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Freddy
Inviato il: 22/8/2008 19:33
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Circeo Connection: le cosche conquistano la provincia di Latina
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Matteo
Inviato il: 22/8/2008 21:38
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Re: Circeo Connection: le cosche conquistano la provincia di Latina

L'unica constatazione che si può ricavare da questo articolo è che il nostro territorio è in preda a un attacco della malavita, e società civile, istituzioni e forze dell'ordine devono contrastarle con ogni mezzo.



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davide
Inviato il: 23/8/2008 1:16
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Re: Circeo Connection: le cosche conquistano la provincia di Latina

 http://www.telefree.it/news.php"a02">giovedì 21 agosto 2008

Da Frank "tre dita" ai barbari del cemento. L'assedio di Aprilia
Reportage del Corriere. E' la quarta città del Lazio ma non ha ospedale e commissariato. Molte case (abusive) sono senza fogne.
letture: 138
aprilia
aprilia
Aprilia: Giocare a golf non è un problema: il green a 18 buche del Club eucalyptus, quota sociale 1.450 euro, è in perfette condizioni. Per le fogne pazienza: mancano in più della metà delle case. In compenso c'è lo Smai-la's, il locale aperto da Umberto Smaila anche a Sharm el Sheik e Barcellona. Manca l'ospedale, però. Bisogna accontentarsi della clinica privata della famiglia Sirri, in convenzione con la mutua, ovvio.

Manca il commissariato di polizia. Manca il giudice di pace. Manca pure il cinema, da quando il teatro di largo Marconi è stato trasformato nel Terminal Denim Store, jeans a euro 35. Sembra un paesino e invece Aprilia di abitanti ne fa 75 mila. Più di Pavia, per dire. Un quartiere dormitorio, a 40 minuti di treno dal caro affitti di Roma, che è diventato la quarta città del Lazio.
«Un posto dimenticato da Dio ma purtroppo non dagli uomini» dice seduto al bar Davi Maughelli Daniele, presidente dei floricoltori di Aprilia, uno dei settori che reggono ancora in piedi l'economia della zona. Si parla solo della «brutta avventura» del tabaccaio qui in piazza Roma, razionalista e angosciante come un quadro di De Chirico, affettuosamente chiamata piazza di cemento. Anche al signor Daniele è capitata la «brutta avventura»: rapina in casa, due mesi fa.

Da lui i carabinieri sono arrivati. Ma i ladri si sono nascosti, «saranno stati rumeni», e poi hanno ripulito le due case vicine. In provincia si dovrebbe stare tranquilli, si lamentano i vecchi sotto i portici. Ma quello della sicurezza è solo l'ultimo tradimento di questa terra. I guai cominciano negli anni '60 quando a Pomezia, pochi chilometri da qui, arriva al confino il boss siciliano Frank Coppola.

Negli Stati Uniti, insieme al titolo di braccio destro di Lucky Luciano, si è guadagnato il nome d'arte «tre dita»: durante una rapina in banca si era tagliato con un coltello le altre due per liberare la mano incastrata nella cassaforte. Nemmeno un urletto, narra la leggenda. Con la stessa determinazione Frank three fingers porta qui nell'Agro Pontino il suo know how: droga, racket e traffico di armi. In soggiorno obbligato arrivano poi uomini della camorra e della 'ndrangheta, che si alleano con la banda della Magliana. Il risultato? La cosiddetta quinta mafia, discreta ma laboriosa: nel 2005 i fascicoli della direzione antimafia del Lazio sono stati 204, più che in Calabria.

Del resto già per due volte questa terra promessa non ha mantenuto le promesse. La prima illusione è del 1937 quando viene inaugurata da Mussolini. Dopo la bonifica delle paludi pontine deve diventare «l'orto di Roma» e per questo il Duce la riempie di contadini romagnoli, friulani e veneti. Come la signora Santina. Lei i 700 chilometri da Cittadella a qui se li fece in bicicletta. Ma adesso le gambe non l'aiutano più e in chiesa entra al braccio di Dana, uno dei 5 mila rumeni che vivono in città, quasi il 7 per cento della popolazione, record nazionale.

La seconda illusione arriva nel dopoguerra con la Cassa del Mezzogiorno: Aprilia è il comune più a Nord dove le nuove imprese incassano contributi a fondo perduto e abbuono delle tasse. Arrivano in 56, dalla Buitoni alla Simmenthal, dalla Zenit alla Vianini. Terreni fertili e capannoni operosi? Una volta. Con l'agricoltura ormai non si campa. Dopo l'uva e il grano, adesso l'orto di Roma punta sul kiwi: «Ma vanno a 80 euro il quintale — dice all'ombra delle sue piante Gianni Cosmi, presidente del consorzio locale —, se non sei grande non ce la fai».

E anche per l'industria le vacche grasse sono finite da un pezzo. Con la chiusura della Cassa del Mezzogiorno buona parte delle aziende è andata via inseguendo la manodopera a basso costo nei nuovi Sud del mondo. Finito il tempo delle illusioni, Aprilia è diventata «profondo centro» come dice il sociologo Paolo De Nardis. Qualche anno fa il professore realizzò una ricerca proprio sui giovani di Aprilia arrivando all'incoraggiante conclusione che uno su due vuole andare via. Difficile dargli torto.

Metà delle case sono abusive. Ci sono 55 «nuclei spontanei», come vengono graziosamente chiamate le frazioni di La Gogna o Fossignano venute su al di fuori di ogni regola. Strade sterrate, niente gas e fogne, niente acquedotto ma solo pozzi. Qui più che De Chirico vengono in mente i Balcani. Il Comune fa quello che può: «Per portare acqua, gas e mettere tutto a posto — dice il vice sindaco Vincenzo Giovanni, giunta di centrosinistra dopo anni di destra — servirebbero 135 milioni di euro. La Regione ce ne ha dati 15, noi ne possiamo mettere uno e mezzo. Come dobbiamo fare?».

Intanto Aprilia continua a crescere. Non solo case abusive ma anche in regola grazie alle continue varianti che trasformano terreni agricoli in edificabili, come quello del centro commerciale Aprilia 2. «Gli affari sono affari — dice velenoso l'ex sindaco di An Paolo Verzili — ed in consiglio comunale sono quasi tutti ingegneri o geometri». Se continua così tra due anni Aprilia supererà i 100 mila abitanti. Senza un commissariato, senza un ospedale, forse senza speranze. Almeno tra due settimane c'è la notte bianca: sul palco della piazza di cemento sono attesi Enzo Salvi, Edoardo Vianello ed Alexia.

[Lorenzo Salvia, Corriere della sera]
fonte: Corriere della Sera   postato da: mn  


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davide
Inviato il: 23/8/2008 10:39
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Re: Circeo Connection: le cosche conquistano la provincia di Latina

Politica, assegni e cocaina

Mafia, politica, usura e cocaina. È un interrogatorio "spontaneo" davanti a due pm di Roma che ha dell'incredibile. È il 9 gennaio scorso. Riccardo Izzi, 33 anni, rampollo della dinastia di imprenditori che ha la licenza di gestire 94 supermercati con i marchi Sidis, Scudo e Pantamarket, spiega ai magistrati perché si è messo in affari con Massimo Di Fazio, un immobiliarista che il mese dopo verrà arrestato come usuraio dei clan casalesi.

Izzi, in quel momento, è assessore di Forza Italia a Fondi. La notte del 31 dicembre qualcuno gli ha bruciato l'auto sotto casa. A quel punto il politico spiega (prima ai carabinieri, poi ai magistrati) che i boss lo hanno reclutato con la droga: "Era Di Fazio a rifornirmi di cocaina, fino a un grammo e mezzo al giorno. Confermo che Tripodo, Trani e i fratelli Zizzo mi hanno appoggiato alle elezioni del 2006: mi rendevo conto che non erano trasparenti, ma io non ero lucido perché usavo cocaina. Ho smesso nel 2007 grazie a mia moglie... Di Fazio si vantava di fare usura trattenendo il 10 per cento mensile. Io gli facevo monetizzare gli assegni delle sue vittime nei supermercati di mio padre".

Continua il politico-imprenditore: "Nel 2006 Di Fazio mi disse che il padrino di suo figlio, che è di Casal di Principe, gli aveva chiesto un intervento per un detenuto. Mi diedero 5 mila euro per trovargli una lettera di assunzione e far figurare la sua convivente residente a Fondi. Il titolare della ditta E. si rese disponibile, ma i carabinieri gli dissero che quel detenuto era un pericoloso camorrista detto 'Bruce Lee' per la sua ferocia. E Di Fazio mi fece restituire 3 mila euro al padrino, che considerava il suo referente nella camorra".

Izzi parla ai magistrati anche di talpe e di politici. "Il senatore Fazzone è di Fondi ed è molto amico di mio padre che l'ha sempre appoggiato in ogni elezione. Ieri Fazzone mi ha convocato e, con mio grande stupore, mi ha detto di sapere che avevo appena confessato ai carabinieri l'uso di cocaina, l'usura, l'appoggio elettorale di Trani e Tripodo... Fazzone disse che dovevo dimettermi nel mio interesse, ma che, passati 5 o 6 mesi e chiarita la situazione, mi avrebbe portato con sé alle prossime regionali, visto che lui aspira alla presidenza della Regione Lazio". P. B.
(21 agosto 2008)


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Giovanni
Inviato il: 23/8/2008 11:39
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Re: Circeo Connection: le cosche conquistano la provincia di Latina

Ma cosa stà succedendo? Ma la magistratura di latina esiste? Faccaimo una petizione popolare per chedere chiarezza. Cihediamo insieme che il ministro degli interni faccia la sua parte.



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Matteo
Inviato il: 23/8/2008 13:50
Registrato: 28/7/2008
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Re: Circeo Connection: le cosche conquistano la provincia di Latina
Chiediamo al sindaco la stipulazione del patto della sicurezza per Latina con il ministero degli Interni.

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luigigallo
Inviato il: 23/8/2008 14:18
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Re: Circeo Connection: le cosche conquistano la provincia di Latina

 

Chiedere al Sindaco di stipulare un patto per la sicurezza è come chiedere a Bin Laden di proteggere l'America.

Forse non si è ancora capito che quì stiamo arrivando al punto di non rtorno e la responsabiltà di questa situazione è prima di tutto di ciascuno di noi che ha votato questa classe dirigente;

poi del Sindaco anzi di vari Sindaci della Provincia e della Loro maggioranza che come somari approvano tutto ciò gli viene ordinato, poi del presidente della Provincia perchè tutti quanti hanno avallato e concesso permessi, autorizzazioni, ecc a costruttori compromessi, a ditte che reciclavano denaro, hanno fatto costruire centri commerciali derivati da soldi sporchi ( come citano numerosi documenti e inchieste sul reciclaggio dei soldi sporchi da parte della camorra) e hanno dato in mano l'affare dei rifiuti a una ditta in cui uno dei responsabili secondo la commissione antimafia della Regione Lazio aveva rapporti con la camorra.

Ancora la responsabilità è della Procura  per tutte le cose che non solo io ho denunciato accadono li dentro (documenti dell'indagine contro Fazzone che si perdono, personaggi pericolosi per i quali non viene data l'autorizzazione ad indagare salvo poi dover intervenire la DIA ecc..)

la responsabilità è in minima parte anche delle forze dell'ordine che a volte per avere promozioni o altro si sottomettono alla politica chiudendo qualche occhio, ma che in molti casi hanno le mani legate dalla procura.

E' lecito pensare che ci siano coperture incrociate da parte della politica e a favore della politica con la Procura della Repubblica e tra politica e malavita.

 

Questa è la triste realtà, ad ulteriore dimostrazione basta vedere chi sono gli eletti nei comuni della provincia nelle file di un noto partito di maggioranza, dove anche a Latina ci sono personaggi che rappresentano poteri  loschi e un personaggio ben noto anche alle forze dell'ordine per i suoi contatti sebbene incensurato.

Naturalmente non posso fare nomi per non essere denunciato, non fanno nulla le forze dell'ordine cosa posso fare io ?

 

Abbiamo solo una possibilità per salvare il nostro territorio, cambiare i nostri, ( scusate,  i vostri perchè io non ho votato nessuno di questi personaggi ) rappresentanti politici così da creare non pochi problemi di riassetto alle cosche che stanno investendo a Latina e nella sua Provincia.

 

Luigi



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davide
Inviato il: 23/8/2008 14:33
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Re: Circeo Connection: le cosche conquistano la provincia di Latina

D'accordo con Luigi Gallo...

Chiediamo piuttosto al prefetto di istituire commissioni d'accesso ad Aprilia, Latina, Terracina, Sabaudia, Formia e Minturno. Perchè da quello che stà emergendo è altamente probabile che il marcio non sia solo a Fondi, anzi!

DAVIDE



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Giovanni
Inviato il: 23/8/2008 20:34
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Re: Circeo Connection: le cosche conquistano la provincia di Latina
Ha ragione luigi. Giusto quello che dice davide. Formiamo un gruppo di  persone e andiamo dal prefetto. Io sono pronto insieme a qualche mio amico.

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luigigallo
Inviato il: 24/8/2008 8:01
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Re: Circeo Connection: le cosche conquistano la provincia di Latina

io sono pronto e domani mattina farò una richiesta urgente di incontro con il Prefetto. 

Intanto ieri sera altra sparatoria in centro in via giustiniano.. 



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