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Politica Locale : Il tesoretto di Zaccheo
Mesi anni di bilanci comunali deficitari ed in rosso polemiche richiami della corte dei conti patti di stabilitą violati ed in perenne bilico debiti fuori bilancio continui e destabilizzanti marciapiedi e strade in condizioni devastanti per mancanza di euro ed ora improvvisamente esce questo tesoretto dai residui di mutui parzialmente utilizzati o pagati e per nulla utilizzati sinceramente mi sento preso in giro oltre a sospettare che i bilanci hanno nascosto queste entitą.
Roccia
Riportiamo un articolo di Latina Oggi dal titolo:
il tesoretto di Zaccheo
http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/16_04_2009/pag05latina.pdf
Inviato da Anonimo il 16/4/2009 22:44:49 (312 letture) ::

Allegato: Banane.jpg
Leggo l'articolo di Latina Oggi.
Il segretario comunale Mario Taglialatela ...............abbiamo disposto una ricognizione generale in tutti gli uffici comunali per fare un INVENTARIO su tutti i mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti e sullo stato di ciascuno.Sono venuti fuori cose INCREDIBILI,perfino che un PAIO DI MUTUI GIA' PAGATI NON SONO MAI STATI UTILIZZATI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mi sono chiesto se facciamo parte della Repubblica delle BANANE.
Ogni altro commento lo lascio a Voi.
Delle banane? Di più molto di più
ecco due articoli de Il Messaggero di oggi
primo
di MONICA FORLIVESI
Il Comune di Latina viste le ristrettezze economiche è costretto a vendere dei beni di suo proprietà. Il Partito democratico sostiene che non può farlo, non in assoluto, ma perché non ha creato le condizioni per farlo: mancano documenti e stime obbligatori. Tanto che secondo il partito d’opposizione togliendo quel milione e 400.000 euro di plusvalenza prevista dalle vendite il bilancio di previsione 2009 non raggiungerebbe l’equilibrio. Per questo motivo il segretario cittadino del Pd Giorgio De Marchis ha dichiarato che informerà la Corte dei conti.
L’assessore al ramo Marco Gatto spiega innanzitutto da dove nasce la necessità di vendere dei beni comunali: «A imporcelo è l’attuale congiuntura economica e le strozzature provenienti dai trasferimenti statali e regionali, ovviamente si alienano dei beni non strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali». Gatto parla di possibili plusvalenze derivanti dalla vendita «quantificate con assoluta prudenza. Queste entrate - sottolinea - secondo quanto previsto dalla normativa vigente, vanno a finanziare spese avente carattere non permanente, non ripetitive e correnti. In sostanza spese non contrattualizzate e non obbligatorie, perché il mancato realizzo della plusvalenza potrebbe portare all’insufficienza delle risorse per la copertura delle spese. Il nostro bilancio quindi senza queste entrate sarebbe comunque in equilibrio».
Per quanto riguarda la cartolarizzazione dei beni dell’ente, che non essendo stata effettuata - sottolinea il Pd - impedisce la vendita dei beni, effettivamente non è stata effettuata. L’assessore assicura che è in fase di predisposizione e che verrà approvata dalla Giunta, costituendo l’atto propedeudico per la realizzazione del “Piano delle alienazioni e valorizzazioni”. «Questo Piano - precisa Gatto - dovrà essere deliberato dal Consiglio comunale, solo allora andrà a costituire allegato al bilancio». Dopo le riposte tecniche quella politica: «Per far notare l’esperienza amministrativa che abbiamo, grazie alla fiducia posta nei nostri confronti dai cittadini di Latina e che altri non possono vantare, prima delle alienazioni verrà redatto un apposito regolamento per assicurare criteri di trasparenza e adeguate forme di pubblicità in modo da valutare proposte di acquisto concorrenti. Non intendiamo infatti fare favori a nessuno, vogliamo solo sopperire alla carenza dei trasferimenti che stanno mettendo in difficoltà tutti i comuni d’Italia». L’assessore conclude sostenendo che le puntualizzazioni che De Marchis ha attribuito ai revisori dei conti «non risultano scritte nella relazione» e invita chiunque volesse verificare a leggere il documento disponibile presso l’ufficio Bilancio.
secondo
Il presidente dell’Ana Nicola Corradetti ribadisce: «Gli alpini qui vengono e pagano tutto di tasca loro, dai pasti al viaggio. Voglio sia chiaro che non tollereremo speculazioni, una famiglia ha chiesto cento euro a persona per il pernottamento nella propria casa, questo è inaccettabile. Deve essere una grande festa e dobbiamo dare una grande accoglienza. Per questo domenica (domani, ndr) distribuiremo le bandiere in piazza, perché il nostro imbandieramento è il minimo, contiamo sulla collaborazione dei latinensi, perché mettano il tricolore sui loro balconi e finestre».
Mo.F.
E quando li hanno presentati sti progetti e che progetti sono rotonde alberi marciapiedi minibitumazione strade e poi fondi di cui si è giù pagato un cospicuo interesse per NON utlizzarli ALLORA STO COMUNE O LI HA I SOLDI I NON LI HA si faceva il sottopasso sulla pontina e pure l'ex icos si ristrutturava, non si può far scrivere su uno stesso giornale tutto ed il contrario di tutto QUAL E' la verità ai revisori l'ardua sentenza ma essendo nominati dalla maggioranza l'assoluzione è certa.
Ecco il bananone sbucciato
da Il Messaggero
Dopo le preoccupazioni degli alpini che temevano ritardi nell’organizzazione dell’adunata nazionale che si terrà dall’8 al 10 maggio a Latina, arrivano le preoccupazioni dell’opposizione. «Fino ad ora - dice Giorgio De Marchis, segretario cittadino del Partito democratico - abbiamo mantenuto il silenzio, ci sembrava inopportuno sollevare polemiche su un evento che tutti ci auguriamo vada per il meglio. Adesso, di fronte alle esternazioni quotidiane del sindaco non si può più tacere, per un amministratore è insopportabile ascoltare una serie di schiocchezze e cose infondate senza poter intervenire a tutela dei cittadini. Oltretutto penso che l’80% delle cose che stanno dicendo il sindaco e l’assessore Guercio con il raduno abbiano poco o nulla a che fare».
Nei giorni scorsi il sindaco Vincenzo Zaccheo ha a più riprese spiegato che i 12 milioni di lavori che saranno effettuati in città per accogliere al meglio l’adunata degli alpini saranno in gran parte attinti da vecchi mutui inutilizzati e già pagati dal Comune a partire dal 1961 ad oggi, quello che Vincenzo Zaccheo ha definito «un tesoretto» da lui scoperto. De Marchis su questo punto sostiene che le cose non stanno assolutamente così. «Ma quale tesoretto - dice - intanto non sono quasi nove milioni i mutui giacenti bensì 2 milioni e 300.000, e poi il Comune li sta utilizzando in seguito a una precisa segnalazione della Corte dei Conti effettuata due anni fa. La cosa che lascia stupefatti è che quei soldi potevano essere spesi da allora, invece Zaccheo ha pensato di tenerli nel cassetto e inventarsi la favola del tesoretto».
Poi entra nel merito dei lavori. «Mi sembra assurdo che vengano fatti passare come meriti dell’amministrazione comunale semplicissime opere di manutenzione ordinaria della rete viaria che dovrebbero essere il primo punto dell’agenda politica di un’amministrazione. I cittadini di Latina pagano le tasse anche per questo e non devono essere costretti ad aspettare una grande manifestazione per vedere la città sistemata. Sono cose inaccettabili, l’unica cosa vera in questa vicenda è che si sta scatenando una paurosa macchina di clientele messa in atto dal sistema politico di Latina, che tra le altre cose si sta alimentando a causa dell’assoluta mancanza di trasparenza nella gestione dei fondi». Quella che lei dice è una cosa gravissima. «E me ne assumo la responsabilità. Il problema è che le cose devono essere fatte in modo chiaro e trasparente». E questo non sta avvenendo? «No, c’è una grandissima confusione e un’assoluta mancanza di trasparenza nelle procedure, sia per la gestione dei servizi di ristoro, sia nel reclutamento delle risorse umane per il servizio di vigilanza».
Il pensiero leggendo tutto questo va alle lotte per la mensa aumentata in maniera esponenziale perchè il comune non aveva fondi, va alle strade periferiche e marciapiedi disastrati dove camminare è un rischio, perchè il comune non ha i fondi per sistemarle, va alle attività sociali azzerate sempre perchè vige il titolo di un vecchio varietà Rai "Bambole non c'è una lira" a volte mi trovo al centro in via Duca del mare e periodicamente c'è chi ha veramente bisogno e necessità che cerca di avere un minimo un qualcosa ma a quanto pare a disposizione c'è poco o nulla per loro. Passo davanti ad istituti scolastici asili, elementari, medie tutti con problemi a volte anche seri ma soldi non ce n'erano per sistemarli.
Ed ora improvvisamente come novelli Silvan Sim Sala Bim eccoli gli euro saltano fuori a fiotti dal cilindro come i conigli di un prestigiatore ed improvvisamente appaiono ditte che immediatamente tagliano e piantano alberi, sbancano strade (centrali) incerottano marciapiedi...........speriamo che poi il conto quando arriverà non sia troppo salato........... ma tanto che fa paga sempre pantalone ovvero noi.
Sinceramente come Latinense mi sento preso per i fondelli.
E' fuorviante leggere che il Sindaco e il Segretario hanno dovuto fare l'inventario "ufficio x ufficio"dei residui dei mutui contratti e mai usufruiti,qualcuno già totalmente pagato.
Hanno accampato la scusa, per me infantile, che essendo mutui vecchi, dagli anni 1961 in poi, questi non erano informatizzati, come per dire, non esisteva il computer, i conti non potevano essere controllati.
Ma si può chiedere un residuo di un mutuo a distanza di 48 ANNI.!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
In una azienda privata avrebbrero cacciato a calci nel sedere il responsabile amministrativo.
Che desolazione.!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Rinnovo la richiesta popolare di erigere in Piazza del Comune il monumento a PINOCCHIO, patrono dei politici.
P.S. Il naso di Pinocchio deve essere rivolto verso la Torre Civica.Un articolo su PARVAPOLIS di
Nando Cappelletti
Tra il tesoretto e l'adunata
Scava, scava. Qualcosa troverai. È quello che devono aver suggerito al sindaco per scovare nuove risorse economiche. Con il contributo di qualche valente funzionario e alto dirigente, il primo cittadino ha fatto Bingo
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