Cominciamo dalla fine. Da quando Alessandra Crociara, rsu della Nexans, ha aperto il comizio sul palco allestito sotto la prefettura. «Lentamente muore…». Contro lo stillicidio del lavoro trasferito dove costa poco e rende moltissimo, ieri Latina si è stretta ai lavoratori della ex Fulgorcavi. L’appuntamento era alle 10 in piazza della Libertà, con la manifestazione Sos lavoro e occupazione. I ragazzi della Nexans, però, da molto prima urlano cori e slogan. «Nexans ascolta Latina non si tocca», «Sveglia, Latina sta morendo». Il corteo parte puntuale, in testa ci sono le istituzioni che hanno lanciato una risposta univoca. Tommaso Conti, sindaco di Cori; Sergio Mancini, sindaco di Norma; Giovabattista Onori, assessore di Bassiano; Eligio Tombolillo, sindaco di Pontinia; Dandolo Conti in rappresentanza del Comune di Nettuno; Massimo Treiani da Aprilia; il sindaco di Sezze Andrea Campoli; l’assessore Pecchia da Terracina; Biagio Coppa per il Comune di Fondi; l’assessore Silvio D’Arco con la fascia blu della Provincia di Latina; l’assessore Enrico Tiero; i consiglieri provinciali Silvano Spagnoli, Fausto Nuglio, Memmo Guidi, Enzo Eramo; i consiglieri regionali Claudio Moscardelli e Giovanni Di Giorgi; tanti esponenti di partiti politici (il Pd sfila con due striscioni quello del partito guidato dal segretario Giorgio De Marchis e quello dei giovani democratici) a dire che non si può portar via così il futuro di questo territorio. Il lungo corteo dei lavoratori, molti dei quali hanno con sé la famiglia e i bambini che partecipano a quella che sembra loro una bella festa, si apre con Cristian Della Portella, rsu di fabbrica che con un microfono incita i suoi colleghi alla contestazione, ed Eugenio Siracusa, che a Borgo Piave ci lavorava. Adesso è sindacalista, ma nel megafono urla e urla la rabbia di tanti suoi colleghi. Al passaggio del corteo i commercianti di latina abbassano le serrande dei negozi in segno di partecipazione. C’è tanta gente comune, venuta qui a portare la sua solidarietà a questi giovani (l’età media di coloro che stanno rischiando il posto di lavoro si aggira sui 40 anni), ci sono i padri e le madri di questi ragazzi con lo sguardo ombrato (molti hanno lavorato a Borgo Piave), le organizzazioni sindacali sono rappresentatissime; ci sono le ragazze della Playtex che intonano Bella ciao alternandola con Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte; i dipendenti della Shopping global center ex Dublo; quelli della ex Bristol ora Corden Pharma; qualche lavoratore ex Tetra pak, qualcuno licenziato da Janssen, qualche ex Gambro ora Scm; ci sono i ragazzi della Wyeth; quelli della Meccano; quelli della Selex; della ex Pettinicchio; una delegazione dei Comitati riuniti agricoli. Troppi “ex” a sfilare nelle vie del centro di Latina, a raccontare di un territorio la cui unica vocazione, checché ci vengano a raccontare, è quella industriale. E invece lo hanno trattato come una #CENSURA#, sfruttato e abbandonato. Senza nemmeno lasciare i soldi sul tavolino quando sono andati via. Le forze dell’ordine al gran completo vigilano sulla serenità di tutti. E infatti tutto scorre lento, ma non inesorabile. «La Nexans di Latina non deve chiudere», urlano dal palco i lavoratori che si alternano. La prima canzone è “L’isola che non c’è” di Bennato. Un applauso scioglie la tensione, qualche lacrima si mischia alla pioggia e al sudore. Un minuto di silenzio è il tributo ai morti sul cantiere di venerdì a Itri. «Antonio uno di noi», urlano i ragazzi della Nexans allo scrittore Antonio Pennacchi che sul palco parla da intellettuale. Alla fine qualcuno consegna al prefetto un documento. Si riparte da qui, da queste facce, da questa gente che chiede un diritto garantito dalla Costituzione.
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| Autore | Discussione |
| davide | Inviato il: 14/6/2010 21:25 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave http://ilnuovoterritorio.blogspot.com/2010/06/latina-saracinesche-abbassate-passa-il.html"date-header">sabato 12 giugno 2010 |
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| davide | Inviato il: 14/6/2010 21:26 |
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Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave http://ilnuovoterritorio.blogspot.com/2010/06/filologico-la-censura-degli-scellerati.html"post hentry uncustomized-post-template"> filoLogico - La censura degli scelleratiMaria Corsetti A Latina è morta l’idea della libertà di pensiero. Della libertà di espressione. Del diritto di chi ascolta di stare a sentire. Anche se a qualcuno dà fastidio. Ieri alla manifestazione contro la chiusura della Nexans Antonio Pennacchi doveva essere il testimonial di eccezione. Pennacchi, uno dei massimi scrittori italiani, ex operaio Fulgorcavi, oggi Nexans. Sul palco Pennacchi interviene e dice che le fabbriche devono stare aperte, che le fabbriche sono necessarie per andare avanti. Il che per le orecchie dei dipendenti di una fabbrica che sta chiudendo va bene. Va un po’ meno bene per chi sogna di vivere nell’eden perduto, dove la manna scende dal cielo (variando ogni giorno sul menù, mica vorrai sempre lo stesso sapore), mentre dalle fontane guizza champagne. Ma buon viso a cattiva sorte ha voluto che, sebbene a fatica, si ingoiasse il teorema della necessità delle fabbriche. Se il principio è di stare lì a difenderne una, che Pennacchi esageri pure. Poi l’orrore, Pennacchi osa parlare di centrali nucleari. Di Enrico Mattei che l’aveva fatta proprio qua, a Borgo Sabotino, dell’elettricità che produceva, del ritorno all’energia atomica. Che produce la Nexans? Cavi. A che servono i cavi? A portare l’elettricità. Se l’elettricità non c’è i cavi non servono. Giusto? Sbagliato? Condivisibile? Un’opinione, un punto di vista. Ma più di qualcuno stava friggendo, il malessere serpeggiava tra chi si era fiondato sul palco per farsi vedere meglio. Una ragazza tenta di prendere in mano la situazione: «Antonio sta per concludere il proprio discorso», rassicura. Effettivamente Antonio si avvia alla conclusione, ma ha ancora qualcosa da dire. La ragazza interviene di nuovo «Grazie Antonio». Come si fa con i relatori petulanti dopo tre quarti d’ora di intervento (Pennacchi parlava da una decina di minuti, con una dialettica che di certo non annoiava). Infine la soluzione drastica: qualcuno spegne l’audio del microfono. E lì è morta la libertà. L’ha uccisa la mano che ha escluso l’audio. Mentre tutta l’Italia si indigna per la questione delle intercettazioni telefoniche. Ps: ho sempre pensato che le centrali nucleari in Italia non avrebbero mai chiuso se i dipendenti avessero rischiato di rimanere senza lavoro. Che il referendum avrebbe avuto un esito diverso, e dubito anche che si sarebbe arrivati a un referendum, se a tutta quella gente fosse stato detto: «un annetto di mobilità, quindi la cassa integrazione e poi sono affari tuoi». |
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| davide | Inviato il: 14/6/2010 21:27 |
![]() Registrato: 18/10/2007 Da: Messaggi: 1670 |
Re: Rischio chiusura per la Nexans (ex Fulgorcavi) di Borgo Piave |
| Lunedì 14 Giugno 2010 10:36 |
di ANTONIO PENNACCHI Sul Territorio di oggi, 14/6/2010, in evidente riferimento alla manifestazione dei lavoratori della Nexans c’è scritto a un certo punto, a firma Fabrizio Bellini, di “alcune infrastrutture di base quali la Centrale nucleare, per la quale Pennacchi si è preso i fischi”. No, i fatti non stanno così e con tutto il rispetto per Bellini e per il suo giornale, ci sono già in giro su internet diverse registrazioni – a prova eventualmente di Strisce e Controstrisce – che dimostrano esattamente il contrario: il pubblico composto dalle migliaia di lavoratori e dei loro familiari ha accolto e inframmezzato il mio intervento con ripetuti applausi ed ovazioni, che si sono prolungate ben oltre la fine dell’intervento stesso e lo spegnimento “d’autorità” del microfono; spegnimento dovuto, secondo alcune fonti, alle pressanti richieste del mio purtroppo compagno di partito Pd Moscardelli (certi atti divengono “bavaglio” solo se li fa Berlusconi, se li fa certa sinistra di Latina vanno bene). Non un solissimo fischio s’è levato dalla piazza. Le contestazioni – che pure ci sono state – si sono espresse solo e soltanto sul palco (fino ad arrivare appunto allo spegnimento forzoso del microfono), da parte di alcuni dei politici di professione che lo assiepavano ma che non gradivano, a differenza dei lavoratori, le tre o quattro cose che gli stavo dicendo sulle responsabilità e le crisi del nostro territorio, sulla vertenza Nexans e i suoi stretti legami con il rientro dell’Italia nel pool del nucleare. Questo solo per la precisione dell’informazione, perché se mi avessero davvero fischiato la classe operaia e il popolo lavoratore – a cui continuo come sempre ad appartenere, sia come uomo che come intellettuale – allora sì che mi sarebbe dispiaciuto. Ma essere contestato ed aggredito dai politici di professione a Latina di questi tempi, non può che costituire – sia per qualunque uomo che per qualunquissimo intellettuale – che un segno di grande onore di cui menare per sempre vanto. Io so’ io – diceva Alberto Sordi parafrasando il Belli – e loro so’ i politici de Latina. |

Ecco i video dell' intervento di Pennacchi:
http://www.youtube.com/watch?v=-vceENi4yxw&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=nrIAYEdkSWQ&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=vRbXdA3ggfI&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=IGrzncKuXyA&feature=related
ed il finale in cui manda a fanculo Moscardelli e compagni (si fà per dire):
http://www.youtube.com/watch?v=sKIhc0jgT7Y&feature=related
DAVIDE

"Parli dopo, non rompe lì cojoni!, impara l'educazione" così Pennacchi si rivolge a chi cerca di tagliarlo proprio sul più bello, quando tratta la questione del nucleare..
Ecco il video dove Pennacchi affronta la questione del nucleare e quando gli viene tagliato l'audio:
http://www.youtube.com/watch?v=LWMmboiUSbM&feature=related
DAVIDE

che piglio... che arringatore, che rispetto per la platea ... un vero Fascista - forse l'ultimo (e sarebbe pure ora)- ma magari per lui è un complimento a memoria di quando negli anni 60 entrava in consiglio comunale a braccio teso e gridava Viva il Duce ...
... io non l'ho fischiato, non ho ribatutto perchè non c'era contraddittorio e perchè era Off Topics .. io ho girato le spalle e me ne sono andato a prendere un caffè ... c'è tanto di meglio da fare in giro
renato
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La stupiditą e la disonestą dei nostri nemici non deve essere una giustificazione della nostra cecitą (Lev Trotsky)

Io non ero presente, ma comunque, pur essendo totalmente contrario al nuclleare (ed i cavi servono anche per trasportare corrente dalle pale eoliche e dal fotovoltaico..) e pur lasciandomi perplesso il Sig. Pennacchi, soprattutto per lo "stile", credo che chiunque vada lasciato esprimere liberamente e fino in fondo il suo pensiero, a meno che non propagandi, ad es, la droga, il satanismo, il razzismo etc...
Non attenersi a questa linea, oltre che essere antidemocratico, è assolutamente un boomerang....
Molto più produttivo e utile a convincere la platea, eventualmente, di un orientamento diverso, sarebbe stato attendere che Pennacchi finisse di parlare e controbbattere con argomentazioni convincenti sulla bontà di una politica energetica diversa.
Ma conosco i "polli" del mio campo...non sono all'altezza della situazione, ecco perchè la sinistra (sinistra?) è ridotta così....
Riccardo

Il rispetto prevede la reciprocità ... non ho condiviso lo stacco del microfono e fosse per me avrebbe potuto parlare per tre giorni, ma resta il fatto che l'arroganza è stata tutta di Pennacchi che è intervenuto in un contesto in cui operai, sindacati politici e tanta gente comune si era riunita per parlare, affrontare un problema enorme come quello del lavoro e per dare un segnale di solidarietà e vicinanza. Introdurre un tema strumentalmente, con arroganza e pretendere che tutti stessero li ad ascoltare all'infinito la lezioncina del professorino - neanche tanto interessante - quella si che è arroganza e comunque la poteva pure chiudere ad un certo punto o fino a quando doveva continuare a sclerare le sue banalità? avevamo capito le sue opinioni, ne avevamo preso atto ma ci è lasciato almeno il diritto di dissentire? o se dissentiamo dobbiamo prenderci i suoi stupidi insulti e restare li ore a dovercelo sorbire per forza? e saremmo noi gli antidemocratici?
renato
PS ricordo ancora che non era un convegno sul nucleare
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La stupiditą e la disonestą dei nostri nemici non deve essere una giustificazione della nostra cecitą (Lev Trotsky)

Renato, ma guarda che nel merito sono assolutamente d'accordo con te, e del resto non è certo a te che mi riferivo....e credo che Pennacchi sia un demagogo da strapazzo.... Penso che il Pennacchi poteva essere stoppato in modo più intelligente....ma non so chi ha staccato l'audio e non è importante. Mi suscita invece amarezza pensare che se certe forze politiche, penso soprattutto al P.D., svolgessero ancora un ruolo attivo e grintoso a sostegno dei lavoratori, come una volta faceva un certo PCI...., senza ridursi a rincorse affannose dell'ultimo minuto, dopo anni di politica consociativa con le destre, un Pennacchi che viene a recitare il compitino a Piazza del Popolo, facendo il Pancho Villa, come ha fatto sabato, sarebbe stato subissato di pernacchie!
Ma questo purtroppo non dipende da te, nè dal tuo partito, nè da me...
un caro saluto
Riccardo

lo so ... ma l'occasione era ghiotta per qualche domandina retorica .... e comunque per fare chiarezza il PD sta alla sinistra come il Papa sta a Karl Marx, vedi il caso Pomigliano d'arco ...
renato
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La stupiditą e la disonestą dei nostri nemici non deve essere una giustificazione della nostra cecitą (Lev Trotsky)
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