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Autore Discussione
giucap
Inviato il: 10/2/2009 9:30
Registrato: 13/1/2006
Da:
Messaggi: 827
Re: Qualche riflessione

Proprio l'enormità del paragone, e delle conseguenze, dovrebbe consentire senza problemi di riconoscere il mio diritto, che tali conseguenze (né altre) avrebbe non solo sull'umanità, ma anche su un singolo individuo.

Ma poi, sicuro che la vita nel Paradiso Terrestre, senza conoscere il bene e il male, sarebbe stata più interessante? E tu di cosa ti lamentavi?

Giulio

 



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Salvatore
Inviato il: 10/2/2009 9:36
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Registrato: 25/11/2005
Da: Q4
Messaggi: 4672
Re: Qualche riflessione
hai proprio ragione: la mia vita sarebbe stata un grigiore piatto!


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"Integrity is doing the right thing, even if nobody is watching."

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Anonimo
Inviato il: 17/2/2009 8:26
Re: Qualche riflessione

 Credo che una rilettura, o una lettura per chi non lo conoscesse, può fare bene.......

Pericle - Discorso agli Ateniesi, 461 a.C

Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell'eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l'uno dell'altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così

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giucap
Inviato il: 20/2/2009 14:15
Registrato: 13/1/2006
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Messaggi: 827
Re: Qualche riflessione

«Dobbiamo mantenere la lucidità e la serenità per respingere l'odiosa associazione mentale tra criminalità e immigrazione che può diffondersi a macchia d'olio in diverse fasce della popolazione italiana. Che se combinata alla crisi può creare un mix di carattere esplosivo».

Chi ha espresso queste opinioni, oggi? Il solito terzomondista sinistrorso che non si rende conto della gravità della situazione? Un nemico della civiltà occidentale, che vuole svendere la Patria ai nuovi barbari? Un incosciente che merita solo di provare sulla pelle sua o dei suoi cari l'effetto che fa l'incontro con il romeno di turno?

L'articolo del messaggero prosegue con: Lo ha affermato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla presentazione del rapporto Cnel sull'integrazione degli immigrati.

Signora mia, non ci si può proprio più fidare di nessuno!!

Giulio

 



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massimo74
Inviato il: 20/2/2009 14:30
Registrato: 21/1/2007
Da: Latina
Messaggi: 509
Re: Qualche riflessione

Grazie Giulio.

Per completezza consiglio anche il link dell'articolo del Messaggero per chi volesse leggerlo nella sua interezza:

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php

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massimo74
Inviato il: 20/2/2009 17:41
Registrato: 21/1/2007
Da: Latina
Messaggi: 509
Re: Qualche riflessione

Grazie Giulio.

Per completezza consiglio anche il link dell'articolo de "Il Messaggero" che si potrebbe leggere nella sua interezza cliccando qui:

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php"../../uploads/smil3dbd4e02c5440.gif" border="0" alt="" width="17" height="17" />



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Salvatore
Inviato il: 20/2/2009 17:53
Staff
Registrato: 25/11/2005
Da: Q4
Messaggi: 4672
Re: Qualche riflessione

Massimo,

puoi fare delle modifiche entro un certo lasso di tempo (mi pare 10 miuti) o fino a che qualcun altro risponde al tuo post. Poi le modifiche vengono bloccate. Questo per dare una "attendibilità storica" al sito.

Ciao

Salvatore




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giucap
Inviato il: 24/2/2009 10:14
Registrato: 13/1/2006
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Messaggi: 827
Re: Qualche riflessione

Simpatica riflessione di Massimo Gramellini su "La Stampa" di oggi.

Ho cambiato leggermente l'ortografia di una "parolina" per aggirare l'implacabile censura (fatta la legge, trovato l'inganno).

Giulio

L'Uomo Quantunque

Ogni sera, al Festival di Sanremòlis, il cantante Masini lanciava la sua invettiva contro l’Italia, «un Paese che c’ha rotto i cojoni». E ogni sera, immancabilmente, a quel passaggio il pubblico esplodeva in un applauso liberatorio. Il siparietto si è ripetuto a «Domenica In», tanto che Pippo Baudo si è sentito giustamente in dovere di chiedere «ma voi per chi avete votato?», ottenendo in risposta un significativo silenzio.

Nella lunga storia del qualunquismo, l’ovazione antiitaliana del loggione festivaliero rappresenta un’evoluzione anche rispetto ai «vaffa» di Grillo. Quelli si rivolgevano ancora a soggetti specifici, nomi e cognomi additati al pubblico ludibrio come responsabili dello sfascio.

Qui invece siamo al disprezzo generico per uno Stato che nessuno difende e per il quale nessuno si offende, perché nessuno immagina di farne parte. Fatico a immaginare una folla francese che applaude un cantante francese che insulta la Francia durante il festival della canzone francese. Ma chi applaudiva Masini non si sentiva affatto coinvolto.

L’Italia che «c’ha rotto i cojoni» era il politico della fazione avversa e anche quello della propria. Era il centravanti della squadra rivale, il vigile col vizio della multa compulsiva, la maestra crudele che dà un votaccio al pupo di casa. Era il capufficio arrogante, il vicino invadente, il coniuge assente. Insomma, ad averci «rotto» è un Paese composto da 60 milioni di persone meno una. E l’applauso all’insulto, un modo come un altro per prendere le distanze da quei 60 milioni, meno uno, di italiani veri.



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Baol
Inviato il: 24/2/2009 11:20
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Registrato: 14/12/2005
Da: Q4
Messaggi: 1069
Re: Qualche riflessione
Di canzoni sanremesi che inneggiano all'italiano vero e all'Italia ne ricordo di molto applaudite, o addirittura vincitrici; evidentemente non fa differenza, siamo volubili e altilenanti, facilmente preda dell'applauso conpulsivo! ... ... 

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Kla
Inviato il: 24/2/2009 11:37
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Registrato: 24/11/2005
Da: Latina
Messaggi: 1672
Re: Qualche riflessione

Giulio, ad applaudire potevano anche essere quelli che si sono rotti i cojoni indipendentemente da chi abbiano votato ultimamente.

Peccato che anche rompersi i cojoni si stia svalutato sempre di più dal momento che sempre più politicanti con il loro atteggiamento di difesa dei propri interessi e della loro casta politica  stiano allontanando sempre di più dalla politica gli Italiani. Fa gioco a questi signori "governanti a turno" avere a che fare con scojonati piuttosto che con cittadini che non perdendo di vista i problemi reali non si lasciano incantare dalle televisive distrazioni di massa come il Festival ma potrei citarne tante altre di distrazioni che secondo il mio punto di vista sono anche peggiori e più diseducative del festival di Sanremo dove ogni tanto si canta una canzone.

Salutoni




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Kla >))°> J

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