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Matteo
Inviato il: 24/12/2010 13:58
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Re: Autostrada Roma-Latina

conconrdo con te ma ti faccio solo notare che in termini di tariffe noi paghiamo 1/3 di quando pagano in germania (servizio regionale), e in termini di contributo ricevono esattamente 50% in meno quindi Trenitalia fa quel che può.

Secondo me l'errove è dei nostri plicy makers che invece di investire nella cura del ferro continuano a dare incentivi ad autotrasportatori, strade e quant'altro...



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Vincenzo
Inviato il: 24/12/2010 17:18
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Re: Autostrada Roma-Latina

ed ecco cosa si dice dalle "mie" parti:

Allegato: pag15pomezia.pdf



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Qualunque viaggio noi intraprendiamo, noi inseguiamo la felicità. Ma la felicità è qui.
Orazio Flacco

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Ricki
Inviato il: 25/12/2010 11:48
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Re: Autostrada Roma-Latina

Ma infatti, Matteo, quello che dici è giusto, infatti io non do la colpa a Trenitalia - tranne che per una cosa, cioè spendere le scarse risorse per fare shopping all'estero, come se fosse una finanziaria anzichè una società di trasporto, anzichè spendere per comprare convogli nuovi etc..  - ma alla strategia politica nazionale, che da 60 anni ha volutamente puntato tutto sull'automobile e sul trasporto su gomma in genere...infatti ho sempre detto che l'italia è una repubblica fondata sull(entrate derivanti dall)automobile.   Nell'ambiente dove lavoro da 33 anni (puoi immaginare quale) ho sentito parlare fino alla nausea di CURA DEL FERRO e, a proposito di Roma, di completare il cosidetto "anello ferroviario" (costruito e funzionante solo per 3/4...),  ma siamo al punto di prima....

Però, da quello che il bravo Vincenzo ci ha segnalato con l'articolo di Latina Oggi, per fortuna molti la pensano come noi, specie in provincia..., quindi con rinnovata speranza saluto te, Vincenzo e altri, con tanti auguri di buone feste e buon Anno nuovo!

Riccardo



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Vincenzo
Inviato il: 26/12/2010 7:02
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Re: Autostrada Roma-Latina

Grazie Riccardo, ricambio gli auguri di un buon fine anno ed in particolare un felice 2011.

Tornando invece all'autostrada Roma-Latina

E invece ancora una volta e guardando al passato, indipendentemente dall'appartenenza politica  gli amministratori nazionali e locali scelgono un modello di mobilità insostenibile, basato sul consumo di territorio e sull'aumento delle emissioni, sul congestionamento stradale e sull'aumento del consumo di combustibile fossile, sul trasporto individuale invece che sulla condivisione, sull'allungamento delle percorrenze piuttosto che sulla loro riduzione.

Il "mostro di cemento e asfalto", come lo definiscono i cittadini dell'agro romano e pontino, costerà complessivamente 2 miliardi e 728 milioni di euro. Oltre ai fondi sbloccati dal Cipe, restano quindi in sospeso ancora 711 milioni di euro pubblici che sarebbero già stati inclusi nel piano programmatico governativo per le infrastrutture da realizzare nel triennio 2011-2013. Costi che inevitabilmente ricadranno sulle tasche dei contribuenti.

Ma l'impatto dell'operazione non si limita a questo. Oltre al costo spropositato e alla definitiva cancellazione di una alternativa per i pendolari, l'autostrada richiederà una serie consistente di espropri ai proprietari agricoli dell'agro che hanno attività lungo quello che sarà il tracciato autostradale, e metterà a serio rischio la sopravvivenza di intere aree naturali protette come quella di Decima Malafede.

 

 




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Orazio Flacco

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Vincenzo
Inviato il: 26/12/2010 7:33
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Re: Autostrada Roma-Latina

Un'altra nota dolente è il costo.

Per lavere un'idea dei costri: la realizzazione della metrotranvia di supeficie da Latina scalo ai quartieri q4q5 occorrono 140 milioni di euro (cifra per la quale giustamente alcune associazioni hanno gridato allo scandalo) per l'impatto che ne deraverà sul territorio e sul cittadino-utente,  ma nessuno grida allo scandolo per la spesa  2.728 milioni di euro per la realizzazione dell'autostrada a pagamento Roma-Latina..... perchè ?

Secondo una stima del Corriere, ciascuno dei 55 chilometri dell'arteria costerebbe più di 30 milioni al chilometro, il triplo di quanto si spende in Francia o in Spagna.

Vincenzo

 




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Ricki
Inviato il: 26/12/2010 10:27
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Re: Autostrada Roma-Latina

Condivido totalmente le considerazioni che Vincenzo ha così ben sviluppato nei 2 ultimii interventi precedenti...

Riccardo



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Vincenzo
Inviato il: 26/12/2010 11:54
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Re: Autostrada Roma-Latina

Corriere della Sera di lunedì 22 novembre 2010, pagina 1

L'autostrada dei pasticci (da 900 milioni) - L'autostrada dei pasticci (da 900 milioni) Risarcimento record sulla Roma-Latina

di Rizzo Sergio - Stella Gian_Antonio


L'autostrada dei pasticci (da 900 milioni) u; :kn(•"i1.?4-,Z-à I primi progetti nel 2001, i dubbi di Bruxelles, i ripensamenti della Regione Lazio. E giovedì il Cipe ha sbloccato 468 milioni L'autostrada dei pasticci (da 900 milioni) Risarcimento record sulla Roma-Latina I privati 1'iCol'i"oilo all'arbitrato: lo Stato rischia una penale doppia rispetto al Ponte di Messina Interrogazioni Il consigliere laziale dei Radicali, Giuseppe Rossodivita, ha presentato numerose interrogazioni. Senza risposta di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO STELLA soldi vanno spesi per I l'asfalto o gli avvocati? Direte che è una domanda assurda Se devi fare un'autostrada è ovvio che i soldi vanno spesi in lavori e non in cause giudiziarie. Eppure prima ancora che sia dato un solo colpo di badile, i denari appena stanziati per la Roma-Latina sono già ipotecati da due risarcimenti da capogiro per quasi un miliardo di euro. Sui quali destra e sinistra mantengono uno sconcertante silenzio.

Ma cominciamo dall'inizio. Siamo nel 2001. Dopo anni di denunce sulla pericolosità omicida della Pontina, di sospiri e maledizioni per gli ingorghi giganteschi, di bla-bla-bla sulla necessità di costruire finalmente una nuova arteria almeno a 4 corsie per far fronte a un traffico cresciuto a dismisura, la Regione Lazio governata dal centrodestra e presieduta da Francesco Storace decide di sbloccare finalmente la tanto attesa Roma-Latina.

Trenta milioni al chilometro In base alle stime, ciascuno dei 55 chilometri dell'arteria costerebbe più di 30 milioni, il triplo di quanto si spende in Francia o in Spagna Come? La risposta è nella formula magica: una joint-venture tra il pubblico e il privato. Viene costituita una società concessionaria destinata a progettare, costruire e gestire l'opera Si chiama Arcea Lazio. Il 51% è in mano alla Regione Lazio, il 49% a un raggruppamento privato assolutamente trasversale, secondo i soliti schemi: un po' a me, un po' a te, un po' a lui... Ne fanno parte la società Autostrade, il Monte dei Paschi e il Consorzio Duemilacinquanta. Il quale a sua volta tiene insieme una compagnia allargata. Dalla So.Co.Stra.Mo. di Erasmo Cinque (costruttore considerato vicino alla destra romana) alla «cooperativa rossa» Ccc, dalla stessa società Autostrade (attraverso la Spea) alla Ingegneri associati di Mario Salabè, fratello dell'architetto Adolfo Salabè coinvolto anni fa in una faccenda poi prescritta di fondi neri del Sisde. Non basta Anche se non figurano tra i soci, hanno un piedino nel consiglio di amministrazione del Consorzio anche le «Condotte» con Duccio Astaldi e il gruppo Caltagirone con il manager Pasquale Alcini. Il tempo di mettere a punto i dettagli societari, definiti il 21 maggio 2003, e via all'operazione. Con l'incarico alla Spea di fare gli studi preliminari. Appena lo viene a sapere, Bruxelles pianta la prima grana. Secondo la Commissione europea l'Arcea avrebbe violato le norme comunitarie. Le quali consentono di affidare direttamente i lavori senza gare d'appalto solo alle società «in house». Cioè interamente controllate dall'ente pubblico. Cosa che la Spea, appartenente come dicevamo alla Società Autostrade, non è. La Regione Lazio non fa una piega Anzi. Il 19 maggio 2004, in barba alle obiezioni di Bruxelles, l'Arcea incarica il Consorzio Duemila-cinquanta, il raggruppamento privato che è suo azionista, di fare il progetto dell'opera. Un incesto amministrativo ribadito. E stavolta con un secondo contratto ancora più oneroso. Nell'indifferenza per gli eventuali contraccolpi legali. Non è finita Vinte le elezioni dell'aprile 2005, in Regione si installa la giunta di centrosinistra di Pietro Marrazzo. L'anno dopo, il centrosinistra subentra anche a Palazzo Chini. E nel settembre 2oo6 *** il nuovo ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro annuncia che da Arcea escono i privati e subentra lo Stato: «Stiamo studiando le modalità per fare entrare l'Anas». Obiettivo: 60% alla Regione, 40% all'Anas. Spiega il governatore: «Questa proposta arriva dopo che l'Unione europea e l'Autorithy sulla concorrenza hanno negato all'Arcea il ruolo di società concessionaria a causa della presenza di privati». Ma le cose, evidentemente, non sono così semplici Fatto sta che due anni dopo, a cavallo della caduta di Prodi, la giunta Marrazzo decide di azzerare tutto. Meglio, il 4 marzo 2008 fa un'altra società: la «Autostrade del Lazio spa». Non più con le Autostrade, ma con l'Anas. Stavolta le quote sono paritetiche: 50% ciascuno. A questo punto la Regione si ritrova con due società per fare la stessa Roma-Latina, una con le Autostrade e una con l'Anas. Un pallonetto alzato a chi avesse voglia di piantare grane. Cosa che puntualmente accade. Appena il centrodestra vince le elezioni politiche, pura coincidenza, parte la prima richiesta di arbitrato. Quella specie di giustizia parallela con corsia prioritaria più volte abolita e più volte ripristinata. Il Consorzio Duemilacinquanta pretende un risarcimento danni di 674 milioni. Nessuno fa una piega e i tre arbitri vengono insediati di comune accordo. Sono l'avvocato di Erasmo Cinque, Federico Tedeschini, per la società privata e l'ex ministro Angelo Piazza per la Regione. Che insieme scelgono come presidente del collegio l'amministrativista Arturo Cancrini. La faccenda però, di rinvio in rinvio, va a rilento. Come mai? Mancano i soldi? Inoltre c'è un problemino: le clausole contrattuali prevedono che a innescare un eventuale arbitrato non possa essere il Consorzio, ma l'Associazione temporanea di imprese dei privati, cioè il raggruppamento che ha in mano il 49% delle azioni dell'Arcea. Quindi anche le Autostrade e il Montepaschi. Autostrade non si fa pregare. E a sua volta, a gennaio di quest'anno, promuove un secondo arbitrato, chiedendo alla Regione altri 185 milioni di danni. Totale dei due arbitrati: 859 milioni e spiccioli, ovviamente senza considerare le parcelle (astronomiche) degli arbitri. Più del doppio delle penali che lo Stato avrebbe dovuto pagare cancellando il Ponte di Messina. Una somma pazzesca. Tanto più che l'intera autostrada (senza considerare l'«allegata» Cisterna-Valmontone) dovrebbe già costare, Iva esclusa, 1.668 milioni di euro. Per 55 chilometri: cioè 3o milioni e 327mila euro al chilometro, il triplo dei costi francesi o spagnoli. Quasi otto volte più di quanto costò in valuta attuale l'Autosole. Un incubo. Le statistiche infatti non lasciano dubbi sul modo in cui vanno a finire queste cose. Nei primi nove mesi del 2009, per esempio, furono depositati 132 lodi arbitrali: nel 98% dei casi perse lo Stato. Tanto, non paga Pantalone? Nei 279 arbitrati fra il 2005 e il 2007 non era andata poi diversamente: 15 vittorie per lo Stato, 264 (pari al 94,6%) per i privati. Un andazzo tale da far scrivere dalla fondazione «Italiadecide» che le imprese si sono dotate di «apparati legali spesso più forti e attrezzati di quelli tecnico-operativi. II principale risultato negativo è una sorta di indifferenza al risultato». Domanda: siamo sicuri che i 468 milioni che solo giovedì scorso, tra gioiose dichiarazioni di sollievo, sono stati finalmente sbloccati dal Cipe, finiranno in ghiaia, massicciate e asfalto e non verranno prosciugati dai risarcimenti?

È quello che chiede, pressoché solitario, Giuseppe Rosso-divita, il capogruppo dei Radicali in Regione che da settimane tempesta il Consiglio di interrogazioni. Rimaste tutte, misteriosamente, senza risposta..

La vicenda Y progetto Nel 2001, il Cipe delibera l'intervento sulla «Al 2-Pontina Appia» e sulla «Bretella Cistema-Valmontone» I costi Iniziali I costi iniziali erano stati stimati in oltre 1.136 milioni di euro per la prima tratta e 310 milioni di euro per la Bretella La sodetà Inizialmente fu creata una joint venture mista chiamata Arcea Lazio, società concessionaria, destinata a progettare, costruire e gestire l'opera 6t' arbitrati Nel corso degli anni, però, alcune società che prima facevano parte della joint venture hanno promosso degli arbitrati che ammontano a oltre 859 milioni di euro I costo reale Attualmente, secondo i dati della Regione Lazio, per gli interventi sulla «Roma-Latina» e «Cisterna-Valmontone», i costi presunti ammontano all'incirca a due miliardi di euro *** Renata Potverini, governatore. dei Lazio, e Pietro Ciucci, presidente dell'Anas, giovedì scorso presentano I progetto per l'autostrada Roma-Latina 637 milioni • . È ilzcosto itimato • in euro (iva esclusa) dalla Regione Lazio . per la tratta - Cisterne,Valmontone • cèordo tra ta 412 cf la Roma-Latina iit Barn (Iva escÍùsa) data Regione Lazio per la tratta Roma-Latina nor4 ***

 






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Matteo
Inviato il: 26/12/2010 12:30
Registrato: 28/7/2008
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Re: Autostrada Roma-Latina

qui si sta facendo un errore di fondo si sta confondendo la malagestione dei nostri enti con l'infrastrutturizzazione della nostra provincia.

Per quanto concerne l'impatto ambientale l'autostrada roma latina ricalca per circa 80% il tracciato della pontina quindi non c'è nuovo consumo di territorio ma bensi la messa in sircurezza dio questa dannata arteria regione con relativo upgrade ad autostrada ecostruzione dello svincolo cisterna-valmontone.

 

Un altro errore che stiamo facendo è che le relativa esternalità positiva prodotte dall'autostrada non vengono calcolare come diminuzione di tempi di percorrenza, ad esempio può essere mai che per prendere l'autostrada dobbiamo andare a frosinone con relativo inquinamento e perdita di tempo costi materiali e immateriali che ricadono su tutta la collettività latinense e le relative industrie.



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DeMoN3
Inviato il: 26/12/2010 18:39
Registrato: 12/7/2006
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Re: Autostrada Roma-Latina
Vincenzo ha scritto:
nessuno grida allo scandolo per la spesa  2.728 milioni di euro per la realizzazione dell'autostrada a pagamento Roma-Latina..... perchè ?

 

Vincenzo

 Nessuno grida allo scandalo perchè, a differenza della metro quartieri-scalo, dell'upgrade della pontina ce ne è realmente bisogno!

 

Spero per te che non sei nella mia situazione, ma io mi faccio tutti i giorni Q5-Cecchignola per andare a lavoro. Quando non c'è traffico con 45-50 minuti sono a destinazione (quindi ottimo), ma appena fa 2 gocce di pioggia o, peggio, c'è un qualsiasi problema sulla strada(lavori in corso, rifacimento segnaletica orizzontale, potatura alberi, incidenti, etc) il tempo di percorrenza impenna fino a 2 ore (o anche più), sopratutto nel tratto aprilia-eur, per non parlare di Spinaceto che è costantemente, 7 giorni su 7 24 ore su 24, bloccata dal traffico.

L'alternativa sarebbe il treno? Ottimo, da casa mia devo arrivare a piedi alla fermata del pullman a San Luca, da lì arrivare alle autolinee, prendere la coincidenza per latina scalo, prendere il treno, arrivare a roma termini, prendere la metro fino alla fermata della laurentina e da lì prendere nuovamente il pullman...2 ore se tutto va bene (considerando che sono oltre 40 minuti la sola tratta ferroviaria).

Il potenziamento della Pontina è necessario e spero che avvenga nel più breve tempo possibile. Attualmente spendo circa 200€/mese di benzina (andando col treno, tra autobus, treno e metro, andrei a spendere poco di meno, sulle 150€), se anche dovessi spenderne altre 100€/mese, ma guadagnarci sulla qualità della vita e del tempo sprecato in auto, lo farei molto volentieri.

Non ho poi capito se il collegamento Latina-Roma diverrà solo a pagamento (mi pare alquanto improbabile, taglierebbero fuori chiunque non vuol pagare il pedaggio, non credo sia legalmente fattibile), ma se l'autostrada affiancherà la strada gratuita vi sarà giovamento di circolazione anche per quest'ultima, dato che gran parte del traffico sarà smistato sull'autostrada. A quel punto, quindi, la domanda sarà "vuoi pagare tot € per andare a 130km/h su una strada a tot corsie o preferisci andare a 90km/h su una strada gratuita ma più stretta?" e ognuno potrà fare la sua scelta.

Parlando della metro leggera...ma se arriva a Pomezia (o anche fino ad Ardea, è uguale), mi spieghi cosa me ne faccio?!? Fino a lì dovrei comunque arrivarci con il treno o con l'auto e arrivati al capolinea dovrei comunque prendere ulteriori mezzi per arrivare a lavoro. Considerando tutti questi scambi e relativi margini di tempo per non rischiar di perdere la coincidenza, è una cosa che sarebbe possibile fare una tantum, ma farlo 5 giorni a settimana (andata e ritorno) ti fa andare al manicomio entro breve tempo, senza contare l'enormità di tempo che sprechi (in confronto ad arrivare in ufficio con 45 minuti, intendo).

E' inutile nascondersi dietro ad un dito e parlare sempre di ecologia e sostenibilità, è innegabile che usare l'auto per andar a lavoro, laddove non si resta imbottigliati nel traffico, è la soluzione più comoda.

Non stiamo parlando di andar a fare la gita domenicale dove, per una volta, puoi anche "sacrificarti" ad usare i mezzi, ma uno spostamento quotidiano che si somma alla stanchezza/stress già dovuti al lavoro di una giornata intera.



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Vincenzo
Inviato il: 26/12/2010 19:07
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Re: Autostrada Roma-Latina

La metro leggera è solo una proposta degli abitanti di Pomezia ed Ardea, nulla vieta che la stessa venga proposta dai pendolari di Latina. Anche se viaggasse a solo 60 Km/ora  ci metterei la firma per arrivare a Roma in un'ora.

Anch'io sono un pendolare "forzato della Pontina e della macchina" ma ti assicuro che ne farei molto, ma molto volentieri a meno e invece cosa ci si prospetta e propone: spendere 250 eruro al mese di benzina + 50 euro di pedaggio.

Latina  tra l'altro non possiede una vera e propria stazione ferroviaria propria (intendo dire in città) ma per raggiungerla bisogna andare sotto Sermoneta ed è quindi naturale che molti utenti utilizzano il mezzo proprio in quanto con lo stesso tempo sulla Pontina sono già quasi ad Aprilia.

UN COLLEGAMENTO FERROVIARIO ROMA-LATINA-SABAUDIA-TERRACINA sarebbe l'ideale per "noi" pendolari.

Vincenzo




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Orazio Flacco

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