell’emergenza occupazionale ed emerge la debolezza del territorio pontino», commentano invece Giorgio de Marchis e Loreto Bevilacqua del Pd. La deputata Sesa Amici, come anche Di Pietro, si è impegnata a presentare una interrogazione parlamentare in merito. Solidarietà e proposte sono arrivate anche da Alessandro Aielli, Alleanza per l’Italia, e Renato Malinconico di Sinistra e libertà. |
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