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| Autore | Discussione |
| renatosd | Inviato il: 8/11/2008 11:44 |
![]() Registrato: 7/2/2006 Da: q5 Messaggi: 1111 |
Re: Qualche riflessione giucap ha scritto:
trovi tutto (o almeno quello che riesco ad aggiornare ora per ora) su http://www.sinistrademocraticalatina.it/argomenti/costituente-sinistra ciao e buon fine settimana per chi non incontrerò stasera alla polentata di QC. renato
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| Anonimo | Inviato il: 10/11/2008 7:01 |
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Re: Qualche riflessione l malore sul palco subito dopo gli applausi per «Pata Pata», il suo brano simboloConcerto per Saviano, |
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| renatosd | Inviato il: 10/11/2008 17:41 |
![]() Registrato: 7/2/2006 Da: q5 Messaggi: 1111 |
Re: Qualche riflessione per Miriam Makeba http://www.youtube.com/watch?v=kCc61z9IFu4 renato
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| Salvatore | Inviato il: 10/11/2008 18:03 |
Staff ![]() ![]() Registrato: 25/11/2005 Da: Q4 Messaggi: 4672 |
Re: Qualche riflessione Un'inquietante particolare: mentre allestivano il palco, alcuni camorristi hanno avuto l'ardire di avvicinarsi e... chiedere il pizzo. Salvatore
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| giucap | Inviato il: 13/11/2008 12:00 |
![]() Registrato: 13/1/2006 Da: Messaggi: 827 |
Re: Qualche riflessione E' calato il silenzio sulla pseudo-riforma della scuola primaria. Ci sono stati parziali passi indietro e "congelamenti", ma meglio non parlarne altrimenti l'immagine decisionista del Governo ne potrebbe uscire offuscata. Ho trovato online questa lettera aperta datata 23 settembre, che mi pare comunque attuale. Tanto per riflettere un po' e non dimenticare. Giulio LETTERA APERTA AL MINISTRO GELMINI Roma, 23 settembre 2008 Gentile Ministro, sono la Dirigente scolastica di una Scuola Primaria di Roma, la "Iqbal Masih", ormai vicina all'età della pensione. Assisto con vera angoscia alla morte annunciata della scuola del Modulo e del Tempo Pieno. Questa scuola Elementare riformata noi "anziani" maestri l'abbiamo costruita giorno per giorno. Partivamo, è vero, da una scuola che già funzionava con buoni risultati, ma che si trovava a far fronte, per prima fra tutti gli ordini, a nuove sfide e problemi: l'inserimento dei disabili, l'integrazione in tempi brevi di massicce quote di alunni immigrati, la progressiva crisi delle famiglie e dei contesti sociali, l'emergere di nuove forme di povertà e marginalità. Contemporaneamente eravamo chiamati a sostenere l'impatto con la società multimediale, dove, intorno agli alunni, un grande e vorticoso rumore mediatico proveniente da un orizzonte globalizzato sostituiva la calma lenta del fluire del tempo e il ricorso rassicurante degli eventi familiari. Sono entrati, fra gli alfabeti in cui istruire gli alunni, quelli delle immagini, dei suoni, del movimento. Si sono dilatati gli spazi geografici e gli orizzonti storici, mitologie di popoli lontani si sono aggiunte a quelli a noi consuete; abitudini e culture diverse sono improvvisamente diventate contigue, prima attraverso il telecomando TV, poi con la presenza fra noi di nuovi cittadini, di colore diverso e che parlavano tante lingue e portavano fra noi storie di viaggi, gioie e fatiche, speranze e sogni da realizzare insieme a noi e ai piccoli compagni italiani. La scuola è diventata fucina di nuova cittadinanza e presidio prioritario per prevenire razzismi, egoismi, separazioni, emarginazioni. Per fare tutto questo occorreva tempo, tempo, tempo ... Tempo per ascoltare tutti i bambini, accogliere le loro ansie e le loro curiosità, aiutarli a "raffreddare" le esperienze e a mettere ordine e dare senso all'enorme quantità di nuove conoscenze ed esperienze che quotidianamente andavano facendo. Tempo di ascolto dei genitori. Tempo per lo scambio comunicativo fra gli alunni , perché potessero apprezzare le diversità di pensiero e di atteggiamenti presenti nelle classi e crescere attraverso il confronto. Per fare tutto questo occorrevano anche tante competenze diverse, che non potevano essere patrimonio di un unico maestro, per quanto colto e dotato di buon afflato pedagogico. Ma questi maestri, a cui si chiedeva di intervenire per educare ed istruire bambini diversi e più curiosi, dovevano essere capaci di lavorare insieme e di affinare le loro capacità di riflessione adulta, per non disorientare gli alunni con interventi divergenti. A questi maestri del "team" veniva affidato il compito di far affiorare lentamente e sempre più consapevolmente i diversi quadri disciplinari, come punti di vista molteplici attraverso i quali i bambini avrebbero potuto osservare e riorganizzare la realtà. Tutto questo abbiamo sperimentato e realizzato in questi ultimi trent'anni, quasi sempre con risultati eccellenti. Non abbiamo ampliato il tempo scuola per venire incontro alla crisi occupazionale. Non abbiamo sperimentato la pluralità docente per lavorare di meno e in più persone. Fa molto male sentir dire dal nostro Ministro, come ieri è avvenuto nella trasmissione "Porta a Porta" che "... se un docente sta in classe, altri due stanno fuori a non fare niente" . Non possiamo permetterci una scuola di eccellenza, ma costosa? Diciamolo: non inventiamo altri motivi. Il "pedagogista" di riferimento per il nostro Ministro è il Ministro delle Finanze . Stupisce la leggerezza, il pressappochismo, l'ignoranza di quanti, senza la minima competenza professionale, si esprimono sull'educazione delle nuove generazioni e sulla scuola. Tornare indietro significherà umiliare la cultura dei docenti della scuola primaria, ma, soprattutto, far regredire il Paese Tagliare sulla Scuola di tutti è grave per la coesione sociale del nostro Paese, per la sua cultura e per il futuro dei nostri figli. Nella nostra scuola è iniziato un movimento di protesta e mobilitazione fra docenti e genitori. Mi auguro che esso cresca e apra la riflessione nella società. Mi auguro che lei voglia ascoltare chi la scuola la fa tutti i giorni, con passione e serietà. Le chiedo, a nome di tanti docenti di ritirare il decreto e di presentare un disegno di legge che permetta, senza l'ansia dei tempi brevi e il ricatto del voto di fiducia, di aprire un ampio dibattito in Parlamento e nel Paese tutto Con tanta amarezza, ma anche con la speranza che voglia accogliere il mio appello, la saluto Simonetta Salacone
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| Salvatore | Inviato il: 28/11/2008 11:54 |
Staff ![]() ![]() Registrato: 25/11/2005 Da: Q4 Messaggi: 4672 |
Re: Qualche riflessione
Ecco, ho trovato il modo di farti leggere e ascoltare il "concession speech" di McCain. Ciao Salvatore
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| Anonimo | Inviato il: 8/12/2008 13:40 |
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Re: Qualche riflessione Per le note "vicende" di connessione, leggo solo ora questo post: anche se avevo già convenuto sul contenuto e sul gesto, voglio riportarlo all'attenzione...è evidente che da noi non succede così. Qui siamo in una perenne campagna elettorale, si fomenta lo scontro pseudoideologico per mascherare la mancanza di idee e di soluzioni, e si spacciano tutte le iniquità a favore sei soliti pochi, come iniziative di alto valore sociale e di prestigio nazionale.
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| Anonimo | Inviato il: 29/12/2008 11:52 |
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Re: Qualche riflessione Ieri sera guardavo in televisione un filmetto leggero...Love actually.. sapete quelle commediole sentimentali con quel Hugh Grant che fa sempre di queste cose, dove i comportamenti ridicoli e maldestri degl'innamorati protagonisti, di ogni età, tengono banco fino al lieto fine per tutti...Alla ripresa dopo l' ennesima interruzione per la pubblicità, ci siamo resi conto che il film era contraddistinti dal bollino rosso....il bollino rosso?? Ragazzi! Ci siamo messi in tre per cercare di capire cosa potesse turbare eventuali anime candide che seguissero il film, e nonostante l'impegno non siamo riusciti nell'intento!!! Ma è mai è possibile che in una tv dove passano "reali" bombardamenti e immagini di persone dilaniate e piangenti, dove la pubblicità di un chewingum mostra flatulenti scoiattoli, e non sto ad elencare altro perchè tanto lo vediamo tutti quanti tutti i giorni, possa essere contraddistinto dal bollino rosso un innocuo filmettino? Stai a vedere che l'unica cosa che può turbare qualcuno sono i sentimenti o, come in questo caso, la loro rappresentazione?
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| stefano | Inviato il: 30/12/2008 13:45 |
Staff ![]() ![]() Registrato: 16/1/2006 Da: Latina Messaggi: 350 |
Re: Qualche riflessione Una possibile spiegazione è che il film è di produzione britannica, e non americana. Sicuramente il distributore non è così potente da superare le maglie della censura ed il film si è dovuto trasmettere solo in seconda serata. Almeno per le emittenti che adoperano un sistema di autoregolamentazione. C'è da pensare allora che al cinema sia passato con il divieto per i minori di 14 anni. Assurdo no? Purtroppo si tratta di pura guerra commerciale. In prima serata la pubblicità si paga di più e films che possono essere trasmessi pure. Poi ci sono altri motivi sempre di carattere commerciale che influiscono sulla censura e sui sistemi di autoregolamentazione, come la riproposizione del primo episodio in TV quando sta uscendo il secondo al cinema, le versioni originali in caso di uscita di un remake, gli sponsor della produzione ecc. E a farne le spese siamo noi spettatori/utenti. Stefano |
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| Anonimo | Inviato il: 29/1/2009 14:00 |
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Re: Qualche riflessione |
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