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Sei in: Latina e Provincia >> Infopoint a Latina Scalo: ennesimo scempio!!Registrati per inviare messaggi

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Kla
Inviato il: 13/10/2008 20:22
Utente
Registrato: 24/11/2005
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Re: Infopoint a Latina Scalo: ennesimo scempio!!

E quelli che hanno deciso di mettere in mezzo alla piazza della stazione questo "cazzabbubu a forma di cappella funebre che assomiglia ad un grosso vespasiano" del valore di circa unmiliardoemezzo del vecchio conio di soldi nostri, che cosa sono?

Salutoni

Claudio Ennas




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Kla >))°> J

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Anonimo
Inviato il: 26/10/2008 17:01
Re: Infopoint a Latina Scalo: ennesimo scempio!!

 Queste sono le condizioni dell' infopoint......il writer contestatore non conosce le lettere dell'alfabeto ma il messaggio è chiaro......

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davide
Inviato il: 26/10/2008 18:08
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Re: Infopoint a Latina Scalo: ennesimo scempio!!

Nonostante abbiano cercato di richiamare la stazione, con gli stessi infissi dello stesso colore grigio, ma con un eccesso di travertino che stona (magari se facevano una costruzione con i mattoni identici a quelli della stazione e posizionando il manufatto sull'ampio marciapiede dove c'è la pensilina degli autobus sarebbe stato meglio), il risultato è purtroppo deludente, e la vista da dietro (quella che ha postato Antonella) è ancora più sconfortante...

A questo punto và smontato pezzo a pezzo il rivestimento di travertino e demolita la struttura in cemento armato...

E' un'obbrobrio che non si può vedere..... più passa il tempo e più l'occhio invece di abituarsi, lo rifiuta..

DAVIDE



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davide
Inviato il: 13/11/2008 17:36
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Re: Infopoint a Latina Scalo: ennesimo scempio!!
Un nuovo articolo di Sara Fedeli sull'Infopoint. Una domanda, ma chi è che vede la facciata dell'hotel della stazione diroccata?

E' una facciata in mattoni... niente di più, niente di meno...

http://www.parvapolis.it/page.phpè bello quell'Infopoint
Ma solo chi è smaccatamente provinciale riesce a montarci su una polemica

Mia cugina è di sinistra. Direte voi: chi se ne importa? Lei è una pisana "doc", cresciuta in un ambiente prettamente di sinistra e di sinistra è anche il suo background accademico. Si è laureata in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo critica d'arte, perciò quando, ultimamente, c'è stata per lei l'occasione di passare a Latina, le ho fatto vedere l'infopoint della stazione di Latina Scalo. Metto l'accento sull'espressione "le ho fatto vedere" perchè all'inizio lei - che prende periodicamente l'intercity Pisa - Latina non aveva neppure notato che davanti al piazzale della stazione c'era un nuovo elemento architettonico. Credo si sia sempre concentrata di più sulla sporcizia della stazione e sulle colorite espressioni che tanto la divertono in particolare sulla tratta Roma-Latina. L'infopoint non ha attirato minimamente la sua attenzione. Mi sono insospettita. Ho aspettato domenica, quando, con un bel sole in ci elo, l'ho accompagnata di nuovo a Latina Scalo per il rientro in patria toscana. Parcheggio l'auto proprio davanti all'infopoint e malgrado ciò, lei - che per una vita mi ha preso in giro a causa della mia amata città, a sua detta priva di cultura e di educazione civica, dove fioriscono solo le trovate espressionistiche di un dialetto eclettico rimesciato e aromatizzato come il Chianti nelle enoteche in Toscana - malgrado ciò, si diceva, lei non fa due parole due sull'infopoint. Le chiedo se conosce Pennacchi, lei che divora libri su libri e la cui odierna cultura rispecchia la sua passata dedizione allo studio. Niente, forse solo sentito nominare da qualche parte. Ho vissuto in Toscana molti anni. Conosco la forza centripeta della cultura da quelle parti, per cui cerco di capirla quando mi dice di non sapere chi è Pennacchi. Ma voglio insistere. E allora cerco la sua opinione estranea ai fatti e priva di preconcetti sull'infopoint, che in passato mi ha regalato la possibilità di confrontarmi personalmente proprio con il grande scrittore pontino. Ebbene lei ha guardato l'infopoint con gli occhi socchiusi per la luce, lo ha guardato come si può osservare un moscerino poggiato su un acino d'uva e mi ha detto: "Boh, è pur sempre davanti al piazzale di una stazione, non toglie e non aggiunge nulla". Ora, a me che l'infopoint sembrava un tassello di urbanizzazione - modello nordico - perchè ci vedevo un incentivo al turismo e una signorina bella e gentile dentro che ti dice in quale hotel puoi alloggiare a Latina se vuoi davvero goderti la città e le sue suggestioni, a me quella è sembrata un'opinione offensiva. Ma come: noi qui abbiamo fora (nel senso plurale di "forum"), blogs, notiziari locali, politici, scrittori e tutta l'élite del capoluogo che si "scapicolla" (per dirla alla latinense) a costo di convincere che l'infobox è bello, no è brutto, va buttato gi&ugra ve; e basta, va rifatto da capo, va dipinto, va amato... c'è gente che ha tolto il saluto ad amici di vecchia data perchè la pensavano diversamente da loro sull'infobox... ebbene questo immobile attorno a cui in certi periodi ha sembrato girare l'intera vita culturale di Latina, scopro che per una persona che si divide tra Campo dei Miracoli a Pisa e Piazza Santa Maria Novella a Firenze, non è nulla di rilevante, nulla di rivoluzionario, nulla di rappresentativo di nulla. È una costruzione che però potrà essere giudicata in base alla sua funzione futura, mi consolo io, ma temo di essere isolata. Adesso mi devo convincere che non ci cade neppure l'occhio, normalmente, se non sai cosa rappresenta nella guerra locale dei politici e dei soldi pubblici. E pensare che mia cugina ha sempre storto la bocca davanti alla facciata diroccata dell'hotel che accoglie la vista di ogni potenziale turista appena sceso dal treno. E così, di pensiero i n pensiero, traumatizzata dalla crudezza della realtà, in una slavina di amarcord, la mia cara cugina mi ha fatto venire a galla nella memoria anche quella volta che, a Bologna, una laureanda del D.A.M.S., mi si è rivolta così: "Ah sì, Latina.. ricordo quanto era squallida, quell'orribile albergo sul piazzale davanti alla stazione, la mattina dopo sono scappata, ma Latina dove sta? Non è mica quella che ho visto io intorno alla stazione, vero?". Direi che l'ho presa sul personale ma, se da un lato sono fiera delle rivendicazioni a carattere locale attorno a cui tante opinioni sono state divulgate in un recente passato, sono altrettanto consapevole che dovremmo affacciarci sulla finestra del mondo e renderci conto che la nostra realtà non è esattamente combaciante al modo in cui ci vedono da fuori. Pennacchi e Grassucci sono personaggi chiave del nostro bagaglio culturale e mentre noi ci accapigliamo nelle nostre discussioni, da f uori l'impatto è complessivo e tutti contribuiamo in parti uguali. Ma noi, ne siamo consapevoli?



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Kla
Inviato il: 13/11/2008 18:26
Utente
Registrato: 24/11/2005
Da: Latina
Messaggi: 1672
Re: Infopoint a Latina Scalo: ennesimo scempio!!

Sarebbe opportuno che la sig.ra Sara Fedeli consigliasse una bella visita oculistica per un bel cambio di occhiali alla sua cugina di sinistra.

Solo chi non ci vede o non vuol vedere non nota l'enorme "cappella funebre" schiaffata a forza in mezzo alla piazza della stazione. Più che Infopoint un oneroso "KAFOPOINT" costato alla comunità 600.000 euro e di cui ancora non si sa bene quando e se sarà mai utilizzato.

Salutoni 

 




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Kla >))°> J

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SaraDR
Inviato il: 13/11/2008 20:36
Registrato: 30/5/2006
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Messaggi: 1
Re: Infopoint a Latina Scalo: ennesimo scempio!!

Leggo da qualche tempo con curiosità il dibattito su quello che, ad oggi, non è ancora l’Infopoint di Latina. Assumo come dato, con un pò di rammarico, che c’è chi pensa di fondare la correttezza delle proprie affermazioni sui titoli accademici conservati nel cassetto o appesi al muro, quindi, per introdurmi nel sistema, procedo con la conta dei miei: una laurea in Storia e Conservazione dei Beni Architettonici allo IUAV di Venezia, con tesi, guarda caso, su Angiolo Mazzoni, una seconda in Architettura, conseguita nella stessa facoltà e un Dottorato di Ricerca in via di conclusione in Conservazione dei Beni Architettonici. Penso possa bastare. Penso possa bastare per dire che i titoli non servono. Ciò che, questo si, è davvero necessario, è semplicemente la conoscenza delle cose. Sono nata a Latina e non ci vivo più da 10 anni, quindi dovrei far parte, come la signora Fedeli dice, ‘di coloro che vedono da fuori’.

Dalla stessa fonte ho letto, mesi fà, che i criteri per la progettazione di questo Infopoint si fonderebbero sulla necessità di richiamare ‘il classicismo razionalista della fondazione’ senza ’imitare pedissequamente l’architettura di un passato che ormai non c’è più, ma rimodellandolo e interpretandolo secondo la chiave del nostro periodo storico’. Classicismo razionalista. Povero Mazzoni. Questo insensato parallelepipedo insiste -peraltro spezzandone in pieno la possibilità di una visione prospettica frontale, uno dei termini chiave della composizione architettonica razionalista- davanti ad un’architettura di un signore, Mazzoni appunto, riconosciuto dagli storici dell’architettura come l’Anticlassico, il Futurista, appunto. Colui che introduce nella composizione forme curve, ellissoidali, linee di piano spezzate, COLORI (rimanendo nel contesto Pontino pensiamo non soltanto alla nostra stazione ma al Palazzo delle Poste di Sabaudia).

Se progettare un cubo privo di alcun carattere, sottoponendo le sue forme e i suoi materiali alle più obsolete teorie di ‘ambientamento’ con la presunta realtà circostante, teorie che ben distano dalle più moderne concezioni di radicamento delle architetture nei propri contesti attraverso il riconoscimento dell’identità o ‘anima’ dei luoghi (per citare Moneo o Hillman) vuol dire rielaborare in chiave contemporanea i tratti dell’architettura razionalista, perdonatemi, accontentiamoci di progettare qualcosa di ‘semplicemente’ contemporaneo.

Ben venga, dunque, l’intervento dichiaratamente nuovo, ma che abbia una logica di concepimento e di inserimento, sui cui si possa leggere la mano dell’architetto e riconoscerne il personale linguaggio del progettare e non il mutismo di forme anonime, nocive più che per la loro estetica, per il loro posizionamento, a disturbare la possibilità di visione di una delle -ahimè- poche architetture che Latina deve tutelare.

L’università mi ha insegnato a non ragionare secondo categorie personali di ‘bello’ o di ‘brutto’, ma secondo quelle dell’opportunità, della funzionalità, dei significati di un’opera.

‘E’ pur sempre davanti al piazzale di una stazione’ si dice. No, è davanti ALLA stazione di Angiolo Mazzoni di Latina, pubblicata su buona parte dei testi che si occupano di architettura Razionalista. La copre senza dialogare con essa, la scimmiotta con le forme negandola poi con le tecniche costruttive (l’Infopoint ha una struttura portante in acciaio) negate a loro volta dai pannelli di tamponamento in travertino -lucidato- che simulerebbero un’antica firmitas.

Sarebbe un ‘tassello di urbanizzazione modello nordico’ (nordico...in che senso? Permettetemi di scherzare, sono molteplici i ragionamenti a scala urbana che vengono portati avanti ‘a nord di Latina’....!). Urbanizzazione non è ‘una signorina bella e gentile che da dentro una serra vetrata ti dice in quale hotel puoi alloggiare’. Urbanizzazione vuol dire programmazione, riconoscimento delle vocazioni della città, analisi costi-benefici, CAPACITA’ DI COLLOCARE I POCHI FONDI DI CUI I COMUNI HANNO OGGI A DISPOSIZIONE PER CIO’ CHE SERVE DAVVERO. Nel concetto di urbanizzazione, mi perdoni, non rientra affatto il caso in questione, ma l’inserimento di opere primarie, di collegamenti stradali, di mantenimento e pulizia della nostra città -il cui stato vedo peggiorare ogni volta che torno-, questi si, interventi di cui Latina ha bisogno. Non di opere di facciata.

Quando arrivo alla stazione di Latina per riprendere il treno e tornare dove vivo ora e vedo per prima cosa un insensato cubo mal posizionato che copre l’unico elemento che non era da coprire in quel piazzale, rifletto sui contenuti di questo dibattito e, pensando a coloro che trovano ragionevole il progetto di questo Infopoint che richiamerebbe ‘il classicismo razionalista della fondazione’ e che non importa se stia proprio piazzato lì davanti perchè tanto ‘è solo una stazione’, allora si, concordo col fatto che la realtà di chi la pensa così ‘non è esattamente combaciante al modo in cui qualcuno’, come me, la vede da fuori. Ma non da così tanto lontano.



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davide
Inviato il: 13/11/2008 20:57
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Re: Infopoint a Latina Scalo: ennesimo scempio!!
Esatto, almeno se si fossero richiamati i mattoncini della stazione, l'inserimento sarebbe stato più omegeneo..

Ma in questo modo, tra qualche decennio, qualunque visitatore o cittadino senza memoria, avrebbe pensato che l'infopoint fosse nato insieme alla stazione, negli anni 30.

Invece no, l'eccesso di travertino, per giunta lucidato, doveva essere in contrasto con la stazione, e ricordare a tutti, che quell'intervento era stato voluto e realizzato da una giunta democratica, non da un podestà..

Da parte mia, ho sempre pensato che bastava risistemare l'aiuola e la vicina fontana come erano in origine, con i pini che in seguito erano stati abbattuti per far spazio alle conifere attuali....

Mi rivolgo a Vincenzo. Avresti nel tuo archivio fotografico qualche immagine degli anni 60 e 80 del piazzale della stazione, prima degli interventi di "riqualificazione" fatti durante le giunte Finestra?

DAVIDE

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Kla
Inviato il: 13/11/2008 22:36
Utente
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Da: Latina
Messaggi: 1672
Re: Infopoint a Latina Scalo: ennesimo scempio!!

Nel dare il benvenuto nel sito a Saradr la ringrazio per il suo prezioso contributo. Che delizia nella sua lucida analisi.

Con persone così il sito si arricchisce sempre di più.

Ancora complimenti e salutoni

Claudio Ennas




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Kla >))°> J

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renatosd
Inviato il: 14/11/2008 12:33
Registrato: 7/2/2006
Da: q5
Messaggi: 1111
Re: Infopoint a Latina Scalo: ennesimo scempio!!

 

SaraDR ha scritto:

.... L’università mi ha insegnato a non ragionare secondo categorie personali di ‘bello’ o di ‘brutto’, ma secondo quelle dell’opportunità, della funzionalità, dei significati di un’opera....

.... Urbanizzazione vuol dire programmazione, riconoscimento delle vocazioni della città, analisi costi-benefici, CAPACITA’ DI COLLOCARE I POCHI FONDI DI CUI I COMUNI HANNO OGGI A DISPOSIZIONE PER CIO’ CHE SERVE DAVVERO...


 Ottimo e lucido commento, non serve aggiungere nulla anzi sarebbero bastati solo i due periodi che evidenzio.

Il primo dovrebbe essere scritto a lettere cubitali in fronte ai tanti soloni che di volta in volta si approcciano alle critiche su pretestuosi concetti di bello e brutto.

Il secondo  dovrebbe essere scritto a lettere cubitali in fronte agli amministratori pubblici.

renato

 

 

 




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La stupidità e la disonestà dei nostri nemici non deve essere una giustificazione della nostra cecità (Lev Trotsky)

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Anonimo
Inviato il: 22/11/2008 10:13
Re: Infopoint a Latina Scalo: ennesimo scempio!!
Urbanizzazione non è ‘una signorina bella e gentile che da dentro una serra vetrata ti dice in quale hotel puoi alloggiare’. Urbanizzazione vuol dire programmazione, riconoscimento delle vocazioni della città, analisi costi-benefici, CAPACITA’ DI COLLOCARE I POCHI FONDI DI CUI I COMUNI HANNO OGGI A DISPOSIZIONE PER CIO’ CHE SERVE DAVVERO. Nel concetto di urbanizzazione, mi perdoni, non rientra affatto il caso in questione, ma l’inserimento di opere primarie, di collegamenti stradali, di mantenimento e pulizia della nostra città -il cui stato vedo peggiorare ogni volta che torno-, questi si, interventi di cui Latina ha bisogno. Non di opere di facciata.Quando arrivo alla stazione di Latina per riprendere il treno e tornare dove vivo ora e vedo per prima cosa un insensato cubo mal posizionato che copre l’unico elemento che non era da coprire in quel piazzale, rifletto sui contenuti di questo dibattito e, pensando a coloro che trovano ragionevole il progetto di questo Infopoint che richiamerebbe ‘il classicismo razionalista della fondazione’ e che non importa se stia proprio piazzato lì davanti perchè tanto ‘è solo una stazione’, allora si, concordo col fatto che la realtà di chi la pensa così ‘non è esattamente combaciante al modo in cui qualcuno’, come me, la vede da fuori. Ma non da così tanto lontano.

Perfettamente d'accordo!

Sarebbe da chiedere ai tanti che abitano a Latina Scalo se ritengono utile e ben spesa l’enorme massa di danaro pubblico destinata all’infopoint o al centro intermodale, tanto per fare due esempi a caso.

Qualche anno fa il limite che divideva Latina da Sermoneta era indistinguibile: buio, strade tristi e malmesse, costruzioni orrende…

Ora sembra di varcare il confine tra Italia e Svizzera: da un lato la sciatta desolazione frutto di anni di  politica familistica e velleitaria e dall’altro l’impatto visivo e sostanziale di un territorio ben tenuto, di un’amministrazione efficiente e di progetti concretamente realizzati.



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