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| Autore | Discussione |
| Freddy | Inviato il: 26/3/2009 13:34 |
Direttore ![]() ![]() Registrato: 25/7/2005 Da: Latina Messaggi: 2542 |
Poi dicono che mancano i soldi... Commenti alla notizia: Poi dicono che mancano i soldi...
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| Salvatore | Inviato il: 26/3/2009 16:03 |
Staff ![]() ![]() Registrato: 25/11/2005 Da: Q4 Messaggi: 4672 |
Re: Poi dicono che mancano i soldi... Caro Giulio, La visione utopica di un mondo senza eserciti e senza armi cozza con l’indole umana incline da millenni alla violenza, cozza coi tanti tiranni, con le tante prevaricazioni, coi tanti fanatismi… Se da un lato è doveroso adoperarsi per il miglioramento del genere umano, dall’altro ogni Paese, anche il più pacifico, ha il dovere di dotarsi di uno strumento militare idoneo a salvaguardare la sicurezza dei suoi cittadini. Anche senza scomodare il detto latino “si vis pacem, para bellum”, o il Clausewitz secondo cui la guerra altro non è se non la “prosecuzione della politica con altri mezzi”, io ritengo che uno dei motivi della risibile considerazione internazionale di cui “gode” l’Italia, è proprio quello di avere uno strumento militare risibile. Nel dopoguerra, scottati dalla tragedia in cui ci eravamo improvvidamente cacciati, la naturale avversione alle divise e ai moschetti ha fatto sì che il nostro strumento militare fosse volutamente inefficace; una sorta di esercito da operetta, buono solo per creare posti di lavoro(!!). Venuto a mancare l’ombrello americano alla cui ombra (anche se con qualche sbuffo infastidito!) ci siamo crogiolati per mezzo secolo e mutati gli scenari strategici mondiali, ecco che ci siamo trovati a dover usare uno strumento che pensavamo fosse lì solo per la parata del 2 giugno. L’Aeronautica è oggi con le pezze al c..o, il bilancio della Difesa è ai minimi storici e le capacità operative sono al lumicino. Ma quello che è più grave è che a causa dei poderosi tagli al bilancio, oggi le FFAA sono ridotte alla mera sopravvivenza quotidiana. Le attività essenziali quali l’addestramento e il rinnovamento degli equipaggiamenti sono diventate, purtroppo, assolutamente marginali. Mezzo secolo di “pace” hanno convinto molti, troppi forse, che le forze armate sono solo una folcloristica, anacronistica e inutile accozzaglia di parassiti della società civile. Ma siamo sicuri che sia davvero così? Siamo sicuri che questo senso di sicurezza (chi vuoi che ci attacchi oggi?) non sia falso? Siamo sicuri che davvero, nel mondo di oggi, possiamo fare a meno di un Esercito di una Marina e di una Aeronautica? Davvero vogliamo rinunciare ad avere una Difesa credibile? Davvero vogliamo restare in balia del primo pazzo che dovesse presentarsi col suo esercito ai nostri confini? O pensiamo di abdicare al nostro dovere, salvo poi sperare nell’aiuto dello straniero amico (come abbiamo fato per saecula saeculorum)? L’F35 (così è stato battezzato il Joint Strike Fighter) è un importante progetto, destinato a rimpiazzare i Tornado e gli AMX della nostra Aeronautica Militare di domani, ma è anche un progetto che ci vede partner alla pari con altri paesi progrediti, in un progetto di altissimo contenuto tecnologico che, come ben sappiamo, sarà trainante in tantissimi altri settori della vita civile. Sviluppare un aeroplano da guerra richiede circa 20 anni tra la fase di studio, sperimentazione, produzione, introduzione in linea e addestramento del personale. Lo abbiamo visto col Tornado, con l'AMX e, ancora di più con l'Eurofighter. Sarebbe miope oggi rinunciare al progetto JSF solo perché stiamo attraversando un momentaneo periodo di crisi economica. Il treno che perderemmo oggi con una improvvida rinuncia sarebbe paragonabile al treno da cui scendemmo nell’86 sull’onda emotiva del disastro di Chernobyl. Ma questa è un’altra storia. Salvatore
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| Vincenzo | Inviato il: 26/3/2009 19:30 |
Staff ![]() ![]() Registrato: 26/12/2005 Da: Messaggi: 3870 |
Re: Poi dicono che mancano i soldi... Così come ognuno di noi difende il "proprio orticello" con allarmi, recinzioni, portoncini blindati e quant'altro, lo Stato DEVE garantire la sicurezza del territorio comune aggiornando i mezzi a disposizione al passo con le tecnologie ed addestrando il personale addetto. Mi auguro che non siano mai utilizzate in azioni belliche, ma con la certezza che in caso di bisogno ci sono. Vincenzo
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| Stevejo | Inviato il: 26/3/2009 22:37 |
![]() Registrato: 26/3/2007 Da: Latina Messaggi: 542 |
Re: Poi dicono che mancano i soldi... Condividendo il discorso di Salvatore, vorrei aggiungere solo poche cose. L'Italia è una penisola, e da sempre i suoi scambi commerciali avvengono principalmente via mare. Abbiamo migliaia di navi cargo che battono bandiera italiana in giro per il mondo, come navi di altri paesi che finiscono per attraccare nei nostri porti. Gran parte della nostra ricchezza (o quello che ne rimane) dipende da questi traffici commerciali, ossia dal fatto che qeste navi arrivino sane e salve nei porti di destinazione. E se la Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza proteggono noi cittadini sul territorio (terra ferma), Marina Militare e Aeronautica mantengono la sicurezza sui mari e nei cieli. Molti potrebbero dire che i nostri mari sono già sicuri. Ed è vero, ma sono sicuri proprio perchè le nostre forze armate di cui sopra, per quanto ridotte ai minimi storici, possono ancora pattugliarle in modo soddisfacente. Cosa succederebbe se non fossimo più in grado di dislocare Fregate e Caccia (altri tipi di navi)? Probabilmente il Mediterraneo diventerebbe come il mare dei Caraibi, dove ogni giorno le navi rischiano di essere prese d'assalto dai pirati (ci sono anche ai nostri giorni). Ma non solo. I nostri cargo commerciali solcano anche le coste egiziane, passano per il canale di Suez e si dirigono verso i paesi arabi e l'India. Ebbene le nostre navi militari, in cooperazione con altri paesi, pattugliano anche quei mari che altrimenti sarebbero terra di nessuno. Pochi mesi fa, proprio in quei mari, uno dei nostri caccia (mi pare il Durand De La Penne") ha salvato un cargo Francese dall'assalto di alcuni pirati. Insomma, spendere soldi per le nostre forze armate serve anche in un periodo di crisi, serve per la sicurezza dei nostri scambi commerciali, serve a garantirci che i prodotti che consumiamo ogni giorno non ci costino un'occhio della testa (o non ci arrivino proprio) perchè le compagnie di cargo devono provvedere autonomamente alla sicurezza dei loro trasporti. Ebbene direte...ma che centrano le navi con gli aerei?Che centra la marina con l'aeronautica? Al di la del fatto che il pattugliamento dei mari è fatto anche dal cielo, di quei 131 JSF, la maggior parte è destinata proprio all'aviazione de marina, perchè andranno a sostituire gli ormai vetusti Harrier a bordo delle noste portaerei (ne abbiamo 2, una nuova nuova e una, la Garibaldi, a meno di 10 anni dal pensionamento). Sull'esigenza di avere anche noi portaerei, ricordo che durante lo schieramento dei nostri soldati in Libano (sotto l'egida ONU) una sola portaerei, la Garibaldi, con i suoi harrier, ha garantito da sola la sicurezza delle operazioni di sbarco, in mari tutt'altro che tranquilli. Ma non ci sono solo motivi di ordine di polizia a rendere necessario spendere soldi per le forze armate. Negli anni '80 l'Italia decise la costruzione della Garibaldi e di altre navi minori. A distanza di 30 anni, quei progetti e quelle navi si sono tramutate in commesse militari e civili (fatte da altri paesi), per le industrie navali italiane, di un valore pari a 3 volte l'investimento iniziale fatto dallo Stato. Il che ha significato anche occupazione e salari certi. E lo stesso avverrà con le nuove navi messe in cantiere negli anni 2000, e con i nuovi JSF per l'industria aeronautica. E in questi tempi di crisi non è certo un male. Ultimissima cosa: Il fatto che il JSF può portare testate nucleari, non significa che quelli italiani le porteranno. Semplicemente il JSF è il frutto della cooperazione di molti stati (in modo da diminuirne i costi), oguno con le proprie esigenze. Questo velivolo sarà uguale (o quasi) per tutti, e pertyanto deve soddisfare centemporaneamente le esigenze di tutti, anche di quei paesi che hanno preventivato di poterlo usare per il trasporto di testate nucleari. Un salutone, Stefano
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| Kla | Inviato il: 27/3/2009 8:52 |
Utente ![]() ![]() Registrato: 24/11/2005 Da: Latina Messaggi: 1672 |
Re: Poi dicono che mancano i soldi... Che paura! Oggi mi compro una modernissima fionda. Non si sa mai!
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| giucap | Inviato il: 27/3/2009 9:24 |
![]() Registrato: 13/1/2006 Da: Messaggi: 827 |
Re: Poi dicono che mancano i soldi... Il bello di un dibattito è confrontare opinioni diverse. E' vero che lo sviluppo di un progetto come quello in questione è materia di lungo periodo, ma io non ho letto, ad esempio da Salvatore che è persona preparata sull'argomento, qualcosa che riferisca al carattere di "offesa" piuttosto che di "difesa" del mezzo. Perché invece di generiche argomentazioni sulle necessità di difesa, sulle quali dirò la mia in seguito, qui si tratta di ingenti impegni di spesa (che vengono da lontano) su uno specifico progetto. Per quanto riguarda invece più generalmente gli impegni di spesa per difesa militare (quindi non guardia di finanza, polizia, carabinieri, guardia forestale), il c.d. "esercito da operetta" del passato non era assolutamente a costo zero. Oggi poi, con l'Unione Europea, ritengo che l'intera struttura andrebbe rivista ed ottimizzata. L'Italia è geograficamente chiamata a "difendere" una parte della frontiera sud dell'Europa. Deve farlo da sola? E' ancora ragionevole il dislocamento delle caserme, ammucchiate al confine nord-est? C'è poi l'aspetto del prestigio internazionale, essere in prima fila per l'invio di truppe sotto l'egida dell'ONU, della NATO o semplicemente a richiesta dell'amico americano (almeno quest'ultima per quanto durerà Obama speriamo di risparmiarcela). Ma anche in questo caso, non dovremmo approfondire l'argomento della preparazione ed addestramento per il nuovo ruolo di peace keeping? E dei mezzi adeguati a tale ruolo? Incluso eventuali cacciabombardieri? Chiudo sull'utopia di un mondo senza eserciti, anche se non è di questo che si stava trattando. Nonostante l'età ed il cinismo conseguente, nonostante debba ormai razionalmente inchinarmi ad Hobbes ed al suo "homo homini lupus", in fondo al cuore mi resta una parte di romanticismo giovanile. In Costa Rica negli anni '60 fecero la scelta di rinunciare all'esercito per utilizzare le risorse in istruzione e sanità. Oggi è il Paese più alfabetizzato del Centro e Sud America, e non è stato invaso da nessuno nonostante "vicini di casa" non proprio raccomandabili (Nicaragua e Honduras a nord, Panama, Colombia e Venezuela a sud). Senza arrivare a tanto, penso che il sistema di difesa per il futuro vada impostato a livello europeo, coordinato con i sistemi di difesa degli altri Paesi alleati o partner, richieda impegni di spesa proporzionali al PIL e sia adeguato ad affrontare le sfide e gli scenari del terzo millennio. Giocare ai soldatini per far bella figura al tavolo dei c.d. "grandi" (ma Cina ed India sono piccole?) mi sembrerebbe un vero sperpero di risorse, oggi più che mai scarse. Giulio
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| Salvatore | Inviato il: 27/3/2009 10:06 |
Staff ![]() ![]() Registrato: 25/11/2005 Da: Q4 Messaggi: 4672 |
Re: Poi dicono che mancano i soldi... Caro Giulio, adesso vado di fretta e non posso argomentre esaurientemente. La distinzione tra arma di offesa e di difesa è molto labile; per il momento accontentati di una battuta, poi in seguito rispondo meglio. Perchè dotiamo i nostri soldati di fucili mitragliatori? Dovendosi solo difendere, non basterebbero degli ottimi scudi e dei buoni giubotti antiproiettile? Salvatore
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| Kla | Inviato il: 27/3/2009 10:24 |
Utente ![]() ![]() Registrato: 24/11/2005 Da: Latina Messaggi: 1672 |
Re: Poi dicono che mancano i soldi... E ricominciata (o non è mai finita?!) la corsa agli armamenti. Che spavento, può succedere di tutto! Oltre alla fionda compro anche un arco con le freccie. Sarò pronto quando e se non resterà più nulla da esplodere.
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| giucap | Inviato il: 27/3/2009 10:26 |
![]() Registrato: 13/1/2006 Da: Messaggi: 827 |
Re: Poi dicono che mancano i soldi... Salvatore, spero che oltre le battute ci sia dell'altro. Tipo definizioni a livello internazionale, convenzioni o usi in ambito NATO, ecc. Altrimenti, oltre a scudo e giubotto, che ne dici della fionda di Claudio? Giulio |
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| Salvatore | Inviato il: 27/3/2009 17:00 |
Staff ![]() ![]() Registrato: 25/11/2005 Da: Q4 Messaggi: 4672 |
Re: Poi dicono che mancano i soldi... Certo che c'è dell'altro, ed è presto detto. Come dicevo prima, il confine tra la difesa e l'offesa è spesso labile. Posto che oggi è difficile immaginare un metodo di difesa inoffensivo (scudo, muri, fossati, fortificazioni...) qualsiasi arma, anche se acquisita coi più pacifici e difensivi degli intenti, è comunque in grado di offendere. Ci sono alcune armi che, per loro natura, sembrerebbero deputate all'offesa. Così può capitare che i non addetti ai lavori possano rimanere spiazzati. L'esempio classico è il bombardiere: un aeroplano che carica bombe e va a sganciarle in testa a qualcuno. Cosa ha di difensivo? Sembrerebeb l'arma offensiava per eccellenza! Senza voler fare un tratatto di dottrina militare lasciami solo dire che non è così. Se l'Italia dovesse essere attaccata da... San Marino, (giusto per fare un'esempio assurdo) e i bombardieri sanmarinesi dovessero bombardare Rimini, Cesenatico e Gatteo a Mare, non pensi che sarebbe lecito e giusto andare a bombardare la pista di decollo dei samamrinesi per evitare altri attacchi alla costa romagnola? E come potremmo farlo se non con dei bombardieri? Salvatore
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